Viana Dr. Michele Specialista in Neurologia

Viana Dr. Michele Specialista in Neurologia Medico 🩺 Spec. Medico specialista in Neurologia, Dottore di Ricerca in Neuroscienze, il Dott.

Neurologia
Neuroscienziato 🧠
King’s College Londra 🏫
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AGCOM influencer rilevanti Michele Viana si interessa delle malattie del sistema nervoso centrale e periferico e disturbi connessi: ischemia cerebrale, neuropatie, morbo di Parkinson, sindromi vertiginose, epilessia, demenza senile, disturbi dell’umore, attacchi di panico e disturbi del sonno. Tra gli interessi particolari, per cui svolge anche attività di ricerca scientifica, vi sono le Cefalee e il Dolore Neurologico (fibromialgia, nevralgie, dolore neuropatico,…). La passione per questi temi si forma già dai primi studi in Medicina a Novara per prosegue negli Stati Uniti (University of California San Francisco) svilupparsi poi negli ultimi anni a Pavia, e arrivare attualmente alla collaborazioni per la ricerca con il King’s College di Londra

08/09/2026

Una delle scoperte più affascinanti delle neuroscienze riguarda la neuroplasticità.

Il cervello non smette mai di modificarsi.

Uno studio della Harvard Medical School ha mostrato che otto settimane di Mindfulness Based Stress Reduction sono associate a cambiamenti misurabili nella struttura di alcune aree cerebrali coinvolte nella memoria, nell'apprendimento e nella regolazione emotiva.

La mente cambia il cervello.

E il cervello, a sua volta, cambia il nostro modo di vivere.

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06/09/2026

Per anni abbiamo pensato che imparare significasse leggere e rileggere gli appunti.

Le neuroscienze ci dicono qualcosa di diverso.

Uno dei metodi più efficaci per consolidare la memoria è il retrieval practice: recuperare attivamente un'informazione dalla memoria, senza guardare il libro.

Perché funziona?

Perché ogni volta che richiami un ricordo, il cervello rafforza le connessioni neuronali che lo sostengono, rendendo quella memoria più stabile e più facile da recuperare in futuro.

📚 In altre parole:
Non impari quando rileggi.
Impari quando provi a ricordare.

👉 La prossima volta che studi, chiudi il libro e mettiti alla prova. Potresti imparare molto di più, in meno tempo.

04/09/2026

Ogni anno migliaia di studenti cercano l'integratore "perfetto" per studiare meglio.

La realtà è che nessun integratore può sostituire un sonno adeguato, una buona alimentazione e un metodo di studio efficace.

Esistono però alcuni nutrienti che la ricerca scientifica ha studiato più approfonditamente per il loro possibile ruolo nel supporto della funzione cognitiva.

In questo video ti parlo di tre tra i più interessanti, sempre ricordando che l'integrazione dovrebbe essere personalizzata e valutata in base alle caratteristiche della singola persona.

🧠 Gli integratori possono supportare il cervello, ma non sostituiscono le basi della salute neurologica.

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01/09/2026

Lo stress cronico non influenza soltanto il nostro umore. Può modificare processi biologici profondi, fino ad accelerare l'invecchiamento cellulare.

Uno degli studi più importanti di Elissa Epel ed Elizabeth Blackburn ha mostrato come lo stress sia associato a un più rapido accorciamento dei telomeri, strutture fondamentali per la salute delle nostre cellule.

La buona notizia è che non conta solo quanto stress viviamo, ma anche come il nostro cervello lo interpreta e lo affronta.

Comprendere questi meccanismi significa fare prevenzione.

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29/08/2026

Ogni settimana incontro persone che assumono cinque, sei o addirittura dieci integratori contemporaneamente.

Molti sono stati consigliati da amici, influencer o trovati online. Altri vengono assunti "per prevenzione", senza sapere se siano realmente necessari.

Gli integratori non sono né buoni né cattivi: sono strumenti. E, come ogni strumento, funzionano solo quando vengono utilizzati nel modo giusto.

Prima di chiederti "Quale integratore devo prendere?", prova a porti una domanda ancora più importante:
"Ne ho davvero bisogno?"

Una valutazione clinica, uno stile di vita corretto e, quando necessario, esami mirati rappresentano sempre il punto di partenza.

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26/08/2026

Una vita spirituale costante può rendere più spessa la corteccia del cervello — proprio nelle aree che si assottigliano nella depressione. 🧠🙏

La psicologa Lisa Miller (Columbia University) ha studiato per anni spiritualità e cervello. Con la risonanza magnetica ha osservato che chi conduce una vita spirituale sostenuta presenta una corteccia più spessa nelle regioni di percezione, riflessione e orientamento — le stesse che appaiono più sottili in chi soffre di depressione ricorrente. E questo spessore risultava protettivo contro i sintomi depressivi anche a un anno di distanza.

⚠️ Attenzione, sono studi osservazionali: mostrano associazioni forti e alcuni effetti prospettici, non una prova causale definitiva. Ma aprono una prospettiva potente sul legame mente-spirito-cervello.

Fonte: Lisa Miller, Columbia University — studi pubblicati su JAMA Psychiatry e Cerebral Cortex;

24/08/2026

I primi segni dell'Alzheimer: come inizia davvero (e chi se ne accorge per primo) 🧠

L'Alzheimer è la forma più comune di demenza, circa il 50-60% dei casi. E nella grande maggioranza esordisce dalla memoria — ma un tipo preciso: la memoria a breve termine. La persona non ricorda cosa ha detto o fatto poco prima, mentre i ricordi lontani restano, all'inizio, ben conservati.

Un dettaglio che spesso sorprende: a notarlo per primi sono i familiari, non il paziente. Dopo la memoria arrivano il disorientamento nel tempo e nello spazio, le difficoltà di linguaggio e quelle visuo-spaziali, come collocare bene gli oggetti.

Infine i disturbi psico-comportamentali: sono questi, più della perdita di memoria, a generare la disabilità maggiore e il carico più pesante sulle famiglie che assistono.

Il punto più importante: riconoscere presto questi segni e chiedere una valutazione neurologica cambia i tempi e le scelte a disposizione della famiglia.

📌 Salva questo post e condividilo con chi potrebbe averne bisogno.
👇 Se hai una domanda su questi segni, scrivila nei commenti.

23/08/2026

Un post che sta circolando sui social sostiene che il **gabapentin aumenterebbe del 110% il rischio di demenza** negli adulti sotto i 65 anni.

Il dato arriva davvero da uno studio scientifico.

Ma attenzione: **un dato vero può diventare un messaggio fuorviante se viene interpretato male.**

Lo studio in questione è osservazionale e retrospettivo: ha trovato un’**associazione** tra prescrizioni di gabapentin e diagnosi di demenza, ma **non ha dimostrato che il farmaco causi la demenza**.

Ed è proprio qui che nasce il problema di molti titoli sensazionalistici: trasformano un’associazione in una causa.

Nel Reel ti spiego:

* da dove arriva quel famoso **+110%**
* cosa significa davvero
* perché **associazione non vuol dire causalità**
* e dove la scienza rischia di trasformarsi in… scemenza.

📚 Eghrari NB et al. *Risk of dementia following gabapentin prescription in chronic low back pain patients.* *Regional Anesthesia & Pain Medicine*. 2025. doi:10.1136/rapm-2025-106577.

**Mai sospendere autonomamente una terapia prescritta dal proprio medico sulla base di un post visto sui social.**

DivulgazioneScientifica Medicina Neuroscienze

22/08/2026

"Qual è la migliore creatina?" È una delle domande che ricevo più spesso.Scoprilo nel reel di oggi.

👉 Hai altre domande sulla creatina?

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21/08/2026

🧠 L’Alzheimer può davvero essere invertito senza farmaci?

Uno studio del 2022 viene spesso citato sui social come prova del fatto che un protocollo basato su alimentazione, attività fisica, sonno, integrazione e controllo dei fattori di rischio sarebbe riuscito a “invertire” la malattia di Alzheimer.

📚 Lo studio esiste e i risultati sono interessanti: alcuni partecipanti hanno mostrato un miglioramento nei test cognitivi. Ma c’è una differenza enorme tra osservare un miglioramento e dimostrare di aver invertito una malattia neurodegenerativa.

⚠️ I partecipanti erano soltanto 25, non era presente un gruppo di controllo e il follow-up è durato 9 mesi. Sono limiti importanti, perché non permettono di stabilire con certezza quanto dei cambiamenti osservati dipenda dal protocollo né, soprattutto, di concludere che il decorso dell’Alzheimer sia stato invertito.

💡 Questo non significa che lo stile di vita non conti. Attività fisica, qualità del sonno, controllo dell’ipertensione, trattamento delle apnee notturne, correzione di eventuali carenze e gestione dei fattori di rischio cardiovascolare e metabolico sono aspetti fondamentali anche per la salute del cervello.

Ma prevenzione, riduzione del rischio e trattamento dei fattori modificabili non sono sinonimi di “guarigione dall’Alzheimer”.

🔬 La ricerca scientifica può produrre risultati promettenti; trasformarli in una certezza che lo studio non ha dimostrato è un’altra cosa.

📩 Invia questo reel a chi ti ha mai detto che “hanno scoperto come invertire l’Alzheimer senza farmaci”.

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Indirizzo

Via Canobio, 10
Novara
28100

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00

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