27/09/2022
Dalla terapia centrata sul “Problema” alla terapia finalizzata alle “Soluzioni”.
La terapia psicologica centrata sulla soluzione prevede, tipicamente, una sequenza di incontri settimanali limitati nel tempo, di un’ora l’uno. Il numero degli incontri va stabilito sin dal primo contatto con il professionista o, al più, nel corso della prima seduta. La relazione terapeutica, nella terapia centrata sul problema, tende ad assumere una forma del tutto particolare: il cliente, nell’arco temporale di ogni incontro, si distacca da tutte le altre relazioni e si concentra soltanto sul rapporto con lo psicologo che, come terapeuta, viene ad assumere una posizione centrale nella sua esperienza di vita. Nella terapia centrata sul problema il primo incontro vede l’ingresso del cliente in una sorta di “scatola nera” controllata dall’”esperto”, all’uscita della quale si saranno stabiliti i temi da affrontare e la diagnosi del problema, e quindi si avvierà il processo di cambiamento personale. Nell’approccio del dialogo centrato sulla soluzione, invece, non appare concepibile che un terapeuta, per quanto bravo, sia detentore di tanto expertise.
La visione dei terapeuti che seguono una terapia centrata sulle soluzioni è radicalmente diversa: i casi in cui il cliente arriva al primo incontro con una soluzione sono senz’altro ben visti. Potrebbero rivelarsi utili, comunque, almeno un paio di incontri, al fine di “consolidare”, grazie al dialogo con il terapeuta, la storia alternativa che il cliente ha saputo costruirsi. Nell’esperienza della Terapia Breve, comunque, non sono pochi i casi di clienti che partecipano a una seduta soltanto, con esiti per lo più soddisfacenti, specie quando si riesce a valorizzare il tempo compreso tra il primo contatto e il primo appuntamento (Miller, Hubble e Duncan, 1996). Quando Talmon (1990), anni fa, ha cominciato ad applicare il modello centrato sulla soluzione, l’idea da cui partiva era ben precisa: se i clienti non si ripresentavano dopo il primo incontro, voleva dire che si erano ritirati (e che il counseling, di conseguenza, era fallito). Nel corso della sua ricerca, tuttavia, scoprì qualche cosa di diverso: gran parte di quei soggetti, in realtà, aveva realizzato i propri obiettivi, grazie a quell’unico incontro.
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Michele Scala, psicologo psicoterapeuta, Padova