Dott.ssa Maria Luisa Taurino - Psicologa

Dott.ssa Maria Luisa Taurino - Psicologa Psicologa Psicoterapeuta Biosistemica. Criminologa clinica forense e Specialista in Vittimologia applicata.

28/06/2026

AGOPUNTURA: UN SUPPORTO CONCRETO PER LE NOSTRE ASSOCIATE 💜

La Doppia Elica è felice di offrire un’importante opportunità dedicata al benessere e alla cura di sé.

Prendersi cura della propria salute significa anche esplorare percorsi che integrino e supportino le terapie convenzionali, donando sollievo e migliorando la qualità della vita di tutti i giorni. Per questo motivo, abbiamo attivato un'iniziativa speciale con agevolazioni particolari per le nostre tesserate.

Ecco come funziona il servizio e i requisiti per accedere:

📋 Prescrizione medica: Per poter accedere al percorso, è necessario avere la prescrizione del proprio medico curante che attesti la necessità di effettuare le sedute di agopuntura.

🌱 Prima visita: Offerta a prezzo calmierato per tutte e completamente gratuita per le nostre socie.

🔄 Percorso continuativo: Dopo il primo incontro, se il medico specialista della struttura riterrà opportuno proseguire, si avrà diritto ad altre 3 sedute sempre a prezzo calmierato (e ancora una volta gratuite per le nostre socie).

Un piccolo ma significativo passo per camminare insieme, uniti nella prevenzione e nel supporto costante.

📌 Vuoi prenotare la tua visita o ricevere maggiori informazioni?
Scrivici in privato oppure lascia un commento sotto questo post per essere ricontattata dal nostro team!

29/03/2026

Non stiamo crescendo ragazzi più violenti.
Stiamo crescendo ragazzi che non sanno cosa farsene della rabbia, perché nessuno ha mai insegnato loro a gestirla e a contenerla.
Se devo dirlo in modo diretto, senza girarci troppo intorno: la tentazione di dire che “questa generazione è più violenta” è forte, ma è anche una scorciatoia che rischia di farci sbagliare bersaglio. Non siamo davanti a ragazzi più cattivi. Siamo davanti a ragazzi cresciuti in un contesto che li ha resi molto più fragili sul piano emotivo e, proprio per questo, più esposti a reazioni estreme.

Oggi un adolescente fatica tremendamente a stare dentro la frustrazione. E la frustrazione, piaccia o no, è una componente inevitabile della vita. Solo che se nessuno ti insegna a gestirla, a riconoscerla, a tollerarla, quella frustrazione diventa rapidamente qualcos’altro: rabbia, vergogna, senso di umiliazione. E da lì, il passo verso l’agito è molto più breve di quanto si pensi.
Quando poi parliamo di tredicenni con un coltello in tasca, dobbiamo smettere di pensare solo all’oggetto. Il coltello è il sintomo, non il problema. È una risposta distorta a un bisogno molto preciso: sentirsi meno vulnerabili. È come se quel ragazzo dicesse, senza usare le parole: “Io non voglio più sentirmi in balia delle cose. Io devo avere un modo per difendermi, o per farmi rispettare.”
Il punto è che non ha strumenti migliori per farlo. Nessuno glieli ha insegnati davvero.

E qui arriva una questione scomoda: sì, in qualche modo questi ragazzi si sentono più autorizzati alla violenza. Non perché qualcuno glielo dica esplicitamente, ma perché vivono immersi in un mondo che la violenza la banalizza continuamente. La vedono nei linguaggi, nei social, nei conflitti quotidiani tra adulti. Assistono a scene in cui chi urla di più sembra avere ragione, in cui l’aggressività diventa una forma di affermazione. E nel frattempo, i confini educativi si sono fatti sempre più deboli, sempre più negoziabili.
Il risultato è che il gesto violento perde peso nella percezione. Non viene più sentito come qualcosa di irreversibile, ma come una risposta possibile, a volte persino legittima, a un torto percepito.
In tutto questo, la famiglia gioca un ruolo decisivo. Perché è lì che si costruisce (o non si costruisce) la capacità di stare al mondo. E oggi vediamo spesso due estremi ugualmente problematici: da una parte genitori che evitano qualsiasi frustrazione ai figli, che spianano la strada in nome di un’idea distorta di protezione; dall’altra genitori che non ci sono, o che hanno rinunciato a esercitare un ruolo educativo chiaro. In mezzo, troppo spesso, manca quella cosa fondamentale che si chiama limite.
Il limite non è una punizione. È una bussola. È ciò che permette a un ragazzo di capire fin dove può spingersi, cosa è accettabile e cosa no. Senza limite, un adolescente non è libero: è perso.

La scuola, dal canto suo, si trova a gestire una situazione sempre più complessa, spesso senza strumenti adeguati. Gli insegnanti si confrontano con ragazzi che vivono ogni richiamo come un attacco personale, ogni nota come un’umiliazione. E quando un ragazzo non sa distinguere tra correzione e offesa, tra limite e ingiustizia, il rischio di escalation è altissimo. Basta poco: una ferita narcisistica, un senso di ingiustizia non elaborato, e la rabbia trova una via d’uscita.
Allora la domanda vera non è se questi ragazzi siano più violenti. La domanda è: che cosa abbiamo smesso di insegnare loro?
Perché il punto è tutto lì. Non si limita un fenomeno del genere solo con più controlli o più punizioni. Quelle servono, certo, ma arrivano dopo. Quando il problema è già esploso.
Il lavoro vero è prima. È insegnare ai ragazzi a riconoscere quello che provano, a dare un nome alle emozioni, a non esserne travolti. È restituire valore al limite, alla responsabilità, al fatto che ogni azione ha conseguenze. È aiutare le famiglie a tornare a essere luoghi educativi, non solo affettivi.
E soprattutto è intercettare i segnali prima che diventino tragedie. Perché prima del coltello, c’è sempre qualcosa: una rabbia che cresce, un senso di esclusione, fantasie di rivalsa, un linguaggio che cambia. Il problema è che troppo spesso questi segnali li vediamo… e li minimizziamo.

Poi arriva il gesto, e ci sembra improvviso.
Ma improvviso, quasi mai lo è davvero.

Roberta Bruzzone, 26 marzo 2026

09/12/2025

Parma - 6 marzo 2026
Un evento gratuito con protagonista il nostro prof. Maurizio Stupiggia

09/12/2025

🟦 𝐁𝐨𝐧𝐮𝐬 𝐏𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟓: 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐝𝐮𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐢𝐯𝐞

Il Ministero della Salute informa che sono state pubblicate sul sito INPS, nell’area riservata, le graduatorie dei beneficiari del Bonus Psicologo 2025. Per riallineare le annualità dei fondi 2024 e 2025, il Ministero ha disposto l’unificazione delle due annualità in un’unica graduatoria per il 2025, con uno stanziamento di 21,5 milioni di euro.

📌 𝐒𝐜𝐚𝐝𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐫𝐢 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢
• I beneficiari hanno 270 giorni dal 5 dicembre 2025 per utilizzare il contributo destinato alle sessioni di psicoterapia.
• Dal 2025, chi non effettua almeno una seduta entro 60 giorni dalla data di accoglimento della domanda (5 dicembre 2025) decade dal beneficio. È previsto uno scorrimento delle graduatorie, una sola volta.
• 𝐒𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐚𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐬𝐞𝐝𝐮𝐭𝐚 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢 𝟔𝟎 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐭𝐢.

💶 𝐋’𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 (𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝟓𝟎 € 𝐚 𝐬𝐞𝐝𝐮𝐭𝐚) 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐞𝐫𝐨𝐠𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚, 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐞 𝐦𝐨𝐝𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐚 𝐥𝐮𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐞: 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧 𝐚𝐜𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐢 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐫𝐢.

ℹ️ Il rimborso delle sedute potrà avvenire solo dopo il trasferimento delle risorse da parte delle Regioni all’INPS.

👉 Le graduatorie sono consultabili nell’area riservata del sito INPS: www.inps.it

Leggi la news sul sito OPER: https://www.ordinepsicologier.it/it/notizie/633

Indirizzo

Galleria Crocetta 9/a
Parma
43121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+393474984454

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