25/08/2026
Ho letto il programma di Vannacci e alcuni punti, da professionista, mi preoccupano.
Mettetevi comodə perché ho scelto di leggere direttamente la "base Ideologica e programmatica" di Futuro Nazionale, evitando di fermarmi ai titoli dei giornali. E si, credo che alcune proposte meritino una riflessione seria.
Non perché siano “di destra” ma perché sono proprio pericolose, arcaiche e non supportate da nessuna evidenzia scientifica (e per fortuna siamo - o almeno dovremmo - essere guidati dalla ragione e dell'empirismo). La scienza non è di destra o di sinistra e uno psicologo non dovrebbe utilizzare la propria professione per dire alle persone chi votare... Ma quando un programma politico entra nel campo della violenza, dello sviluppo dei minori, dell'orientamento sessuale, della famiglia, della devianza e del comportamento umano, allora la psicologia e (spero tutti) gli psicologi hanno qualcosa da dire.
E alcune affermazioni, a mio avviso, meritano di essere messe in discussione.
❗️ OMOSESSUALITÀ IN TV: DA COSA DOVREMMO “PROTEGGERE” I BAMBINI?
Il programma propone di vietare, quando possano essere visti da bambini, programmi, scene televisive e pubblicità con contenuti definiti testualmente “genderisti/omosessualisti”, estendendo la fascia protetta dalle 6 alle 23 e prevedendo sanzioni fino alla sospensione della licenza. Attenzione però che non c'è scritto letteralmente “vietare i gay in TV”. Ma proprio per questo pongo una domanda o meglio una serie di domande:
- Che cosa sarebbe un “contenuto omosessualista”?
- Un bacio tra due uomini?
- Due donne che si tengono per mano in una fiction?
- Una famiglia omogenitoriale in uno spot?
- Un personaggio che racconta di essere gay?
Se una scena affettiva eterosessuale può essere mostrata a un bambino mentre la medesima scena tra due persone dello stesso sesso diventa qualcosa da cui proteggerlo, allora il problema non è più la tutela dall'esposizione a contenuti sessuali. È l'orientamento sessuale delle persone rappresentate e, questa distinzione, da psicologo (oltre che da persona), la considero profondamente problematica.
L'omosessualità non è una patologia e non è qualcosa da cui un bambino debba essere psicologicamente “protetto”.
Proteggere i minori da contenuti sessuali inadeguati all'età è doveroso ma il criterio dovrebbe essere ciò che viene mostrato, non chi si ama.
Alcuni dimenticano che non si diventa omosessuali e che crescere con delle rappresentazioni di chi possono essere, di chi possono amare, li aiuta solamente. Non li danneggia.
❗️ABOLIZIONE DELLE UNIONI CIVILI
Il programma vuole riportare il matrimonio a unico istituto giuridico di coppia e superare le unioni civili, sostenendo che i relativi diritti possano essere ricondotti a diritti individuali. Qui la questione non è più semplicemente sostenere maggiormente la cd. "famiglia tradizionale" composta da uomo e donna. Si propone di togliere uno specifico riconoscimento giuridico di coppia già esistente.
E da psicologo mi interessa anche il significato sociale di questo passaggio.
Che messaggio trasmettiamo quando diciamo a una minoranza: potrai avere alcuni diritti come individuo, ma la tua relazione non merita lo stesso riconoscimento pubblico come relazione?
Il riconoscimento sociale non è un dettaglio quando parliamo di stigma, di appartenenza e di discriminazione.
❗️ ADOZIONI: NO ALLE COPPIE OMOSESSUALI
Il programma propone esplicitamente il divieto di adozione per coppie omosessuali e, salvo alcune eccezioni familiari, anche per i single, sostenendo che un bambino debba crescere con un padre e una madre. Qui la domanda dovrebbe essere scientifica prima ancora che ideologica (ma capisco che leggere pubblicazioni scientifiche non sia cose comune...): cosa determina il benessere psicologico di un bambino?
L'orientamento sessuale dei genitori oppure la qualità delle cure, la stabilità, l'attaccamento, le competenze genitoriali, la capacità di protezione e il clima familiare?
La biologia della procreazione e la qualità della genitorialità sono due questioni differenti. Confonderle non rende più scientifica una posizione politica. E cari miei, ogni giorno abbiamo testimonianza come consulenti tecnici e clinici di quanto sia vero quanto scrivo...
❗️MINORI TRANSGENDER: FINO AL “REATO UNIVERSALE”
Il programma propone il divieto per i minorenni di interventi chirurgici di riassegnazione, ormoni cross-sex e bloccanti della pubertà, indipendentemente dal consenso dei genitori, prevedendo addirittura un “reato universale”. È un tema questo estremamente delicato sul quale considero sbagliata qualsiasi semplificazione, anche in senso opposto.
Quando parliamo di minori servono prudenza, valutazione clinica rigorosa, evidenze scientifiche (ma tu guarda, sempre la scienza!), monitoraggio e tutela.
Ma proprio per questo mi preoccupa quando una questione sanitaria e psicologica complessa viene risolta prevalentemente attraverso una categoria penale. La medicina e la psicologia devono poter modificare le proprie pratiche sulla base delle migliori evidenze disponibili e non sulla base dell'identità politica di chi governa. Purtroppo chi parla di questi argomenti e decide raramente possiede competenze nell'ambito.
❗️ AB**TO: “NON È UN DIRITTO”
Il programma assume esplicitamente una posizione pro-vita e considera la tutela della vita dal concepimento alla morte naturale un valore non negoziabile. Non propone semplicemente aiuti economici alla maternità: prevede, tra le altre cose, una diversa impostazione della legge 194, associazioni pro-vita nei consultori, maggiore riconoscimento giuridico del concepito e limitazioni alla RU486. Qui voglio essere particolarmente preciso perché la psicologia non può stabilire quando inizi filosoficamente o moralmente la vita né risolvere da sola il conflitto etico sull'aborto.
Ma piuttosto ci ricorda che dall'altra parte di quella decisione esiste una donna, con la sua storia, la sua salute, le sue condizioni psicologiche, sociali, economiche e relazionali.
Quindi sostenere concretamente una donna perché possa scegliere di portare avanti una gravidanza è una cosa, ridurne l'autodeterminazione è un'altra (mi ricorda tanto una filosofia di alcune persone che hanno preso potere e controllo recentemente in un altro stato...).
❗️FINE VITA
La stessa impostazione porta Futuro Nazionale a opporsi a eutanasia e suicidio assistito. Anche qui come sapete diffido delle risposte semplici.
La dignità, la sofferenza, l'autodeterminazione, la vulnerabilità, la capacità decisionale e la tutela della persona sono questioni enormemente complesse su cui la politica deve decidere. Però attenzione che dovrebbe farlo ascoltando medicina, psicologia, bioetica e diritto, senza trasformare una particolare concezione morale della vita nell'unica possibile.
❗️ FEMMINICIDIO E “PATRIARCATO MEDITERRANEO”
Il programma contesta la fattispecie autonoma del femminicidio e propone invece di “proteggere” quello che definisce “patriarcato mediterraneo”, formando “maschi forti” capaci di dominare emozioni e passioni e di proteggere le donne.
Qui, come psicologo e criminologo, la mia perplessità è ancora maggiore. Possiamo discutere tecnicamente se fosse necessaria una nuova fattispecie penale ma è un'altra cosa sostenere che il superamento della società patriarcale favorisca la violenza sulle donne.
La violenza nelle relazioni intime è un fenomeno complesso ma provo a riassumerlo:
controllo coercitivo, possessività, gelosia, dipendenza, concezione dell'altro, gestione della rabbia, dinamiche di potere, precedenti violenti e capacità di regolazione emotiva.
E cari miei c'è una differenza enorme (abissale oserei dire) tra regolazione emotiva e repressione emotiva. Educare un uomo alla consapevolezza e alla gestione delle emozioni può essere protettivo ma educare un uomo semplicemente a essere “forte” perché deve proteggere una donna “debole” ripropone invece ruoli di genere che appartengono a tempi degli uomini nelle caverne.
❗️ IMPUTABILITÀ A 12 ANNI
Futuro Nazionale propone di abbassare da 14 a 12 anni la soglia dell'imputabilità assoluta per i reati gravi, riflettiamoci insieme però perché è vero che un dodicenne può commettere un fatto gravissimo, ed è anche vero che la sofferenza della vittima non diventa meno importante perché l'autore è minorenne.
Ma gravità del fatto e maturità psicologica dell'autore sono due cose differenti. Quindi se un minore può essere processato come pienamente capace di intendere e di volere, allora deve essere possibile e garantita per la stessa logica l'educazione sessuale e affettiva senza il consenso dei genitori! Non si può essere capaci di intendere e di volere a convenienza!
Comprendo però che questo significa conoscere come funzioni la psicologia e la psichiatria, e come prima le pubblicazioni scientifiche non sono letture scontate...
❗️ E INFINE, UN ELEMENTO CHE ATTRAVERSA TUTTO IL PROGRAMMA
Futuro Nazionale dichiara esplicitamente come “non negoziabili” la vita dal concepimento alla morte naturale, la famiglia naturale e l'identità cristiana. È perfettamente legittimo che un partito abbia dei valori ma in uno Stato pluralista e laico la domanda che mi pongo è:
fino a che punto lo Stato deve promuovere una determinata visione etica e religiosa e da quale momento, invece, deve garantire che persone con famiglie, orientamenti, convinzioni e percorsi differenti possano vivere con pari dignità?
Per me il punto è tutto qui.
Non sto dicendo a nessuno che Vannacci “ha torto perché lo dice la psicologia”, ci mancherebbe. Sarebbe un uso ideologico della mia professione e farei esattamente ciò che sto criticando. Sto dicendo qualcosa di diverso:
quando una proposta politica riguarda fenomeni sui quali psicologia e criminologia possiedono conoscenze scientifiche, quelle conoscenze devono entrare nella discussione.
E quando i dati contraddicono una nostra convinzione, dovremmo avere il coraggio di modificare la convinzione.
Vale per Vannacci.
Vale per la sinistra.
Vale per la destra.
Vale per me.
Vale per tutti.
Perché la politica può scegliere quali valori perseguire ma non può scegliere quali fatti siano veri. E forse, prima di chiederci “da che parte stai?”, dovremmo tornare a farci una domanda molto più difficile: Su quali evidenze stai costruendo quello che dici?