21/07/2026
UN PIATTO DI PASTA CI RENDE FELICI:
SAPEVAMO, E LO DICE LA SCIENZA
Anche le situazioni più complicate sembrano affrontabili dopo un piatto di spaghetti condiviso.
La pasta ci rassicura e ci riempie di gioia: era intuibile ma ora una
ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Food Science & Nutrition lo
conferma. Secondo lo studio, il consumo di pasta è associato a benefici
emotivi marcati e in particolare a una maggiore felicità, a una migliore
qualità di vita, più bassi livelli di stress, una migliore consapevolezza
alimentare e una maggiore capacità di godere del momento presente.
Queste sensazioni sono amplificate dall'abitudine di condividere la pasta
in momenti conviviali, e non sono altrettanto accentuate quando sulla tavola ci sono riso, pizza o pane.
80 grammi di felicità. Da tempo alla dieta mediterranea, riconosciuta dall'Unesco come Patrimonio
culturale immateriale dell'Umanità, sono associati benefici fisici e psicologici. Meno noti sono gli effetti
sulla sfera emotiva delle sue singole componenti - oltre alla pasta e ad altri cereali, preferibilmente
integrali, verdura e frutta, olio, latte e latticini, frutta a guscio e semi oleosi, pesce, uova, pollame.
Profumo di casa. Gli scienziati hanno analizzato le associazioni spontanee che le persone fanno
quando pensano alla pasta, misurato le loro reazioni emotive inconsce attraverso test specifici e
monitorato, tramite una app e per due settimane consecutive, le emozioni di un piccolo sottogruppo di
83 partecipanti durante i pasti. La pasta è stata associata alla famiglia (41% dei casi), a emozioni positive
come gioia e benessere (21%), al piacere del gusto (10%) a sensazioni di comfort e relax (7%). L'analisi in
tempo reale delle emozioni durante i pasti ha invece rivelato un aumento significativo della felicità in chi
mangiava pasta rispetto a chi mangiava altri alimenti. Un effetto ancora più marcato quando la pasta
veniva consumata con altre persone.
È così anche altrove? Lo studio è stato condotto solo in Italia, dove la pasta ha un significato culturale
particolare e dove consumiamo 23 kg di pasta pro capite all'anno. Sarebbe interessante verificare se
alimenti tradizionali di altre culture – come il riso in Asia o il mais in Sud America – producano effetti
simili nei rispettivi contesti. Una curiosità che apre la strada a nuove ricerche, anche oltre confine.
(Salute/Focus)