26/08/2026
Una poesia melodica mi fece ri-nascere. Era il 24 agosto e da allora la mia vita non è più stata la stessa. L’inizio di un viaggio pazzesco che mi ha portato a ricordare e comprendere “cose strane di altri tempi”.
Esperienze lontane dai riflettori, immerso in me stesso, nel mio deserto interiore in compagnia dei miei demoni e dei miei angeli. Già, il deserto. Ricordi. Solitudine: dentro e fuori. Gioie e dolori. Si, perché quando sei un vero ricercatore ispirato fatichi ad accettare la realtà esterna creata ad hoc per distrarre la massa e allontanarla dall’unico posto in cui dovrebbe essere: dentro di sé. Vivo in uno stato particolare che spesso mi rende “strano e non compreso” agli occhi delle persone. Rifiutato. Sono distaccato. Insensibile. Realista.
Vivo il momento dell’ovvio che altri non comprendono: quello che per me è ovvio per altri (molti, troppi) non lo è, nonostante l’evidente sia manifesto. Gli occhi sono ancora chiusi e non sanno vedere, come le orecchie non sanno ascoltare. Frustrazione -già vissuta anni e anni or sono- che a volte fa arrabbiare. Ogni cosa al suo tempo.