Studio COTI riabilitazione e posturologia

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14/08/2026

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PIEGA INGUINALE: il "cancello" da cui deve passare TUTTO il drenaggio delle gambe (e che stando seduti si chiude)

Le gambe leggere al mattino e pesanti la sera, il segno della calza che resta impresso sulla caviglia, le scarpe che alle 18 sembrano una taglia in meno rispetto alla mattina.

Sono sensazioni molto comuni nella popolazione femminile, e vengono sempre attribuite alla "circolazione".

Cosa che è sicuramente vera, ma il termine "circolazione" racconta solo una piccola parte della storia: quello che non si dice mai è che la circolazione, in particolar modo quella LINFATICA, è estremamente legata ai MUSCOLI.

Il sistema linfatico non ha una p***a come il cuore, si basa sul movimento muscolare: e se i muscoli sono poco efficienti, i liquidi tendono a ristagnare.

La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, non si tratta di un difetto della tua circolazione, ma di un cancello che durante la giornata si chiude.

E questo cancello ha un nome ed un posto preciso nel tuo corpo.

🚪 LA PIEGA INGUINALE È IL CANCELLO OBBLIGATO DI TUTTO IL BASSO CORPO
La piega inguinale è quell'angolo che si forma tra la coscia ed il bacino, quella riga che vedi quando ti siedi.

Sembra solo una piega della pelle, e invece è uno dei crocevia più importanti di tutto il corpo.

Tutta la linfa che arriva dalle gambe ha una sola strada per tornare verso l'alto: deve risalire e passare attraverso la pelvi, esattamente in quel punto.

È come una cruna dell'ago attraverso cui deve passare ogni goccia di liquido che scende verso i piedi durante il giorno.

Qui serve una premessa che cambia tutto, perché è la chiave di tutto il discorso: la linfa, a differenza del sangue, non ha un cuore che la spinge.

Non esiste una p***a centrale dedicata a lei, e quindi può risalire solo grazie al movimento dei muscoli che la spremono verso l'alto, un po' come si fa scorrere il dentifricio strizzando il tubetto dal basso.

Tieni a mente questi due fatti messi insieme, perché spiegano davvero perché ti si gonfiano le gambe: c'è un unico passaggio obbligato, e quel passaggio si apre solo se ti muovi.

✂️ DA SEDUTI SCATTA UNA DOPPIA PINZA CHE STROZZA IL DRENAGGIO
Hai presente un tubo di gomma che afferri tra il pollice e l'indice?

L'acqua dentro smette di scorrere.

Ecco, quando stai seduto, sulla tua piega inguinale succede esattamente questo, ma con due dita che premono da due lati diversi.

Da una parte c'è la pinza esterna: l'angolo chiuso dell'anca, con la coscia piegata verso la pancia, schiaccia meccanicamente i vasi linfatici dall'esterno.

Più stai piegato in quella posizione, più il passaggio si stringe, come un tubo da giardino piegato in due da cui l'acqua fatica ad uscire.

Dall'altra parte c'è la pinza interna, ed è la parte che quasi nessuno racconta.

Proprio lì, dentro la piega, passa lo psoas, il grande muscolo che collega la colonna alla coscia, e che attraversa il corridoio dei linfonodi inguinali.

Quando stai seduto per ore lo psoas resta accorciato, e da accorciato non solo non p***a più, ma comprime quegli stessi vasi dall'interno.

Pinza esterna più pinza interna sullo stesso punto: il cancello si chiude da entrambi i lati, e la linfa che dovrebbe risalire dalle gambe rallenta e ristagna.

Ora forse capisci perché spesso le gambe pesano di più dopo una giornata alla scrivania che dopo una camminata: non è il movimento che ti gonfia, è la sedia.

🌊 LA P***A CHE RIAPRE IL CANCELLO SEI TU CHE TI MUOVI E CHE RESPIRI
Visto che la linfa non ha un cuore, l'unica p***a che può rimetterla in moto è il tuo corpo, e lavora da due direzioni opposte che si danno il cambio.

Dal basso lavora lo psoas: ad ogni passo si allunga e si accorcia, e questo movimento massaggia i linfonodi inguinali e spreme i vasi spingendo la linfa verso l'alto, aprendo proprio quel cancello che da seduto era chiuso.

Dall'alto lavora invece il diaframma: ad ogni respiro profondo scende, crea una pressione negativa nel torace ed aspira sangue e linfa dalla metà inferiore del corpo, un po' come ti**re un liquido su con una cannuccia.

Quando questi due muscoli funzionano, hai una p***a che spinge dal basso ed una che aspira dall'alto, e la cruna dell'ago resta aperta tutto il giorno.

Quando invece resti seduto e respiri corto, la p***a di sotto è ferma e quella di sopra lavora a metà, ed ecco la pesantezza serale che torna sempre uguale.

💧 COSA FARE NEL CONCRETO
La maggior parte dei gonfiori "non patologici" e delle sensazioni di stanchezza migliora in modo evidente quando i muscol tornano a funzionare bene.

La buona notizia è proprio questa: psoas e diaframma sono muscoli, e i muscoli rispondono in fretta agli stimoli giusti.

Aprire spesso la piega inguinale, alzarsi dalla sedia ogni tanto e respirare a fondo bastano già a tenere il cancello più aperto.

In concreto puoi cominciare così:
➡ apri la piega inguinale con un allungamento dello psoas, tipo l'affondo basso (il cosiddetto cavalier servente), portando il bacino in avanti finché senti ti**re davanti all'anca
➡ non restare in posizione seduta per ore di fila, alzati spesso anche solo per qualche passo, perché è il movimento che riattiva la p***a
➡ accompagna tutto con qualche respiro profondo, buttando fuori tutta l'aria fino in fondo, per rimettere in moto l'aspirazione del diaframma
Quando questi muscoli tornano a fare il loro lavoro, le gambe smettono di "trattenere" e tornano leggere anche dopo una giornata lunga 💪
Ma i risultati migliori li hai quando applichi questi principi a TUTTI i muscoli.

Sbloccare tutte le rigidità che hai accumulato e lavorare sulle debolezze può darti risultati incredibili in termini di benessere: schiena, gambe, digestione....

i muscoli sono connessi ad una quantità incredibile di funzioni.

Muscoli più efficienti e postura migliore non sono solo più belli da vedere, ti fanno stare meglio!

Ecco perchè ti invito a provare GRATUITAMENTE gli allenamenti della mia nuova iniziativa "Funzionale Totale a Corpo Libero"!

Troverai sia allenamenti di sblocco profondo e rinforzo dei muscoli posturali, sia allenamenti a circuito di stimolazione diretta dei meccanismi anti infiammatori.

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02/08/2026

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GLUTEO, PSOAS e TRASVERSO: l'equilibrio che decide come sta la schiena (e non solo)

Nel bacino si gioca ogni giorno una partita a tre, e quasi sempre finisce con lo stesso vincitore. Tre muscoli tirano da direzioni diverse, e da chi prevale dipende come sta la schiena, come appare la pancia e come cammini.

Il punto che sfugge a quasi tutti è che non conta la forza del singolo muscolo, conta l'equilibrio fra i tre. Quando il pareggio regge non ci pensi nemmeno, quando salta lo paghi in più punti insieme senza collegare mai i pezzi tra loro.

🎯 I TRE PROTAGONISTI E IL LORO RUOLO PRECISO

Il primo è il grande gluteo, il muscolo più potente di tutto il corpo. Il suo mestiere è spingere la coscia all'indietro ed estendere l'anca: è lui che ti dà la spinta quando cammini, quando sali le scale, quando ti alzi da una sedia.

Il secondo è lo psoas, che fa l'esatto opposto: porta la coscia in avanti, flette l'anca e tende a ti**re il bacino in avanti. Gluteo e psoas sono i due motori contrari dell'anca, uno apre e l'altro chiude, e in condizioni normali si tengono a bada a vicenda.

Il terzo è il trasverso dell'addome, la cintura profonda che avvolge il busto con fibre orizzontali. Il trasverso non tira il bacino da nessuna parte: lo tiene fermo mentre gli altri due tirano in senso opposto, e nello stesso momento crea la pressione interna che sostiene la colonna dal davanti.

⚖️ QUANDO L'EQUILIBRIO REGGE NON TE NE ACCORGI

Con i tre in pareggio il bacino resta in posizione neutra: la schiena tiene la sua curva naturale, la pancia è contenuta e ogni movimento scorre senza sforzo. È la condizione in cui il corpo lavora bene proprio perché non lo senti.

Il guaio è che la vita moderna è di fatto un programma di allenamento a senso unico, tutto a favore di uno solo dei tre: lo psoas. Ore in posizione seduta, tra divano, auto e scrivania, e lo psoas resta costantemente in accorciamento, mentre gli altri due si spengono un po' alla volta.

Il gluteo si spegne perché non viene mai chiamato in causa: ore schiacciato e inattivo, e il cervello smette pian piano di attivarlo. Il trasverso si spegne per lo stesso motivo, perché nessuna azione della giornata gli chiede mai di contrarsi, e un muscolo che non riceve richieste si mette a riposo.

🥣 IL BACINO CHE SI ROVESCIA COME UNA SCODELLA

A quel punto lo psoas vince il tiro alla fune senza trovare più opposizione, e il bacino perde il suo assetto. Lo psoas accorciato tira in avanti, il gluteo spento non contrasta quella trazione e il trasverso debole non stabilizza niente.

Il risultato è un bacino che si inclina in avanti come una scodella piena che si rovescia lentamente in avanti. Ed è un'immagine utile, perché spiega in un colpo solo tutto quello che vedi e senti nelle zone vicine.

Sulla schiena la curva lombare si accentua e i dischi vengono compressi di più. Quella rigidità in fondo alla schiena che senti quando resti un po' in posizione seduta e poi ti alzi è spesso proprio questo, lo psoas che tiene la colonna in tensione e il gluteo che non riesce a riaprire l'anca.

Sulla pancia il contenuto addominale scivola in avanti dentro la scodella inclinata, e il trasverso debole non lo trattiene. La parte bassa sporge, soprattutto sotto l'ombelico, e spesso la dieta non basta, perché non è (solo) grasso: è anche il contenitore che si è spostato e che non tiene più.

🚶 ANCHE IL PASSO E IL PAVIMENTO PELVICO NE RISENTONO

Sulla camminata il gluteo, che dovrebbe essere il motore di ogni passo, resta spento, e allora la colonna lombare compensa a ogni singolo passo. Cammini lo stesso, ma cammini con la schiena al posto del gluteo, ed è un lavoro che la schiena non era nata per fare.

Sul pavimento pelvico, senza il trasverso che distribuisce la pressione interna, arriva più carico del dovuto. Trasverso e pavimento pelvico si accendono sempre insieme, così quando uno è debole l'altro si ritrova a reggere una quota che non è la sua.

🔗 PERCHÉ LE SOLUZIONI SEPARATE GIRANO A VUOTO

Ecco perché chi affronta un pezzo alla volta raramente vede le cose cambiare davvero. Allunghi lo psoas ma non riattivi il gluteo? Hai tolto tensione da un lato senza ridare forza all'altro, e il tiro alla fune resta sbilanciato, solo con una corda un po' più lunga.

Fai i crunch per la pancia? Il bacino resta inclinato e il trasverso non viene nemmeno sfiorato, perché il crunch chiama il muscolo giusto per piegarti in avanti ma sbagliato per questo scopo. Fai gli squat per il gluteo? Se lo psoas continua a dominare, il gluteo non si accende neppure durante lo squat, e stai allenando un motore che resta staccato.

Il circolo si spezza solo quando lavori sull'equilibrio nel suo insieme: rilassi lo psoas, riattivi il gluteo e rinforzi il trasverso, nello stesso percorso. Non tre esercizi scollegati, ma un lavoro che rimette in pari la partita a tre.

✅ COSA CAMBIA QUANDO IL PAREGGIO TORNA

Quando il bacino ritrova la posizione neutra i sintomi non migliorano a uno a uno, migliorano tutti insieme, perché è lo stesso equilibrio che si ripristina. La curva lombare si normalizza e la schiena si libera da quella tensione costante che sembrava ormai la tua normalità.

Il profilo della pancia cambia, perché la scodella si raddrizza e la cintura interna torna a contenere. Il gluteo ritrova posizione e tono per lavorare, la camminata cambia, e il pavimento pelvico smette di reggere carichi che non erano suoi 💪

Se vuoi fare un lavoro completo che rimetta in equilibrio questi tre muscoli insieme, puoi accedere GRATUITAMENTE al percorso "Addome forte e sicuro", pensato per riportare in pari trasverso, psoas, gluteo e tutta la muscolatura profonda del tronco.

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27/07/2026

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GRANDE GLUTEO e PSOAS: i due "motori" opposti dell’anca (e perché uno vince quasi sempre).

Hai presente quella sensazione di rigidità lombare, che tanto si sente quando stai seduto un po' e poi ti alzi?

È una sensazione che è spesso frutto di una "battaglia" che avviene tra due muscoli, una specie di tiro alla fune.

Da una parte c’è il grande gluteo, il muscolo più grande e potente che abbiamo.

Il suo lavoro principale è spingere la coscia all’indietro, cioè estendere l’anca: è lui che ti dà la spinta quando cammini, quando sali le scale, quando ti alzi da una sedia.

Dall’altra parte c’è lo psoas, che fa esattamente l’opposto: porta la coscia in avanti, flette l’anca, e tende a ti**re il bacino in avanti.

Quando i due sono in equilibrio, l’anca si muove in modo completo: si apre bene all’indietro, il passo è lungo e fluido, il gluteo lavora ad ogni passo e la colonna lombare non deve intervenire.

Il guaio è che la vita moderna è praticamente un programma di allenamento a favore dello psoas.

Ore seduti, divano, macchina, scrivania: lo psoas rimane costantemente in accorciamento, diventa sempre più dominante, e il gluteo dall’altra parte si "spegne" progressivamente perché non viene mai chiamato a lavorare davvero.

A quel punto succede una cosa che moltissime persone vivono tutti i giorni senza capirne il motivo.

Lo psoas tira il bacino in avanti.

La curva lombare tende ad accentuarsi.

Il gluteo, che dovrebbe essere il motore principale della camminata, si "addormenta".

E chi compensa?

La colonna lombare, che ad ogni passo deve fare un lavoro che non le spetterebbe.

È come se una macchina andasse avanti solo col motorino di avviamento perché il motore principale è spento: tecnicamente si muove, ma tutto il sistema è sotto stress.

È per questo che illustro spessissimo gli allungamenti dello psoas: sono una della cose che più incide positivamente sulla colonna.

Ma ovviamente non basta un singolo esercizio per recuperare un equilibrio.

Se allunghi lo psoas ma non riattivi il gluteo, hai tolto tensione da una parte senza ridare forza dall’altra.

Il tiro alla fune resta sbilanciato, solo con una corda un po’ più lunga.

La vera svolta arriva quando fai entrambe le cose: riduci la dominanza dello psoas E insegni al gluteo a riprendersi il suo ruolo di motore principale dell’anca.

Quando questo succede, la lombare si scarica, e quella sensazione di "freno a mano" sparisce.

Spesso in modo sorprendente.

Non servono ore di palestra: serve un lavoro intelligente che rimetta in equilibrio questi due muscoli e tutta la catena che ci sta intorno 💪

Se vuoi fare un lavoro completo che rimetta davvero a nuovo la tua bassa schiena e il tuo bacino, puoi scaricare GRATUITAMENTE le mie lezioni di "Sblocco e Rinforzo Lombare": insieme lavoreremo sull'equilibrio di questi importantissimi muscoli, ma ovviamente anche su tutti gli altri!

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        In queste lastre vediamo il rachide di una ragazza che attualmente ha 14 anni.La prima RX è di settembre 2025 la...
29/05/2026


In queste lastre vediamo il rachide di una ragazza che attualmente ha 14 anni.
La prima RX è di settembre 2025 la seconda maggio 2026.
In questi mesi la ragazza ha praticato sedute di riabilitazione posturale secondo metodo Mézières con cadenza settimanale, nel suo caso non è stato prescritto né busto né corsetto.
La cosa importante con i ragazzi/e con scoliosi è inquadrarli quanto prima, insistere quando è prescritto nel fare utilizzare il corsetto, ma soprattutto praticare una riabilitazione individuale che si occupi della mobilità della gabbia toracica e della colonna vertebrale, e questo va fatto fino alla fine dell'accrescimento osseo.

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28/04/2026

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Equilibrio DIAFRAMMA, PSOAS, TRASVERSO e PAVIMENTO PELVICO: se si rompe, i GONFIORI diventano cronici (ecco perché e come funziona)

Intorno ai tuoi organi digestivi c'è una camera muscolare fatta di quattro pareti, e il modo in cui queste quattro pareti funzionano (o non funzionano) determina se la tua digestione lavora bene o se la pancia si gonfia in modo cronico e apparentemente inspiegabile.

Le quattro pareti sono quattro muscoli: il diaframma sopra, lo psoas dietro, il trasverso dell'addome davanti e ai lati, e il pavimento pelvico sotto.

Quando queste quattro pareti sono in equilibrio, gli organi digestivi hanno esattamente quello che gli serve: lo spazio giusto per muoversi, la pressione giusta per funzionare, e il "massaggio" meccanico che li aiuta a fare il loro lavoro.

Quando l'equilibrio si rompe (e si rompe quasi sempre nella stessa direzione), è come se la camera si "deformasse", gli organi vengono compressi, e la digestione va in crisi.

Vediamo cosa fa ogni parete e perché ognuna conta.

Il diaframma è il coperchio della camera.

Ogni volta che respiri, scende e comprime delicatamente gli organi dall'alto, poi risale e li rilascia.

20.000 volte al giorno: una p***a naturale che "massaggia" stomaco e intestino, aiutandoli a mescolare il cibo, a far avanzare il contenuto e a spostare il gas.

In più, il nervo vago (il direttore d'orchestra della digestione) lo attraversa fisicamente, e viene stimolato meccanicamente ad ogni ciclo.

Diaframma che si muove significa p***a attiva e nervo vago stimolato: la digestione funziona.

Lo psoas è la parete posteriore.

È il grande muscolo profondo che corre lungo le vertebre lombari, e l'intestino ci sta appoggiato direttamente sopra.

Quando è elastico, lascia spazio all'intestino per muoversi.

Quando è rigido (e dopo anni di sedentarietà e stress lo è quasi sempre), comprime l'intestino dal basso e da dietro, riducendo lo spazio vitale per la digestione.

Il trasverso è la parete laterale e anteriore.

Avvolge il busto come una cintura, e quando funziona bene fa due cose: contiene gli organi in modo che non vengano spinti in avanti, e lavora in sinergia con il diaframma nella respirazione, partecipando al "massaggio" sugli organi.

Quando è debole, non contiene e non partecipa al ciclo respiratorio: gli organi premono in avanti (ecco la pancia bassa che sporge) e il diaframma perde un alleato.

Il pavimento pelvico è il fondo della camera.

Chiude il bacino dal basso e sostiene tutto il contenuto della camera dall'ultimo piano.

Lavora in sinergia costante con il trasverso (si co-attivano insieme) e con il diaframma (quando il diaframma scende, il pavimento pelvico risponde ritmicamente).

Quando gli altri tre sono in equilibrio, il pavimento pelvico fa il suo lavoro senza problemi.

Quando gli altri tre sono squilibrati, il pavimento pelvico deve compensare, e spesso va in ipertono (contrazione cronica) per reggere una pressione che non era pensata per lui solo.

Ecco il punto: queste quattro pareti non sono indipendenti.

Sono un sistema, e quando una si "rompe", le altre compensano, e la camera si deforma.

E la camera si rompe quasi sempre nella stessa sequenza.

Lo stress irrigidisce il diaframma: il coperchio si blocca, la p***a si ferma, il nervo vago viene meno stimolato.

La sedentarietà accorcia lo psoas: la parete posteriore avanza e comprime l'intestino.

Il trasverso, non stimolato dalla vita sedentaria, si indebolisce: la parete anteriore cede.

Il pavimento pelvico, rimasto solo a gestire una pressione sbilanciata, si irrigidisce in modo cronico.

A quel punto la camera muscolare intorno agli organi è completamente deformata.

Il coperchio è fermo e non massaggia.

La parete di dietro comprime.

La parete davanti non contiene.

Il fondo è in spasmo.

Gli organi digestivi si ritrovano in uno spazio compresso, rigido, senza il ritmo di compressione e rilascio che li aiuta a lavorare.

Il gas che la digestione produce normalmente non viene spostato.

Il transito rallenta.

La pancia si gonfia.

Non per quello che hai mangiato: perché la camera muscolare intorno ai tuoi organi ha perso il suo equilibrio.

Ecco perché i gonfiori diventano "cronici" e sembrano non dipendere dal cibo.

Non è il cibo il problema principale: è la camera che non funziona.

Puoi mangiare perfetto e gonfiarti lo stesso, perché i muscoli intorno agli organi non stanno facendo il loro lavoro.

E i giorni in cui ti gonfi di più sono i giorni in cui lo stress è più alto, in cui sei stato seduto più a lungo, in cui la camera muscolare è al minimo della sua funzionalità.

Lo stesso cibo, risultati opposti, a seconda di come stanno lavorando le quattro pareti quel giorno.

Il circolo vizioso è il solito: il diaframma rigido peggiora lo psoas, lo psoas rigido peggiora i gonfiori, i gonfiori irritano l'intestino, l'intestino irritato irrigidisce ulteriormente lo psoas, e la camera si chiude sempre di più.

Ma il circolo si inverte quando lavori sull'equilibrio nel suo insieme.

Quando il diaframma torna a muoversi, la p***a riprende e il vago viene stimolato.

Quando lo psoas si rilassa, l'intestino ha spazio.

Quando il trasverso si riattiva, la cintura contiene e partecipa al massaggio sugli organi.

Quando i primi tre tornano a funzionare, il pavimento pelvico smette di compensare e ritrova il suo ritmo naturale.

Non quattro interventi separati: un equilibrio che si ripristina, e la camera torna a funzionare come dovrebbe.

Il gas viene gestito, il transito riprende, e quei gonfiori "cronici e inspiegabili" si riducono 💪

Se vuoi fare un lavoro mirato su tutti questi muscoli con un percorso completo, puoi accedere GRATUITAMENTE all'anteprima del mio percorso "Schiena libera, pancia sgonfia".

Link nel primo commento!

23/01/2026

Vincenzo Coti a Story time - Gli effetti sulla postura sui giovani per l'uso eccessivo degli smartphone -

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01/12/2025

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🧠 LA CONNESSIONE NASCOSTA TRA COLLO E CERVELLO

Hai mai sentito parlare del PONTE MIODURALE?

È una piccola struttura anatomica alla base del cranio che sta rivoluzionando il modo in cui comprendiamo disturbi neurologici "misteriosi".

🔗 COSA COLLEGA:
• I muscoli suboccipitali (alla base del cranio)
• Le membrane che avvolgono il midollo spinale
• Il liquido cerebrospinale
• Il tronco cerebrale
• Il sistema nervoso autonomo

💡 ECCO PERCHÉ È COSÌ IMPORTANTE:

Ogni movimento del collo → influenza le membrane durali
Ogni tensione durale → influenza il flusso del liquido cerebrospinale
Ogni alterazione del liquido → influenza la funzione cerebrale

È una catena interconnessa dove tutto comunica con tutto.

⚠️ QUANDO QUESTA CONNESSIONE SI INCEPPA

Dopo traumi (colpo di frusta), posture sbagliate, stress cronico o commozioni cerebrali, questa struttura può perdere la sua funzionalità ottimale.

Il risultato? Sintomi apparentemente inspiegabili:
• Nebbia mentale persistente
• Vertigini e instabilità
• Pressione alla testa
• Cefalee che partono dalla nuca
• Intolleranza alla luce
• Difficoltà di concentrazione
• Sintomi tipo POTS (tachicardia posturale)
• Sensazione di "distacco"

Molti pazienti vagano per anni tra specialisti con test normali, senza trovare risposte.

Il problema? I test standard non rilevano disfunzioni FUNZIONALI del ponte miodurale.

✨ IL NOSTRO APPROCCIO INTEGRATO

Lavoriamo su questo sistema attraverso 4 pilastri:

1️⃣ VALUTAZIONE AVANZATA
Mappiamo la tensione cervicale, la mobilità C0-C1-C2, i pattern propriocettivi e vestibolari, l'integrazione visuo-motoria.

2️⃣ RIABILITAZIONE CON MOVIMENTO RITMICO
Protocolli specifici che influenzano il ponte miodurale e il flusso del liquido cerebrospinale:
• Attivazione ritmica testa-collo
• Training propriocettivo con laser cervicale
• Movimenti oscillatori della colonna
• Sequenze ispirate alla danza e alla musica
• Respirazione coordinata

Il movimento ritmico migliora la circolazione del liquido cerebrospinale! 🌊

3️⃣ METODO ATLAS-ONE-ADJUSTMENT
Questa tecnica aggiunge un input meccanico ritmico delicato ma preciso che:
• Riduce le restrizioni cranio-durali
• Migliora la pulsazione del liquido cerebrospinale
• Influenza l'idrodinamica craniospinale
• Diminuisce i sintomi da pressione
• Supporta la mobilità cranica

È perfettamente allineato con la fisiologia del ponte miodurale e del sistema durale.

4️⃣ NEUROMODULAZIONE
Fotobiomodulazione, riabilitazione oculomotoria, stimolazione vestibolare, riequilibrio autonomico.

🎯 CHI PUÒ BENEFICIARNE?

• Sindrome post-commozione cerebrale
• Long COVID con sintomi neurologici
• Cefalee croniche resistenti
• Vertigini persistenti
• Nebbia mentale
• Pazienti con "pressione alla testa"
• POTS e disautonomia
• Dolore cervicale con sintomi cognitivi
• Colpo di frusta (anche vecchio)

💫 IL MESSAGGIO DI SPERANZA

Il collo, le membrane spinali, il liquido cerebrospinale e il cervello non sono separati.

Sono un sistema unico e integrato.

Quando ripristini il movimento → ripristini il liquido cerebrospinale
Quando ripristini il liquido → ripristini la funzione cerebrale
Quando ripristini la funzione cerebrale → i pazienti ritrovano la loro vita

Se i tuoi sintomi non hanno mai avuto senso...
Il ponte miodurale potrebbe finalmente spiegarli. ✨

DOTT. Giovanni Turchetti PT DO ND

PER INFORMAZIONI O APPUNTAMENTI 3396641830

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06/11/2025

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Scoliosi e Metodo Mézières: una lettura biomeccanica razionale

Il principio di base
Nel Metodo Mézières, il trattamento mira a ridurre la Forza Resistente del sistema muscolare (responsabile di rigidità e compressione discale ed articolare) a favore della Forza Lavoro, ovvero la capacità muscolare di agire in coordinazione e dinamismo.
Altri approcci mirano a potenziare la forza resistente, stabilizzando la colonna ma col rischio di aumentare la pressione compressiva su dischi e articolazioni.

Forza Lavoro e Forza Resistente: un equilibrio inverso
Le due forze sono inversamente proporzionali:
• Quando aumenta la Forza Resistente, diminuisce la capacità dinamica e si accentua la compressione articolare.
• Quando aumenta la Forza Lavoro, si riduce la rigidità e si alleggerisce la pressione su dischi e articolazioni.

Due contesti clinici

1. Scoliosi in età evolutiva
Nella scoliosi giovanile (adolescenziale o idiopatica in progressione), la scelta dell’approccio terapeutico è delicata:

Aumentare la Forza Lavoro:

• Vantaggio: riduce le forze compressive sui dischi e le articolazioni
• Rischio: può far emergere le forze deformanti ancora attive

Aumentare la Forza Resistente:

• Vantaggio: stabilizza la curva
• Rischio: può aumentare rigidità e compressione discale

Nota: la scelta deve essere sempre affidata al medico specialista, che valuterà quale strategia sia più idonea caso per caso.

2. Scoliosi a maturità ossea completata
In età adulta, le cause ignote che hanno originato la scoliosi non sono più attive. Ciò che resta sono gli esiti strutturati della patologia.
In questo contesto, un lavoro fisioterapico centrato sull’aumento della Forza Lavoro può:

• migliorare il grado della curva
• ridurre rigidità e compressione
• migliorare la qualità del movimento

Anche in questo caso, l’intervento va concordato con il medico specialista, per garantire sicurezza e appropriatezza clinica.

Quando il trattamento fisioterapico può agire sulla curva:
un criterio biomeccanico potrebbe essere quello del rapporto tra deviazione laterale e rotazione vertebrale:

• Rotazione vertebrale opposta alla deviazione laterale → margini di miglioramento con il trattamento sul sistema muscolare.

• Rotazione vertebrale omolaterale alla deviazione → il trattamento muscolare non modifica la curva: la scoliosi è ormai strutturata.

Perché il post
Il Mézières è spesso percepito in modo polarizzato: o come “tecnica miracolosa”, o come “approccio superato”.
Entrambe le letture sono riduttive.
Il punto non è “funziona o non funziona”, ma come, quando e perché funziona — e quando no.

Un metodo diventa clinico quando definisce anche i suoi limiti, non solo le sue possibilità.

Conclusione
Interpreterei così il contributo del Mézières alla scoliosi:
• non alternativa, ma integrazione biomeccanica ragionata
• focus sulla tridimensionalità delle forze
• prudenza in fase evolutiva, opportunità in età adulta
• parametri clinici chiari per indicazione e non-indicazione

Approccio razionale, non ideologico.

Indirizzo

Via Petrarca 23 , Ex Via Saviano V Trav
Nola
80035

Orario di apertura

Lunedì 17:00 - 21:00
Martedì 17:00 - 21:00
Mercoledì 17:00 - 21:00
Giovedì 17:00 - 21:00
Venerdì 17:00 - 21:00
Sabato 17:00 - 21:00

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