11/08/2026
RICORDARE
Dal latino ricordari, re-cor/cordis, ovvero riportare al cuore.
Ero in seduta con un* paziente durante una sessione di fotografia proiettiva. Dalla mia scatolina di raccolta, pesca questa: l' opera di Tsunehisa Kimura.
Tralascio qui le connessioni con tematiche personali che ha riportato al cuore questa immagine. Vado al moto emotivo che si è attivato.
Dapprima guarda l' immagine con forte angoscia, turbamento, scolpito tra i solchi delle sopracciglia e dello sguardo, fortemente rabbuiato.
Lo lascio procedere, quando improvvisamente quello sguardo cupo si trasforma in sorriso, indicandomi l' assurdità di alcuni particolari della foto." Se è questa l' arca di Noè cosa c' entrano questi salvagenti e che c'entra quell' elicottero? Assurdo,però fa anche ridere nel complesso oltre che angosciare".
Questa foto racconta di questa persona. Quando sta per andare negli abissi l' ironia la riporta su, non le permette di affondare.
"Dottoressa, sa, io sono esattamente così, nelle cose più tragiche. Mi salva l' ironia".
A cosa mi ha riportato questa frase in quel preciso istante? Il cuore in quel momento è andato al ricordo del mio genogramma, a quando lo presentai ai miei colleghi e difronte c' era il caro prof.
Io leggevo e lui difronte a me rideva e fremeva.
Non mi ha permesso un secondo di piangere; su nessuna delle foto riportate e su nessuna pagina della mia storia che mi tremava tra le mani (come sempre, anche lì a tradirmi).
Cosa è stata per me quell' ironia? Regolazione, non protezione. Non mi ha protetto dalle mie emozioni, mi ha aiutato a non buttare nulla su nessuno dei presenti, a tenerlo sotto altra forma, più masticabile e tollerabile, ma ugualmente pensabile.
Il cuore ha una sua mappa, fatta di tante strade sia in salita che in discesa. Certe immagini e risonanze in terapia mi aiutano a portarle in luce e a connettermi alla strada del cuore dei miei pazienti. Come in questo caso. Dal paziente ai miei ricordi, e viceversa.
Ritrovandoci tra le strade dei ricordi ci si connette e ci si regola nella relazione, si va in profondità ma non si rischia di affogare.
"Ma quella creatura in foto sei tu?"
"Si prof, sono io".
Sorriso, ricordo,al cuore.