Nik Funeral Manager

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Nik Funeral Manager - FUNERAL MANAGER
- CONSULENTE NORMATIVA FUNERARIA
- FUNERAL LAW EXPERT
- ESPERTO IN TRASPORTI FUNEBRI INTERNAZIONALI
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24/10/2026

PARMA CAPUT MUNDI

Ho visto Roma, regina immortale,
la più bella del mondo, la più grande che c’è.
Ma perdonami, Roma, se abbasso lo sguardo:
la città più bella, per me, non sei te.
È una città che si perde nella nebbia,
che sa di novembre, di vino e di nostalgia.
Una città che non promette niente,
ma che, ovunque io vada, rimane casa mia.
È Parma, la mia Parma.
Quella dei borghi, dei vecchi, delle barricate,
delle mani callose, delle vite sudate.
Quella che mi ha visto bambino,
che conosce i miei passi, i miei errori,
che custodisce i miei morti e i miei primi amori.
E se un giorno dovessi andar lontano,
se il mondo mi offrisse fortuna e splendore,
io gli lascerei tutto, senza rimpianto,
per un’ultima sera nei borghi del mio cuore.
Perché Roma è la capitale del mondo,
ma Parma è la capitale del mio.
E non c’è distanza, né tempo, né sorte
che possa strapparmi da quello che sono.
E quando verrà il giorno di chiudere gli occhi,
non cercatemi altrove, non lasciatemi andare.
Riportatemi dove la nebbia si alza,
dove la Voladora racconta le storie dei miei vecchi.
Che io possa riposare nella terra che per prima ha conosciuto il mio nome.
Perché prima di essere un uomo,prima di essere qualcuno,
prima ancora di sapere cosa fosse la Vita,
io ero già figlio di Parma,E figlio di Parma rimarrò.

Pärma, la mé Pärma.
Fiero, Anarchico, Verdiano... br**ta razza il Parmigiano.

PARMA CAPUT MUNDI.

CASE FUNERARIE APERTE A TUTTI? BELLO DIRLO. UN PO’ MENO FARLO.Ho letto con interesse l’articolo pubblicato su funerali.o...
20/10/2026

CASE FUNERARIE APERTE A TUTTI? BELLO DIRLO. UN PO’ MENO FARLO.

Ho letto con interesse l’articolo pubblicato su funerali.org riguardante l’accesso alle case funerarie da parte delle famiglie che scelgono imprese funebri diverse da quelle proprietarie delle strutture.

Tutto molto bello. Normative, diritti, libertà di scelta, divieti di discriminazione.

Ma vogliamo parlare di come funzionano realmente certe dinamiche del nostro settore?

Perché possiamo scrivere tutte le leggi che vogliamo, ma tra quello che dovrebbe accadere e quello che può accadere nella realtà c’è un abisso.

Una casa funeraria dovrebbe essere accessibile senza discriminazioni, laddove previsto dalla normativa applicabile?

Benissimo.

Ma cosa impedisce al gestore di rispondere che non ci sono sale disponibili?

Oppure che sono in corso lavori di manutenzione?

Oppure di proporre orari talmente scomodi da rendere praticamente impossibile organizzare una veglia?

O, ancora più semplicemente, di applicare tariffe talmente elevate da scoraggiare qualsiasi impresa concorrente?

Attenzione: non sto dicendo che ogni indisponibilità sia falsa, che ogni tariffa elevata sia illegittima o che tutte le case funerarie si comportino così.

Sto dicendo che, volendo ostacolare un concorrente, gli strumenti per provarci non mancano.

Ed è proprio questo il problema.

Perché sapete quale può essere la conseguenza?

Che una famiglia, magari già provata dalla perdita di una persona cara, finisca per convincersi che, per utilizzare una determinata casa funeraria, debba necessariamente affidare il funerale all’impresa che la gestisce.

E QUESTA COSA MI FA INCAZZARE.

Perché la casa funeraria dovrebbe essere un luogo destinato al commiato, non uno strumento per condizionare le scelte commerciali delle famiglie.

Sia chiaro: chi investe centinaia di migliaia, talvolta milioni di euro, nella realizzazione di una struttura ha tutto il diritto di vedere remunerato il proprio investimento.

Nessuno pretende servizi gratuiti, né che un imprenditore debba mettere indiscriminatamente a disposizione ogni spazio della propria attività.

Ma una cosa è tutelare un investimento. Un’altra è utilizzare il controllo di una struttura per rendere più difficile la libera scelta di un’impresa concorrente.

E quando una normativa impone la fruibilità senza discriminazioni, non dovrebbe bastare rispettarla formalmente: bisognerebbe rispettarne anche la sostanza.

Servono criteri di accesso trasparenti, tariffe giustificabili e condizioni verificabili.

Perché altrimenti continueremo a raccontarci la favola della libera scelta, mentre nella pratica qualcuno potrebbe trovare mille modi per limitarla.

E sapete qual è la cosa che mi interessa meno?

Che a essere penalizzata sia la mia impresa oppure quella di un concorrente.

Mi interessa che a rimetterci non sia una famiglia.

Perché il diritto di scegliere a chi affidare il funerale di una persona cara non dovrebbe mai dipendere da chi possiede le chiavi di una casa funeraria.

Nicholas Cavalca
Nik Funeral Manager

19/10/2026

Le Radici Profonde, Non Gelano.

02/10/2026

La bellezza delle Gallerie del Nostro Monumentale.
Uno dei cimiteri più belli d’Europa, nella Città più bella del Mondo.💛💙

Le ceneri di Don Lanfranco Casali sono diventate un diamante blu. Una notizia che inevitabilmente ha fatto discutere, ma...
16/09/2026

Le ceneri di Don Lanfranco Casali sono diventate un diamante blu. Una notizia che inevitabilmente ha fatto discutere, ma credo che concentrarsi soltanto sul diamante rischi di farci perdere la parte più importante della vicenda.

Don Lanfranco aveva pensato alla propria morte, aveva scelto e aveva spiegato il perché della propria decisione. Ed è proprio da qui che nasce la riflessione che ho voluto sviluppare nel mio nuovo articolo pubblicato su Lutto e Memoria.

Il diritto funerario italiano è ancora fortemente legato a una concezione della morte diversa da quella che sta emergendo nella società contemporanea. Il D.P.R. 285/1990 rimane il pilastro nazionale della polizia mortuaria, la Legge 130/2001 ha rappresentato un passaggio fondamentale per cremazione e dispersione delle ceneri, ma nel frattempo il mondo è cambiato enormemente.

È cambiato il rapporto con la religione. È cambiata la famiglia. È cambiato il modo di vivere il lutto. Sono cambiate le tecnologie e stanno cambiando persino le forme attraverso le quali desideriamo conservare la memoria di una persona.

La normativa, invece, è cambiata molto meno.

Quando compare qualcosa di nuovo, troppo spesso proviamo a inserirlo forzatamente nelle categorie che già conosciamo: urna, ceneri, dispersione, affidamento, sepoltura, cimitero.

Ma cosa succede quando la società e la tecnologia creano qualcosa che quelle categorie non avevano previsto?

È proprio allora che dovrebbe intervenire il legislatore. Non per autorizzare indiscriminatamente qualsiasi pratica. Servono limiti, procedure, garanzie, tracciabilità e tutela della dignità umana. Ma serve anche il coraggio di disciplinare ciò che esiste già, invece di comportarsi come se una realtà smettesse di esistere perché il nostro ordinamento non l’ha ancora descritta.

Anche il funerale sta cambiando. Il rito standardizzato sta lentamente lasciando spazio a qualcosa che prova a rappresentare maggiormente la biografia della persona. Credo che il professionista funebre del futuro dovrà essere capace proprio di questo: non imporre un catalogo di morte, ma riuscire a tradurre una vita in un commiato.

Il caso di Don Lanfranco, quindi, per me pone una domanda molto più grande della diamantificazione:

quanto spazio siamo realmente disposti a lasciare alla volontà di una persona quando quella volontà non assomiglia alla nostra?

Ne parlo nel mio nuovo articolo su LuttoeMemoria.it

Nicholas Cavalca | NikFuneralManager
Fondatore di NormativaFunebre.it

15/09/2026
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