26/07/2026
Un’ottima famiglia💡
Un titolo apparentemente semplice mentre evidenzia da subito l’essenza del suo messaggio.
Ma andiamo per gradi.
👮 Il romanzo si sviluppa attraverso i racconti che Giulia affida alla polizia.
Testimonianza dopo testimonianza, il lettore entra nella quotidianità della famiglia Costa, una famiglia come tante, in cui ad un certo punto accade qualcosa di sconvolgente.
Una famiglia perbene, rispettata, un’ottima famiglia.
Pagina dopo pagina si entra nelle vite dei suoi componenti, nelle dinamiche, nei silenzi, nelle aspettative, nei ruoli che ognuno sembra destinato a ricoprire.
È proprio lì, nella “normalità”, che Stefania Andreoli accompagna il lettore a interrogarsi su ciò che spesso rimane invisibile.
Ho compreso subito dove la storia sarebbe andata a parare. Ma gioco in casa: questi meccanismi li incontro ogni giorno nella mia stanza di terapia e, più in generale, nella vita.
Nulla è stato comunque scontato per me.
La sensazione è quella di una doccia fredda, sempre più gelida, che arriva fino all’ultima pagina.
È un libro profondamente vero e complesso, ma scritto con una tale fluidità da renderlo accessibile a tutti. Ed è proprio questa semplicità narrativa a renderlo così potente e capace di far riflettere.
Siamo spesso convinti che servano abusi evidenti o violenze manifeste per legittimare il dolore di una persona.
Invece questo libro ricorda quanto il male possa annidarsi nelle crepe della quotidianità, in ciò che dall’esterno appare insignificante: parole, silenzi, aspettative, mancanze, sguardi. Piccole cose, solo in apparenza.
🖤Perché, quando si ripetono nel tempo, finiscono per occupare ogni spazio dentro di noi, consumando lentamente energie, libertà e possibilità di essere davvero se stessi.