04/08/2026
Ogni giorno un bambino raccoglie informazioni sul mondo.
Non lo fa attraverso grandi eventi, ma attraverso centinaia di piccole esperienze quotidiane.
Quando ha paura, qualcuno arriva?
Quando piange, viene consolato?
Quando sbaglia, viene aiutato o giudicato?
Da queste esperienze il bambino costruisce i Modelli Operativi Interni (MOI): rappresentazioni implicite di sé, degli altri e delle relazioni.
Sono una sorta di “mappa” che risponde, inconsapevolmente, a domande come:
• Posso fidarmi degli altri?
• Sono una persona degna di essere aiutata?
• Cosa succede quando ho bisogno di qualcuno?
Queste convinzioni non sono ricordi coscienti, ma aspettative che influenzeranno il modo di vivere le amicizie, le relazioni affettive e persino il rapporto con i propri figli.
La buona notizia è che i MOI non sono immutabili.
Nuove esperienze relazionali, vissute in contesti sicuri e caratterizzate da ascolto, comprensione e continuità, possono modificarli nel tempo.
Per questo motivo l’obiettivo non è essere genitori perfetti.
L’obiettivo è offrire, con sufficiente continuità, esperienze nelle quali il bambino possa sentirsi visto, compreso e al sicuro.
💬 Ti era mai capitato di pensare che due fratelli potessero attribuire significati completamente diversi alla stessa situazione?
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