Dr Antonio Ferro - Psicologo Psicoterapeuta

Dr Antonio Ferro - Psicologo Psicoterapeuta 🌀 Ipnoterapeuta Ericksoniano
🧠 Psicoterapeuta Sistemico
⚡ Psicotraumatologo · EMDR
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IL LEGNO CHE DIVENTA GLORIAIl 14 settembre mi ha trovato mentre chiudevo l'ultimo fascicolo della giornata. Dentro c'era...
14/09/2026

IL LEGNO CHE DIVENTA GLORIA
Il 14 settembre mi ha trovato mentre chiudevo l'ultimo fascicolo della giornata. Dentro c'era la storia di una donna convinta di aver lasciato il lutto per il marito alle spalle. Ha usato proprio quella parola, come se un dolore potesse restare fermo dietro di noi, mentre noi continuiamo a camminare senza più voltarci.
Un dolore lasciato alle spalle continua a esistere. Smette solo di essere guardato, e da lì lavora nel buio.
La festa di oggi racconta un'altra strada. La croce, il punto più basso a cui Roma condannava un uomo, viene innalzata e resa visibile a tutti, esposta apertamente allo sguardo di chi passa. Gesù lo dice a Nicodemo: il Figlio dell'uomo deve essere innalzato come Mosè innalzò il serpente nel deserto, perché chiunque guardi abbia la vita. È il cuore dell'annuncio cristiano, la salvezza che passa attraverso ciò che sembrava la fine. Quella croce esaltata porta già dentro di sé la risurrezione, il segno di un amore che ha vinto la morte.
Winnicott parlava di un ambiente capace di sostenere, che permette di restare dentro il dolore senza esserne distrutti. Qualcosa di simile chiede la fede davanti alla croce: reggere lo sguardo su ciò che fa male finché non rivela quello che prima non si vedeva.
Alla donna del mio fascicolo non ho parlato di teologia. Le ho chiesto se fosse necessario lasciare il marito alle spalle, o se fosse possibile portarlo avanti con sé, in una forma trasformata.
Cosa cambierebbe, per ciascuno di noi, se smettessimo di lasciare le nostre croci alle spalle?
A. Ferro

13/09/2026

La colpa che ripara sa dove andare. Nasce da un torto vero, chiede scusa, cambia una condotta, e poi si ritira lasciando spazio alla pace.
C'è un'altra colpa che invece non porta da nessuna parte. Si attacca a pensieri più che ad azioni, si nutre di sé stessa, resta identica ogni volta che torna. Sant'Ignazio, che ben la conosceva, ci mise anni a distinguerla dalla voce di Dio.
Winnicott diceva che la capacità di sentirsi in colpa è segno di maturità affettiva, prova che riusciamo a preoccuparci per chi abbiamo ferito. Il problema comincia quando quella capacità si inceppa, e la colpa smette di indicare una strada per diventare un rumore di fondo che non porta più nessun messaggio.
Nel nuovo numero di "In controluce" ho provato a raccontare questa differenza, tra psicologia e teologia morale.
Il carosello è nelle prossime slide. Se qualcosa ti riguarda da vicino, contattami.

La colpa che ripara sa dove andare. Nasce da un torto vero, chiede scusa, cambia una condotta, e poi si ritira lasciando...
13/09/2026

La colpa che ripara sa dove andare. Nasce da un torto vero, chiede scusa, cambia una condotta, e poi si ritira lasciando spazio alla pace.
C'è un'altra colpa che invece non porta da nessuna parte. Si attacca a pensieri più che ad azioni, si nutre di sé stessa, resta identica ogni volta che torna. Sant'Ignazio, che ben la conosceva, ci mise anni a distinguerla dalla voce di Dio.
Winnicott diceva che la capacità di sentirsi in colpa è segno di maturità affettiva, prova che riusciamo a preoccuparci per chi abbiamo ferito. Il problema comincia quando quella capacità si inceppa, e la colpa smette di indicare una strada per diventare un rumore di fondo che non porta più nessun messaggio.
Nel nuovo numero di "In controluce" ho provato a raccontare questa differenza, tra psicologia e teologia morale.
Il carosello è nelle prossime slide. Se qualcosa ti riguarda da vicino, contattami.

09/09/2026

Il chiede tempo, quello che la fretta non riesce a dare.
Prima arriva la , che ha diritto di esistere prima di essere elaborata. Poi il lavoro lento di dare parola alla . Infine l'integrazione, quando l'accaduto trova un posto nella storia senza occuparla tutta.
Nella accade qualcosa di simile. Il perdono cristiano non è un gesto isolato da compiere una volta per tutte, è un movimento che si ripete, "settanta volte sette", ogni volta che la memoria torna a farsi sentire.
Una cosa però va detta con chiarezza, soprattutto per chi ha subito violenza o abuso: perdonare non significa riaprire una porta. Il perdono libera chi l'ha subito, la riconciliazione è un capitolo a parte, e richiede che l'altro abbia davvero cambiato strada.
Nel nuovo carosello provo a tenere insieme questi due sguardi, quello della e quello della fede, senza confonderli e senza separarli.

Il   chiede tempo, quello che la fretta non riesce a dare.Prima arriva la  , che ha diritto di esistere prima di essere ...
09/09/2026

Il chiede tempo, quello che la fretta non riesce a dare.
Prima arriva la , che ha diritto di esistere prima di essere elaborata. Poi il lavoro lento di dare parola alla . Infine l'integrazione, quando l'accaduto trova un posto nella storia senza occuparla tutta.
Nella accade qualcosa di simile. Il perdono cristiano non è un gesto isolato da compiere una volta per tutte, è un movimento che si ripete, "settanta volte sette", ogni volta che la memoria torna a farsi sentire.
Una cosa però va detta con chiarezza, soprattutto per chi ha subito violenza o abuso: perdonare non significa riaprire una porta. Il perdono libera chi l'ha subito, la riconciliazione è un capitolo a parte, e richiede che l'altro abbia davvero cambiato strada.
Nel nuovo carosello provo a tenere insieme questi due sguardi, quello della e quello della fede, senza confonderli e senza separarli.

Settembre porta con sé un rientro che spesso pesa più delle vacanze appena finite. Mail accumulate, agende da riempire, ...
07/09/2026

Settembre porta con sé un rientro che spesso pesa più delle vacanze appena finite. Mail accumulate, agende da riempire, ritmi da recuperare in fretta: il corpo lo sente prima ancora della mente, tra stanchezza che non passa, sonno che si fa leggero, quella sensazione di essere già indietro.
Non è pigrizia, è il tempo che serve per riadattarsi. Vale la pena darselo.
Nel carosello alcuni spunti pratici per attraversare questa fase senza lasciarsi travolgere: come dare priorità a ciò che conta davvero, come recuperare abitudini che sostengono, perché condividere il peso con qualcuno può cambiare la prospettiva.
Se il rientro quest'anno si sta facendo sentire più del solito, scrivimi: parlarne aiuta a ritrovare la misura.
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Il cuore che corre, il respiro che si stringe, la sensazione di stare per perdere il controllo. Chi ha vissuto un attacc...
06/09/2026

Il cuore che corre, il respiro che si stringe, la sensazione di stare per perdere il controllo. Chi ha vissuto un attacco di panico sa che in quel momento il tempo cambia forma.
È un corpo che suona un allarme antico, pensato per proteggere da un pericolo reale, anche quando il pericolo appartiene ormai al passato. Van der Kolk lo scriveva bene: il corpo tiene il conto di quello che la mente, nel tempo, ha smesso di raccontarsi.
In questo carosello provo a raccontare cosa succede davvero durante un attacco di panico, da dove nasce quella paura di impazzire, e lascio anche un piccolo esercizio pratico di grounding da tenere a portata di mano per i momenti più difficili.
Se ti riconosci in qualcosa di questo, scorri le slide fino in fondo. E se senti che è il momento di parlarne con qualcuno, contattami.

28/08/2026

Settembre torna sempre con lo stesso peso leggero al petto. La sveglia più dura, la voglia di restare ancora un giorno, poi un altro.
Freud diceva che ogni distacco chiede un lavoro lento, fatto di piccoli passi. Anche la fine delle vacanze, a suo modo, è un piccolo lutto da attraversare, non da cancellare in fretta riempiendo subito l’agenda.
In questo carosello trovi i segnali del corpo e delle relazioni, cosa evitare nei primi giorni, e un piccolo rituale da provare quando la giornata si fa pesante.
Cosa vuoi portare con te, di queste settimane?

Settembre torna sempre con lo stesso peso leggero al petto. La sveglia più dura, la voglia di restare ancora un giorno, ...
28/08/2026

Settembre torna sempre con lo stesso peso leggero al petto. La sveglia più dura, la voglia di restare ancora un giorno, poi un altro.
Freud diceva che ogni distacco chiede un lavoro lento, fatto di piccoli passi. Anche la fine delle vacanze, a suo modo, è un piccolo lutto da attraversare, non da cancellare in fretta riempiendo subito l’agenda.
In questo carosello trovi i segnali del corpo e delle relazioni, cosa evitare nei primi giorni, e un piccolo rituale da provare quando la giornata si fa pesante.
Cosa vuoi portare con te, di queste settimane?

26/08/2026

Indirizzo

Via Giuseppe Sciuti, 54
Palermo
90144

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 20:00
Martedì 10:00 - 20:00
Mercoledì 10:00 - 20:00
Giovedì 10:00 - 20:00
Venerdì 10:00 - 20:00

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