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Dott.ssa Carmen Murru - Nutrizionista Dott.ssa Carmen Murru, biologa nutrizionista.

Celiachia: una dieta senza glutine è una necessità, non una scelta.La celiachia è una patologia autoimmune in cui l'assu...
05/08/2026

Celiachia: una dieta senza glutine è una necessità, non una scelta.

La celiachia è una patologia autoimmune in cui l'assunzione di glutine provoca una risposta immunitaria che danneggia la mucosa dell'intestino tenue. Ad oggi, l'unica terapia efficace è seguire una dieta rigorosamente e permanentemente priva di glutine.

Questo non significa limitarsi a sostituire pane o pasta con prodotti "gluten free". È importante costruire un'alimentazione completa, varia ed equilibrata, privilegiando alimenti naturalmente privi di glutine come frutta, verdura, legumi, pesce, carne, uova e cereali consentiti. Altrettanto fondamentale è prestare attenzione alle etichette e prevenire il rischio di contaminazione durante la preparazione dei pasti.

Una corretta alimentazione senza glutine, accompagnata da un'adeguata educazione nutrizionale, consente alla maggior parte delle persone con celiachia di mantenere un buono stato di salute e una qualità di vita soddisfacente.

Conoscere la celiachia significa andare oltre i falsi miti e comprendere che il "senza glutine" è una terapia indispensabile solo per chi ne ha una reale indicazione clinica.

Alimentazione nel post partum.Il periodo post partum è caratterizzato da un intenso adattamento metabolico, endocrino e ...
30/07/2026

Alimentazione nel post partum.

Il periodo post partum è caratterizzato da un intenso adattamento metabolico, endocrino e nutrizionale. L'obiettivo dell'intervento nutrizionale non è il rapido recupero del peso pregravidico, bensì il supporto del recupero materno, della lattazione e della salute a lungo termine.

Secondo i LARN (SINU), durante l'allattamento esclusivo il fabbisogno energetico aumenta di circa +500 kcal/die nei primi 6 mesi, valore che tiene conto del costo energetico della sintesi del latte materno e dell'utilizzo delle riserve adipose accumulate in gravidanza. L'incremento deve comunque essere personalizzato in funzione dello stato nutrizionale, del livello di attività fisica e dell'entità dell'allattamento.

Dal punto di vista dei nutrienti, meritano particolare attenzione:

• Proteine: incremento di circa +20 g/die nei primi sei mesi di allattamento, per sostenere la sintesi del latte e il turnover proteico materno.

• Iodio: fabbisogno pari a 200 µg/die, essenziale per garantire un'adeguata concentrazione di iodio nel latte materno e sostenere lo sviluppo neurologico del lattante.

• Ferro: dopo il parto il fabbisogno si riduce rispetto alla gravidanza (11 mg/die durante l'allattamento), ma la valutazione clinica deve considerare eventuali perdite ematiche, anemia e ripresa del ciclo mestruale.

• Calcio: il fabbisogno raccomandato rimane 1000 mg/die. L'organismo materno si adatta aumentando il riassorbimento osseo e modificando il metabolismo del calcio durante la lattazione.

• DHA (acido docosaesaenoico): è raccomandato un adeguato apporto di omega-3 attraverso il consumo di pesce ricco di DHA (1–2 porzioni/settimana) o, quando indicato, mediante integrazione, per favorire un'adeguata concentrazione nel latte materno.

L'idratazione deve essere adeguata all'aumentata produzione di latte, privilegiando l'acqua come principale fonte di liquidi. Inoltre, in assenza di specifiche indicazioni cliniche, non esistono alimenti da escludere sistematicamente durante l'allattamento: restrizioni dietetiche immotivate possono compromettere la qualità nutrizionale della dieta materna senza apportare benefici al neonato.

La nutrizione nel post partum dovrebbe quindi essere considerata parte integrante della presa in carico della donna, con un approccio personalizzato basato sulle evidenze scientifiche e sulle raccomandazioni dei LARN.

L'analisi impedenziometrica: uno strumento fondamentale nel monitoraggio nutrizionaleNel percorso nutrizionale, la valut...
25/07/2026

L'analisi impedenziometrica: uno strumento fondamentale nel monitoraggio nutrizionale

Nel percorso nutrizionale, la valutazione del solo peso corporeo non è sufficiente per descrivere le modificazioni indotte dall'intervento alimentare.

L'analisi bioimpedenziometrica (BIA) consente di stimare la composizione corporea attraverso la misurazione della resistenza (R) e della reattanza (Xc) dei tessuti al passaggio di una corrente elettrica a bassa intensità.

Dall'esame è possibile ottenere informazioni utili sullo stato nutrizionale e sull'evoluzione del trattamento, tra cui:
• Massa grassa (FM)
• Massa magra (FFM)
• Massa muscolare scheletrica
• Acqua corporea totale (TBW) e sua distribuzione intra- ed extracellulare (ICW/ECW)
• Angolo di fase (Phase Angle), indice correlato all'integrità delle membrane cellulari e alla qualità della massa cellulare

L'interpretazione di questi parametri permette di distinguere una reale perdita di tessuto adiposo da variazioni dovute a modificazioni dello stato di idratazione o della massa muscolare, rendendo il monitoraggio del trattamento molto più accurato rispetto alla sola valutazione del peso o del BMI.

L'analisi impedenziometrica, integrata con anamnesi, valutazione clinica, parametri antropometrici e stile di vita, rappresenta uno strumento di supporto decisionale che consente al professionista di personalizzare e ottimizzare il piano nutrizionale nel tempo.

L'obiettivo di un intervento nutrizionale efficace non è soltanto ridurre il peso corporeo, ma migliorare la composizione corporea, preservare la massa muscolare e promuovere il benessere metabolico.

🩺 La sana alimentazione non è una strategia stagionale, ma uno dei principali strumenti di prevenzione.Con l'avvicinarsi...
19/07/2026

🩺 La sana alimentazione non è una strategia stagionale, ma uno dei principali strumenti di prevenzione.

Con l'avvicinarsi dell'estate, l'attenzione si concentra spesso sulla perdita di peso e sulla "prova costume". Tuttavia, ridurre la dieta a un obiettivo estetico significa trascurarne il ruolo più importante: la tutela della salute.

Le evidenze scientifiche dimostrano che un'alimentazione equilibrata, associata a uno stile di vita attivo, contribuisce a ridurre il rischio di sviluppare numerose patologie croniche non trasmissibili, tra cui obesità, diabete mellito di tipo 2, malattie cardiovascolari, ipertensione arteriosa e alcune forme di tumore.

L'alimentazione influisce inoltre sul controllo dello stato infiammatorio, sul metabolismo, sulla composizione corporea e sul mantenimento di un microbiota intestinale sano, tutti fattori strettamente correlati allo stato di salute generale.

Per questo motivo, la nutrizione non dovrebbe essere interpretata come una misura temporanea finalizzata al dimagrimento, ma come un intervento preventivo da adottare quotidianamente e da personalizzare in base alle esigenze della persona.

La vera sfida non è essere in forma per l'estate, ma preservare la salute nel tempo. La prevenzione inizia con le scelte che compiamo ogni giorno, anche a tavola.

📌 Alimentazione e allergia al nichel: il ruolo della dietaL'allergia al nichel è una delle forme più comuni di dermatite...
10/07/2026

📌 Alimentazione e allergia al nichel: il ruolo della dieta

L'allergia al nichel è una delle forme più comuni di dermatite allergica da contatto. In un sottogruppo di pazienti sensibilizzati, l'assunzione di alimenti ad alto contenuto di nichel può contribuire alla comparsa o alla riacutizzazione dei sintomi, quadro spesso definito come Sindrome Sistemica da Allergia al Nichel (SNAS).

In questi casi, la gestione nutrizionale può rappresentare un valido supporto terapeutico, purché sia basata su una corretta diagnosi clinica e su un approccio personalizzato.

Gli alimenti che presentano, in generale, un contenuto più elevato di nichel comprendono:

• legumi;
• cacao e cioccolato;
• frutta secca;
• cereali integrali;
• alcuni ortaggi, tra cui pomodoro, spinaci e asparagi;
• alcuni prodotti ittici e alimenti industrialmente trasformati.

È importante sottolineare che il contenuto di nichel negli alimenti può variare in funzione del terreno di coltivazione, delle tecniche produttive e delle modalità di lavorazione, rendendo difficile una standardizzazione assoluta.

La dieta a basso contenuto di nichel non dovrebbe essere prescritta indiscriminatamente né protratta oltre il necessario, poiché può risultare restrittiva e influire negativamente sulla qualità della dieta. L'obiettivo è ridurre l'esposizione nei pazienti che ne possono realmente beneficiare, mantenendo al contempo un adeguato apporto di macro e micronutrienti.

La presa in carico nutrizionale deve essere individualizzata, con eventuale reintroduzione graduale degli alimenti in base alla tolleranza clinica, al fine di ottenere il miglior equilibrio tra controllo dei sintomi e adeguatezza nutrizionale.

L'alimentazione non cura la fibromialgia, ma può influenzare alcuni sintomi come stanchezza, qualità del sonno, dolore p...
29/06/2026

L'alimentazione non cura la fibromialgia, ma può influenzare alcuni sintomi come stanchezza, qualità del sonno, dolore percepito e disturbi gastrointestinali.

La ricerca scientifica non identifica una singola "dieta per la fibromialgia", ma alcuni approcci possono aiutare molte persone.

Principi alimentari generalmente consigliati

Dieta ricca di alimenti poco processati:

verdura, frutta, legumi, cereali integrali, pesce, frutta secca e semi.

Adeguato apporto proteico: utile per mantenere la massa muscolare e il senso di sazietà.

Grassi di buona qualità: come quelli presenti nell'olio extravergine d'oliva, nel pesce azzurro e nella frutta secca.

Limitare gli alimenti ultraprocessati: snack confezionati, bevande zuccherate, dolci industriali e fast food.

Moderare l'alcol e valutare l'effetto della caffeina, soprattutto se si hanno problemi di sonno.

Nutrienti che possono meritare attenzione

Alcune persone con fibromialgia presentano carenze o livelli subottimali di:
Vitamina D
Magnesio
Vitamina B12
Ferro (soprattutto se è presente anemia)
Tuttavia, è importante verificare eventuali carenze con esami e valutazione medica prima di assumere integratori.

Alimenti che alcune persone trovano problematici

Non esistono cibi "vietati" per tutti, ma alcune persone riferiscono un miglioramento riducendo:
zuccheri aggiunti;
glutammato monosodico (MSG);
dolcificanti artificiali come l'aspartame;
alimenti che provocano sintomi gastrointestinali individuali.
Se sono presenti sintomi intestinali simili alla sindrome dell'intestino irritabile, può essere utile una valutazione nutrizionale specifica.

Un modello alimentare spesso raccomandato

La Dieta Mediterranea è tra gli approcci più studiati per la salute generale e può essere particolarmente utile perché favorisce:

un migliore controllo del peso;

un'alimentazione ricca di composti antiossidanti;

una riduzione dei fattori infiammatori associati a molte condizioni croniche.

Colesterolo: non tutti i grassi sono nemici 🫀Quando si parla di colesterolo, spesso si pensa subito a qualcosa di “negat...
04/06/2026

Colesterolo: non tutti i grassi sono nemici 🫀

Quando si parla di colesterolo, spesso si pensa subito a qualcosa di “negativo”. In realtà il colesterolo è una sostanza fondamentale per il nostro organismo: serve a produrre ormoni, vitamina D e membrane cellulari. Il problema nasce quando i livelli nel sangue diventano troppo alti, soprattutto il colesterolo LDL (“cattivo”).

Qual è la differenza?
LDL: se elevato, può accumularsi nelle arterie aumentando il rischio cardiovascolare.
HDL: aiuta a rimuovere il colesterolo in eccesso ed è considerato “protettivo”.
L’alimentazione fa davvero la differenza
Piccole scelte quotidiane possono aiutare a mantenere il colesterolo sotto controllo:

✅ Preferire:
olio extravergine d’oliva
frutta secca (noci, mandorle)
pesce azzurro ricco di omega-3
legumi e cereali integrali
frutta e verdura ricche di fibre

⚠️ Limitare:
fritti frequenti
insaccati e carni processate
prodotti industriali ricchi di grassi trans
eccessi di b***o, panna e formaggi molto grassi

Le fibre sono alleate preziose
Le fibre solubili presenti in avena, legumi, mele e orzo aiutano a ridurre l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale.

Non conta solo il cibo
Anche: 🚶 attività fisica regolare

😴 buon sonno
🚭 evitare il fumo
🧘 gestione dello stress

contribuiscono alla salute cardiovascolare.
Prendersi cura del colesterolo non significa seguire una dieta “triste”, ma costruire un’alimentazione equilibrata e sostenibile nel tempo. 💚

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Oristano
09170

Telefono

+393792375429

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