Laura Grillo - Psicologa

Laura Grillo - Psicologa Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Laura Grillo - Psicologa, Psicoterapeuta, Piazza Alberico Gentili 12, Palermo.

Psicologa clinica
Psicoterapeuta in psicoterapia psicoanalitica integrata
Mindfulness: pratica, clinica e neuroscienze

Studio sito in Piazza Alberico Gentili 12, Palermo | Online - Diagnosi clinica e sostegno psicologico;
- Trattamenti basati sull'approccio tecnico e teorico proprio della psicoterapia psicoanalitica integrata - IIPP- Istituto Italiano di Psicoterapia Psicoanalitica;
- Socia ordin

aria della Società scientifica SiMonT - Società Italiana di Montagnaterapia;

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Le otto montagneElogio alla passione travolgente e all’intimitàScrivere di “Le otto montagne”, sia che si tratti del lib...
06/08/2026

Le otto montagne
Elogio alla passione travolgente e all’intimità

Scrivere di “Le otto montagne”, sia che si tratti del libro, opera di Paolo Cognetti, vincitore nel 2017 del premio Strega, sia che si tratti della bellissima trasposizione cinematografica, vincitrice a sua volta del premio David di Donatello e del premio della giuria al Festival di Cannes, non è facile.
Eppure, tra le tante cose, questa è una storia che parla di montagna.
Le otto montagne racconta infatti dell’amicizia tra Pietro e Bruno, due bambini diversi, che non hanno in comune niente, se non il luogo del loro incontro, i prati e gli altopiani di Grana, luogo di fantasia ma ispirato ai paesaggi Valdostani.
Così, come puo’ avvenire solo nell’età dell’infanzia, dopo un “ciao” iniziale, si lasciano trasportare da quella semplicità di gesti e coinvolgimenti che li porterà a creare un legame quasi indissolubile nel tempo e che permetterà loro di costruire una casa a cui tornare. Perché se c’è una domanda che attraversa tutta la storia è proprio questa: quanto bisogno abbiamo di tornare?
Bruno e Pietro seguiranno percorsi diversi, uno di loro sarà quello che va via, mentre l’altro sarà quello che resta, entrambi parti di un unico sguardo che guarda alla montagna come la terra -vita che va attraversata, in continuo cambiamento.
Eppure questa storia, a mio avviso, non racconta solo di come si possano cambiare i destini propri e degli altri, aspirando alla vetta.
Tra le 200 pagine, scritte con uno stile asciutto e dritto al punto, ho trovato un’espressione in particolare, capace di descrivere profondamente “di cosa parliamo quando parliamo d’amore”, per citare Carver, ed è questa: “…Mi alzai ed era come l’odore dei temporali”.
Le 8 montagne, ad uno sguardo che richiede piu’ tempo, parla anche della passione travolgente e inafferrabile, senza la quale nessun luogo, nessuna montagna, nessuna casa e nessuna relazione possono mettere radici dentro di noi.
L’amicizia tra Pietro e Bruno viene infatti raccontata attraverso pochissimo dialoghi, nonostante il lettore non fatichi a immaginarli sempre insieme, in un’intimità emotiva fatta più di gesti che di parole, nella profondità di senso che assume la spensieratezza nei pomeriggi d’estate, quando sei ancora piccolo e il tuo mondo sono le avventure che fai con il tuo nuovo amico, unico testimone della nuova possibilità di stare nella meraviglia. In questo senso la montagna allora non è solo lo scenario della scoperta, ma per l’autore sembrerebbe essere una forma postura nei confronti del mondo, come quella zona di condivisione e di libertà, ma anche di rielaborazione della perdita e dell’ascesa come ritrovamento di sé.
Basta, leggetelo. E guardatevi il film. Buona estate🌾

Jon Kabat-Zinn 🌱 Mindfulness OPRS - Ordine Psicologi Sicilia
23/06/2026

Jon Kabat-Zinn 🌱 Mindfulness OPRS - Ordine Psicologi Sicilia

Psicoanalisi e letteratura 🛋️📖Cos’è la psicoterapia? E la psicoanalisi? Si dice che Harry Stack Sullivan, eminente teori...
01/06/2026

Psicoanalisi e letteratura 🛋️📖

Cos’è la psicoterapia? E la psicoanalisi?

Si dice che Harry Stack Sullivan, eminente teorico di psichiatria e psicoanalista statunitense, una volta descrisse la psicoterapia come una “discussione di problemi personali tra due persone, una piu’ ansiosa dell’altra”.
In effetti, potremmo usare diverse parole per descrivere la psicoterapia, ad esempio dicendo che è un processo, una relazione, una forma di cura.
Forse si tratta di una forma di cura, che si sviluppa mediante dei processi, che avvengo all’interno e attraverso la relazione tra paziente e terapeuta.
Ma detto così forse non si coglie tutta la passione di questo fenomeno.
Allora come spesso accade, arriva puntuale un libro, una storia, che con licenze poetiche annesse e fatti storici un po’ piegati dalla fantasia dell’autore, è però in grado di farci emozionare e al contempo ci consente di sbirciare dentro le origini della psicoanalisi. Io lo lessi quando avevo 20 anni, ma è strano come certe cose tornino a trovarti dopo tanto tempo.

Le lacrime di Nietzsche è un racconto delle vicende “umane, troppo umane” della psicoterapia psicanalitica e dei suoi protagonisti, ovvero il Dottor Breuer, il padre putativo di Freud, naufrago tra le dinamiche del transfert e del contro-transfert con la povera Bertha, che chiunque abbia studiato psicologia ha imparato a conoscere come Anna O., la paziente “zero” della psicoanalisi.
Poi l’affascinante Lou Salomé, colta, intellettuale e libera (i cui scritti andrebbero fatti studiare in ogni scuola di psicoterapia a mio avviso) e infine un certo docente di filologia dell’Università di Basilea, un giovane uomo, solitario e pensoso, in preda a malesseri di ogni natura che non riesce a spiegarsi ma che raccontano di una tristezza abissale nell’animo, ovvero Friedrich Nietzsche.
Grazie Irvin Yalom per averci regalato questa storia, che poi è un modo per guardare le cose e per attraversarle.

“Sapete qual’è la vera domanda per un pensatore? Quanta verità posso sopportare..?” F. N.

Buona lettura 🔦

Timidezza delle chiome nella foresta di Meiji Jingu, Shibuya, Tokyo, Giappone.  Dentro Tokyo esiste una foresta, che con...
08/05/2026

Timidezza delle chiome nella foresta di Meiji Jingu, Shibuya, Tokyo, Giappone.

Dentro Tokyo esiste una foresta, che contiene 365 specie diverse di alberi, praticamente una per ogni giorno dell’anno, di cui i suoi abitanti si prendono cura e che conservano come luogo dove andare a rilassarsi, a meditare, a pregare o anche solo per una passeggiata. Dentro una città quindi, c’è una foresta, e dentro la foresta c’è un tempio shintoista dedicato all’amore tra l’imperatore Meiji Mutsuhito e l’imperatrice Shōken. E fin qui niente di strano, se non fosse per il fatto che questo imperatore, oltre che dedito alla politica internazionale, alle scelte militari, alla diffusione dell’istruzione in Giappone ecc, passasse il suo tempo a passeggiare e tra una passeggiata e l’altra, a scrivere poesie. E poiché i suoi versi non erano destinati alla pubblicazione, sono versi intimi e genuini, forse timidi. Del resto, chi può sapere cosa pensasse dopo nel rileggere i versi che aveva appena scritto?

E quindi, tutto questo, anche per dire… in quale profondità posso imbattermi, in una semplice passeggiata nel verde?
Ecco qui un esempio

“Io ho felicità e dolori che si alternano e non si possono controllare. È facile penare che non ci sia una ragione e io tendo a pensare che per questo fatto qualcun’ altro sia da biasimare. Si deve in realtà biasimare di questo un’altra persona? O sono io che devo essere biasimato ed essendo ciò che ho causato, posso essere ora libero da cattivi sentimenti”

Oppure

“Sto nel verde campo di primavera, guardando su il cielo azzurro e chiaro, desidero di avere il vasto cielo della mia mente”.

A proposito di “sabotatore interno”, Lingiardi scrive un capitoletto che riporta  alla memoria la lettura di un altro la...
26/01/2026

A proposito di “sabotatore interno”, Lingiardi scrive un capitoletto che riporta alla memoria la lettura di un altro lavoro altrettanto puntuale ed esplicativo, ovviamente parlo dei “I sabotatori interni” di Gazzillo. Il sabotatore interno descritto da Lingiardi sembra però abitarci in modi ancora piu’ sottili e a volte meno manifesti, come ad esempio una difficoltà a legittimare il piacere o la sensazione che sia impossibile non soffrire, stare bene senza sentirsi in colpa. Inserisce anche una descrizione molto commovente, che mi ha fatto pensare un sacco a quello che dice Kalsched nel “Il mondo interiore del trauma”, quando parla dell’ambivalente e tirannico tutore che protegge il sè traumatizzato.
“Il sabotatore interno, è lo sguardo che non ti ha visto, la voce che non ti ha parlato, il Sè alieno che hai sempre ospitato. L’iniquilino che ostacola la costruzione dell’amore e t’imprigiona con la paura di non essere abbastanza, la convinzione di dover essere punito. Il sabotatore interno non è un nemico interno, ma il custode di una fedeltà malata”.

(Farsi male, Lingiardi, p.105-106)

Ciao! Nella piazzetta dove si trova il mio studio, vicino  agli alberi e alla fontana c’è questa bellissima novità! 📚
16/01/2026

Ciao! Nella piazzetta dove si trova il mio studio, vicino agli alberi e alla fontana c’è questa bellissima novità! 📚

Rinasce un incrocio di libri e storie nel cuore di Palermo: si chiama "bibliochiosco" ed è il primo "book-crossing" comunale in città, nell'articolo vi raccontiamo la sua storia

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