05/08/2026
Stiamo assistendo sempre di più al crollo della tolleranza alla frustrazione.
Basta un no, un limite, un’attesa o qualcosa che non riesce subito che scatta spesso una reazione esplosiva.
Tu ripeti la stessa cosa una, due, tre volte, lui o lei alza il tono, tu lo alzi ancora di più e in pochi minuti non si sta più parlando del no e di dove fermarsi.
Da fuori sembra una reazione esagerata, se però entriamo nella loro testa possiamo vedere cosa sta accadendo.
È fondamentale contestualizzare per dare un senso più appropriato alle cose. Molti ragazzi vivono immersi in un ritmo troppo accelerato in cui quasi tutto arriva subito. Contenuti, risposte, video, messaggi, stimoli, possibilità di cambiare appena qualcosa annoia o richiede attesa.
Quando il cervello si abitua a questo ritmo, il no pesa decisamente di più, viene visto come un limite e l’attesa non viene tollerata, viene quasi vista come un blocco, un impedimento.
C’è una reazione interna che sale velocemente e, quando sale troppo, diminuisce proporzionalmente la capacità di ascoltare, fermarsi e ragionare. Per questo continuare a spiegare, ripetere o alzare la voce alimenta la stessa escalation che stai cercando di fermare e si rischia di ottenere l’effetto contrario.
Il primo passaggio concreto è riconoscere quando il confronto è già uscito dal limite. In quel momento servono meno parole, meno spiegazioni e una pausa reale.
Puoi fermarti e dire: “Adesso stiamo urlando tutti e due. Ci fermiamo qui e ne riparliamo dopo”.
Il confine resta e il contrasto si interrompe o comunque si attenua. Ovviamente non ci si deve aspettare un cambiamento immediato perché se non sono abituati a ragionare in questo modo è normale che ci voglia del tempo per attivare anche questa nuova modalità di interazione. Iniziando a inserire un cambiamento nel modo di interagire però, soprattutto attraverso la ripetizione, si inizia ad imparare qualcosa di nuovo: la frustrazione arriva, è vero, il no rimane, l’attivazione interna man mano scende e la relazione non si rompe.
Nella newsletter di AdoleScienza entriamo ancora più a fondo in questo meccanismo e vediamo cosa accade nel cervello degli adolescenti, perché accade e come costruire limiti che non trasformino ogni no in uno scontro.
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