Laura Grillo - Psicologa

Laura Grillo - Psicologa Psicologa - Psicoterapeuta in Psicoterapia Psicoanalitica Integrata
Studio sito in Piazza Alberico Gentili 12, Palermo - Online

- Diagnosi clinica e sostegno psicologico;
- Trattamenti basati sull'approccio tecnico e teorico proprio della psicoterapia psicoanalitica integrata - IIPP- Istituto Italiano di Psicoterapia Psicoanalitica;
- Socia ordinaria della Società scientifica SiMonT - Società Italiana di Montagnaterapia;

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Palermo - Online

Psicoanalisi e letteratura 🛋️📖Cos’è la psicoterapia? E la psicoanalisi? Si dice che Harry Stack Sullivan, eminente teori...
01/06/2026

Psicoanalisi e letteratura 🛋️📖

Cos’è la psicoterapia? E la psicoanalisi?

Si dice che Harry Stack Sullivan, eminente teorico di psichiatria e psicoanalista statunitense, una volta descrisse la psicoterapia come una “discussione di problemi personali tra due persone, una piu’ ansiosa dell’altra”.
In effetti, potremmo usare diverse parole per descrivere la psicoterapia, ad esempio dicendo che è un processo, una relazione, una forma di cura.
Forse si tratta di una forma di cura, che si sviluppa mediante dei processi, che avvengo all’interno e attraverso la relazione tra paziente e terapeuta.
Ma detto così forse non si coglie tutta la passione di questo fenomeno.
Allora come spesso accade, arriva puntuale un libro, una storia, che con licenze poetiche annesse e fatti storici un po’ piegati dalla fantasia dell’autore, è però in grado di farci emozionare e al contempo ci consente di sbirciare dentro le origini della psicoanalisi. Io lo lessi quando avevo 20 anni, ma è strano come certe cose tornino a trovarti dopo tanto tempo.

Le lacrime di Nietzsche è un racconto delle vicende “umane, troppo umane” della psicoterapia psicanalitica e dei suoi protagonisti, ovvero il Dottor Breuer, il padre putativo di Freud, naufrago tra le dinamiche del transfert e del contro-transfert con la povera Bertha, che chiunque abbia studiato psicologia ha imparato a conoscere come Anna O., la paziente “zero” della psicoanalisi.
Poi l’affascinante Lou Salomé, colta, intellettuale e libera (i cui scritti andrebbero fatti studiare in ogni scuola di psicoterapia a mio avviso) e infine un certo docente di filologia dell’Università di Basilea, un giovane uomo, solitario e pensoso, in preda a malesseri di ogni natura che non riesce a spiegarsi ma che raccontano di una tristezza abissale nell’animo, ovvero Friedrich Nietzsche.
Grazie Irvin Yalom per averci regalato questa storia, che poi è un modo per guardare le cose e per attraversarle.

“Sapete qual’è la vera domanda per un pensatore? Quanta verità posso sopportare..?” F. N.

Buona lettura 🔦

Timidezza delle chiome nella foresta di Meiji Jingu, Shibuya, Tokyo, Giappone.  Dentro Tokyo esiste una foresta, che con...
08/05/2026

Timidezza delle chiome nella foresta di Meiji Jingu, Shibuya, Tokyo, Giappone.

Dentro Tokyo esiste una foresta, che contiene 365 specie diverse di alberi, praticamente una per ogni giorno dell’anno, di cui i suoi abitanti si prendono cura e che conservano come luogo dove andare a rilassarsi, a meditare, a pregare o anche solo per una passeggiata. Dentro una città quindi, c’è una foresta, e dentro la foresta c’è un tempio shintoista dedicato all’amore tra l’imperatore Meiji Mutsuhito e l’imperatrice Shōken. E fin qui niente di strano, se non fosse per il fatto che questo imperatore, oltre che dedito alla politica internazionale, alle scelte militari, alla diffusione dell’istruzione in Giappone ecc, passasse il suo tempo a passeggiare e tra una passeggiata e l’altra, a scrivere poesie. E poiché i suoi versi non erano destinati alla pubblicazione, sono versi intimi e genuini, forse timidi. Del resto, chi può sapere cosa pensasse dopo nel rileggere i versi che aveva appena scritto?

E quindi, tutto questo, anche per dire… in quale profondità posso imbattermi, in una semplice passeggiata nel verde?
Ecco qui un esempio

“Io ho felicità e dolori che si alternano e non si possono controllare. È facile penare che non ci sia una ragione e io tendo a pensare che per questo fatto qualcun’ altro sia da biasimare. Si deve in realtà biasimare di questo un’altra persona? O sono io che devo essere biasimato ed essendo ciò che ho causato, posso essere ora libero da cattivi sentimenti”

Oppure

“Sto nel verde campo di primavera, guardando su il cielo azzurro e chiaro, desidero di avere il vasto cielo della mia mente”.

Cos’è la timidezza?In botanica esiste un fenomeno naturale presente in alcune foreste tropicali, che accade tra gli albe...
03/04/2026

Cos’è la timidezza?

In botanica esiste un fenomeno naturale presente in alcune foreste tropicali, che accade tra gli alberi e che racconta di quanto siano necessari e delicati i confini. Viene chiamato la “timidezza delle chiome”.
Le chiome degli alberi, quando si trovano ad essere molto vicine le une alle altre, imparano a lasciare uno spazio tra loro, fino al punto da creare delle affascinanti aperture, dei sottili spiragli da cui entra la luce.
Uno dei motivi alla base di questo fenomeno sembrerebbe avere a che fare con l’ evitamento della schermatura reciproca. Gli alberi, tramite i propri fotorecettori, sono in grado di percepire la presenza di una pianta vicina, grazie al cambio di qualità di luce, che raggiunge i fotorecettori stessi. Così essi orientano la propria crescita (rami e foglie) più verso l’altro che non lateralmente, in modo appunto da “non darsi fastidio” gli uni con gli altri, creando suggestivi corridoi di luce.
E di cosa parliamo quando parliamo di timidezza se non di confini? La timidezza come guardiana delle ondate emotive che rompono argini, come profonda osservatrice di un’attenzione verso la delicatezza, essa ci interroga sulla paura di toccare/farsi toccare dall’altro, chissà che non esca una parte nuova e vergognosa di sé. Ma forse la timidezza parla anche della possibilità di far passare la luce, a patto che, se anche dovesse capitare di toccarsi, si possa rimanere separati e non ci si debba confondere necessariamente fino a perdersi. Forse la timidezza racconta della possibilità di lasciare degli spazi vuoti, corridoi che diventano strade, di far entrare un po’ di luce a risvegliare processi che stanno nel sottosuolo, dove rimestano cose nuove, che magari possono sorgere dal profondo e domani salire in altro, fino a diventare foglie delle chiome.🌳

E quindi da un po’ di tempo lei fa terapia con me e con i pazienti. È arrivata dopo un trasloco e dopo che la sua padron...
18/03/2026

E quindi da un po’ di tempo lei fa terapia con me e con i pazienti. È arrivata dopo un trasloco e dopo che la sua padrona se ne è andata. Mi è stato detto “è rimasta dimenticata per tanto tempo, la vuoi tu?”. E quindi si, ok, la voglio io…proviamo a vedere come si trova, ho detto, ma non garantisco niente, con il mio pollice verde che è più un mignolo. Ho fatto un po’ di ricerche, nessuno sa che pianta sia? Scopro quindi che è una Zamioculcas zamiifolia, anche conosciuta come “Gemma di Zanzibar”, famosa per la sua adattabilità e resilienza. Penso che sia un segno. Ha l’Africa nelle sue origini, è una migrante. Si può fare.
E quindi è arrivata in studio, nel suo vaso di sempre, che non è stato cambiato per aiutarla a ad adattarsi. E poi penso che abbia cominciato ad interessarsi un po’ forse a quello che si dice in stanza, a quello che si respira e a quello che vive. E ho visto che a poco a poco sembra star diventando un po’ piu’ dritta…qualcuno sembra anche notarla (ma questa dottoressa, è nuova?) e lei secondo me un po’ apprezza, questo benvenuto, nel suo stare, nel suo esserci con me e con i pazienti. Vedremo, chissà.

🌱Iniziare una terapia
16/03/2026

🌱Iniziare una terapia

Molte persone non iniziano una psicoterapia per credenze, paure o ostacoli pratici: dalla minimizzazione del proprio malessere allo stigma, fino al timore del giudizio, del cambiamento o di dover rivelare aspetti troppo intimi di sé.

https://www.stateofmind.it/2026/03/motivi-non-iniziare-psicoterapia/

Di ritorno da due giorni passati in compagnia di persone speciali, professionisti di altissimo livello culturale, umano ...
09/03/2026

Di ritorno da due giorni passati in compagnia di persone speciali, professionisti di altissimo livello culturale, umano e professionale! 🙏🏻🌱
Voglio ringraziare infinitamente i docenti Fiorella Lanfranchi, Antonella Frecchiami, Fabiano Gorla, Emanuele Frugoni che con cura e pazienza ci hanno formati sulle buone pratiche e l’articolazione dei progetti di MontagnaTerapia, tracciando delle traettorie grazie alla loro lunga esperienza. Grazie alla SIMonT per aver deciso di organizzare questo corso per operatori e grazie a tutti i partecipanti per gli scambi arricchenti 🌲🪵 buona montagna a tuttə!

A proposito di “sabotatore interno”, Lingiardi scrive un capitoletto che riporta  alla memoria la lettura di un altro la...
26/01/2026

A proposito di “sabotatore interno”, Lingiardi scrive un capitoletto che riporta alla memoria la lettura di un altro lavoro altrettanto puntuale ed esplicativo, ovviamente parlo dei “I sabotatori interni” di Gazzillo. Il sabotatore interno descritto da Lingiardi sembra però abitarci in modi ancora piu’ sottili e a volte meno manifesti, come ad esempio una difficoltà a legittimare il piacere o la sensazione che sia impossibile non soffrire, stare bene senza sentirsi in colpa. Inserisce anche una descrizione molto commovente, che mi ha fatto pensare un sacco a quello che dice Kalsched nel “Il mondo interiore del trauma”, quando parla dell’ambivalente e tirannico tutore che protegge il sè traumatizzato.
“Il sabotatore interno, è lo sguardo che non ti ha visto, la voce che non ti ha parlato, il Sè alieno che hai sempre ospitato. L’iniquilino che ostacola la costruzione dell’amore e t’imprigiona con la paura di non essere abbastanza, la convinzione di dover essere punito. Il sabotatore interno non è un nemico interno, ma il custode di una fedeltà malata”.

(Farsi male, Lingiardi, p.105-106)

Ciao! Nella piazzetta dove si trova il mio studio, vicino  agli alberi e alla fontana c’è questa bellissima novità! 📚
16/01/2026

Ciao! Nella piazzetta dove si trova il mio studio, vicino agli alberi e alla fontana c’è questa bellissima novità! 📚

Rinasce un incrocio di libri e storie nel cuore di Palermo: si chiama "bibliochiosco" ed è il primo "book-crossing" comunale in città, nell'articolo vi raccontiamo la sua storia

XI Congresso Nazionale MontagnaTerapia 🌲🌱SOCIETÀ ITALIANA DI MONTAGNATERAPIA
13/11/2025

XI Congresso Nazionale MontagnaTerapia 🌲🌱SOCIETÀ ITALIANA DI MONTAGNATERAPIA

10/10/2025

La Giornata Mondiale della Salute Mentale richiama l’attenzione della comunità professionale degli psicologi su una verità sempre più evidente: la salute mentale non è solo un fatto individuale, ma un bene collettivo, che si costruisce nella qualità dei legami, nella sicurezza dei contesti e nella coerenza simbolica delle nostre vite.

L’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana ribadisce in questa occasione il proprio impegno a promuovere la salute mentale come valore pubblico e responsabilità condivisa, nella consapevolezza che le ferite psichiche della collettività attraversano confini e generazioni.

L'orrore che ha regnato per decenni a Gaza interroga profondamente la coscienza collettiva e la psiche del nostro tempo.
Le esperienze di perdita, di separazione e di disumanizzazione che colpiscono intere popolazioni non restano confinate nello spazio in cui si verificano: esse si riverberano nel mondo, generando un’eco psichica globale.
In modo particolare, questa eco raggiunge le nuove generazioni, in Medio Oriente come in Europa e nel mondo, che assistono, spesso in silenzio, ad una frattura del senso e dell’umano.

Le ricerche di Kestenberg (1992), Volkan (2001) e Bar-Tal (2007) hanno descritto con chiarezza come la sofferenza collettiva e la trasmissione intergenerazionale del trauma incidano sui processi di sviluppo emotivo, di appartenenza e di identità.
Ciò che oggi viviamo può essere letto come una forma di sofferenza psichica transgenerazionale, che attraversa confini geografici e culturali e che si riflette nelle relazioni, nei comportamenti e nei vissuti degli adolescenti che crescono in un clima di incertezza e di dolore collettivo.

Come ricorda Judith Herman (1992), “il trauma infrange le cornici di significato che danno coerenza al mondo".
Ricostruire queste cornici è un compito urgente della psicologia e della società civile.
Quando il tempo storico tornerà a placarsi, sarà necessario raccogliere le macerie psichiche — le fratture interiori, i silenzi, le emozioni sospese e, su di esse, ricomporre fiducia, parola e pensiero.
Perché dopo Gaza non ci sarà solo la necessità di ricostruire i luoghi, ma anche, e soprattutto, di ricostruire la mente collettiva, il senso di appartenenza all’umano, la possibilità di immaginare un futuro condiviso.

L’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana intende farsi presidio di questa ricostruzione, sostenendo la riflessione scientifica, la formazione e le pratiche di ascolto che promuovono la salute mentale come fondamento della convivenza e della dignità umana.
La nostra comunità professionale è chiamata a custodire il pensiero e a tenere aperti spazi di elaborazione e di cura, affinché i bambini e gli adolescenti, in ogni luogo, possano tornare a credere nella continuità della vita psichica e nella possibilità di un mondo abitabile.

Indirizzo

Piazza Alberico Gentili 12
Palermo
90100

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