Sistema Fisioterapia Noale

Sistema Fisioterapia Noale Sistema Fisioterapia è un centro medico che si occupa della cura e prevenzione del dolore

Il primo allenamento dopo le ferie può facilmente trasformarsi in una prova:“Vediamo se riesco ancora a fare quello che ...
10/08/2026

Il primo allenamento dopo le ferie può facilmente trasformarsi in una prova:

“Vediamo se riesco ancora a fare quello che facevo prima.”

Il problema è che la memoria prende come riferimento l’ultima settimana completa di allenamento, mentre la capacità attuale dipende anche da ciò che è successo nel frattempo.

Una pausa non cancella automaticamente forza, tecnica e adattamenti costruiti. Può però modificare la tolleranza a determinati volumi, intensità o frequenze. La risposta varia in base alla durata dell’interruzione, all’attività svolta durante la pausa, alla storia di allenamento e alla persona.

Per questo può essere più utile programmare la prima settimana invece di concentrare tutto sul primo giorno:

* riprendere da esercizi o gesti conosciuti;
* lasciare un margine rispetto al limite;
* non aumentare contemporaneamente tutte le variabili;
* osservare come cambia la risposta nelle ore successive.

Non serve trovare la percentuale perfetta valida per tutti. Serve un punto di partenza che permetta di allenarsi, recuperare e costruire continuità.

Se compaiono sintomi nuovi importanti, una perdita improvvisa di forza o funzione oppure un peggioramento rapido, è preferibile non affidarsi soltanto a indicazioni generiche.

Salva il post prima di programmare la tua prima settimana di rientro.

Per approfondire:

* Barbieri A et al. Cardiorespiratory and metabolic consequences of detraining in endurance athletes. Frontiers in Physiology, 2024.
* Bosquet L et al. Effect of training cessation on muscular performance: a meta-analysis. Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports, 2013.
* Currier BS et al. Resistance Training Prescription for Muscle Function, Hypertrophy, and Physical Performance in Healthy Adults. Medicine & Science in Sports & Exercise, 2026.

Questa volta non vi presentiamo ancora tutta la squadra.Nella foto ci siamo noi, Samuel e Anna. Accanto a noi restano al...
07/08/2026

Questa volta non vi presentiamo ancora tutta la squadra.

Nella foto ci siamo noi, Samuel e Anna. Accanto a noi restano alcune sagome: sono i professionisti che, nelle prossime settimane, inizierete a conoscere.

Competenze diverse, un progetto condiviso e un obiettivo preciso: costruire anche a Borgoricco un luogo nel quale la persona possa essere ascoltata e accompagnata attraverso un percorso realmente coordinato.

La nuova sede di SISTEMA sarà uno studio multidisciplinare, pensato per integrare fisioterapia, esercizio e differenti competenze sanitarie.

Oggi vi chiediamo soltanto di segnare una data:

sabato 12 settembre 2026 – inaugurazione di SISTEMA Borgoricco.

Da venerdì prossimo inizieremo a svelare i professionisti della nuova squadra.

Il programma della giornata e le informazioni sull’Open Week arriveranno nelle settimane successive.

Salva il post e seguici: da venerdì prossimo inizieremo a svelare la squadra.

“Se continuo ad allenarmi rischio di peggiorare?”È una delle prime domande che ci pone chi avverte dolore durante una ba...
05/08/2026

“Se continuo ad allenarmi rischio di peggiorare?”

È una delle prime domande che ci pone chi avverte dolore durante una battuta, una schiacciata, un lancio o un esercizio sopra la testa.

La risposta non può essere uguale per tutti.

Fermarsi completamente può essere necessario in alcune situazioni. In altre, invece, è possibile mantenere parte dell’allenamento modificando temporaneamente volume, intensità o gesto.

Prima di scegliere, è utile comprendere:

* come sono iniziati i sintomi;
* quali movimenti risultano più sensibili;
* cosa è cambiato nei carichi recenti;
* quanta forza e resistenza sono disponibili;
* come reagisce la spalla durante e dopo l’attività.

La valutazione non serve a consegnare un divieto generico. Serve a individuare da quale livello ripartire e quali capacità recuperare per rispondere alle richieste dello sport.

In presenza di trauma significativo, perdita improvvisa di forza, incapacità di muovere il braccio o peggioramento rapido, è preferibile richiedere una valutazione tempestiva e non affidarsi soltanto a modifiche autonome.

Questa è l’ultima pubblicazione nel feed dedicata al Check-up Spalla Sportiva – valutazione gratuita.

La valutazione è prenotabile entro il 31 agosto.

Scrivici o chiama la segreteria per verificare la disponibilità degli ultimi appuntamenti.

La nuova stagione si avvicina. Ti iscrivi al corso, rinnovi il tesseramento e dalla società arriva la richiesta: “Serve ...
03/08/2026

La nuova stagione si avvicina. Ti iscrivi al corso, rinnovi il tesseramento e dalla società arriva la richiesta: “Serve il certificato sportivo”.

A quel punto nasce spesso il dubbio: agonistico o non agonistico?

La risposta non dipende soltanto dal numero di allenamenti, dall’intensità percepita o dal fatto che tu partecipi a qualche gara.

Le due certificazioni seguono riferimenti e protocolli differenti. Per questo, prima di prenotare, è utile controllare la dicitura indicata dalla società, dalla federazione o dall’ente sportivo.

La visita non è soltanto un documento da firmare. Comprende la raccolta della storia della persona, l’esame clinico e gli accertamenti previsti per quel tipo di attività. Se emergono elementi che richiedono attenzione, il medico valuta se siano necessari ulteriori approfondimenti.

Con la Medicina dello Sport, SISTEMA amplia il proprio modo di prendersi cura delle persone attive e degli sportivi: dalla tutela sanitaria alla gestione degli infortuni, fino al ritorno graduale all’attività.

Prima di fissare l’appuntamento, verifica quale certificato ti è stato richiesto e chiedi alla segreteria quali documenti portare.

Salva il carosello e controlla la richiesta ricevuta prima di prenotare la visita.

«Ho le vertigini.»Prima di pensare a un test, chiediamo alla persona di raccontarci cosa sta vivendo.Cosa senti?Una rota...
31/07/2026

«Ho le vertigini.»

Prima di pensare a un test, chiediamo alla persona di raccontarci cosa sta vivendo.

Cosa senti?
Una rotazione, un’oscillazione, instabilità o una sensazione di testa leggera?

Quando accade?
Girandoti nel letto, alzandoti, camminando, muovendo la testa oppure senza uno stimolo riconoscibile?

Quanto dura?
Pochi secondi, alcuni minuti, ore o una sensazione quasi continua?

Da sole, queste risposte non formulano una diagnosi. Permettono però di capire quali altre domande porre, quali elementi valutare e se sia opportuno coinvolgere un altro professionista.

Per noi il metodo comincia così: non dal nome dato al sintomo, ma dall’ascolto di come quella persona lo vive.

Nelle stories trovi un box aperto: se dovessi descrivere la tua sensazione con parole tue, cosa diresti?

Rispondi al box nelle stories con le parole che useresti per descrivere la sensazione.

Quando una persona riferisce vertigini, non partiamo da una manovra o da un esercizio scelto in anticipo.Partiamo dal qu...
29/07/2026

Quando una persona riferisce vertigini, non partiamo da una manovra o da un esercizio scelto in anticipo.

Partiamo dal quadro.

Un episodio breve provocato da una determinata posizione richiede un ragionamento diverso rispetto a una sensazione continua, a un’instabilità presente mentre si cammina o a un capogiro accompagnato da sintomi nuovi.

Per questo la valutazione può comprendere colloquio, screening, osservazione dei movimenti oculari, test della relazione tra occhi e testa, test posizionali quando indicati, equilibrio e attività che la persona sente limitate.

Anche la conclusione può essere differente: in alcuni casi può essere appropriata una manovra di riposizionamento; in altri un programma di riabilitazione vestibolare; in altri ancora è opportuno un approfondimento medico.

Non applichiamo lo stesso protocollo a sintomi che hanno soltanto un nome simile.

Se gli episodi ritornano o stanno limitando le tue attività, una valutazione può aiutare a chiarire quale percorso sia appropriato.

Riferimenti utili:

* Bhattacharyya N et al., Clinical Practice Guideline: BPPV (Update), Otolaryngology–Head and Neck Surgery, 2017.
* Hall CD et al., Vestibular Rehabilitation for Peripheral Vestibular Hypofunction: Updated CPG, Journal of Neurologic Physical Therapy, 2022.
* Edlow JA et al., GRACE-3: Acute Dizziness and Vertigo, Academic Emergency Medicine, 2023.

Se il sintomo ritorna o limita le tue attività, puoi chiederci se una valutazione vestibolare è indicata per il tuo quadro.

Ti giri nel letto e, per alcuni secondi, sembra che la stanza inizi a muoversi.La prima spiegazione che molte persone ri...
27/07/2026

Ti giri nel letto e, per alcuni secondi, sembra che la stanza inizi a muoversi.

La prima spiegazione che molte persone ricevono è: «Sarà la cervicale». Ma il fatto che il sintomo compaia muovendo testa e collo non dimostra che abbia origine dalla colonna cervicale.

Per orientarsi è più utile ricostruire il suo andamento:

Quanto dura? Compare soltanto in alcune posizioni? Succede anche restando fermi? Sono presenti nausea, instabilità, mal di testa, disturbi dell’udito o altri sintomi?

Queste informazioni non servono per formulare una diagnosi sui social. Aiutano però il professionista a capire quali approfondimenti siano indicati e se sia necessario coinvolgere il medico.

Un esordio improvviso associato a difficoltà nel parlare, alterazioni della vista, nuova debolezza o perdita di sensibilità, incapacità marcata a stare in piedi, forte mal di testa insolito o calo improvviso dell’udito richiede una valutazione medica tempestiva.

Salva il carosello: avere chiare queste informazioni può rendere più utile il primo colloquio.

* Edlow JA et al., GRACE-3: Acute Dizziness and Vertigo in the Emergency Department, Academic Emergency Medicine, 2023.
* Seemungal BM et al., The Bárány Society position on “Cervical Dizziness”, Journal of Vestibular Research, 2022.
* Bhattacharyya N et al., Clinical Practice Guideline: BPPV (Update), Otolaryngology–Head and Neck Surgery, 2017.

Salva le quattro domande e usale per descrivere meglio il sintomo.

Passare da poche camminate quotidiane a giornate intere tra città, spiaggia ed escursioni può essere un cambiamento impo...
24/07/2026

Passare da poche camminate quotidiane a giornate intere tra città, spiaggia ed escursioni può essere un cambiamento importante.

Il numero “10.000” non rappresenta una soglia universale che ogni persona debba raggiungere immediatamente.

Ciò che conta è il rapporto tra quello che facevi prima e quello che stai chiedendo oggi al tuo piede.

Tre strategie semplici:

1. Dividi una camminata molto lunga in due momenti più brevi.
2. Alterna una giornata più impegnativa a una più leggera.
3. Osserva come risponde il piede durante la camminata e il giorno successivo.

Se il fastidio aumenta, non significa automaticamente che devi fermarti del tutto. Potrebbe essere sufficiente ridurre temporaneamente durata o intensità e risalire in modo più graduale.

La risposta, però, varia da persona a persona: un dolore persistente, progressivo o molto limitante merita una valutazione specifica.

Non devi dimostrare al contapassi che sei in vacanza.

Devi trovare un carico che ti permetta di continuare a muoverti e, progressivamente, fare qualcosa in più.

Salva questo post prima della prossima giornata di cammino.

Quando una persona arriva dicendo “mi fa male sotto il tallone”, la valutazione non termina nel punto in cui sente dolor...
22/07/2026

Quando una persona arriva dicendo “mi fa male sotto il tallone”, la valutazione non termina nel punto in cui sente dolore.

Quella zona è importante, ma dobbiamo comprendere anche:

• quando il sintomo è comparso;
• come cambia durante la giornata;
• quali attività sono aumentate;
• quali movimenti risultano più difficili;
• quale carico il piede riesce attualmente a tollerare.

Osserviamo quindi mobilità, forza, cammino e attività specifiche, scegliendo i test in base alla persona.

Anche la forma del piede va interpretata con prudenza: avere un piede piatto, un arco alto o una determinata modalità di appoggio non permette, da solo, di spiegare il dolore.

Allo stesso modo, non ogni dolore sotto il tallone è automaticamente una fascite plantare.

La valutazione serve proprio a evitare le scorciatoie: distinguere situazioni diverse, capire se sono necessari ulteriori approfondimenti e costruire un percorso proporzionato.

Il trattamento può comprendere educazione, adattamento temporaneo delle attività, esercizio progressivo e strategie sulle calzature. Terapia manuale, taping o altri supporti possono essere utilizzati quando risultano pertinenti, senza sostituire il recupero della funzione.

L’obiettivo finale è restituire al piede la capacità necessaria per le attività che contano per quella persona.

Se il dolore continua a limitare le tue camminate, possiamo aiutarti a capire da dove ripartire.

Primi giorni di vacanza: cammini più del solito, trascorri molto tempo in piedi e magari passi dalle scarpe chiuse a san...
20/07/2026

Primi giorni di vacanza: cammini più del solito, trascorri molto tempo in piedi e magari passi dalle scarpe chiuse a sandali, infradito o piedi scalzi.

Poi compare dolore sotto il tallone.

È facile concludere subito: “Sono state le infradito”.

In realtà, una calzatura può influenzare il comfort e il modo in cui il piede viene sollecitato, ma non permette da sola di spiegare ogni dolore.

Spesso sono cambiate più cose contemporaneamente:

• numero di passi;
• tempo trascorso in piedi;
• superfici;
• recupero;
• attività svolte nei giorni precedenti.

Per questo, prima di vietare una scarpa o cercare una soluzione universale, può essere utile ricostruire il cambiamento complessivo.

Se il fastidio è lieve, puoi provare a ridurre temporaneamente le camminate più impegnative, alternare giornate diverse e utilizzare la calzatura che senti più confortevole.

Se invece il dolore persiste, aumenta o limita le normali attività, una valutazione può aiutare a capire quale struttura è coinvolta e da quale livello di carico ripartire.

In presenza di trauma, impossibilità ad appoggiare il piede, gonfiore marcato, arrossamento importante, formicolii persistenti o dolore progressivo anche a riposo, è meglio non affidarsi soltanto a consigli generici.

Salva il carosello per le prossime camminate e condividilo con il compagno di vacanza che accusa sempre le infradito.

Indirizzo

Via Bregolini 31F
Noale
30033

Orario di apertura

Lunedì 13:30 - 20:30
Martedì 09:00 - 20:30
Mercoledì 13:30 - 20:30
Giovedì 13:30 - 20:30
Venerdì 09:00 - 20:30

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