Dott.ssa Maria Laura Laurenti - Psicologa clinica

Dott.ssa Maria Laura Laurenti - Psicologa clinica Psicologa esperta nell'elaborazione di lutti, separazioni e perdite. Psicologa di area oncologica. Psicologa di area perinatale.

Pagina professionale dedicata a coloro che desiderano comprendere e affrontare i loro disagi, "lavorando" su se stessi individualmente o in gruppo. Vengono trattate problematiche relative alla perdita (intesa come separazione, divorzio, malattia grave e sue conseguenze, morte di una persona cara o animale, trasferimento lavorativo o di domicilio, cambiamento di vita e di comportamento, abitudini e

stile di vita modificate in seguito a eventi traumatici), ma anche ansia, crisi personale e/o familiare, difficoltà relazionale, sessualità in gravidanza e disagi della sfera emotiva in generale. Seguo pazienti con malattia oncologica e i loro familiari. Supporto le donne in gravidanza, nei casi di disagio emotivo e di difficoltà nell'andamento di gestazione e parto. Effettuo incontri in presenza e online. Gli incontri online hanno la stessa efficacia di quelli in presenza e per collegarsi sono sufficienti pochi secondi. Non occorre essere esperti nell'uso del computer, basta avere internet, microfono e videocamera. Ci si può connettere anche dal proprio cellulare, cliccando sul link che vi invierò qualche secondo prima dell'incontro. Le spese potranno essere detratte nella dichiarazione dei redditi e/o in gran parte rimborsate da varie assicurazioni sanitarie.

31/08/2026
27/08/2026

🏠 GLI ANZIANI CHE NON ESCONO PIÙ DI CASA

A volte la casa protegge. Altre volte, lentamente e senza rumore, diventa una gabbia.

In una conferenza, Umberto Galimberti riflette sugli anziani che progressivamente smettono di uscire di casa.

Non sempre è una questione di pigrizia, disinteresse o mancanza di volontà. Per alcune persone anziane, il mondo esterno può diventare troppo veloce, rumoroso e difficile da decifrare.

Le informazioni si moltiplicano, le abitudini cambiano, la tecnologia modifica persino i gesti più semplici. Ciò che un tempo era familiare può apparire improvvisamente estraneo. Uscire, incontrare persone o affrontare un ambiente affollato può trasformarsi in una fatica e, talvolta, in una fonte di angoscia.

Nel pensiero di Galimberti, la vecchiaia non è soltanto una condizione biologica: è anche il rapporto tra una persona e un mondo che cambia più rapidamente di quanto lei riesca a riconoscersi in esso.

La casa diventa allora un rifugio: un luogo conosciuto, ordinato e prevedibile. Ma quando il ritiro si prolunga, quel rifugio rischia di restringere sempre di più la vita.

È necessario, tuttavia, non generalizzare. Dietro la scelta di rimanere in casa possono esserci difficoltà motorie, problemi di salute, paura di cadere, lutti, solitudine, fragilità economiche, ansia, depressione oppure la perdita delle relazioni che un tempo davano significato alle giornate.

Per questo non basta dire: “Devi uscire.”

Non servono rimproveri né imposizioni. Occorre avvicinarsi con rispetto, ascoltare senza giudicare e proporre piccoli passi compatibili con i desideri e le possibilità della persona: una breve passeggiata, una visita regolare, una telefonata, un incontro con qualcuno di fidato o un’attività capace di riaccendere interesse e partecipazione.

Quando il ritiro diventa persistente o si accompagna a tristezza profonda, disorientamento, disturbi del sonno o cambiamenti importanti nel comportamento, è opportuno parlarne con il medico di famiglia o con un professionista competente.

Una società civile non considera gli anziani un peso e non li abbandona dietro una porta chiusa. Ne riconosce l’esperienza, la memoria e il diritto a continuare a sentirsi parte della comunità.

Perché nessuno dovrebbe diventare invisibile soltanto perché ha smesso di uscire di casa.

Quante persone anziane vivono vicino a noi senza che nessuno domandi loro: “Come stai davvero?”

Pensiero di riferimento: Umberto Galimberti

A cura di Focus 3.0 – Associazione No Profit

23/08/2026

La sindrome del nido vuoto è una condizione emotiva che colpisce i genitori quando i figli lasciano la casa. Si manifesta con sentimenti di tristezza e solitudine. Superarla richiede adattamento, nuove attività, rafforzamento delle relazioni e, se necessario, supporto professionale.

22/08/2026

✨ Il percorso di guarigione inizia dall’ascolto di ciò che accade dentro di noi.

Le esperienze che viviamo possono lasciare tracce profonde, ma anche aprire la strada verso una maggiore consapevolezza, comprensione e trasformazione. 🌿

Un viaggio interiore per ritrovare equilibrio e riconnettersi con sé stessi.

🌍 Scopri i più grandi pensatori e maestri spirituali di oggi su www.omsaracom.com

21/08/2026
21/08/2026

Sempre più persone cercano nell’intelligenza artificiale una risposta alla solitudine. Ma che effetti può avere questo tipo di “compagnia” sul benessere psicologico?

A questa domanda prova a rispondere uno studio condotto da ricercatori della Stanford University e della Carnegie Mellon University, che ha analizzato l’utilizzo della piattaforma Character.AI per comprendere il rapporto tra AI Companion e benessere psicologico.

I ricercatori hanno integrato i dati di un sondaggio che ha coinvolto 1.131 partecipanti con l’analisi di oltre 4.600 sessioni di chat reali (Zhang et al., 2026).

I risultati mostrano che le persone che utilizzano i chatbot principalmente per cercare compagnia tendono a riportare livelli di benessere psicologico inferiori. Questa associazione appare più marcata quando le interazioni sono particolarmente frequenti e caratterizzate da un elevato livello di auto-rivelazione, cioè dalla condivisione di aspetti molto personali della propria vita.

Nel complesso, lo studio invita a una riflessione importante. L’intelligenza artificiale può rappresentare uno strumento utile in molti ambiti, ma non può sostituire il valore delle relazioni umane né l’intervento di un professionista quando è presente un disagio psicologico. Proprio per questo è fondamentale promuovere uno sviluppo e un utilizzo delle tecnologie che siano realmente orientati al benessere delle persone, nel rispetto della loro sicurezza, della loro dignità e dei loro diritti.

Fonti:
Zhang, Y., Zhao, D., Hancock, J. T., Kraut, R. E., & Yang, D. (2026). The rise of AI companions: Interaction with AI companions and psychological well-being. Nature Human Behaviour. https://doi.org/10.1038/s41562-026-02516-2

Stanford Institute for Human-Centered AI. (2026, August 4). AI companions may worsen loneliness for vulnerable users, Stanford study finds. Stanford HAI.

Maggiori dettagli nei commenti👇

20/08/2026

Guerre, intelligenza artificiale, crisi economica, cambiamento climatico, pandemia. Tutto insieme. Tutto nello stesso momento. Tutto troppo veloce.

Vari esperti psichiatri lo stanno dicendo con sempre maggiore chiarezza: il malessere mentale che stiamo vivendo non è causato da un singolo evento traumatico. È il risultato di una pressione continua e cumulativa, accumulata in anni di cambiamenti che si sono susseguiti più rapidamente di quanto la mente umana riesca ad assorbire.
E i dati parlano da soli.

Circa il 17% della popolazione italiana soffre di ansia e depressione. Un italiano su sei convive con un disturbo mentale, diagnosticato o potenziale, e 16 milioni di italiani hanno un disagio psicologico medio-grave. L'indice di salute mentale in Italia è tra i più bassi d'Europa e negli ultimi 25 anni è peggiorato in modo sensibile. Tra il 2018 e il 2022 l'impatto sulla salute mentale è cresciuto di oltre il 20%.

Tra i fattori più destabilizzanti, gli psichiatri identificano:
- la paura di perdere il lavoro e la sicurezza economica,
- la velocità del cambiamento, più rapida della nostra capacità psicologica di adattarci,
- la percezione diffusa dell'ingiustizia,
- l'erosione dei legami comunitari e della fiducia nelle istituzioni.

E poi c'è l'intelligenza artificiale: una trasformazione che sta già riscrivendo interi settori lavorativi, ridefinendo cosa significa essere competenti, utili, necessari. Tutto questo in tempo reale, senza che la società abbia avuto il tempo di elaborarlo e di trovare soluzioni o alternative.

Tra gli adolescenti la situazione è ancora più grave. Crescono in un contesto dove l'iperconnessione digitale produce sovrastimolazione continua, il confronto sociale è permanente e i modelli culturali premiamo visibilità rapida e successo immediato — mentre l'incertezza sul futuro è concreta e quotidiana.

La risposta non è ignorare tutto questo. È costruire resilienza: reti di sostegno reali, abitudini che proteggano corpo e mente, la capacità di stare nell'incertezza senza esserne travolti. E rallentare, quando si può, in un mondo che non smette di accelerare.

Come ti senti tu in questo periodo? Ti riconosci in qualcuno di questi segnali?

---
Vuoi ricevere in anteprima nuovi articoli, podcast, libri e corsi? Iscriviti alla mia newsletter gratuita 👉🏻 https://www.robertogava.it/newsletter
---

06/08/2026

Ci sono voci che mi accompagnano da quando sono piccola. Parole che hanno dato voce a quel che sentivo. Canzoni che ascolto in macchina, a casa, sotto la doccia. Canzoni che canto, da sola e in compagnia. Frasi che mi sono state dedicate. Pezzi di vita, ricordi. Ripenso agli amici, alle amiche e anche agli sconosciuti coi quali ho condiviso il tempo (lunghissimo) di alcune canzoni di Guccini.

Grazie, a chi scritto e suonato tutta questa vita.

Indirizzo

Via Bosco Papadopoli 4/a/Padova
Padua
35020

Orario di apertura

Martedì 03:00 - 20:00
Giovedì 03:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 20:00

Telefono

3923191990

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Maria Laura Laurenti - Psicologa clinica pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

In evidenza

Condividi

Digitare