29/06/2026
I classici greci a Siracusa non “parlano di un tempo lontano”. Parlano di **noi**, ogni volta che ci troviamo davanti a scelte difficili, emozioni ambivalenti e domande senza una risposta semplice.
Nelle tragedie, il conflitto non si risolve con un finale rassicurante: ci invita a sostare nella complessità. Ed è forse proprio questo che le rende ancora vive: ci fanno vedere, da una certa distanza, **paure, desideri, colpa, potere, responsabilità**, e ci permettono di riconoscerci.
Se ti è capitato di uscire da uno spettacolo con la sensazione di “essere stato toccato” prima ancora di capire perché, non sei l’unico: il teatro lavora anche sul corpo, sul ritmo, sul silenzio, sull’attesa.
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