Fondazione La Casa di Mario ETS

Fondazione La Casa di Mario ETS Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Fondazione La Casa di Mario ETS, Servizi per i disabili, Via Trieste, 65/D, Orbetello.

07/08/2026
COMUNICATO STAMPALa Fondazione “La Casa di Mario” protagonista all’Albinia Fashion Night: la bellezza che includeOrbetel...
06/08/2026

COMUNICATO STAMPA
La Fondazione “La Casa di Mario” protagonista all’Albinia Fashion Night: la bellezza che include
Orbetello 6 agosto 2026 – La Fondazione “La Casa di Mario” è lieta di annunciare la propria
partecipazione alla “Sfilata Show – Albinia Fashion Night”, evento clou inserito nel calendario di
“Estate Albinia 2026”. L’appuntamento è fissato per venerdì 7 agosto, a partire dalle ore 21:00.
Un sentito ringraziamento va alla Pro Loco di Albinia e al Consigliere Bruno Polemi per aver voluto
coinvolgere la nostra Fondazione in questa importante iniziativa. La serata non sarà solo una vetrina
per le eccellenze commerciali del territorio, ma un vero e proprio palcoscenico dedicato
all’inclusione sociale e alla valorizzazione del Terzo Settore.
Per la Fondazione “La Casa di Mario”, questa partecipazione ha un valore speciale: saremo presenti
con un nostro stand informativo, dove sarà possibile conoscere da vicino le attività e i progetti
dedicati alle persone più fragili della nostra comunità. Il momento più emozionante della serata
vedrà tre delle nostre ospiti salire in passerella per sfilare insieme alle altre modelle, portando con
sé un messaggio di speranza, coraggio e bellezza autentica.
La sfilata sarà anche l’occasione per celebrare il prezioso lavoro della Sartoria AGAPE, realtà che,
attraverso l'arte del cucito e della creazione, abbatte ogni giorno barriere culturali e pregiudizi. Unire
le forze con la sartoria e con le altre realtà del territorio – dai centri sportivi alle associazioni di
volontariato – significa dare lustro a un modello di comunità che non lascia indietro nessuno.
"Siamo orgogliosi di partecipare a questa edizione dell'Albinia Fashion Night" – dichiara Elena
Improta, Presidente della Fondazione La Casa di Mario. "Vedere le nostre ospiti protagoniste in
passerella è per noi il simbolo concreto di come l'inclusione possa trasformare la fragilità in una
risorsa preziosa. Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare a questa serata di festa, che è prima di
tutto una vittoria per la solidarietà."
La Fondazione “La Casa di Mario” vi aspetta venerdì 7 agosto per condividere insieme un momento
di gioia, moda e impegno civile.
Contatti per la stampa:
Fondazione La Casa di Mario
Elena Improta
3338390582
[email protected]
fondazionelacasadimario.it / https://www.facebook.com/share/18AGUmBA1u/?mibextid=wwXIf

Nonprofit organization

Serata bellissima, emozionante e molto partecipata alla Galleria QArt strada Pedemontana Borgo Carige (Capalbio) Grazie ...
24/07/2026

Serata bellissima, emozionante e molto partecipata alla Galleria QArt strada Pedemontana Borgo Carige (Capalbio)
Grazie a Stefano di , a , a tutte le artiste che hanno esposto le loro opere e alle centinaia di amiche e amici che sono intervenuti con affetto e con la curiosità di conoscere il progetto di co-housing la

Grazie a per gli ottimi sfizi offerti al tavolo del buffet

Sponsor
vino rosato FormicaRosa
www.andreamontesi.it

Se volete saperne di più sul progetto o darci una mano, scriveteci nei commenti o visitate il nostro sito
www.fondazionelacasadimario.it

01/07/2026
Le cose belle e buone alla Casa di Mario
19/06/2026

Le cose belle e buone alla Casa di Mario



Atmosfere maremmane che restano per sempre nel cuore La Parrina un oasi di bellezza Grazie per le foto e il video a  Ber...
17/06/2026

Atmosfere maremmane che restano per sempre nel cuore

La Parrina un oasi di bellezza
Grazie per le foto e il video a Bertocchi e Bonasera

https://www.facebook.com/share/1JHHdW5VjE/?mibextid=wwXIfr
16/06/2026

https://www.facebook.com/share/1JHHdW5VjE/?mibextid=wwXIfr

Di Isidoro Pennisi

“Spesso le finalità estetiche dell’architettura, che storicamente sono in primo piano negli obiettivi e nei giudizi che si danno sui risultati di quest’arcaica arte del costruire, trovano un’oggettiva emancipazione in rapporto agli usi, alle funzioni alle forme dell’abitare che non solo si rinnovano di continuo, ma alle volte riescono a valorizzare qualitativamente esperienze edilizie anche frutto del lavoro di architetti che, nel momento di realizzare e disegnare uno specifico progetto, avevano altri obiettivi, soprattutto formali. Come nel caso dell’edificio residenziale progettato da Paolo Portoghesi a Orbetello, dove le intenzioni di progetto, soprattutto legate a delle funzioni previste e al linguaggio architettonico scelto, sono state “plus valutate”, si potrebbe dire, da un’idea innovativa d’uso. In un edificio pensato come fabbrica esclusivamente residenziale, un’iniziativa lungimirante ha deciso di allocare un progetto d’inclusione sociale con finalità pubbliche, usando un edificio pensato per scopi esclusivamente privati. La “Casa di Mario”, e cioè un progetto di Co-Housing finalizzato a sostenere e aiutare persone con disabilità e le loro famiglie, attraverso un progetto di convivenza in cui le parti occupate dall’assistenza, dalla vita quotidiana e dalla ricreazione attiva (che sono il ritmo di una vita domestica, e presupposto di quella pubblica) sono composte insieme come in uno spartito di vita quotidiana misurata sui problemi da risolvere.
Perché un edificio frutto di un ragionamento puntuale, che deve rispettare regole di vario genere, e tradotto in base alla funzione prevalente per cui era stato commissionato, può riuscire a sostenere anche idee funzionali diverse e forse in astratto non conciliabili con la realtà dell’edificio come quelle animate dall’Associazione Oltre lo Sguardo? Esiste una questione importante, che spesso anche gli architetti sottovalutano: la capacità delle forme, degli spazi formati, di produrre benefici, anche differiti e non immaginati in fase di progetto. Ciò che guida e misura la riuscita di un progetto, alla lunga, è la percezione visiva attraverso cui sono veicolati nella nostra mente, le forme del nostro mondo, che possono produrre sia benefici e sia il loro contrario. Un progetto riuscito, una città formalmente di qualità, produce benefici non solo funzionali ma anche d’altro genere. Quando Antonello Venditti, nella sua canzone famosa dedicata a Roma, dice che quando cala il tramonto, quel paesaggio urbano lo spinge a essere più buono e più vivo, indirettamente assegna questo merito proprio alla forma urbana e architettonica della città di Roma. A che cosa servono le forme che pensiamo e realizziamo, quindi? Se è soltanto per divertire le persone non dovrebbe interessarci. Se sono un mezzo per avere successo, economico e non, non dovrebbero interessarci. Se sono un’attività cui il nostro ego trova una soluzione, non dovrebbero interessarci. Quale, quindi, la finalità vera del costruire andando oltre l’evidente? Le forme del costruito devono fare del bene alle persone. Devono produrre dei benefici, tra cui anche essere il sostegno, come nel caso della Casa di Mario, per una vita non convenzionale o non prevista in fase di progetto. Devono fare stare bene chi le vive. Tutto questo è bello, ed è forse il valore estetico maggiore di quello puramente legato alla visibilità. Quest’anno è il centenario della nascita di Antoni Gaudì. Quando realizzo le famose sedute pubbliche colorate che stanno al margine della piazza rialzata di Park Guel a Barcellona, quelle, per capirci, disegnate in maniera sinuosa e non rettilinea, composte da curve e da continuità, e quindi diverse da quelle chi definiamo panchine, forse nemmeno lui immaginava il bene che stava producendo. Nessuno fino a quel momento aveva immaginato una forma di quel genere, e quindi per generazioni quando ci si andava a sedere su una panchina, si stava spalla con spalla, senza guardarsi negli occhi, quasi pronti per una fucilazione. Quelle panchine continue, ricurve, invece, hanno dato modo a chissà quante persone di arrivare da sconosciuti e andare via da potenziali amici se non da innamorati, perché la maniera con cui sono state disegnate e costruite permette di arrivare in quel posto da luoghi diversi, da vite differenti, per soddisfare un’identica esigenza di riposo dopo aver camminato, ma anche e soprattutto di potersi guardare negli occhi, osservarsi, diventare lentamente qualcosa di diverso, potenzialmente, da come si era arrivati sin lì prima di sedersi sotto il sole e il cielo. >.

Le merende ad Orbetello trasmettono solo amore 🧡
09/06/2026

Le merende ad Orbetello trasmettono solo amore 🧡

04/06/2026

Grazie CARER ETS per questo importante Manifesto, dedicato ai Caregiver Familiari nei momenti di emergenza, che pubblichiamo!

Indirizzo

Via Trieste, 65/D
Orbetello
58015

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