24/10/2026
PARMA CAPUT MUNDI
Ho visto Roma, regina immortale,
la più bella del mondo, la più grande che c’è.
Ma perdonami, Roma, se abbasso lo sguardo:
la città più bella, per me, non sei te.
È una città che si perde nella nebbia,
che sa di novembre, di vino e di nostalgia.
Una città che non promette niente,
ma che, ovunque io vada, rimane casa mia.
È Parma, la mia Parma.
Quella dei borghi, dei vecchi, delle barricate,
delle mani callose, delle vite sudate.
Quella che mi ha visto bambino,
che conosce i miei passi, i miei errori,
che custodisce i miei morti e i miei primi amori.
E se un giorno dovessi andar lontano,
se il mondo mi offrisse fortuna e splendore,
io gli lascerei tutto, senza rimpianto,
per un’ultima sera nei borghi del mio cuore.
Perché Roma è la capitale del mondo,
ma Parma è la capitale del mio.
E non c’è distanza, né tempo, né sorte
che possa strapparmi da quello che sono.
E quando verrà il giorno di chiudere gli occhi,
non cercatemi altrove, non lasciatemi andare.
Riportatemi dove la nebbia si alza,
dove la Voladora racconta le storie dei miei vecchi.
Che io possa riposare nella terra che per prima ha conosciuto il mio nome.
Perché prima di essere un uomo,prima di essere qualcuno,
prima ancora di sapere cosa fosse la Vita,
io ero già figlio di Parma,E figlio di Parma rimarrò.
Pärma, la mé Pärma.
Fiero, Anarchico, Verdiano... br**ta razza il Parmigiano.
PARMA CAPUT MUNDI.