30/07/2026
Alimentazione nel post partum.
Il periodo post partum è caratterizzato da un intenso adattamento metabolico, endocrino e nutrizionale. L'obiettivo dell'intervento nutrizionale non è il rapido recupero del peso pregravidico, bensì il supporto del recupero materno, della lattazione e della salute a lungo termine.
Secondo i LARN (SINU), durante l'allattamento esclusivo il fabbisogno energetico aumenta di circa +500 kcal/die nei primi 6 mesi, valore che tiene conto del costo energetico della sintesi del latte materno e dell'utilizzo delle riserve adipose accumulate in gravidanza. L'incremento deve comunque essere personalizzato in funzione dello stato nutrizionale, del livello di attività fisica e dell'entità dell'allattamento.
Dal punto di vista dei nutrienti, meritano particolare attenzione:
• Proteine: incremento di circa +20 g/die nei primi sei mesi di allattamento, per sostenere la sintesi del latte e il turnover proteico materno.
• Iodio: fabbisogno pari a 200 µg/die, essenziale per garantire un'adeguata concentrazione di iodio nel latte materno e sostenere lo sviluppo neurologico del lattante.
• Ferro: dopo il parto il fabbisogno si riduce rispetto alla gravidanza (11 mg/die durante l'allattamento), ma la valutazione clinica deve considerare eventuali perdite ematiche, anemia e ripresa del ciclo mestruale.
• Calcio: il fabbisogno raccomandato rimane 1000 mg/die. L'organismo materno si adatta aumentando il riassorbimento osseo e modificando il metabolismo del calcio durante la lattazione.
• DHA (acido docosaesaenoico): è raccomandato un adeguato apporto di omega-3 attraverso il consumo di pesce ricco di DHA (1–2 porzioni/settimana) o, quando indicato, mediante integrazione, per favorire un'adeguata concentrazione nel latte materno.
L'idratazione deve essere adeguata all'aumentata produzione di latte, privilegiando l'acqua come principale fonte di liquidi. Inoltre, in assenza di specifiche indicazioni cliniche, non esistono alimenti da escludere sistematicamente durante l'allattamento: restrizioni dietetiche immotivate possono compromettere la qualità nutrizionale della dieta materna senza apportare benefici al neonato.
La nutrizione nel post partum dovrebbe quindi essere considerata parte integrante della presa in carico della donna, con un approccio personalizzato basato sulle evidenze scientifiche e sulle raccomandazioni dei LARN.