06/09/2026
🎺🎺Udite ...Udite....🪅
Fra i nostri ospiti a Inkantu Festival ...✨
✨Il Teatro dei Tarocchi
di Dario Distefano
Il Teatro dei Tarocchi nasce dal mio desiderio di unire due dei grandi amori della mia vita: i Tarocchi e lo Psicodramma Classico.
Ma andiamo con ordine.
Nel lontano anno 1982, torno a Firenze intenzionato a finire il mio percorso universitario.
Ospite per alcuni mesi a casa di un amico, incontro il mazzo di tarocchi Rider-Waite e il libro di Prembodhi Mario Montano “Il Tarocco Intuitivo” ed. Re N**o. È amore a prima vista: le immagini suggestive dei Tarocchi Rider-Waite e la lettura del libro ispirato all’insegnamento di Osho e alla indicazione di “guardare” cosa c’è in ogni carta, lasciandosi guidare dall’intuizione e da quello che ci suggerisce ogni immagine.
Comincia così un percorso personale di frequentazione con le immagini dei Tarocchi, fatto di studio, di sogni, di consulenze, di incontri di gruppo.
Diversi anni dopo, nell’ambito del mio lavoro, vengo invitato a partecipare ad un corso di sensibilizzazione al metodo psicodrammatico condotto da Ottavio Rosati, psicoterapeuta e psicodrammatista junghiano.
Questo è il secondo colpo di fulmine che mi porterà, dopo qualche anno, a frequentare la Scuola di Psicodramma Classico di Mantova e Catania, sotto la guida di Paolo Carrirolo, psicoterapeuta, piscodrammatista classico e direttore della scuola. Scuola di cui oggi sono uno dei didatti a Catania.
Già dai primi approcci con lo psicodramma, intuisco le potenzialità che possono esserci nell’incontro tra le immagini altamente suggestive dei Tarocchi e il metodo psicodrammatico di messa in scena di quelle immagini.
Nel frattempo incontro Prembodhi Mario Montano e il suo nuovo mazzo di tarocchi “Master Tarot” che mi offre lo spunto di nuove riflessioni.
Piano piano comincia prendere forma quello che chiamerò “Il Teatro dei Tarocchi”: un gruppo di persone, un conduttore, il mazzo dei Tarocchi.
Come prima cosa si incontrano gli individui che compongono il gruppo, mescolandosi fra loro, così come si mescola un mazzo di carte. Poi il mazzo di Tarocchi comincia a girare tra le mani di tutti. Quando tutti lo hanno mescolato, il conduttore crea un cerchio con le carte coperte e chiede a tutti i partecipanti di scegliere, o di farsi scegliere, da una carta del mazzo e di mettere una intenzionalità in questa scelta: scelgo una carta per………..
Quando tutti hanno la loro carta, il conduttore invita a guardarla e a chiedersi non tanto “qual è il significato di questa carta?” ma piuttosto “cosa ci vedo in questa carta?”. E così cominciano a ve**re fuori delle storie o delle immagini che il conduttore aiuterà a mettere in scena, a drammatizzare. A volte sono lavori individuali messi in scena con l’aiuto degli altri del gruppo, a volte è tutto il gruppo che viene chiamato a creare un’azione scenica comune. Dall’individuo al gruppo e dal gruppo all’individuo, in un continuo alternarsi di gioco, di risate, di pianti, di commozione e di allegria.