24/07/2026
Ripetiamo assieme....😎
Ripetiamo insieme!:
"se voglio muovermi o fare attività fisica non vado a yoga, ma posso andare in bicicletta, a nuoto, a camminare, in palestra, a un corso di ginnastica aerobica, dove preferisco, ma a yoga no."
Lo yoga è meditazione, non è un'attività aerobica. Lo yoga si conclude nella meditazione attraverso un'attività anaerobica: "finché frullo, la mente frulla, e non faccio altro che alimentare il mio ego" - disse un giorno un mio maestro hindū.
La pratica dello yoga risveglia e mette in movimento il prāna attraverso l'espansione della coscienza, ma è un effetto della sequenza e non il fine.
Durante la pratica di Yoga le forme cambiano, le posizioni si succedono, ma la qualità della presenza è il filo conduttore che tutto unisce e permette a ognuno di scoprire, in modo personale e diretto, come non sia il movimento a operare la trasformazione interiore, bensì la qualità dell’ascolto che lo accompagna.
È importante comprendere che col termine Yoga si intende fare riferimento a uno stato interiore, a un modo d’essere, piuttosto che a tecniche o posture del corpo che il praticante debba in qualche modo copiare.
Di conseguenza possiamo dire che non è il movimento in sé, per quanto gratificante, a liberare, quanto la capacità di ascolto che lo accompagna. Il nostro corpo riflette sempre, in modo tangibile, la nostra organizzazione interiore e le nostre capacità di consapevolezza.
Il movimento e le posture rendono manifesta l’esistenza nel nostro corpo di zone chiare, quelle che leggiamo senza difficoltà, e di zone oscure, che non riusciamo a raggiungere facilmente mediante un’indagine cosciente. Di norma, tendiamo a muoverci e praticare utilizzando prevalentemente le nostre parti chiare, ignorando o utilizzando solo in parte le aree corporali che avvertiamo con fatica o che non arriviamo più a localizzare.
Uno dei primi compiti di āsana è dunque quello di rendere evidenti gli effetti della consapevolezza sulla nostra struttura nervosa e muscolare, consentendoci inoltre di osservare come tali effetti si organizzino in modi differenti in relazione al livello di ascolto in atto.