Dott.danielesortinopsicologo

Dott.danielesortinopsicologo Il mio approccio utilizza un ottica multidisciplinare ,senza tralasciare alcun aspetto della persona è il mio obiettivo .

Psicologo
Neuropsicologo
Dottore di ricerca in Neuroscienze UNIPA
Docente a contratto UNIPA
Formatore presso Fondazione Carolina(Bullismo e cyberbullismo)
Formatore corso ASACOM centro SI.DA PRENDITI CURA DELLA TUA MENTE, PRENDITI CURA DI TE Stai vivendo un momento difficile nella tua vita e non riesci ad affrontarlo da solo?Vuoi crescere , migliorare, potenziare le tue capacità e non sai come fa

re?Vuoi imparare a comunicare meglio, gestire le tue emozioni , ansie e relazioni?Vuoi migliorare professionalmente o capire come orientarti nel mondo del lavoro?Posso aiutarti ad affrontare e superare le tue attuali difficoltà e farti diventare ciò che hai sempre desiderato ma che da solo non sei riuscita/o a fare.Insieme potremo iniziare un percorso di crescita adatto alle tue esigenze, affronteremo insieme le tue paure, ansie, potenzieremo le tue capacità, miglioreremo le tue relazioni e la tua comunicazione All'interno di un'ambiente accogliente e stimolante, aiuto le persone nella crescita personale, relazionale, familiare, emotiva e professionale, inoltre, lavoro sul potenziamento cognitivo (attenzione, memoria ,logica e ragionamento) del bambino e dell'adolescente.La consulenza psicologica ha come principale interesse la persona. INSIEME E' PIU' FACILE , INSIEME SI PUO'

Ci sono persone che, pur di ottenere ciò che desiderano, hanno bisogno, smettono di guardare in faccia gli altri.Dietro ...
22/08/2026

Ci sono persone che, pur di ottenere ciò che desiderano, hanno bisogno, smettono di guardare in faccia gli altri.

Dietro quel bisogno incessante di avere, conquistare, controllare e possedere, può nascondersi qualcosa di molto più fragile: un vuoto che non riesce a riempirsi.

Un vuoto nato da bisogni emotivi non riconosciuti.

Da una ferita familiare.
Da un amore percepito come insufficiente, condizionato o imprevedibile.
Da un senso profondo di non essere abbastanza.

E allora si cerca fuori ciò che dentro non si riesce a sentire.

Più attenzione.
Più successo.
Più potere.
Più conferme.
Più persone da conquistare.

Ma quando il valore personale dipende continuamente da ciò che si riesce ad ottenere dagli altri, nessuna conquista sembra mai abbastanza.

In alcuni casi possono emergere anche tratti di personalità narcisistica: bisogno di ammirazione, senso di diritto, difficoltà a riconoscere i bisogni altrui, scarsa tolleranza alla frustrazione ed al giudizio.

Ma comprendere l'origine di un comportamento non significa giustificarlo.

Una ferita può spiegare perché una persona soffre, non le dà il diritto di ferire gli altri.

La vera trasformazione comincia quando si smette di inseguire continuamente qualcosa fuori da sé e si ha il coraggio di chiedersi:

“Che cosa sto cercando di riempire, ogni volta che sento di dover essere di più?”

Perché a volte, dietro il desiderio di essere o avere tutto, c’è semplicemente una parte di noi che, da molto tempo, chiede di essere riconosciuta.

A volte abbiamo così paura di apparire fragili che impariamo a non mostrare più nulla.Diciamo “va tutto bene” quando den...
21/08/2026

A volte abbiamo così paura di apparire fragili che impariamo a non mostrare più nulla.

Diciamo “va tutto bene” quando dentro stiamo crollando.
Ci allontaniamo,pensando che nascondersi risolva il problema.
Cerchiamo di avere sempre una risposta, una soluzione, il controllo.

Perché abbiamo confuso la vulnerabilità con la debolezza.

La paura di mostrarsi fragili spesso nasce dal timore di essere giudicati, rifiutati, feriti e questo può essere più pesante dell' accettazione.

O inconsciamente difendersi, attaccando, per non accettare di vedere una ferita ancora aperta, non cicatrizzata.

E così costruiamo una corazza che, mentre ci protegge dal dolore, finisce anche per tenerci lontani dall’intimità, dall’aiuto e dalle relazioni autentiche.

Non devi essere forte sempre.
Non devi avere tutto sotto controllo.
Non devi meritarti l’amore dimostrando di non aver bisogno di nessuno.

A volte la vera forza è poter dire:

“Non ce la faccio.”
“Ho paura.”
“Ho bisogno di te.”
“Questa cosa mi ha fatto male.”

La fragilità non ti rende più piccolo, ti rende più vero, umano.

E forse guarire significa anche questo: smettere, lentamente, di vergognarsi delle proprie parti più vulnerabili, accettarle, avere più compassione per sé stessi.

Accettare la realtà non significa arrendersi alle circostanze.Significa smettere di chiedere a te stesso di rendere legg...
20/08/2026

Accettare la realtà non significa arrendersi alle circostanze.

Significa smettere di chiedere a te stesso di rendere leggero ciò che leggero non è.

Ci sono cose che non vanno portate per sempre.

Perché non sei forte perché riesci a portare tutto, lo diventi quando impari ad accettare.

Puoi essere forte, andare avanti, sorridere, lavorare, prenderti cura degli altri e continuare a dire: "Ci riesco".

Eppure, dentro, quel peso continua a esistere.

Perché ciò che non ascolti non smette di avere un effetto su di te.

Le emozioni trattenute, i dolori negati, le realtà che facciamo fatica ad accettare… prima o poi chiedono il conto, attraverso la stanchezza, l’irritabilità, il vuoto, la distanza da noi stessi, la relazione con gli altri.

Significa smettere di combattere contro ciò che è già accaduto e iniziare a chiedersi:
“Adesso, di cosa ho bisogno per stare meglio?”
"È arrivato il momento di accettare?"

Più tenti di combattere per sconfiggere, più (paradossalmente) diventa più forte quel pensiero, senza un esito positivo.

Non devi dimostrare quanto riesci a sopportare.

Prima o poi dovrai deporre il peso.


Ci sono persone che hanno attraversato il dolore e, nonostante tutto, hanno scelto di non diventare dure.Avrebbero potut...
19/08/2026

Ci sono persone che hanno attraversato il dolore e, nonostante tutto, hanno scelto di non diventare dure.

Avrebbero potuto chiudersi, diffidare, attaccare prima di essere ferite.

Avrebbero potuto trasformare ciò che hanno subito in una corazza.

E invece hanno scelto la gentilezza.

Non perché il dolore non le abbia cambiate,
ma perché le ha rese più consapevoli di quanto possa fare male una parola, un rifiuto, un gesto, un’assenza.

Chi ha conosciuto davvero la sofferenza
sa riconoscerla negli occhi degli altri.

E forse è proprio questo uno dei gesti più profondi che possiamo fare: non usare il nostro dolore come una giustificazione per ferire, ma trasformarlo in una ragione in più per non farlo.

A volte queste persone tengono dentro molto più di quanto mostrino.

Sorridono mentre portano ferite che nessuno vede.

Scelgono di non restituire il male ricevuto, perché sanno esattamente quanto pesa.

Non è debolezza.
È forza emotiva.
È aver attraversato l’inferno
e aver deciso di non costruirci la propria casa.

Forse sì, è una sorta di superpotere:
riuscire a rimanere umani, gentili e rispettosi
anche dopo che la vita ci ha insegnato quanto può essere crudele.
Perché chi sa quanto fa male essere ferito
spesso diventa ancora più attento a non ferire.

Siamo sempre lì ..ad aspettare qualcosa.Siamo sempre lì, con il cuore appoggiato alla finestra, ad aspettare qualcosa e ...
18/08/2026

Siamo sempre lì ..ad aspettare qualcosa.

Siamo sempre lì, con il cuore appoggiato alla finestra, ad aspettare qualcosa e la mente chissà dove.

Aspettare ci mette davanti a una delle esperienze più difficili per la mente: tollerare l’incertezza.

Quel momento preciso in cui tutto, finalmente, dovrebbe avere un senso.

Forse abbiamo imparato ad aspettare
perché aspettare fa meno paura del vivere.

Perché finché qualcosa deve ancora accadere, possiamo continuare a sperare.

Ma non tutto può essere controllato.

A volte aspettare significa imparare a stare nel “non ancora” senza trasformarlo in un “non succederà mai”.

Ma c'è una verità silenziosa che prima o poi ci raggiunge: non possiamo mettere la nostra vita in pausa in attesa che qualcuno, qualcosa, ci restituisca il permesso di viverla.

Viviamo nell' epoca della performance e della perfezione, a volte aspettiamo le condizioni perfette, la situazione perfetta, la persona perfetta, ma è realmente vivibile un pensiero simile?

Aspettare significa lasciare che il tempo faccia il suo lavoro, mentre noi continuiamo a fare il nostro: vivere, sentire, prenderci cura di noi.

Perché aspettare non è necessariamente perdere tempo.

È anche imparare a fidarsi di ciò che non possiamo ancora vedere.

Forse non dobbiamo smettere di aspettare.
Forse dobbiamo soltanto
smettere di aspettare per vivere.

E cominciare, piano,
ad esserci.


Quando impari a riconoscere il tuo valore, smetti di cercarlo continuamente negli occhi degli altri.Non hai più bisogno ...
17/08/2026

Quando impari a riconoscere il tuo valore, smetti di cercarlo continuamente negli occhi degli altri.

Non hai più bisogno di essere approvato per sentirti abbastanza, né di dare tutto te stesso per meritare amore.

Darti valore non significa sentirti superiore.

Significa riconoscere i tuoi bisogni, rispettare i tuoi confini, ascoltare le tue emozioni e concederti il diritto di essere umano.

E accade qualcosa di importante: quando smetti di trattarti con durezza, cambia anche il modo in cui stai nelle relazioni.

Puoi donare senza svuotarti.
Amare senza perderti.
Essere presente senza annullarti.
Prenderti cura degli altri senza dimenticare te stesso.

Perché il valore che riconosci in te non rimane confinato dentro di te: diventa il modo in cui guardi, ascolti e incontri l’altro.

E forse la vera reciprocità comincia proprio da qui: dal momento in cui impari a offrire agli altri la stessa cura che, finalmente, hai iniziato a offrire a te.

Ascoltare ciò che l’altro non dice.Sono nei silenzi improvvisi, in uno sguardo che sfugge, in una risposta più breve del...
16/08/2026

Ascoltare ciò che l’altro non dice.

Sono nei silenzi improvvisi, in uno sguardo che sfugge, in una risposta più breve del solito.

Sono in quel “sto bene” che arriva troppo in fretta.

In una persona che continua a esserci, ma sembra non esserci più davvero.

Ascoltare ciò che l’altro non dice non significa interpretare ogni silenzio o leggere la mente.

Significa essere presenti abbastanza da accorgersi.

Significa una conoscenza che va oltre la superficie, ma per vederla devi avere adeguati.

Perché spesso ciò che non riusciamo a dire con le parole, lo raccontiamo attraverso il corpo, il tono della voce, i comportamenti, le assenze, che non tutti sono capaci a vedere.

Ma c’è una cosa importante: ascoltare non significa sostituirsi all’altro.

Possiamo intuire, percepire, fare spazio.
Poi possiamo chiedere:

“Cosa ti sta succedendo?”
“C’è qualcosa che fai fatica a dirmi?”
“Sono qui, se vuoi parlarne.”

A volte, la forma più profonda di cura non è trovare le parole giuste.

È creare uno spazio in cui l’altro possa finalmente trovare le sue.

Avere pace è più importante che avere ragione.Lo diciamo facilmente, ma viverlo è tutta un’altra storia.Perché quando ci...
15/08/2026

Avere pace è più importante che avere ragione.

Lo diciamo facilmente, ma viverlo è tutta un’altra storia.

Perché quando ci sentiamo feriti, incompresi o ingiustamente trattati, una parte di noi vuole dimostrare, spiegare, capire.

Ma a volte, continuare a cercare di avere ragione significa rimanere dentro una battaglia che ci costa molto più di quanto ci restituisca.

La verità, quella vera, la percepisci da lontano, si avvicina piano, quasi in punta di piedi e poco alla volta si palesa, senza che io debba fare nulla.

La maturità emotiva non è smettere di difendersi è imparare a scegliere le proprie battaglie.

E allora arriva una consapevolezza difficile, ma liberatoria:

posso avere ragione e scegliere comunque la pace.

Non per debolezza.
Non per arrendermi.
Ma perché il mio benessere vale più del bisogno di essere riconosciuto.

Quando smetti di voler vincere ogni discussione, inizi finalmente a proteggere qualcosa di più importante: te stesso.

E forse è proprio lì che comincia la vera libertà emotiva. 🫂😊

Resti perché prima di arrenderti vuoi capire.Perché quando qualcosa si rompe, il tuo primo istinto non è scappare, ma pr...
13/08/2026

Resti perché prima di arrenderti vuoi capire.

Perché quando qualcosa si rompe, il tuo primo istinto non è scappare, ma provare a riparare.

Resti perché dai valore ai legami, perché credi nelle seconde possibilità, perché prima di chiudere una porta vuoi essere certa/o di aver fatto tutto il possibile.

Da un punto di vista psicologico, però, c’è una differenza importante tra perseverare e trattenere.

-Perseverare significa investire in una relazione in cui entrambi partecipano, si ascoltano, cambiano e provano a costruire.

-Trattenere significa continuare a fare da sola/o il lavoro emotivo che dovrebbe essere condiviso.

E a volte chi resta troppo a lungo non lo fa perché è fragile.

Lo fa perché è abituato a prendersi cura, a comprendere, a giustificare, a riparare.

Finché confonde l’amore con la responsabilità di salvare tutto.

Ma non tutto ciò che ami deve essere salvato.

Ci sono situazioni che hanno bisogno di essere aggiustate.
E altre che hanno bisogno di essere lasciate andare.

Imparare a distinguere le due cose non significa saper amare meno.

Significa iniziare ad amare anche se stessi.

Non devi smettere di essere una persona che resta.

Devi solo imparare a non restare dove sei l’unica persona che sta cercando di aggiustare le cose.

GUARDARE OLTRE......Nella vita, non sempre possiamo scegliere ciò che accade.Possiamo però scegliere dove orientare lo s...
11/08/2026

GUARDARE OLTRE......

Nella vita, non sempre possiamo scegliere ciò che accade.

Possiamo però scegliere dove orientare lo sguardo.

Guardare oltre significa non lasciare che il presente diventi il confine delle nostre possibilità.

Significa riconoscere ciò che siamo oggi, senza dimenticare ciò che possiamo ancora diventare.

La crescita psicologica passa anche da qui: dalla capacità di ampliare la prospettiva, mettere in discussione convinzioni consolidate e concedersi la possibilità di immaginare scenari nuovi.

A volte siamo noi stessi a costruire, inconsapevolmente, dei limiti:
“Non sono capace.”
“Non è per me.”
“Ormai è troppo tardi.”

Guardare oltre significa iniziare a sostituire queste certezze con una domanda diversa:

“E se ci fosse un'altra possibilità?”

Non si tratta di ignorare la realtà o di pensare positivo a tutti i costi.

Si tratta di sviluppare uno sguardo più flessibile, capace di riconoscere risorse, opportunità e direzioni che prima non riuscivamo a vedere.

Perché ciò che oggi appare come un limite, domani potrebbe diventare un punto di partenza.

E, a volte, è proprio da lì che inizia il cambiamento.


Indirizzo

Via Delle Croci 47
Palermo
90139

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 20:00
Mercoledì 15:00 - 20:00
Venerdì 16:00 - 20:00

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