16/08/2026
Incubi ricorrenti: si può “riscrivere” un sogno?
Quando un incubo si ripete, soprattutto con la stessa trama o con temi molto simili, il cervello può rimanere bloccato dentro una sequenza che torna notte dopo notte.
Una delle tecniche più studiate per gli incubi ricorrenti si chiama Imagery Rehearsal Therapy.
Non significa “pensare positivo” prima di dormire.
Significa lavorare durante il giorno sulla trama dell’incubo, in modo strutturato.
Il processo è semplice:
si scrive il sogno ricorrente con più dettagli possibili;
si individua il momento in cui l’ansia inizia a salire;
si crea un nuovo finale, più sicuro, più neutro o più protettivo;
si immagina la nuova versione per alcuni minuti al giorno.
Per i bambini può essere utile usare elementi simbolici: un personaggio amato, un luogo sicuro, un aiutante, una trasformazione della scena.
Per gli adulti, invece, può essere utile costruire una nuova narrazione che restituisca agency, sicurezza o distanza emotiva.
Il punto non è “cancellare” l’incubo.
È insegnare al cervello una possibilità diversa.
Una precisazione importante: se gli incubi sono legati a esperienze traumatiche, è fondamentale non affrontarli da soli. In quel caso serve il supporto di un professionista della salute mentale, perché il sogno può essere collegato a memorie traumatiche, iperattivazione e vissuti emotivi più complessi.
Salva questo post se vuoi ricordare i passaggi e invialo a una persona che dorme male a causa degli incubi.