10/08/2026
Molte volte penso di essere nata e vissuta già così da sempre.
Con questo camice incollato addosso.
Ho avuto la sfortuna e la fortuna di essere cresciuta tra medici, pur non essendo figlia di medici.
A volte, credetemi, è qualcosa che pesa.
Alla soglia del mezzo secolo, sembra che non abbia vissuto altro che la sofferenza delle persone.
E, credetemi, non dico per vanto ma per schiettezza, non sono rimasta mai a guardare muta.
Io non lo so, a volte penso sia un difetto.
La gente riesce a staccare ed a scindere.
Io, direi... Non tanto.
Lo so che è un lavoro.
Ma io sono arrivata al punto ed al momento di aver capito perfettamente che tutto questo è nella mia indole.
Io dinnanzi al dolore soffro.
Io non riesco a dire di no.
Anche se, se mentre un tempo lontano questa sofferenza mi faceva piangere, io penso di non avere più lacrime ma solo azioni.
Io voglio aiutare.
Non posso negarlo a me stessa.
Anche quando il mio cuore è stanco, magari posso dare una risposta più rude...ma poi non riesco a voltarmi alla sofferenza.
Non riesco a schifarmi delle bruttezze delle malattie, degli odori acri, dei visi trasfiguarati.
Io tocco con mano, in maniera tenue, il corpo e l'anima del paziente.
C'era come un "antico detto", che io stasera voglio proporre un po' a modo mio...
Dai da bere agli assetati e la tua anima non avrà mai sete.
Dai da mangiare agli affamati e la tua anima non avrà mai fame.
Questo detto mi piace parecchio...❤️🙏
Buona serata a tutti! 🌹🌹🌹