04/08/2026
🧠 IL NERVO SINUVERTEBRALE DI LUSCHKA E MAL DI SCHIENA
🔬 Anatomia e Composizione del Nervo
Il nervo sinuvertebrale (conosciuto anche come nervo ricorrente di Luschka) è un piccolo nervo misto composto da due tipi di fibre differenti sensitive e autonome.
🔹 Fibre sensitive: provengono dal ramo ventrale del nervo spinale. Trasmettono la sensibilità dolorifica e propriocettiva dalle strutture interne della colonna vertebrale al cervello.
🔹 Fibre autonome: provengono dal ramo comunicante grigio del sistema nervoso politico. Regolano funzioni involontarie come la vasocostrizione e la dilatazione dei vasi sanguigni all'interno del canale spinale.
📍 Territorio di Innervazione e Ruolo Clinico
All'interno del canale vertebrale, il nervo sinuvertebrale distribuisce le sue fibre a:
📌 Porzione posteriore dell'anello fibroso del disco intervertebrale
📌 Legamento longitudine posteriore
📌 Periostio dei corpi vertebrali
📌 Dura madre (la guaina protettiva del midollo spinale)
Dal punto di vista clinico è un nervo di fondamentale importanza: è il principale responsabile del dolore proveniente dal disco intervertebrale, ovvero quel mal di schiena profondo, sordo e, a volte, difficile da localizzare.
Nel momento in cui un disco si lesiona, presenta protrusioni, fissurazioni, ernie e fenomeni degenerativi, le fibre sensitive e i meccanocicettori di questo nervo si attivano. Essi rispondono a stiramenti, deformazioni e pressioni anomale quando superano i limiti fisiologici, inviando segnali continui al sistema nervoso centrale di danno strutturale, quindi, sensazione di dolore.
🛡️ I Meccanismi di Difesa Biologica: Dolore e Contrattura
Sebbene sia un'esperienza invalidante, questo dolore e la conseguente contrattura dei muscoli della schiena non sono errori dell'organismo, ma meccanismi biologici di difesa assolutamente necessari:
🚨 Funzione protettiva del dolore: il dolore acuto funge da segnale d'allarme biologico immediato. Costringe l'individuo a interrompere l'attività fisica, a riposare e a evitare movimenti bruschi o carichi eccessivi che potrebbero causare danni strutturali ben più gravi, come la rottura definitiva del disco che potrebbe provocare lesioni midollari.
🛡️ La contrattura muscolare come "busto biologico": gli impulsi dolorosi del nervo sinuvertebrale attivano un arco riflesso nel midollo spinale. Questo circuito ordina ai muscoli profondi della schiena di contrarsi in modo costante, creando una steccatura naturale che immobilizza il segmento vertebrale instabile o lesionato e lo protegge da ulteriori sollecitazioni meccaniche.
💧 L'Azione delle Tecniche di Decompressione
Le tecniche di Pompage in decompressione riducono la stimolazione di questi recettori legati al dolore attraverso precisi meccanismi biomeccanici, idraulici e neurologici:
➡️ 1. Riduzione della Pressione Discale:
Manovre di Pompage in decompressione aumentano lo spazio tra i corpi vertebrali.
- Effetto sui recettori: questo aumento dello spazio crea una pressione negativa all'interno del disco.
- Risultato: si riduce lo schiacciamento e lo stiramento delle fibre esterne dell'anello fibroso dove risiedono i recettori del dolore, spegnendo il loro segnale di emergenza e conseguente riduzione della contrattura muscolare.
➡️ 2. Reidratazione e Nutrizione del Disco (Effetto Spugna)
Il disco intervertebrale non ha vasi sanguigni diretti e si nutre per "diffusione" assorbendo liquidi dal piatto vertebrale superiore e quello inferiore. Le manovre in decompressione funzionano come una spugna, permettendo al disco di reidratarsi.
- Effetto sui recettori: la decompressione favorisce l'ingresso di acqua e nutrienti, aumentando l'altezza del disco e ripristinando la sua capacità di ammortizzare i carichi.
- Risultato: un disco più idratato distribuisce meglio le forze, evitando che carichi meccanici eccessivi vadano a deformare i recettori del dolore nell'anello fibroso del disco.
Denis Bensa
Masofisioterapista Chinesiologo Posturologo
Cell. 347 973 4115