Sistema Fisioterapia Noale

Sistema Fisioterapia Noale Sistema Fisioterapia è un centro medico che si occupa della cura e prevenzione del dolore

La nuova stagione si avvicina. Ti iscrivi al corso, rinnovi il tesseramento e dalla società arriva la richiesta: “Serve ...
03/08/2026

La nuova stagione si avvicina. Ti iscrivi al corso, rinnovi il tesseramento e dalla società arriva la richiesta: “Serve il certificato sportivo”.

A quel punto nasce spesso il dubbio: agonistico o non agonistico?

La risposta non dipende soltanto dal numero di allenamenti, dall’intensità percepita o dal fatto che tu partecipi a qualche gara.

Le due certificazioni seguono riferimenti e protocolli differenti. Per questo, prima di prenotare, è utile controllare la dicitura indicata dalla società, dalla federazione o dall’ente sportivo.

La visita non è soltanto un documento da firmare. Comprende la raccolta della storia della persona, l’esame clinico e gli accertamenti previsti per quel tipo di attività. Se emergono elementi che richiedono attenzione, il medico valuta se siano necessari ulteriori approfondimenti.

Con la Medicina dello Sport, SISTEMA amplia il proprio modo di prendersi cura delle persone attive e degli sportivi: dalla tutela sanitaria alla gestione degli infortuni, fino al ritorno graduale all’attività.

Prima di fissare l’appuntamento, verifica quale certificato ti è stato richiesto e chiedi alla segreteria quali documenti portare.

Salva il carosello e controlla la richiesta ricevuta prima di prenotare la visita.

«Ho le vertigini.»Prima di pensare a un test, chiediamo alla persona di raccontarci cosa sta vivendo.Cosa senti?Una rota...
31/07/2026

«Ho le vertigini.»

Prima di pensare a un test, chiediamo alla persona di raccontarci cosa sta vivendo.

Cosa senti?
Una rotazione, un’oscillazione, instabilità o una sensazione di testa leggera?

Quando accade?
Girandoti nel letto, alzandoti, camminando, muovendo la testa oppure senza uno stimolo riconoscibile?

Quanto dura?
Pochi secondi, alcuni minuti, ore o una sensazione quasi continua?

Da sole, queste risposte non formulano una diagnosi. Permettono però di capire quali altre domande porre, quali elementi valutare e se sia opportuno coinvolgere un altro professionista.

Per noi il metodo comincia così: non dal nome dato al sintomo, ma dall’ascolto di come quella persona lo vive.

Nelle stories trovi un box aperto: se dovessi descrivere la tua sensazione con parole tue, cosa diresti?

Rispondi al box nelle stories con le parole che useresti per descrivere la sensazione.

Quando una persona riferisce vertigini, non partiamo da una manovra o da un esercizio scelto in anticipo.Partiamo dal qu...
29/07/2026

Quando una persona riferisce vertigini, non partiamo da una manovra o da un esercizio scelto in anticipo.

Partiamo dal quadro.

Un episodio breve provocato da una determinata posizione richiede un ragionamento diverso rispetto a una sensazione continua, a un’instabilità presente mentre si cammina o a un capogiro accompagnato da sintomi nuovi.

Per questo la valutazione può comprendere colloquio, screening, osservazione dei movimenti oculari, test della relazione tra occhi e testa, test posizionali quando indicati, equilibrio e attività che la persona sente limitate.

Anche la conclusione può essere differente: in alcuni casi può essere appropriata una manovra di riposizionamento; in altri un programma di riabilitazione vestibolare; in altri ancora è opportuno un approfondimento medico.

Non applichiamo lo stesso protocollo a sintomi che hanno soltanto un nome simile.

Se gli episodi ritornano o stanno limitando le tue attività, una valutazione può aiutare a chiarire quale percorso sia appropriato.

Riferimenti utili:

* Bhattacharyya N et al., Clinical Practice Guideline: BPPV (Update), Otolaryngology–Head and Neck Surgery, 2017.
* Hall CD et al., Vestibular Rehabilitation for Peripheral Vestibular Hypofunction: Updated CPG, Journal of Neurologic Physical Therapy, 2022.
* Edlow JA et al., GRACE-3: Acute Dizziness and Vertigo, Academic Emergency Medicine, 2023.

Se il sintomo ritorna o limita le tue attività, puoi chiederci se una valutazione vestibolare è indicata per il tuo quadro.

Ti giri nel letto e, per alcuni secondi, sembra che la stanza inizi a muoversi.La prima spiegazione che molte persone ri...
27/07/2026

Ti giri nel letto e, per alcuni secondi, sembra che la stanza inizi a muoversi.

La prima spiegazione che molte persone ricevono è: «Sarà la cervicale». Ma il fatto che il sintomo compaia muovendo testa e collo non dimostra che abbia origine dalla colonna cervicale.

Per orientarsi è più utile ricostruire il suo andamento:

Quanto dura? Compare soltanto in alcune posizioni? Succede anche restando fermi? Sono presenti nausea, instabilità, mal di testa, disturbi dell’udito o altri sintomi?

Queste informazioni non servono per formulare una diagnosi sui social. Aiutano però il professionista a capire quali approfondimenti siano indicati e se sia necessario coinvolgere il medico.

Un esordio improvviso associato a difficoltà nel parlare, alterazioni della vista, nuova debolezza o perdita di sensibilità, incapacità marcata a stare in piedi, forte mal di testa insolito o calo improvviso dell’udito richiede una valutazione medica tempestiva.

Salva il carosello: avere chiare queste informazioni può rendere più utile il primo colloquio.

* Edlow JA et al., GRACE-3: Acute Dizziness and Vertigo in the Emergency Department, Academic Emergency Medicine, 2023.
* Seemungal BM et al., The Bárány Society position on “Cervical Dizziness”, Journal of Vestibular Research, 2022.
* Bhattacharyya N et al., Clinical Practice Guideline: BPPV (Update), Otolaryngology–Head and Neck Surgery, 2017.

Salva le quattro domande e usale per descrivere meglio il sintomo.

Passare da poche camminate quotidiane a giornate intere tra città, spiaggia ed escursioni può essere un cambiamento impo...
24/07/2026

Passare da poche camminate quotidiane a giornate intere tra città, spiaggia ed escursioni può essere un cambiamento importante.

Il numero “10.000” non rappresenta una soglia universale che ogni persona debba raggiungere immediatamente.

Ciò che conta è il rapporto tra quello che facevi prima e quello che stai chiedendo oggi al tuo piede.

Tre strategie semplici:

1. Dividi una camminata molto lunga in due momenti più brevi.
2. Alterna una giornata più impegnativa a una più leggera.
3. Osserva come risponde il piede durante la camminata e il giorno successivo.

Se il fastidio aumenta, non significa automaticamente che devi fermarti del tutto. Potrebbe essere sufficiente ridurre temporaneamente durata o intensità e risalire in modo più graduale.

La risposta, però, varia da persona a persona: un dolore persistente, progressivo o molto limitante merita una valutazione specifica.

Non devi dimostrare al contapassi che sei in vacanza.

Devi trovare un carico che ti permetta di continuare a muoverti e, progressivamente, fare qualcosa in più.

Salva questo post prima della prossima giornata di cammino.

Quando una persona arriva dicendo “mi fa male sotto il tallone”, la valutazione non termina nel punto in cui sente dolor...
22/07/2026

Quando una persona arriva dicendo “mi fa male sotto il tallone”, la valutazione non termina nel punto in cui sente dolore.

Quella zona è importante, ma dobbiamo comprendere anche:

• quando il sintomo è comparso;
• come cambia durante la giornata;
• quali attività sono aumentate;
• quali movimenti risultano più difficili;
• quale carico il piede riesce attualmente a tollerare.

Osserviamo quindi mobilità, forza, cammino e attività specifiche, scegliendo i test in base alla persona.

Anche la forma del piede va interpretata con prudenza: avere un piede piatto, un arco alto o una determinata modalità di appoggio non permette, da solo, di spiegare il dolore.

Allo stesso modo, non ogni dolore sotto il tallone è automaticamente una fascite plantare.

La valutazione serve proprio a evitare le scorciatoie: distinguere situazioni diverse, capire se sono necessari ulteriori approfondimenti e costruire un percorso proporzionato.

Il trattamento può comprendere educazione, adattamento temporaneo delle attività, esercizio progressivo e strategie sulle calzature. Terapia manuale, taping o altri supporti possono essere utilizzati quando risultano pertinenti, senza sostituire il recupero della funzione.

L’obiettivo finale è restituire al piede la capacità necessaria per le attività che contano per quella persona.

Se il dolore continua a limitare le tue camminate, possiamo aiutarti a capire da dove ripartire.

Primi giorni di vacanza: cammini più del solito, trascorri molto tempo in piedi e magari passi dalle scarpe chiuse a san...
20/07/2026

Primi giorni di vacanza: cammini più del solito, trascorri molto tempo in piedi e magari passi dalle scarpe chiuse a sandali, infradito o piedi scalzi.

Poi compare dolore sotto il tallone.

È facile concludere subito: “Sono state le infradito”.

In realtà, una calzatura può influenzare il comfort e il modo in cui il piede viene sollecitato, ma non permette da sola di spiegare ogni dolore.

Spesso sono cambiate più cose contemporaneamente:

• numero di passi;
• tempo trascorso in piedi;
• superfici;
• recupero;
• attività svolte nei giorni precedenti.

Per questo, prima di vietare una scarpa o cercare una soluzione universale, può essere utile ricostruire il cambiamento complessivo.

Se il fastidio è lieve, puoi provare a ridurre temporaneamente le camminate più impegnative, alternare giornate diverse e utilizzare la calzatura che senti più confortevole.

Se invece il dolore persiste, aumenta o limita le normali attività, una valutazione può aiutare a capire quale struttura è coinvolta e da quale livello di carico ripartire.

In presenza di trauma, impossibilità ad appoggiare il piede, gonfiore marcato, arrossamento importante, formicolii persistenti o dolore progressivo anche a riposo, è meglio non affidarsi soltanto a consigli generici.

Salva il carosello per le prossime camminate e condividilo con il compagno di vacanza che accusa sempre le infradito.

Ci sono dolori che compaiono all’improvviso.E altri che iniziano con piccoli segnali che spesso tendiamo a sottovalutare...
18/07/2026

Ci sono dolori che compaiono all’improvviso.

E altri che iniziano con piccoli segnali che spesso tendiamo a sottovalutare.

Se pratichi tennis, padel, pallavolo, nuoto o altri sport overhead, vale la pena prestare attenzione quando la spalla inizia a mandare questi messaggi:

✓ dolore durante il servizio, la schiacciata o il lancio
✓ fastidio che continua anche il giorno dopo
✓ sensazione di aver perso forza o velocità
✓ instabilità durante alcuni movimenti
✓ timore di eseguire il gesto sportivo

Questi segnali non significano automaticamente che ci sia una lesione importante o che tu debba smettere di allenarti.

Possono però indicare che è il momento di capire cosa sta succedendo.

Una valutazione permette di analizzare il gesto sportivo, il modo in cui il corpo si muove e i fattori che possono contribuire al dolore, così da costruire una strategia personalizzata e continuare a praticare il proprio sport con maggiore sicurezza.

📅 Durante luglio e agosto è possibile prenotare il Check-up Spalla Sportiva, una valutazione gratuita dedicata agli sport overhead, disponibile solo su prenotazione.

⚠️ Se il dolore compare dopo un trauma importante, è associato a una perdita improvvisa di forza o limita in modo significativo il movimento, è consigliabile rivolgersi tempestivamente a un professionista.

💬 Ti è mai capitato di sentire uno di questi segnali durante o dopo l’allenamento?

Quando uno sportivo arriva con dolore alla spalla, la domanda non è soltanto:“Che cosa ha la spalla?”La domanda più util...
15/07/2026

Quando uno sportivo arriva con dolore alla spalla, la domanda non è soltanto:

“Che cosa ha la spalla?”

La domanda più utile è:

“Come si muove l’intero corpo durante quel gesto?”

Negli sport overhead il movimento nasce dal basso e viene trasferito progressivamente fino al braccio.

Per questo, durante una valutazione, osserviamo anche mobilità, forza, controllo motorio e gestione dei carichi.

Non perché tutto sia necessariamente la causa del dolore, ma perché ogni informazione aiuta a costruire un percorso più preciso e personalizzato.

È questo il metodo SISTEMA.



Pratichi tennis, padel, volley o nuoto?

Scrivici quale sport fai.








Le vacanze dovrebbero iniziare con leggerezza, non con il mal di schiena.Dopo molte ore in auto è normale sentirsi più r...
13/07/2026

Le vacanze dovrebbero iniziare con leggerezza, non con il mal di schiena.

Dopo molte ore in auto è normale sentirsi più rigidi o indolenziti.

Questo però non significa automaticamente che ci sia un danno o che sia necessario fermarsi completamente.

Nella maggior parte dei casi il corpo beneficia di un ritorno graduale al movimento, associato a qualche semplice accorgimento durante il viaggio.

Ogni persona però è diversa.

Se il dolore continua, torna frequentemente oppure limita quello che vorresti fare, vale la pena capire quali fattori lo stanno mantenendo.

Una valutazione permette di individuare la strategia più adatta alla tua situazione, evitando consigli generici.

➡️ L’obiettivo non è solo far passare il dolore, ma aiutarti a muoverti con più sicurezza anche durante l’estate.

Nota importante

Se il dolore compare dopo un trauma importante, è associato a perdita di forza, disturbi della sensibilità o peggiora rapidamente, è opportuno rivolgersi tempestivamente a un professionista.



Hai mai avuto mal di schiena dopo un lungo viaggio?

Raccontacelo nei commenti.








Indirizzo

Via Bregolini 31F
Noale
30033

Orario di apertura

Lunedì 13:30 - 20:30
Martedì 09:00 - 20:30
Mercoledì 13:30 - 20:30
Giovedì 13:30 - 20:30
Venerdì 09:00 - 20:30

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