Centro di Psicologia Psicologo Padova

Centro di Psicologia Psicologo Padova Centro di Psicologia, Psicoterapia e Sessuologia Dr. Adriano Legacci

08/06/2026

Per anni ci hanno detto che poter scegliere tra mille profili
ci renderà più felici.

Non ne sono così sicura.

Symbolon è un modo diverso di incontrarsi

Non scaricare Symbolon se stai cercando un appuntamento per questa sera.

Ma forse scaricherai Symbolon se stai cercando un modo per conoscere il tuo modo di amare e di farti amare.
E se stai cercando con altre persone un incontro
più lento e delicato.

Siamo un tema di psicologi e fisici teorici. Abbiamo creato Symbolon per una ragione molto semplice:

crediamo che la costruzione di una relazione importante meriti
più tempo e attenzione di quelli richiesti da uno swipe.

Per questo abbiamo immaginato un modo diverso di incontrarsi.

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07/06/2026
07/06/2026

È una coppia che non litiga quasi mai.

Non si fanno scenate. Non si mandano messaggi ogni venti minuti per sapere dove sei e con chi e perché non hai risposto. Non piangono alle tre di notte aggrappati al telefono. Non analizzano la relazione per ore seduti sul bordo del letto.

Si rispettano. Si stimano. Si lasciano spazio.

Moltissimo spazio.

Così tanto spazio che a volte, in quello spazio, ci si potrebbe perdere — e nessuno dei due se ne accorgerebbe subito.

A un certo punto in quello spazio qualcuno potrebbe costruirci un aeroporto regionale e nessuno dei due protesterebbe.

Benvenuti nella coppia evitante-evitante. La più silenziosa, la più ordinata, e in un certo senso la più misteriosa tra tutte le combinazioni possibili.

Prima di tutto: chi è l’evitante?

La persona con stile di attaccamento evitante non è — come si potrebbe pensare — qualcuno che non vuole stare con gli altri. È qualcuno che ha imparato, molto presto, che dipendere dagli altri è pericoloso. Che chiedere vicinanza produce delusione. Che è meglio bastare a se stessi — perché almeno così non si rimane delusi.

Il suo sogno segreto è essere amato profondamente.

Il suo incubo peggiore è essere amato profondamente.

Ha costruito un sistema di autodifesa raffinatissimo. Efficiente. Quasi invisibile.

Funziona così: quando la vicinanza emotiva supera una certa soglia — quando la relazione comincia a chiedere qualcosa di più profondo — il sistema si attiva e produce distanza. Non necessariamente fisica. Emotiva. Un passo indietro quasi impercettibile, un ritiro silenzioso, una disponibilità che diminuisce senza che nessuno abbia fatto niente di sbagliato.

L’evitante non lo fa per ferire. Spesso non sa nemmeno di farlo.

È il suo sistema nervoso che conosce un’unica risposta alla minaccia dell’intimità: uscire, piano, senza fare rumore.

Scena 1 di 4 — Il primo appuntamento

Si piacciono.

È evidente — anche se nessuno dei due lo dice con quella immediatezza che altri avrebbero. C’è conversazione, c’è interesse, c’è un’eleganza reciproca nel non chiedere troppo, nel non offrire troppo, nel restare a una distanza che entrambi trovano, senza dirsela, esattamente giusta.

Alla fine della serata lui non dice: ti voglio rivedere. Lei non dice: è stato bellissimo.

Si salutano con una naturalezza che a un osservatore esterno potrebbe sembrare indifferenza.

Non è indifferenza.

È il linguaggio di due persone che hanno imparato a non mostrarsi troppo. E che, per la prima volta, si trovano davanti a qualcuno che parla la stessa lingua.

Il che è un sollievo enorme.

E, come scopriranno, anche un problema enorme.

È come incontrare finalmente qualcuno che ha appreso il linguaggio dell’amore sullo stesso dizionario. Che aveva le parole “Vicinanza” e “Intimità” cancellate da una macchia di caffè.

Se vuoi sapere come va a finire

👉 https://www.psicologopadova-adrianolegacci.it/evitante-evitante/

06/06/2026

Più Swipe più felicità?

Per anni ci hanno detto che più scelta significa più possibilità.
Non ne sono così sicuro.

Symbolon, è un modo diverso di incontrarsi.

Meno fretta. Più significato. E forse un po' più di umanità.

Siamo psicologi e fisici teorici. Abbiamo creato Symbolon per una ragione molto semplice.

Crediamo che le relazioni più importanti meritino qualcosa di più di una scelta fatta con uno swipe.

Per questo, abbiamo immaginato un modo diverso di incontrarsi.
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05/06/2026

La coppia ansioso-ansioso: fusione totale, gelosia, discussioni infinite e riavvicinamenti rapidissimi. Ti riconosci?

Esiste una coppia che sulla carta dovrebbe funzionare perfettamente.

Due persone che hanno entrambe bisogno di vicinanza, rassicurazione, presenza costante.

Due persone che non spariscono, non si chiudono, non rispondono dopo quattro ore come se niente fosse.

Finalmente qualcuno che capisce.

In pratica è come due naufraghi che si aggrappano l'uno all'altro in mare aperto. Il gesto è giusto. La fisica no.

Si osservano a vicenda con la precisione di due sismografi puntati l'uno sull'altro. Ogni variazione registrata, interpretata, amplificata.

Le discussioni iniziano ad alta intensità emotiva — e ci restano. Il riavvicinamento arriva rapidissimo, perché la separazione fa più paura del conflitto.

E poi, nel giro di qualche giorno, ricomincia.

Lo stile di attaccamento non è una condanna. È una strategia — e può essere aggiornata.

👉 Articolo completo sul blog. https://www.psicologopadova-adrianolegacci.it/ansioso-ansioso/

02/06/2026

Tu hai bisogno di ti**re il filo, lei taglia la corda.

Ansioso e Evitante: il ballo più antico del mondo

Esistono coppie che sembrano fatte apposta per farsi del male.
Non perché si amino poco. Spesso si amano moltissimo. Il problema è che si amano in lingue diverse — e nessuno dei due ha ancora trovato un traduttore.

Una persona con attaccamento ansioso e una con attaccamento evitante si attraggono con una regolarità che farebbe invidia alla gravità. Si trovano, si riconoscono, si scelgono. E poi inizia il ballo.
È un ballo bellissimo e logorante. È un ballo che dura anni. A volte una vita intera.

Scena 1 — Il messaggio

Sono le 19.47.
Lei ha risposto all'ultimo messaggio alle 14.23.
Lui ha controllato il telefono quarantasei volte. Non che le stia contando, sia chiaro. Le sta contando.
Ha scritto tre messaggi e li ha cancellati. Il primo era troppo affettuoso. Il secondo sembrava una richiesta. Il terzo sembrava un'accusa. Il quarto — quello che ha effettivamente mandato — era: "Tutto ok?"
Due parole. Neutre. Quasi cliniche.
Lei legge, posa il telefono, pensa: adesso ho bisogno di un po' di spazio.
Lui vede il segno di "letto" e pensa: sta succedendo qualcosa.
Non sta succedendo niente. O meglio: sta succedendo esattamente quello che succede sempre.

Scena 2 — La sera insieme

Sono sul divano. Film a metà.
Lui le prende la mano. Lei non la ritrae — ma si irrigidisce appena, un millimetro, quel tanto che basta.
Lui sente l'irrigidimento. Ovviamente lo sente — ha sviluppato nei confronti di lei una sensibilità sismografica che rileva variazioni di umore di 0,3 gradi Richter.
Pensa: le sto pesando.
Lei pensa: sto avendo bisogno di spazio e mi sento in colpa per questo.
Nessuno dei due dice niente.
Il film finisce. Vanno a dormire. Lui sta sveglio venti minuti in più del necessario, a chiedersi cosa ha fatto di sbagliato.
Lei si addormenta in quattro minuti e mezzo e sogna qualcosa di completamente irrelato.

Scena 3 — La discussione

C'è un momento, in ogni coppia ansioso-evitante, in cui la tensione accumulata trova uno sfogo. Di solito su qualcosa di completamente irrilevante — un ritardo, una risposta sbagliata, le chiavi lasciate nel posto sbagliato.
Lui esplode — o meglio, crolla. Esce tutto: la solitudine, il senso di non essere abbastanza, il bisogno di sapere che lei c'è davvero.
Lei si chiude. Non per cattiveria. Per sopravvivenza — è il suo sistema nervoso che conosce un solo modo per gestire l'intensità emotiva: uscire dalla stanza, metaforicamente o letteralmente.
Lui la insegue — metaforicamente o letteralmente.
Lei si chiude di più.
Lui insiste di più.
Più lui cerca la connessione, più lei vive l'invasione.
Più lei cerca autonomia, più lui vive l'abbandono.
A un certo punto uno dei due dice una cosa che non avrebbe voluto dire. L'altro la ricorda per sempre.

Scena 4 — Il riavvicinamento

Dopo la discussione, lui è il primo a cercarla.
Non perché abbia torto — o non solo. Ma perché l'ansia da separazione è fisicamente insostenibile. Il conflitto irrisolto gli occupa il 70% della banda cognitiva disponibile.
Lei risponde. Si riavvicinano. C'è tenerezza, forse anche passione — il riavvicinamento dopo il conflitto ha una sua intensità particolare, in queste coppie.
Lui pensa: ecco, questa è la lei che amo.
Lei pensa: finalmente un po' di pace.
Entrambi pensano, senza dirlo: speriamo che duri.
Non durerà abbastanza. Ma questo lo sanno già.

Scena 5 — Quello che non si dice mai

Da qualche parte, sotto il ballo, ci sono due verità che non vengono mai dette ad alta voce.
Lui vorrebbe dire: ho paura che tu sparisca. Ho paura di non essere abbastanza per farti restare. Quando non rispondo mi sento solo come non mi sono mai sentito.
Lei vorrebbe dire: ho paura di perdermi. Ho paura che se mi lascio andare davvero non sappia più come tornare. Quando mi chiedi troppo sento che non riesco a respirare.
Nessuno dei due è il problema.
Il problema è il ritmo della danza.
Hanno entrambi una storia — scritta molto prima che si incontrassero — che li ha portati fin qui. E che li fa danzare con passo diverso.

Nota clinica

1. Cosa succede qui

L'ansioso cerca vicinanza quando percepisce distanza.

L'evitante cerca distanza quando percepisce troppa vicinanza.

Più uno accelera, più l'altro frena.

E il ciclo si autoalimenta.

2. Cosa tende a fare questa coppia

Oscillare tra fusione e distanza senza mai trovare una regolazione stabile. Il conflitto diventa paradossalmente l'unico momento di contatto reale — e quindi viene, inconsciamente, riprodotto.

3. Cosa potrebbe cambiare

Che ognuno dei due riconosca il proprio pattern come una risposta appresa — non un difetto di carattere, non una colpa — e che la coppia impari a nominare il ciclo nel momento in cui inizia, prima che il ballo prenda velocità da solo.

4. La buona notizia

Nessuno dei due è sbagliato.

Sono due strategie di sopravvivenza apprese molto tempo prima di incontrarsi.

Il primo passo non è cambiare partner.

È riconoscere il ballo.

Indirizzo

Padua
35127

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393939978822

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