Dott.ssa Karen Avarello Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Karen Avarello Psicologa Psicoterapeuta Consulenza, supporto psicologico, psicoterapia individuale, di coppia, familiare. Sostegno alla genitorialità, Training Autogeno, CTU, CTP

A volte diventare adulti significa anche fare i conti con una rabbia antica.Molte persone che incontro in studio mi parl...
25/08/2026

A volte diventare adulti significa anche fare i conti con una rabbia antica.

Molte persone che incontro in studio mi parlano della loro rabbia verso quei genitori che avrebbero voluto più presenti, più affettuosi, più capaci di comprenderli e di amarli nel modo in cui avevano bisogno.

Per molto tempo hanno continuato ad aspettare, anche inconsapevolmente, che finalmente riconoscessero ciò che è mancato loro. Che riparassero le ferite. Che diventassero, oggi, i genitori che avrebbero desiderato avere allora.

Ma l’elaborazione passa anche attraverso un riconoscimento doloroso: i genitori sono persone, prima ancora che genitori.

Hanno una storia, delle ferite, dei modelli relazionali appresi, hanno paure e, soprattutto,hanno limiti. Comprendere questo non significa giustificarli, né negare il dolore che hanno provocato.

Significa smettere, gradualmente, di chiedere loro ciò che forse non sono mai stati in grado di dare.

Ed è proprio qui che la rabbia può iniziare a trasformarsi.

Non perché ciò che è accaduto non sia stato importante, ma perché sia finalmente possibile riconoscere la realtà per quella che è: ti è mancato qualcosa, ne hai sofferto, e questo dolore merita di essere visto. Ma oggi puoi smettere di affidare la tua possibilità di stare bene al cambiamento di chi non può essere diverso da ciò che è.

Accettare i limiti dei propri genitori non significa rinunciare a se stessi.

Significa iniziare a prendersi cura, in prima persona, di quella parte di sé che per tanto tempo ha aspettato di essere amata.

28/07/2026

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge che modifica uno dei principi cardine della giustizia minorile italiana. L'età dell'imputabilità resta fissata a 14 anni, ma, per i minori tra i 14 e i 18 anni, viene introdotta una presunzione di imputabilità, superando il principio secondo cui la responsabilità penale deve essere preceduta dall'accertamento della capacità di intendere e di volere.

È una scelta che merita una riflessione approfondita.

Questa riforma, intanto, pone una questione di coerenza del nostro ordinamento. A 14 anni si presume che un ragazzo sia sufficientemente maturo da rispondere penalmente delle proprie azioni, ma quello stesso ragazzo, fino al compimento dei 18 anni, non può rivolgersi autonomamente a uno psicologo senza il consenso dei genitori e non può partecipare a percorsi di educazione sessuo-affettiva senza il coinvolgimento o il consenso della famiglia. Se riteniamo che un adolescente non abbia ancora l'autonomia necessaria per accedere da solo a strumenti di cura e di crescita, è legittimo domandarsi perché lo si consideri, invece, sufficientemente maturo da essere presunto imputabile senza che la sua maturità psicologica venga prima accertata.

Nessuno mette in discussione che un minore autore di reato debba rispondere delle proprie azioni. Ma responsabilità e punizione non coincidono.
Molti adolescenti che entrano nel circuito penale provengono da contesti segnati da trascuratezza, traumi, povertà educativa o modelli familiari improntati alla violenza e alla cultura criminale. In queste realtà, la condanna penale difficilmente rappresenta un deterrente.
Per questo l'inasprimento delle pene, da solo, rischia di essere insufficiente. Sarebbe invece opportuno rafforzare gli strumenti che hanno dimostrato di funzionare, come la messa alla prova, la giustizia riparativa e i percorsi educativi, psicologici e di sostegno alle famiglie, che responsabilizzano il minore e riducono il rischio di recidiva.
Nei casi più gravi può essere necessario limitare la libertà personale del ragazzo per tutelare la collettività. Ma anche allora la finalità dovrebbe restare educativa e riabilitativa, individuando il contesto più adeguato sulla base dei suoi bisogni psicologici, relazionali e sociali.

La sicurezza è un bene fondamentale, ma non si costruisce soltanto con il diritto penale. Si costruisce investendo nella prevenzione, nella scuola, nella salute mentale, nel sostegno alle famiglie e nei servizi territoriali.

25/04/2026

La storia di un popolo è fatta di ferite, di resistenze e di rinascite.

Il 25 Aprile ci insegna che la libertà non è un'acquisizione statica, ma un atto di coraggio che necessita di rigenerazione continua. Liberarsi significa sciogliere i nodi che impediscono la crescita, superare i timori e costruire spazi di ascolto e rispetto reciproco.
Oggi celebriamo la forza di chi ha lottato per darci il diritto di scegliere chi essere.
Come comunità professionale, ci impegniamo quotidianamente affinché ogni individuo possa vivere in una società libera da pregiudizi, oppressioni, disuguaglianze. In questo impegno, riconosciamo il valore più alto della nostra professione: il dovere di agire con consapevolezza per proteggere la dignità delle persone e l'integrità dei legami sociali.

Buona Festa della Liberazione a tutte e tutti!

Diventare madre è un’esperienza profonda e trasformativa, ma anche complessa e, a volte, faticosa.Nel mio lavoro come ps...
24/04/2026

Diventare madre è un’esperienza profonda e trasformativa, ma anche complessa e, a volte, faticosa.

Nel mio lavoro come psicoterapeuta, incontro spesso neo-mamme che, nel periodo precedente e successivo al parto, si sentono sole, inadeguate, poco competenti. Donne che portano sulle proprie spalle gran parte del carico della maternità, anche quando il partner è presente.

Dopo il parto possono emergere stanchezza, fragilità, senso di smarrimento. Ed è proprio per questo che il periodo perinatale è così delicato e richiede attenzione, ascolto e supporto.

Purtroppo, a volte, la paura di essere giudicate o fraintese può diventare un ostacolo nel chiedere aiuto. Come nel recente fatto di cronaca che ha coinvolto una giovane madre: il timore che la propria fragilità potesse portare a un allontanamento dai figli è diventato insostenibile. Ma è importante dirlo chiaramente: i servizi socio-sanitari esistono per sostenere, non per punire.

Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di cura verso se stesse e verso i propri figli.

Se sei una neo-mamma e ti senti sopraffatta, non restare sola. Parlane. Condividi. Rivolgiti a professionisti.

C’è uno spazio per te, e meriti di essere sostenuta. 🩷

Un gesto di affetto non ha solo una funzione emotiva, ma anche biologica.Un abbraccio, una carezza o tenersi per mano, q...
18/04/2026

Un gesto di affetto non ha solo una funzione emotiva, ma anche biologica.

Un abbraccio, una carezza o tenersi per mano, quando vissuti come sicuri e desiderati, possono attivare circuiti neurobiologici legati alla regolazione dello stress e al senso di connessione.

La ricerca mostra che il contatto affettivo può favorire il rilascio di ossitocina, sostanza associata a fiducia, attaccamento e calma, e contribuire alla riduzione del cortisolo. Studi sul contatto di coppia e sul supporto relazionale evidenziano inoltre effetti positivi su frequenza cardiaca, pressione arteriosa e risposta allo stress.

Il nostro sistema nervoso, infatti, si regola anche attraverso la relazione: la presenza accogliente dell’altro può diventare una forma concreta di co-regolazione emotiva.

Un punto fondamentale però è che non è il gesto in sé a generare benessere, ma il modo cui viene percepito. Solo un contatto consensuale, rispettoso e sentito come sicuro produce effetti benefici.

A volte, tenere una mano può comunicare al cervello ciò che le parole non riescono a dire, ad esempio: “qui sei al sicuro”.
💞E tu, che peso dai ai gesti d’affetto in una relazione?

stress salutementale intelligenzaemotiva

👉Pubblico nuovamente un vecchio post visto che oggi è la giornata internazionale della respirazione: 🧘🏼‍♀️ “Spazio al be...
11/04/2026

👉Pubblico nuovamente un vecchio post visto che oggi è la giornata internazionale della respirazione:

🧘🏼‍♀️ “Spazio al benessere” - Consiglio n. 1: Respira - ❓Quante volte sei consapevole di stare respirando? - -🗣 La respirazione è un atto in parte sotto il controllo della nostra volontà e in parte assolutamente involontario. La maggior parte del tempo infatti il respiro è automatico, cioè non ci accorgiamo nemmeno che stiamo respirando. - 🧠 Il respiro è connesso con l’attività del sistema nervoso e viene modulato da essa e dal nostro stato emotivo. -

Pensate a quante espressioni di uso comune che descrivono le emozioni fanni riferimento al respiro: “Fu così sorpreso che restò senza fiato” oppure “Era talmente emozionato che gli mancava il respiro” o “Ho avuto una giornata così piena che devo riprendere fiato”. - ☹️ Nelle persone tese il respiro è irregolare e di volume variabile;
😌 il respiro è invece calmo e regolare nelle persone rilassate. -

Viceversa, se moduliamo il nostro respiro, inspirando ed espirando profondamente, riusciamo ad ottenere in pochi istanti un abbassamento del nostro livello di tensione, fisica ed emotiva. -

E questo accade perché, così facendo, agiamo allentando l’attività del sistema nervoso simpatico che è connesso con gli stati di allerta e aumentando l’attività del sistema nervoso parasimpatico che, al contrario, è attivo nello stato di calma e rilassamento.

Quindi....respira! 😊

Fatichi a mettere confini con i tuoi genitori?Lo “svincolo” è un passaggio fondamentale nel ciclo di vita di ogni person...
10/04/2026

Fatichi a mettere confini con i tuoi genitori?
Lo “svincolo” è un passaggio fondamentale nel ciclo di vita di ogni persona.

In terapia sistemica, indica il processo di uscita dalla famiglia di origine: non una rottura, ma una trasformazione del legame. Significa ridefinire le relazioni, costruire la propria identità e iniziare a stare nel mondo come individui autonomi.

Svincolarsi implica anche imparare a mettere confini: dire “questo sono io” e “questo sei tu”, riconoscendo ciò che si vuole portare con sé e ciò che, invece, è necessario lasciare andare.

Non è un percorso lineare né privo di fatica. Può portare con sé sensi di colpa, ambivalenze, paure. Ma è anche uno spazio di crescita, in cui diventa possibile costruire relazioni più consapevoli, libere e autentiche.

Svincolarsi non significa smettere di appartenere, ma scegliere come appartenere.
Senti che questo tema ti risuona?

relazioni

Ieri, per caso, ho attraversato in bici un luogo che non conoscevo e mi è apparso improvvisamente lo scorcio di un paesa...
04/04/2026

Ieri, per caso, ho attraversato in bici un luogo che non conoscevo e mi è apparso improvvisamente lo scorcio di un paesaggio bellissimo, al punto che mi sono fermata ad ammirarlo, anche se ero diretta altrove.

Quell’incontro inatteso mi ha ricordato quanto sia prezioso concedersi il tempo di sostare, di deviare, di accogliere ciò che ci sorprende.

In questi giorni di festa vi invito a rallentare e a prendervi il tempo per assaporare ogni momento bello, anche quando non era previsto.

Perché spesso è lì, nei dettagli che non stavamo cercando, che troviamo qualcosa che ci nutre davvero.

Vi auguro una Pasqua serena, fatta di presenza, scoperta e piccoli momenti di bellezza ✨


Ci sono fatti di cronaca che scuotono profondamente, soprattutto quando coinvolgono adolescenti. Episodi di violenza est...
31/03/2026

Ci sono fatti di cronaca che scuotono profondamente, soprattutto quando coinvolgono adolescenti. Episodi di violenza estrema, come l’aggressione a un’insegnante o il progetto di un attentato, ci spingono ad interrogarci come adulti prima ancora che come professionisti.

Al di là dello sconcerto, credo sia fondamentale provare a leggere questi eventi anche in chiave psicologica ed educativa.

Molti ragazzi oggi faticano enormemente a tollerare la frustrazione. La frustrazione di un voto percepito come ingiusto, di un “no”, di un limite, di un bisogno che non trova soddisfazione immediata. Quando non si è allenati a stare dentro queste emozioni, esse possono trasformarsi in qualcosa di ingestibile: rabbia, vergogna, senso di esclusione, percezione di non essere visti o riconosciuti.

In alcuni casi estremi, l’altro — insegnante, genitore, pari — viene vissuto non più come interlocutore, ma come ostacolo. E quando l’altro diventa ostacolo, può essere percepito come persecutorio. Da qui, il rischio di una pericolosa distorsione: eliminare l’altro per eliminare il dolore interno.

Ma eliminare l’altro non elimina l’emozione.

Questi episodi ci ricordano quanto sia urgente, come adulti, assumerci una responsabilità educativa chiara: insegnare ai ragazzi a tollerare la frustrazione. Non evitarla, non aggirarla, non anestetizzarla, ma attraversarla.

Tollerare la frustrazione significa imparare che:
• non tutto è immediatamente ottenibile
• non tutto è sotto il nostro controllo
• non sempre veniamo riconosciuti come vorremmo
• non tutte le situazioni sono giuste, ma non per questo sono insostenibili

Significa anche aiutare i ragazzi a distinguere tra ciò che va accettato e ciò che può essere cambiato e, soprattutto, come cambiarlo in modo costruttivo, senza distruggere sé stessi o gli altri.

Per farlo, serve presenza adulta: ascolto reale, legittimazione emotiva, ma anche confini chiari. Serve insegnare che le emozioni, anche quelle più intense, possono essere pensate, nominate, condivise.
Non possiamo eliminare la frustrazione dalla vita dei ragazzi. Ma possiamo aiutarli a non esserne travolti.

✨ Comunicare meglio è possibile (e si può imparare)Quante volte una conversazione finisce in incomprensioni, silenzi o t...
24/03/2026

✨ Comunicare meglio è possibile (e si può imparare)

Quante volte una conversazione finisce in incomprensioni, silenzi o tensioni?
La verità è che spesso non è cosa diciamo, ma come lo diciamo.

La comunicazione efficace non è innata: è una competenza psicologica che si può allenare ogni giorno, nelle relazioni di coppia, amicizia e lavoro.

💬 Ecco 4 modalità di comunicazione più funzionali che possono davvero fare la differenza:

• Parti da te: esprimere i propri vissuti senza accusare
• Ascolta per capire, non per rispondere
• Riconosci il valore dell’altro
• Dai spazio al dialogo, con tempi adeguati

Piccoli cambiamenti nel modo di comunicare possono trasformare profondamente la qualità delle relazioni.

👉 Scorri il carosello per scoprire come applicarle concretamente

Indirizzo

Padua
35126

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 19:00
Martedì 10:00 - 19:00
Mercoledì 10:00 - 19:00
Giovedì 10:00 - 19:00
Venerdì 10:00 - 19:00

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