19/08/2026
Restiamo dignitosamente umani?
🧚🏻♀️
Il bypass spirituale non è semplicemente “pensare positivo”
È usare la spiritualità per saltare un piano dell’esperienza che invece avrebbe bisogno di essere attraversato: quello emotivo, psicologico, relazionale, corporeo. UMANO.
Aggirare l’ostacolo. Furbazzoni che siamo.
Ho la ferita dell’abbandono?
Invece di osservare perché continuo ad entrare in certe dinamiche relazionali tossiche, le chiamo….karmiche.
Ho bisogno di approvazione?
Invece di riconoscerlo, continuo a cercar la dose come un tossico e penso che chi mi contesta qualcosa sia semplicemente “non sulla mia frequenza o peggio… invidioso”.
Non riesco a tollerare il conflitto?
Anziché riconoscerlo, mi do alla fuga e lo chiamo “proteggere la mia energia”.
Potrei andare avanti x ore.
Ed è qui che anche la ricerca spirituale, quella apparentemente più luminosa, diventa un bypass.
Che piuttosto che riconoscersi ancora umani, pieni di contraddizioni e mortali, aggiriamo l’ostacolo e ci distraiamo dal reale.
La luce diventa un’ossessione e non illumina più. Brucia le retine.
Fine. E non ci permette di vedere al buio. Cosa che sarebbe estremamente utile.
Guardate una lampadina 1 minuto e poi gironzolate per casa. Minimo prendete lo spigolo nel mignolino. Immaginatevi interiormente cosa succede.
Il problema nasce quando vogliamo arrivare al Sé senza conoscere minimamente l’io.
Vogliamo guarire gli antenati e non sappiamo capire cosa accade quando qualcuno mi contraddice o mi dice NO.
Vogliamo vivere l’abbondanza ma siamo avidi di tutto.
La spiritualità adulta cosa è?
È forse comprendere che, oltre a essere “spirituali”, siamo fatti di una dose massiccia di mente, psicologia, ego, ferite, condizionamenti e meccanismi di difesa.
E che tutte queste cose, mescolandosi insieme nel paiolo, possono costruire persino la nostra personale versione della spiritualità: perfettamente cucita addosso a noi, coerente con ciò che vogliamo credere e, qualche volta, tremendamente funzionale a evitare proprio ciò che non vogliamo vedere di noi stessi.
Questa ghianda non diventerà quercia. Ha lasciato il ramo troppo presto.