Elisa De Vita - Psicologa e Psicoterapeuta

Elisa De Vita - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologa clinica e Psicoterapeuta gruppoanalista. Consulente Tecnico in ambito civile e penale.

"La verità, egregio Meraviglia, è che entrare nelle vite altrui è faticoso, è forse tu eri meno resistente di quello che...
30/08/2026

"La verità, egregio Meraviglia, è che entrare nelle vite altrui è faticoso, è forse tu eri meno resistente di quello che pensavi. La malattia mentale è un territorio così buio e sconfinato che anche l'esploratore più esperto rischia di perdere la strada [...] Una mattina [...] ti hanno chiamato per avvertirti che quel ragazzo del Fascione che chiedeva "ce la faccio" giaceva riverso sul marciapiede sette piani sotto il suo balcone. In quel momento, dopo aver messo giù il telefono, hai pensato che avresti dovuto esserci tu in strada a prenderlo al volo, perché non si facesse tutto quel male. Ti sei reso conto che l'acchiappatore di ragazzi sotto il balcone era un lavoro impossibile, hai iniziato a sentirti inutile. Passavi le notti a chiederti anche tu "ma ce la faccio?" [...] E a poco a poco hai mollato, il dolore del mondo ti ha tradito."


"Ripetevo piano la parola mamma cento volte, finché perdeva ogni senso ed era solo una ginnastica delle labbra. Restavo ...
27/08/2026

"Ripetevo piano la parola mamma cento volte, finché perdeva ogni senso ed era solo una ginnastica delle labbra. Restavo orfana di due madri viventi. Una mi aveva ceduta con il suo latte ancora sulla lingua, l'altra mi aveva restituita a tredici anni. Ero figlia di separazioni, parentele false o taciute, distanze. Non sapevo più da chi provenivo. In fondo non lo so neanche adesso."

Possiamo sapere chi siamo se non sappiamo da dove veniamo?

Perché, aveva pensato Emilia, esiste un rimedio? All'irrimediabile?"Posso dirti una cosa?" Rita l'aveva fissata con calm...
10/08/2026

Perché, aveva pensato Emilia, esiste un rimedio? All'irrimediabile?
"Posso dirti una cosa?" Rita l'aveva fissata con calma, i gomiti appoggiati alla scrivania e le mano giunte come se pregasse. "Ora ti sembrerà impossibile. Ma io ti garantisco che tutto passa. E, se non può passare, cambia."



"L'indomani mi alzo, il corpo pesto. Mi sembra che esistano più versioni di me stessa, una serie di decalcomanie che ava...
05/08/2026

"L'indomani mi alzo, il corpo pesto. Mi sembra che esistano più versioni di me stessa, una serie di decalcomanie che avanzano a un ritmo sfalsato. Una è ancora a letto in lacrime, l'altra è nel corridoio, l'altra ancora è già in bagno. Per fortuna sono sola in casa, è sabato. Mi lavo il viso abbondantemente, faccio la doccia, mi metto dei vestiti puliti. Squilla il telefono. Sono convinta che sia lui. Sarà calmo, lo so, mi farà qualche proposta del tipo comprare qualcosa da mangiare, andare al mare"

"La memoria è una scelta, la memoria è un fantasma paziente"

Un libro per chi vuole provare a comprendere le dinamiche sottostanti le relazioni violente... per provare a rispondere a domande come: "Ma com'è che ci sta? Ma perché non se ne va/non lo lascia?"
Perché spesso, accettiamo l'amore che pensiamo di meritare.

26/07/2026

Un ulteriore e gravissimo passo nella trasformazione della giustizia minorile italiana da sistema fondato sulla funzione educativa e sulla responsabilizzazione a sistema sempre più orientato alla punizione e alla repressione.
Il governo, con uno schema di disegno di legge, ha proposto di introdurre l'imputabilità obbligatoria già dai 14 anni di età.

Una scelta, ancora una volta giustificata dal clamore mediatico collegato ai "maranza", mentre i dati ci dicono che l’Italia non sta affrontando un’emergenza di criminalità minorile tale da giustificare una simile svolta. I dati disponibili non mostrano un’esplosione della criminalità minorile, ma piuttosto una progressiva espansione dell’allarme e della risposta penale. È proprio questa trasformazione ad avere già prodotto un sistema minorile sempre più affollato, più securitario e più distante dalla sua originaria funzione educativa.

Invece di chiederci perché sempre più adolescenti entrino in contatto con il sistema penale, si continua a rispondere allargando il perimetro della punizione. Ma cosa pensiamo davvero di ottenere? Mandare un ragazzino in carcere non cambia magicamente la sua storia: rischia di comprometterne il futuro. Un adolescente non è un adulto in miniatura e non può essere trattato come tale.

Il sistema italiano di giustizia minorile è stato per decenni considerato un modello avanzato proprio perché fondato sulla centralità della persona minorenne, sulla funzione educativa, sulla responsabilizzazione e sulla ricerca di percorsi alternativi alla detenzione. Oggi quel modello è sottoposto a una progressiva erosione. La crescita della popolazione detenuta negli Istituti penali per minorenni, il sovraffollamento, l’aumento degli eventi critici e l’espansione dell’area penale sono il risultato di una risposta sempre più punitiva alla complessità delle vite dei più giovani.

La domanda non dovrebbe essere come punire prima, ma come intervenire prima. Prima che un ragazzo venga abbandonato, prima che la scuola lo perda, prima che i servizi sociali non riescano a intercettare il disagio, prima che una situazione di marginalità diventi una storia criminale. Il superiore interesse del minore non è un principio astratto. Significa riconoscere che l’adolescenza è una fase di crescita e trasformazione, nella quale gli interventi educativi e sociali possono ancora produrre cambiamenti profondi. La risposta alla devianza minorile deve quindi essere costruita intorno alla responsabilizzazione e all’educazione, non alla mera anticipazione della sanzione. L’educazione non è il contrario della sicurezza. È la sua condizione più solida.

Di questo stanno discutendo oltre 500 esperti negli Stati Generali della Giustizia Minorile, promossi da Antigone, Defence For Children - Italia e Libera. Il 26 novembre chiuderemo questo grande percorso partecipato a Roma. E abbiamo invitato la Presidente Meloni e il Ministro della Giustizia Nordio ad esserci e ascoltare.

08/07/2026

𝗠𝗢𝗕𝗕𝗜𝗡𝗚, 𝗠𝗢𝗟𝗘𝗦𝗧𝗜𝗘 𝗘 𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗗𝗜 𝗚𝗘𝗡𝗘𝗥𝗘: 𝗟'𝗜𝗠𝗣𝗘𝗚𝗡𝗢 𝗗𝗜 𝗔𝗗𝗚𝗜

L'Associazione Donne Giuriste Italiane sezione di Palermo_ ADGI - Sezione di Palermo- oggi - promuove il confronto su un tema che riguarda i diritti fondamentali, la dignità della persona e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Contrastare , e di significa costruire ambienti di lavoro fondati sul rispetto, sull'uguaglianza e sulle pari opportunità.

L'ADGI rinnova ogni giorno il proprio impegno affinché la tutela dei diritti sia sempre accompagnata da prevenzione, formazione e cambiamento culturale. Federica Prestidonato Maria Crea Maria Rita Bartolomei

"nel petto mi arrivò una specie di dolore, per metà mi piaceva e per metà no: la sensazione di essere stata vista si tra...
08/06/2026

"nel petto mi arrivò una specie di dolore, per metà mi piaceva e per metà no: la sensazione di essere stata vista si trasformò nella sensazione di essere stata scoperta, e questo mi metteva a disagio, un pò come quando la maglietta si solleva per sbaglio e ti si vede la pancia"

"Mentre studio quello che mai avrei voluto studiare, il susseguirsi dei processi cadaverici, attraverso i quali meglio a...
03/05/2026

"Mentre studio quello che mai avrei voluto studiare, il susseguirsi dei processi cadaverici, attraverso i quali meglio approssimare data e causa di morte della donna che mi ha dato alla vita, questa mia vita, vengo percossa dalla suggestiva bellezza di alcune parole [...] Tutto, davvero tutto, può diventare poesia [...]"

Maria Grazia è figlia di Lucia, che l'ha abbandonata per poi suicidarsi. Questa potrebbe una lettura, oppure no.
Maria Grazia ci accompagna in un viaggio spaventoso e insieme necessario, quello che la porta a ripercorrere la storia di Lucia e Giuseppe - i genitori che l'hanno messa al mondo - la sua storia.
Perché per sapere chi siamo e dove andiamo dobbiamo sapere da dove veniamo.
Un vero e proprio viaggio-autopsia, durante il quale Maria Grazia ci porta là dove sua madre è stata, fino a là dove sua madre non l'ha portata, affidandola al mondo.
Un libro struggente e potente, coraggioso e necessario.

[...] "Non è che sto male. È che non sto bene.” La  maternità è ancora oggi uno dei ruoli femminili più caricati di aspe...
03/05/2026

[...] "Non è che sto male. È che non sto bene.” La maternità è ancora oggi uno dei ruoli femminili più caricati di aspettative sociali, culturali e familiari. Si chiede alle donne di essere madri perfette, di irradiare amore in ogni momento, di non vacillare. E quando vacillano, spesso tacciono. Perché sentirsi sopraffatte dalla maternità che hai desiderato sembra un fallimento che non si può confessare. Non tutto e non sempre è depressione post partum. Ma tutto il disagio merita attenzione. Tutto il disagio merita risposta.

Salute mentale perinatale, a settembre prenderà avvio "Voce di Mamma" la helpline regionale dedicata al supporto psicologico in gravidanza e nel post partum

Promemoria, soprattutto quando - come oggi - è ancora più difficile crederci
30/04/2026

Promemoria, soprattutto quando - come oggi - è ancora più difficile crederci

Indirizzo

Via Antonio De Gregorio, 15
Palermo
90143

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

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