Dr. Alfonso Campisi

Dr. Alfonso Campisi Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dr. Alfonso Campisi, Sito Web di salute e benessere, Palermo.

Si presenta nel mio studio un ragazzo di appena 15 anni. Piccolo, sorridente, ma con il peso di chi porta sulle spalle m...
14/07/2026

Si presenta nel mio studio un ragazzo di appena 15 anni.
Piccolo, sorridente, ma con il peso di chi porta sulle spalle molto più di quanto dovrebbe. Fiato corto, attacchi di panico, dorsalgia e cervicalgia.
Il suo corpo sembrava raccontare tutto quello che le parole non riuscivano a dire.
Mentre iniziamo il trattamento, dalla mia playlist parte una melodia inconfondibile: Interstellar di Hans Zimmer.
All'improvviso i suoi occhi si illuminano.
"Sa, dottore... io suono il pianoforte. È Hans Zimmer è il mio compositore preferito."
Da quel momento in poi inizia a parlarmi della sua musica, delle armonie, delle tecniche compositive, delle colonne sonore. Mi racconta un mondo che conoscevo solo in parte. Amo la musica classica, ma molte delle cose che mi spiegava erano troppo tecniche anche per me.
Così ho fatto la cosa più semplice e, forse, la più importante: l'ho ascoltato.
Ho annuito. Ho sorriso. E ho osservato i suoi occhi brillare mentre parlava della sua più grande passione.
In quei minuti non stavo trattando solo un corpo. Quel ragazzo stava respirando attraverso la musica.

Alla fine della seduta è rimasto in silenzio per qualche istante. Poi ha fatto due respiri profondi, lunghi, come se finalmente riuscisse a lasciare andare tutta la tensione che si portava dentro.
Si è alzato dal lettino.
Il dolore era sparito.
E in quel momento ho pensato una cosa....
Forse io ho fatto ben poco...

Posso provar a descrivere il tipo di seduta che abbiamo fatto..... ma la vera terapia è stata la musica. È stata la passione. È stato Hans Zimmer, con una semplice colonna sonora, a raggiungere un'anima che aveva solo bisogno di sentirsi a casa.
Prima di salutarci ci siamo abbracciati.
"Da oggi siamo compari"..

"Ci vediamo a settembre per vedere come stai compa".

Spesso, al termine di una seduta, il paziente mi chiede: "Cosa è successo durante il trattamento?"È una domanda che mi p...
08/07/2026

Spesso, al termine di una seduta, il paziente mi chiede: "Cosa è successo durante il trattamento?"

È una domanda che mi piace, perché nasce dal desiderio di capire, non solo di stare meglio.

In quel momento capisco che il trattamento non è stato soltanto un insieme di tecniche, ma un vero incontro. L'osteopatia, per me, non significa semplicemente alleviare un sintomo: significa ascoltare ciò che il corpo racconta, anche quando le parole non bastano.

Condividere con il paziente ciò che è emerso durante la seduta significa renderlo parte del percorso, perché la consapevolezza è già una forma di cura.

Credo che ogni corpo abbia qualcosa da raccontare. E quando impariamo ad ascoltarlo, non cambia solo il nostro modo di muoverci, ma anche il modo in cui scegliamo di prenderci cura di noi stessi.

Il Respiro della Vita è come una casa in fondo all’oceanocon tutte le finestre e le porte aperte.Siamo immersi nel Mare ...
18/05/2026

Il Respiro della Vita è come una casa in fondo all’oceano
con tutte le finestre e le porte aperte.
Siamo immersi nel Mare intorno a Noi,
che continua a muoversi dentro, attraverso, intorno e oltre
anche se siamo fermi.
Garner Sutherland.


📚L’occhio è strettamente collegato al sistema cranico attraverso componenti nervose, vascolari e fasciali, e non può ess...
24/04/2026

📚L’occhio è strettamente collegato al sistema cranico attraverso componenti nervose, vascolari e fasciali, e non può essere considerato una struttura isolata. L’orbita è in continuità con ossa come sfenoide, frontale e zigomatico; in particolare, lo sfenoide ha un ruolo centrale negli equilibri cranici e nel passaggio del nervo ottico.

⚠️Nei disturbi cefalalgici, soprattutto di tipo tensivo o legati ad affaticamento visivo, possono essere coinvolti i muscoli extraoculari e le strutture fasciali perioculari. Le tensioni in queste aree possono influenzare il sistema craniale e contribuire alla percezione del dolore.

📚Secondo la medicina tradizionale cinese, l’occhio è collegato principalmente al Fegato, che regola il flusso del Qi e il nutrimento del sangue: eventuali squilibri possono manifestarsi con disturbi visivi e cefalea.

🤚⚠️⚠️Il trattamento cranio-sacrale può aiutare a ridurre queste tensioni e rappresentare un supporto nei casi di cefalea, ma non sostituisce una valutazione medica. È quindi importante integrarlo con il parere di specialisti come oculista o neurologo.

📚 L’osso temporale, oltre a svolgere un ruolo anatomico nella zona dell’orecchio, delle strutture dell’equilibrio e dell...
14/04/2026

📚 L’osso temporale, oltre a svolgere un ruolo anatomico nella zona dell’orecchio, delle strutture dell’equilibrio e dell’articolazione temporo-mandibolare, in osteopatia e anche in medicina cinese viene considerato un punto chiave di relazione con l’ambiente.
È collegato al tema dell’ascolto, non solo dei suoni ma anche delle emozioni e delle relazioni.

⚠️ In medicina cinese possiamo metterlo in relazione con i meridiani della cistifellea, alla scelta e alla capacità di adattamento.

📚⚠️ Anche a livello delle catene miofasciali, il temporale si inserisce in continuità con tensioni che possono coinvolgere la mandibola, il collo e fino alla postura globale.

⚠️⚠️ Una sua restrizione può associarsi a disturbi come tensioni craniche, vertigini, acufeni e bruxismo, riflettendo spesso uno stato di ipercontrollo o di allerta.

Per questo, il lavoro osteopatico sul temporale non è solo strutturale, ma mira a ristabilire un equilibrio più globale tra corpo, percezione e ambiente.

🙌Perché a volte il problema non è ciò che sentiamo, ma come il nostro corpo sceglie di ascoltare.

16/03/2026

La medicina tradizionale cinese e il Qigong rappresentano un sapere antico che continua a parlare al presente. Un modello di cura millenario che considera l’essere umano come un sistema unico e indivisibile, in cui corpo, mente e anima dialogano costantemente tra loro, intrecciando energia, respiro e consapevolezza.
Nel mio percorso sto cercando di comprendere sempre più a fondo come integrare questi insegnamenti nel mio lavoro osteopatico, per rendere il trattamento non solo più funzionale ed efficace, ma anche più profondo e armonico.
In questo cammino ho la fortuna di essere guidato dagli insegnamenti della mia maestra , una presenza preziosa che con sensibilità, esperienza e dedizione trasmette non solo conoscenze, ma anche una visione autentica della cura.

☯️

Dietro ogni sintomo c’è una storia da raccontare.Il sintomo è solo la voce del corpo, ma la vera origine spesso si nasco...
05/03/2026

Dietro ogni sintomo c’è una storia da raccontare.
Il sintomo è solo la voce del corpo, ma la vera origine spesso si nasconde in equilibri profondi che aspettano di essere ascoltati e ristabiliti.





A volte un braccio bloccato non è un guasto meccanico. È un’armatura. È il corpo che tenta di "tenere insieme" i pezzi d...
13/02/2026

A volte un braccio bloccato non è un guasto meccanico. È un’armatura. È il corpo che tenta di "tenere insieme" i pezzi di un dolore troppo grande.

Una paziente di 45 anni si presenta in studio con un dolore al braccio destro che dura da tre mesi. Una tensione continua che le impedisce di alzare la spalla oltre i 45 gradi.

Gli esami (Eco e RMN) parlavano chiaro: “lieve flogosi del sovraspinoso”. Nulla che potesse giustificare un blocco così severo.

Durante la valutazione osteopatica, non emergeva nessuna causa strutturale proporzionale a quel dolore. È lì che ho ipotizzato una componente neurofasciale e viscero-somatica. Il problema non era "nella" spalla, ma "attraverso" la spalla.

Ho iniziato a lavorare sulle strutture profonde toraco-addominali. Seguendo il test di ascolto, le mie mani si sono concentrate sul peritoneo posteriore.

Perché proprio il peritoneo posteriore?
Quando il peritoneo si "arrabbia" (per un'infiammazione o un'irritazione), manda subito una segnalazione d'allarme per dire che qualcosa non va. Questa segnalazione viaggia lungo il nervo frenico.
​Il nervo frenico corre veloce dall'addome verso l'alto, attraversa il torace e arriva dritto alla centralina nel collo. Il problema è che, proprio in quella stessa centralina, arrivano anche i cavi che portano i messaggi dalla pelle e dai muscoli della spalla.
​Quando il segnale di dolore dal peritoneo arriva alla centralina, crea una sorta di "interferenza" o cortocircuito. Il cervello, che riceve migliaia di messaggi dalla spalla ogni giorno ma quasi mai dal peritoneo, si confonde. Guarda la centralina che lampeggia e pensa: "Ah, questo segnale viene sicuramente dalla spalla!".
​Così, anche se il vero problema è nell'addome, tu senti male alla spalla. È un piccolo "errore di traduzione" del nostro cervello, che ci fa sentire un dolore lontano dal punto in cui è nata la scintilla.

Mentre lavoro sul peritoneo, la paziente esclama:
Mi manca l'aria, come se avessi attacchi di panico, sento una bolla gigante che si muove dentro di me!”


Nei giorni successivi, il dolore al braccio inizia a scendere, ma accade qualcosa di profondo: compaiono ansia e attacchi di panico.
In anamnesi emerge un vissuto mai elaborato:
UNA GRAVIDANZA PERSA 8 anni fa.
Quella "bolla" era l'energia di un lutto che chiedeva di essere finalmente ascoltato.

Nelle sedute successive abbiamo integrato il lavoro sul peritoneo con la neurodinamica sul nervo scapolare e il trattamento cranio-sacrale per modulare il nervo vago.
Durante il lavoro sul nervo, le sensazioni addominali tornavano, legate al ricordo del bambino perso. Ma lei, con un coraggio immenso, mi diceva:
​“Dottore, andiamo avanti. Anche se soffro, sento che ora sto finalmente meglio.”


Dopo 4 sedute in 3 mesi, il risultato è andato oltre ogni aspettativa:
✅ Recupero completo dell’elevazione del braccio;
✅ Scomparsa totale del dolore;
✅ Stabilizzazione emotiva profonda.

​Il commento finale della paziente è il senso del mio lavoro:
​“Tutti mi dicono che sono cambiata anche caratterialmente... ma io non capisco come sia possibile!”

​È possibile perché quando il corpo smette di proteggere un dolore antico, l’anima torna finalmente a respirare. L’osteopatia è ascolto.

❓️❗️Ma davvero le tecniche Osteopatiche  per la “discesa degli organi” funzionano… ? Se l’obiettivo è “rimettere su” un ...
11/02/2026

❓️❗️Ma davvero le tecniche Osteopatiche per la “discesa degli organi” funzionano… ?

Se l’obiettivo è “rimettere su” un viscere, la risposta è semplice: NO.
Quando un organo perde il suo equilibrio, non è solo sceso nello spazio, ha perso relazione con il diaframma, con le fasce, con i sistemi di drenaggio,
con il sistema nervoso che lo regola.

⚠️ Un viscere che non si muove, che non drena, che non respira, diventa un carico per tutto il corpo.
Le pressioni interne si sbilanciano, la colonna compensa, il bacino si adatta, il sistema nervoso resta in allerta, fino alla comparsa di sintomi lontani:
stanchezza, tensioni vaghe, disturbi digestivi, dolori che migrano.

🙌 In questi casi il trattamento osteopatico ha senso solo se:
– libera il diaframma
– migliora il drenaggio venoso e linfatico
– restituisce mobilità ai visceri
– un riequilibrio del sistema neurovegetativo
– riequilibrio delle pressioni interne.

NON si CORREGGE UN ORGANO, ma si ripristinano le condizioni perché il corpo possa autoregolarsi.
La vera efficacia non sta nella tecnica in sé, altrimenti sarebbe troppo semplice.
Sta nella capacità di leggere il sistema.

Dopo 8 anni di clinica mi sorprendo ancora a pensare di “correggere” il corpo.
Ma diciamolo chiaramente: è una GRAN CA***TA.

Quando smetti di forzare una direzione,
quando smetti di voler “aggiustare”,
e inizi a creare le condizioni giuste…
forse è proprio lì che inizia l’omeostasi.

🧠Dolore cronicoNel dolore cronico il problema spesso non è la presenza di un danno fisico in atto, ma il modo in cui il ...
20/01/2026

🧠Dolore cronico

Nel dolore cronico il problema spesso non è la presenza di un danno fisico in atto, ma il modo in cui il sistema nervoso interpreta e amplifica i segnali.
Il dolore non nasce solo da muscoli, articolazioni o tessuti, ma dall’integrazione di molte informazioni: sensazioni corporee, esperienze passate, emozioni presenti e passate...
Quando il dolore persiste nel tempo, il sistema può stabilizzarsi in una condizione di allerta costante. In questa modalità il corpo continua a difendersi, anche in assenza di una minaccia reale, mantenendo il dolore come strategia di protezione.

⁉️⁉️ Perché il dolore si amplifica?

Nel dolore persistente possono entrare in gioco diversi meccanismi:
⚠️i sistemi naturali di modulazione del dolore diventano meno efficaci;
⚠️il sistema nervoso aumenta la propria sensibilità (nociplasticità);
⚠️il sistema neuro-immunitario contribuisce all’amplificazione del segnale doloroso.

💡📚📚 Lavoro clinico:

Il trattamento osteopatico rappresenta uno strumento importante, ma nel dolore cronico è realmente efficace solo se inserito in un percorso più ampio e integrato, che includa:
- educazione al dolore;
- attenzione a sonno, stress e capacità di recupero;
- educazione alla qualità del movimento, alla gradualità e alla percezione del controllo.

Le mani possono facilitare il cambiamento, ma il vero processo terapeutico nasce dalla riorganizzazione del sistema nervoso.


Indirizzo

Palermo

Telefono

+393921364084

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dr. Alfonso Campisi pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dr. Alfonso Campisi:

Scelte rapide

In evidenza

Condividi