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Sapevi che Halloween non è nato in America ma in Irlanda più di 2000 anni fa? I Celti lo chiamavano Samhain e era il lor...
23/10/2026

Sapevi che Halloween non è nato in America ma in Irlanda più di 2000 anni fa? I Celti lo chiamavano Samhain e era il loro capodanno, il momento in cui l'estate finiva e si pensava che per una sola notte il velo tra il mondo dei vivi e quello dei morti diventasse sottilissimo. Per questo ci si traveste, non per fare paura ma per confondersi tra gli spiriti e non farsi riconoscere. E anche le famose zucche all'inizio non erano zucche, ma r**e. La leggenda dice che un certo Jack ingannò il diavolo e fu condannato a vagare al buio con solo una rapa illuminata in mano, quando gli irlandesi emigrarono in America trovarono le zucche, molto più grandi e facili da intagliare, e così è nata Jack-o'-lantern. Anche il dolcetto o scherzetto ha radici antichissime, nel Medioevo i bambini poveri bussavano di porta in porta chiedendo un dolcetto chiamato soul cake in cambio di una preghiera per i defunti, se non ricevevano niente facevano un piccolo dispetto. E i gatti neri che oggi temiamo in realtà per i Celti erano protettori e in Giappone portano ancora fortuna. Alla fine Halloween è questo, non solo mostri e caramelle, ma un rito antico che ci ricorda di esorcizzare la paura ridendoci sopra, tutti insieme, con una luce accesa nel buio.

Insegnare è stancante. È difficile. A volte sembra di non essere ascoltati. Poi un ex alunno ti scrive "grazie maestra" ...
06/10/2026

Insegnare è stancante. È difficile. A volte sembra di non essere ascoltati. Poi un ex alunno ti scrive "grazie maestra" e capisci che ne è valsa la pena. Buona festa a tutti noi, colleghi. Continuiamo a cambiare il mondo, un banco alla volta.

Lo sapevi? In età scolare, tra i 6 e i 10 anni, i bambini sviluppano quello che gli psicologi chiamano il "superpotere d...
09/09/2026

Lo sapevi? In età scolare, tra i 6 e i 10 anni, i bambini sviluppano quello che gli psicologi chiamano il "superpotere dell'amicizia".Non è solo voglia di giocare: a questa età il cervello inizia a capire davvero le emozioni degli altri. Ridono insieme non solo perché qualcosa è divertente, ma perché condividere la risata li fa sentire parte di un gruppo, al sicuro, capiti. Ecco perché una risata tra banchi vale più di mille lezioni: in quel momento stanno imparando l'empatia, la cooperazione e la fiducia. Le basi di tutto il loro futuro. L'amicizia, per loro, è già una materia importantissima. La più bella.

04/09/2026

Un barboncino, se ben curato, di solito ci accompagna per circa 15 anni. Se mangia con misura, se corre, gioca, se vive amato e in movimento, non è affatto strano vederlo andare addirittura qualcosa oltre, con quel musetto ormai bianco che sembra non volersi mai spegnere. Una volta si faceva un conto veloce, quasi una favola per bambini: un anno di cane uguale sette anni di uomo. Bello da dire, ma poco vero. Altrimenti un barboncino di quindici anni sarebbe un patriarca di centocinque. E chiunque abbia guardato negli occhi un quindicenne a quattro zampe sa che è anziano sì, ma non così antico. La verità è più sfumata, più umana. Oggi, per i piccoli come il barboncino, si usa un'altra musica. Il primo anno è un balzo: vale quindici anni dei nostri, perché in dodici mesi diventano adolescenti. Il secondo aggiunge altri nove anni, li porta a ventiquattro. Poi il tempo rallenta, si fa dolce: dal terzo compleanno in poi, ogni anno del loro vale quattro dei nostri. È una regola che vale per tutte le taglie minute, per quei cuori leggeri che abitano in poco spazio. Sopra i dieci chili, invece, la storia cambia. Più il corpo è grande, più il tempo corre in fretta — colpa, dicono, di un ormone che in abbondanza fa invecchiare prima. Così un gigante buono come un San Bernardo, a dieci anni, porta già sulle spalle settantanove anni da uomo. E tu lo sapevi?

27/08/2026

Sapevi che il nostro barboncino toy è al top della classifica? 15 anni e oltre, tra le razze più longeve in assoluto! Una vita lunga insieme è possibile, ma parte sempre da una selezione seria, salute e amore quotidiano. In foto, a tal proposito, il mio Fiocco, 7 anni, sano, vitale, perfetto in tutto - tessitura del pelo, proporzioni, carattere, portamento - e a brevissimo futuro papà.

L'estate non finisce, si trasforma. ☀️➡️📚Ultimi giorni di agosto per ricaricare le pile, mettere in ordine le idee e pre...
27/08/2026

L'estate non finisce, si trasforma. ☀️➡️📚
Ultimi giorni di agosto per ricaricare le pile, mettere in ordine le idee e prepararsi con calma a un nuovo inizio.
Buon rientro a tutti, lo affrontiamo insieme un passo alla volta. ✨

Doposcuola per elementari e medie + corsi base di Inglese e Francese per tutte le età.Lezioni in presenza a Palermo e on...
19/08/2026

Doposcuola per elementari e medie + corsi base di Inglese e Francese per tutte le età.
Lezioni in presenza a Palermo e online.
Offro anche servizio di traduzioni Italiano, inglese e francese.
Info in pvt.

Qual è il tuo nome da fata? 🙃🥰Ricerca l'iniziale del tuo nome nell'elenco "first name" e quella del tuo cognome nell'ele...
19/08/2026

Qual è il tuo nome da fata? 🙃🥰
Ricerca l'iniziale del tuo nome nell'elenco "first name" e quella del tuo cognome nell'elenco "last name" per scoprire come ti chiameresti se fossi una fata. Io sarei "Twinkle Elfin"! 🧚🏻‍♀️🍁🍄

Come hai fatto a dimenticare tutto?Sembra che tu ci abbia messo anche meno di un momento.Sai, mi sembra quasi come se tu...
19/08/2026

Come hai fatto a dimenticare tutto?
Sembra che tu ci abbia messo anche meno di un momento.
Sai, mi sembra quasi come se tu avessi chiuso gli occhi per un istante per poi riaprirli e dimenticare. Dimenticarmi.
Dimenticarti i miei occhi che guardavi fino a chiuderli, fino a spostarli, fino a guardare altrove, fino a vederli ad occhi chiusi.
Dimenticarti tutti gli abbracci, il fiato corto, i sorrisi della nostalgia, i sorrisi lontani e i sorrisi vicini, e quella volta che abbiamo parlato fino alla mattina.
E quella volta che ci siamo detti tutto, tranne qualcosa. Sì, tranne qualcosa, perché le cose più vere le dicono gli occhi. Come hai fatto a dimenticare così in fretta?
Perché io sono andata avanti, ma non vuol dire dimenticare.
Sorrido e cammino un sacco sulla sabbia per lasciarti indietro.
Cammino un sacco sulla rabbia, fino a calpestarla e tornare un po’ tranquilla.
Rido fino a morire dal ridere. Non ti vedo tra la gente e finalmente riesco a guardare qualcuno negli occhi senza pensare: “Tanto non è lui...” Sono andata avanti, ma è chiaro che al tramonto mi viene in mente quella volta che il mio stomaco bruciava, quando mi hai detto “Mi manchi”, ed era tutto ciò che volevo sentire.
Quella volta che un bacio è durato così tanto che il mio cuore è finito nella tua camicia, che ho imparato le tue labbra a memoria e potrei leggerle.
Quelle volte che toccarti piano era farti perdere il respiro mentre io lo riprendevo. Come hai fatto a dimenticare la mia voce al telefono, le stelle nel cielo, gli sguardi sbagliati, un altro bacio — perché l’ultimo non è mai abbastanza — correrci incontro per trovarci e non trovare mai il posto giusto per viverci, vederci e trattenere i “mi manchi” nello stomaco, le cose dette e mai dette prima, e le sensazioni, quelle che ti leggevo negli occhi: “Non le dimenticherò mai”?
Come hai fatto a dimenticare? Avrai una vita speciale anche senza di me. Non voglio mica che tu viva indietro nel tempo!
Ma come hai fatto a dimenticare tutto?
Tanto lo so. Hai dimenticato perché in fondo tutto quanto è stato vero per me e per me soltanto.

______________
Io, te e il mare
Marzia Sicignano

Un tempo, scrivere era un gesto che richiedeva pazienza e precisione. I banchi di scuola avevano un piccolo foro per il ...
11/02/2026

Un tempo, scrivere era un gesto che richiedeva pazienza e precisione. I banchi di scuola avevano un piccolo foro per il calamaio, e gli studenti dovevano intingere la penna nell’inchiostro, facendo attenzione a non sbavare o macchiarsi. Era un rituale quotidiano, parte di un’epoca ormai lontana.

Tutto cambiò il 29 ottobre 1945, quando in un grande magazzino di New York apparve per la prima volta un oggetto destinato a trasformare per sempre il modo di scrivere: la penna a sfera. Dietro questa invenzione c’era László Bíró, un giornalista ungherese che, già nel 1938, aveva ideato un prototipo capace di scrivere senza bisogno d’inchiostro liquido. Il suo progetto, però, era troppo costoso per il mercato dell’epoca: il prezzo di vendita superava i 12 dollari, una cifra che oggi equivarrebbe a oltre 200.

Fu Marcel B**h, imprenditore italiano naturalizzato francese, a intuire il potenziale dell’invenzione. Acquistò il brevetto e lo rese accessibile a tutti, abbattendo i costi e semplificando la produzione. Nel 1950 nacque la Bic Cristal, una penna leggera, economica e funzionale, che conquistò il mondo. Nel 2005, le vendite superarono i 100 miliardi di unità.

Oggi, Bic è tra i leader globali nel settore della scrittura. E pensare che tutto è cominciato da un’idea semplice: rendere il gesto di scrivere più libero, più pulito, più immediato. Una piccola rivoluzione che ha lasciato il segno, senza bisogno d’inchiostro.

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