Alessandra Badalamenti - Psicologa

Alessandra Badalamenti - Psicologa Psicologa clinica iscritta all'ordine degli Psicologi della regione Veneto con n.12226
Ricevo in presenza a Padova e Online
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Esiste un'idea diffusa che per chiedere aiuto tu debba stare davvero male.Tanto male in modo evidente, misurabile, giust...
15/06/2026

Esiste un'idea diffusa che per chiedere aiuto tu debba stare davvero male.
Tanto male in modo evidente, misurabile, giustificabile.
Magari pensi o speri che forse passerà, da solo, con il tempo.
E allora aspetti, aspetti che peggiori, aspetti di avere una ragione abbastanza grande.
Ma il momento giusto per chiedere aiuto non è quando non ce la fai più. È quando senti che qualcosa non torna, quando sei stanca di una stanchezza che non passa.
Non devi toccare il fondo per meritarti supporto.
Puoi chiedere aiuto adesso, da qui, esattamente dove sei.

Per alcune inizia la stretta allo stomaco. La settimana che finisce, quella nuova che inizia, la lista di cose che non h...
14/06/2026

Per alcune inizia la stretta allo stomaco. La settimana che finisce, quella nuova che inizia, la lista di cose che non hai fatto e quella che ti aspetta. Il corpo che vorrebbe ancora un giorno — solo uno — senza dover essere qualcosa per qualcuno.

Per altre è quasi un sollievo. Domani ricomincia la scuola. Ricomincia uno spazio che è un po' tuo. E poi arriva il senso di colpa per averlo pensato.

In entrambi i casi, c'è qualcosa che non si dice ad alta voce.

La domenica sera delle mamme è più complicata di come sembra. E quasi nessuna ne parla davvero.

C'è un periodo in cui non riconosci più la persona che eri... ma non riconosci ancora quella che stai diventando.Sei in ...
13/06/2026

C'è un periodo in cui non riconosci più la persona che eri... ma non riconosci ancora quella che stai diventando.

Sei in mezzo: non puoi tornare indietro, anche se a volte vorresti proprio... e andare avanti sembra che richieda un'energia che non hai.

Nessuno ti dice che questo posto di mezzo esiste, che ha un senso.. e che non è un segnale che stai sbagliando qualcosa.

Ti dicono di essere forte, di godertelo, che tanto poi passa.
Ma intanto tu sei lì, in quella terra di mezzo, senza sapere niente, neanche quanto durerà.

C'è una specie di distanza da te stessa che non sai bene quando è iniziata. Le cose che facevi con piacere adesso le fai...
12/06/2026

C'è una specie di distanza da te stessa che non sai bene quando è iniziata. Le cose che facevi con piacere adesso le fai per abitudine. Sorridi ma sei altrove. Tieni tutto in piedi ma non sai più perché.

Eppure funzioni: ti alzi, accompagni i bambini, vai al lavoro, torni, fai la cena, metti a letto.

E proprio perché funzioni, nessuno vede... nemmeno tu, spesso, riesci a dargli un nome.

C'è un momento in cui ti viene in mente com'era prima, la tua vita prima dei figli. La leggerezza, le uscite senza orari...
11/06/2026

C'è un momento in cui ti viene in mente com'era prima, la tua vita prima dei figli. La leggerezza, le uscite senza orario, poter scegliere senza rendere conto a nessuno. La spontaneità di decidere all'ultimo. Le domeniche a dormire fino alle 11, finché ti svegli da sola. Le sere a ballare. Uscire con le amiche senza doverlo programmare mille mila giorni prima.

E arriva quella voce: ma chi me l'ha fatto fare?
Seguita da: ma come faccio a pensare una cosa del genere, se amo i miei figli immensamente?

Ed è vero, li ami immensamente... e allo stesso tempo rimpiangi momenti che sembravano scontati e che adesso non ci sono più.
Le due cose possono coesistere

Solo che io non mi sentivo in colpa per la nostalgia.. mi sentivo in trappola, perché non riuscivo ad avere tutto quel tempo che mi serviva per fare quello che volevo, senza che pesasse su qualcun altro. Così ho smesso di farlo, pensando che forse sarebbero arrivati altri momenti in cui sarebbe stato possibile, ma di sicuro questo non era il momento giusto. E così si sono accumulati i giorni, le settimane, i mesi, gli anni.

Poi ho capito una cosa: se rimpiangi qualcosa, è perché per te era importante. E forse hai solo smesso di darti il permesso di averlo ancora, anche solo in piccola parte. E il permesso non riguarda solo le cose da fare, riguarda anche quello che senti: la nostalgia, la rabbia, il desiderio. Non sono ombre da nascondere, fanno parte del quadro.

La soluzione non è restare nel rimpianto, è capire cosa c'è dietro quel rimpianto, e darti il permesso di riprendertelo, anche solo in parte. E no, non significa fare tutto come prima, fregandotene dei bisogni dei tuoi figli. Significa trovare il tuo personale equilibrio tra quello di cui loro hanno bisogno e quello che è importante per te.

Puoi già iniziare a farlo da sola, oppure possiamo parlarne in DM.

Ti hanno detto di fare liste. Di usare app. Di delegare meglio. Di ottimizzare.E magari le liste le fai già. E l'app ce ...
10/06/2026

Ti hanno detto di fare liste. Di usare app. Di delegare meglio. Di ottimizzare.
E magari le liste le fai già. E l'app ce l'hai già. E nonostante questo, la sensazione di portare tutto è sempre lì.

Perché il problema non è che sei disorganizzata. È che stai portando un carico che non è tutto tuo — e che nessuno vede, perché è invisibile.

Ricordarsi di comprare il latte, ma anche di chiamare il pediatra, ma anche di mandare la ricevuta della palestra, ma anche di controllare se domani c'è il saggio. Tutto nella stessa testa. Tutto il tempo.

Saperle, quelle cose — tenerle a mente, monitorarle, anticiparle — è già lavoro. Prima ancora di farle.

Forse il problema non è come sei fatta. È quanto stai portando.

La frase cambia ogni volta — "sono solo stressata", "non è niente di grave", "ce la faccio, è che sono un po' sensibile"...
09/06/2026

La frase cambia ogni volta — "sono solo stressata", "non è niente di grave", "ce la faccio, è che sono un po' sensibile" — ma il senso è sempre lo stesso. Si stanno già giustificando. Si stanno già rimpicciolendo.

Come se chiedere aiuto fosse una cosa da meritarsi. Come se la fatica dovesse essere abbastanza grande, abbastanza visibile, abbastanza grave — prima di avere il diritto di nominarla.

Quello che portano invece è reale. La stanchezza è reale. La confusione è reale. Il senso di non riconoscersi più, di guardarsi allo specchio e non sapere bene chi c'è, è reale.

Non esagerano. Si sono solo abituate, nel tempo, a fare silenzio su quello che sentono. Perché nessuno gli ha mai detto che anche quello merita spazio.

Dormi. Ti svegli. Sei ancora stanca.Non è il sonno che manca. È che la testa non si spegne mai davvero. Tiene traccia di...
08/06/2026

Dormi. Ti svegli. Sei ancora stanca.

Non è il sonno che manca. È che la testa non si spegne mai davvero. Tiene traccia di tutto — la visita del pediatra, il regalo di compleanno della maestra, la risposta alla mail che aspetti da tre giorni.

Le cose che nessun altro tiene in testa tranne te.

Quella stanchezza non passa con il riposo; passa quando smetti di portarla da sola.

L'albo illustrato Mamma ritrae 31 mamme da tutto il mondo — epoche diverse, culture diverse, vite diverse.Una delle fras...
01/06/2026

L'albo illustrato Mamma ritrae 31 mamme da tutto il mondo — epoche diverse, culture diverse, vite diverse.
Una delle frasi mi è rimasta in testa: "Ci sarà il tuo primo passo, il tuo primo libro, il tuo primo disegno."

Ma quante volte, mentre tieni il conto dei primi del tuo bambino, smetti di tenere il conto dei tuoi?

Chi te lo ha detto che una buona madre non si arrabbia mai? Chi ha stabilito che devi essere sempre disponibile, sempre ...
06/05/2026

Chi te lo ha detto che una buona madre non si arrabbia mai? Chi ha stabilito che devi essere sempre disponibile, sempre paziente, sempre presente?

Nessuno te lo ha detto esplicitamente.
È arrivato piano, da commenti, confronti, immagini.. e ad un certo punto è diventato uno standard interno, una voce che misura tutto quello che fai e trova sempre qualcosa che non va.

In studio vedo spesso mamme convinte di essere sbagliate, che si scusano per come si sentono.
Dicono "probabilmente esagero" prima ancora di raccontare cosa sta succedendo.
Quasi mai stanno esagerando.

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