28/03/2020
Manfredi ha 8 anni.
Saranno 9 il 7 giugno e quando mi ha chiesto, qualche giorno fa, se per il suo compleanno avremmo almeno potuto fare una passeggiata sapevo che avrei dovuto dare la risposta che si meritava di ricevere.
Uso metafore, a volte, che il suo pensare possa comprendere, ma il più delle volte spiego esattamente le cose per come stanno.
Gli ho detto che non lo so se per quella data recupereremo un po’ della nostra normalità che apparteneva al “prima”.
Che me lo auguro, certamente.
Che al momento ci sono motivi per credere che sarà così ma che, in realtà, nessuno può dirlo con precisa esattezza, oggi, senza la possibilità di essere smentito dai fatti.
E ho aggiunto anche che se dovessimo passare il suo compleanno in casa, ci inventeremo sicuramente qualcosa di un po’ speciale, per quel giorno tutto nostro e che, comunque, al primo passo fuori recupereremo il compleanno e anche quella vacanza ad Eurodisney, promessa quest’anno per il compleanno, desiderata da tempo e rimasta in stand by a tempo indeterminato.
Abbiamo costruito, comunque, la nostra nuova piccola realtà, fatta di attimi preziosi, di risate che non mancano, di creatività e di gioia. E di verità autentica.
Perché non sappiamo quanto durerà, ma sappiamo che oggi possiamo comunque goderne.
E questo ci aiuta a fare una cosa preziosa: progettare il futuro.
Progettare comunque.
Abbiamo anche comprato su , due settimane fa, all’inizio della quarantena, una casa in miniatura da costruire con mattoni veri in miniatura e con finestre un po’ meno vere ma sempre in miniatura.
Nel week end porteremo a termine la nostra piccola opera.
Ed è una grande gioia.