Micol Mauri - Psicologa

Micol Mauri - Psicologa Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Micol Mauri - Psicologa, Psicologo, Via Perosi, 2, Padua.

�Albo degli Psicologi del Veneto n.10258

�Mi sono laureata in Psicologia Clinica all’Università di Padova,e ho frequentato la Scuola Bolognese di Psicoterapia Cognitiva ad indirizzo Costruttivista ed Evolutivo.

30/03/2026
"Ai bambini, fin da piccoli, dovremmo insegnare cose semplici e preziose. Che il Sole sorge a Est e tramonta a Ovest. Ch...
27/03/2026

"Ai bambini, fin da piccoli, dovremmo insegnare cose semplici e preziose. Che il Sole sorge a Est e tramonta a Ovest. Che se allunghi la mano destra verso Est, il tuo volto guarda a Nord e la tua schiena resta rivolta a Sud.

Dovremmo raccontare loro che l’acqua di un fiume ha sempre una direzione: quella che la conduce al mare. Che anche la Luna segue il suo cammino, sorgendo a Est e tramontando a Ovest. E che, nelle notti senza Luna, c’è una stella speciale pronta a guidare chi sa guardare il cielo: la Stella Polare, quella che indica il Nord e racconta anche la latitudine di chi la osserva. Più la vedi bassa sull’orizzonte, più significa che ti stai avvicinando all’Equatore.

Sarebbe bello insegnare loro anche a leggere il mare e il cielo: sapere che se un uc***lo appare in mezzo all’oceano, probabilmente la terra non è lontana, proprio nella direzione verso cui vola.

Ma soprattutto dovremmo insegnare qualcosa che vale più di qualsiasi nozione: il rispetto e l’amore per gli animali, per gli alberi, per la terra e per tutti gli elementi che rendono possibile la vita.

Tutto questo andrebbe raccontato prima di regalare loro un cellulare. Perché i telefoni si scaricano, la rete a volte sparisce e il segnale va e viene. La saggezza invece resta, accompagna per tutta la vita e non perde mai campo.

Forse la vera connessione che dovremmo proteggere è proprio questa: quella tra i bambini e il mondo che li circonda. Se imparano ad ascoltare la terra, il vento e il cielo, non saranno mai davvero disconnessi.”

25/03/2026
16/01/2026

È una domanda che molti genitori non fanno ad alta voce. Perché arriva dopo.
Quando ormai le puntate sono finite.
E il dubbio resta.

La risposta non è una condanna.
Ma sì, la risposta è sì.
Educativa. Necessaria.

Non perché Stranger Things sia una br**ta serie.
È il tempo in cui viene proposta ad essere sbagliato.

Un bambino di 7 anni può anche:
– non piangere
– non scappare
– dire che “non ha paura”

Ma il suo cervello registra comunque.

E qui serve chiarezza, non sensi di colpa:

• Prima dei 10 anni il cervello non ha gli strumenti per elaborare la paura intensa. La assorbe.
• Prima dei 12 anni, sotto stress, la distinzione tra finzione e realtà diventa fragile. Le immagini entrano come vere.
• Prima dei 14 anni, alcune scene restano impresse a lungo, anche quando sembrano dimenticate.

Il problema non è la trama.
È il carico emotivo continuo: tensione, mostri, bambini in pericolo, perdita, angoscia.

Un bambino non ha ancora un contenitore interno per tutto questo. E quando non può elaborare, somatizza o agisce.

Il prezzo non si paga sul divano.
Si paga dopo:
– nel sonno disturbato
– nell’irritabilità
– nelle paure che “spuntano dal nulla”
– nei comportamenti che cambiano senza spiegazione

Guardare insieme non basta.
La presenza dell’adulto non rende adatto un contenuto che non lo è.

Proteggere non è censurare.
È rispettare i tempi dello sviluppo.

Un contenuto può essere giusto a 12 anni
e sbagliato a 7.
Non perché il bambino sia fragile,
ma perché è in costruzione.

Essere genitori oggi significa anche questo:
saper tornare indietro e dire
“Qui ho sbagliato. E ora faccio meglio.”

Questa è educazione.
Non perfezione.


20/12/2025

Questa pratica guidata ACT è ispirata alla metafora che i pensieri siano come fiocchi di neve, variabili e transitori. Spesso, nel tentativo di controllare i...

14/12/2024

SE MI VUOI DAVVERO FELICE

Se mi vuoi davvero felice, non devi volermi sempre contento, ma devi volermi vero.
Se devo dirti che qualcosa mi fa male o mi spaventa, lascia che io con te sia sincero.
Magari mi sento triste, poi penso a te e credo che tu mi voglia sempre col sorriso
E allora mi sforzo di avere l’espressione che vuoi tu, disegnata sul mio viso.

Sono un bambino e non so di quali ingredienti è fatta la felicità
Ma una cosa so di certo: per essere felice, conta soprattutto la verità
Lascia che io mi senta capace di affrontare tutto, il brutto e il bello
E se il mare è in tempesta, non mettermi al riparo, ma diventa il mio battello.

Affronteremo insieme le onde, tu mi darai forza e io così imparerò a galleggiare
Per essere felice non serve nascondersi alle onde, serve invece impararle ad affrontare.

Nel libro "Allenare alla vita. I 10 principi per ridiventare genitori autorevoli" (Mondadori ed.) approfondisco il tema della felicità dei nostri figli e dei molti differenti modi con cui noi genitori abbiano declinato questo tema nei nostri stili educativi, nell'arco degli ultimi decenni. Nella breve narrazione in rima presente in questo post, ho cercato di definire cosa davvero sia la felicità nella vita di un figlio e qual è il modello di autorevolezza genitoriale che permetta ad un figlio di abitare la vita, con la consapevolezza che essere felici non vuol dire sorridere sempre, tenendo la fatica, il disagio e la frustrazione fuori dalla propria vita. Se state cercate un regalo da fare ad un genitore in occasione del Natale, vi consiglio "Allenare alla vita" come una delle idee da esplorare. Il libro ha avuto sei ristampe in sei mesi e credo che il successo del libro dipenda dal fatto che con questo volume ho provato a fornire una bussola educativa che oggi serve davvero tanto a tutti noi, mamme e papà, attraverso l'analisi dei dieci fattori che hanno reso fragile il ruolo genitoriale e che, più in generale, hanno reso gli adulti dei veri e propri "adultescenti".
se volete e potete, condividete questo messaggio.

📣 in presenza a Padova, oppure in diretta fb e YouTube!
01/02/2024

📣 in presenza a Padova, oppure in diretta fb e YouTube!

La sofferenza e i disagi di ragazze e ragazzi vengono spesso imputati al fatto che sono sovraesposti ad internet, ai social ed alla vita online, ma è questa l’unica causa del loro malessere? Gli adolescenti sono costretti a crescere in una società dissociata, individualista e competitiva, dove a...

05/12/2023

LA DIREZIONE DA PRENDERE? EDUCARE A NON AVERE PAURA DELL’AMORE

“SE SO COME STARE BENE CON ME, ALLORA SAPRÒ CERTAMENTE ANCHE STARE BENE CON TE”. (“Appartenersi. Perché l’amore stabile è una risorsa” di A.Pellai e B.Tamborini, Mondadori ed.)

E’ domenica mattina. Ho alle spalle una settimana che è stata ricca di incontri e di trasferte in cui ho toccato molte differenti città di Italia e incontrato moltissime persone. Ho parlato a quasi mille ragazzi e ragazze e giovani uomini e donne in eventi organizzati in scuole secondarie e università. Ho davanti a me i loro volti, i loro sguardi. I nostri cuori e menti erano ancora sopraffatti dalle vicende delle ultime due settimane, invasi dalla paura e dal disorientamento appreso da ciò che è accaduto ad una giovane donna, Giulia Cecchettin. Una di noi, una di loro. Appunto. Ho sentito pesare sulle giovani vite dei nostri figli e figlie la paura dell’Amore. Dobbiamo riflettere a lungo su questo. Perché sta accadendo, che giorno dopo giorno, nella vita di chi cresce, le narrazioni dominanti trasformano in spaventevole e terrificante ciò che dovrebbe essere invece desiderabile e attraente. L’amore è il motore della vita. In adolescenza e gioventù rappresenta una delle spinte principali verso la ricerca della felicità ed è fondamentale per realizzare il progetto di autonomia e costruzione della propria identità e adultità. Per abitare bene il territorio dell’Amore bisogna aver imparato, però, prima di tutto ad essere buoni abitanti della propria vita, della relazione con se stessi. Bisogna sapere chi si è, per portare un io solido dentro un progetto di coppia in cui si diventa “noi”. Questa resta la priorità assoluta oggi in ambito educativo. Formare alla vita generando in chi cresce una sana consapevolezza di sé, una capacità di integrare emozioni e pensieri, sapendo affrontare e maneggiare il dolore, dando senso e significato alla propria ricerca della felicità, che non può essere costruita intorno alla realtà “come la voglio io”, ma intorno ad un principio completamente diverso: ovvero come devo imparare ad essere io nella realtà di cui desidero essere un abitante consapevole. C’è molto lavoro da fare. Tengo nel cuore, i volti e le domande che i giovani mi hanno fatto nel corso di questa settimana. Nella vita siamo tutti camminatori, alla ricerca di qualcosa che non può essere risolto dentro un semplice slogan, perché il percorso verso ciò che chiamiamo felicità è lastricato di complessità e a volte non basta una vita intera per scoprirlo. Però l’amore, di quel percorso è motore e bussola.
Penso che questo messaggio potrebbe essere davvero utile leggerlo con i nostri figli e studenti, in questo momento in cui loro sono così sospesi e dispersi. Io lo invierò ai miei figli. Se volete e potete, condividetelo anche voi con loro.

17/09/2023

RICATTO EMOZIONALE...

"Se non mi dai un bacio me ne vado"
"Se non mi obbedisci diventerò triste"
"Se non mi dai un abbraccio non ti voglio più"...

È incredibile quante volte noi adulti ricorriamo al ricatto emotivo per far fare ai bambini quello che vogliamo NOI senza considerare quello che LORO vogliono.

Se un bambino non vuole darci un bacio, È NEL SUO DIRITTO, giocare con la sua gentilezza e il suo bisogno di affetto e accettazione per andare contro la sua volontà è drammatico e dannoso.
Devono sapere che possono dire NO e che nessuno può obbligarli a mostrare o ricevere affetto se non vogliono.

Si può arrabbiare il nonno, la nonna, la vicina del quinto piano,il prozio che vede solo per Natale... che questo è un problema degli adulti e non dei bambini.
Fagli sapere che a casa tua non sono ammessi ricatti. Non è male che noi adulti impariamo ciò che non è giusto.

Johannes Ruiz Pitre
Crediti dell'illustrazione al suo autore.

26/05/2023

Uno degli aspetti che più affatica i genitori, durante l'adolescenza, è il poco tempo che trascorrono insieme ai figli.
Se prima, quando erano bambini, stavano con mamma e papà, parlavano con loro, li ascoltavano, ora i contrasti tra genitori e figli adolescenti creano spesso distanza. Gli adulti, però, non devono fare l’errore di chiudersi o allontanarsi, dando per scontato che i ragazzi non abbiano più bisogno di loro.
Gli adolescenti hanno bisogno di coltivare i loro interessi, di trascorrere più tempo con gli amici, piuttosto che con la famiglia: tutto questo è normale e fisiologico, il figlio sta crescendo e bisogna accettarlo. Ma non significa che voi genitori non contiate più nulla o che non abbiano più bisogno di voi. Sappiate che NON VE LO DIRANNO MAI o comunque non lo faranno in modo esplicito, ma si aspettano di essere anticipati, compresi e cercati dal genitore.
È fondamentale ritagliarsi dei momenti, anche semplici, di condivisione e divertimento, differenti dalla routine quotidiana dettata dai ritmi lavorativi e scolastici. I ragazzi vogliono anche vedere che i genitori si interessano a loro e al loro mondo: sono tutti momenti che aiutano a rinforzare la relazione.
Significa conoscerli, conoscere cosa pensano, cosa gli piace, come si approcciano alla vita. Significa esserci ed essere un punto di riferimento, in caso di bisogno.

(Credit foto: Pixabay)

12/05/2023

Bisognerebbe fare diverse attività nelle scuole in grado di formare la persona anche da un punto di vista emotivo e relazionale, senza puntare esclusivamente sulle prestazioni, sullo studio a memoria e sui voti. Il teatro, ad esempio, può favorire in bambini e ragazzi lo sviluppo di tante abilità e competenze tra cui la capacità di immedesimarsi nel vissuto di un’altra persona, provare a indossare i suoi panni e farli propri. Si tratta di competenze che mancano a tantissimi ragazzi, soprattutto quando parliamo di bullismo e disturbi del comportamento, competenze fondamentali per instaurare relazioni equilibrate e funzionali al proprio benessere. Il teatro permette anche di confrontarsi con se stessi, con le proprie emozioni, con le proprie paure. Ho incontrato tanti ragazzi che sono riusciti a superare la paura di parlare davanti ad altre persone o altri tipi di inibizioni proprio attraverso le attività teatrali. Servirebbero anche la musica e soprattutto l’attività motoria nelle scuole, fatte bene e con costanza. L'attività fisica, ad esempio, associata anche ad una sana educazione alimentare, può rappresentare un'occasione importante per fare movimento finalizzato al benessere fisico, che permette di conoscere il proprio corpo. Sarebbe, infine, molto importante anche rispettare e valorizzare maggiormente i ragazzi che praticano agonismo e che, spesso, devono faticare il doppio degli altri.

Maura Manca

Indirizzo

Via Perosi, 2
Padua
35132

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 14:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 14:00
Venerdì 09:00 - 14:00

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