26/07/2026
Si può sopravvivere alla morte di un figlio?
Spesso, in vita privata e pratica clinica, mi pongo tale domanda.
Come sempre gli amati pazienti mi aiutano nella dolorosa ricerca di senso attraverso l’autopsia psicologica, l’elaborazione del lutto,….
Costrutti talvolta incerti negli “addolorati” genitori che rimangono inermi di fronte alla morte del proprio figlio.
Specialmente a causa di acting aut, gesti autolesivi, traumi, raptus, incidenti stradali, malattie oncologiche,….
Io credo fortemente che chi rimane ha tale doloroso compito di “riparare” le scelte dei propri figli.
Ciò consente di prevenire, ove possibile, la vita di altri figli.
Studiano, osservano, conoscono, promuovono ets in memoria di chi non c’è più…
Mi piace tra le storie che conosco quella di un padre che tiene vivo il gioco del figlio e ogni anno quella comunità, in occasione del suo compleanno, si accende di luci.
Mi piace la metafora della continuità, mi piacciono le storie e le memorie ma mi piace specialmente chi resta di fronte all’evento più traumatico e doloroso per ogni genitore.