Ilaria Rosati psicologa

Ilaria Rosati psicologa Psicologa a Parma, con esperienza pluridecennale in consulenza psicologica, formazione e orientamento

12/08/2026
Ora emerge. Soprattutto nei ragazzi che a quell'epoca erano adolescenti e che ora da universitari e giovani lavoratori d...
02/08/2026

Ora emerge. Soprattutto nei ragazzi che a quell'epoca erano adolescenti e che ora da universitari e giovani lavoratori devono affrontare progetti e futuro.

Sembra che la maggior parte delle persone trovi difficile ipotizzare le a livello psicosociale della : le occupate a riprendersi dal troppo o troppo poco lavoro degli ultimi mesi, le per difesa sembra facciano come se niente fosse, le prese a rispondere a troppi interrogativi e a nessuna priorità. E la maggior parte pensa che se nulla di diverso si è manifestato finora, non lo farà dopo.

Invece è qui che ci si baglia. Gli a livello di fuori dall'ordinario, come , , della propria possono manifestarsi molto dopo l'evento scatenante. Questo però basta a mantenere le persone nell' che nessun possa verificarsi in loro o nelle loro . In questo modo viene limitata la , o il semplice quando le cose non sono ancora cronicizzate. E' difficile per chi opera nel campo della vedere queste e essere costretti a stare a guardare nonostante si comprenda lo scenario e le possibili conseguenze. Costretti, sì, perchè anche se si intercettiamo i , ma i diretti interessati non ne sono consapevoli o non vogliono prenderne atto per meccanismi di che li mantengono all'interno della loro zona , non resta altro che aspettare il momento in cui ci permettono di intervenire.

Una mente equilibrata e' una mente flessibile. Come il corpo, e' sano quando e' flessibile, si muove e non ha acciacchi....
31/07/2026

Una mente equilibrata e' una mente flessibile. Come il corpo, e' sano quando e' flessibile, si muove e non ha acciacchi. Ma cosa significa flessibilita"?

Ieri sera, alla Feltrinelli di Parma, ho partecipato all'incontro del "Club del libro e della torta di buccia di patata"...
24/07/2026

Ieri sera, alla Feltrinelli di Parma, ho partecipato all'incontro del "Club del libro e della torta di buccia di patata", dedicato a "Le nostre anime di notte" di Kent Haruf, guidato dalla mia collega Giulia Zanzariello, con la presenza del traduttore Fabio Cremonesi vincitore del Premio Strega per la traduzione.
Ascoltare chi traduce un autore è come entrare nelle pieghe più intime del testo: dietro ogni parola c'è una scelta, una sensibilità, una storia.
"Le nostre anime di notte" narra l'incontro tra due persone anziane che decidono di condividere le notti, per combattere la solitudine e per raccontarsi. Ripercorrono le proprie vite, le scelte compiute, i rimpianti, gli affetti, ciò che è stato e ciò che avrebbe potuto essere.
A un certo punto Fabio Cremonesi ci ha posto una domanda semplice solo in apparenza: "Per voi il finale è bello o brutto, positivo o negativo?"
La sala si è divisa. Ed è proprio questo che fanno i grandi libri: non danno risposte, ma aprono riflessioni. La mia interpretazione – che mi è valsa anche una dedica davvero originale!😊– è stata un'altra.
Ho pensato che Haruf utilizzi la notte come metafora dell'ultimo tratto della vita. Non solo il tempo del riposo, ma il tempo del passaggio. Un invito a domandarci come desideriamo arrivare a quel momento e se stiamo vivendo davvero la vita che vorremmo raccontare quando sarà il momento di guardarci indietro.
Ieri sera ho scoperto un dettaglio che non conoscevo: Haruf scrisse questo romanzo mentre affrontava una malattia terminale e trascorse molto tempo in hospice. Sapere questo rende ancora più significativo il suo stile essenziale, fatto di dialoghi asciutti, quasi privi di punteggiatura superflua. È una scrittura che elimina il rumore e lascia spazio a ciò che conta davvero.
C'è poi un'immagine che continua ad accompagnarmi.
Ogni sera Louis raggiunge Addie portando con sé un semplice sacchetto di carta. Dentro ci sono soltanto un pigiama e uno spazzolino.Mi sono chiesta se quel piccolo sacchetto non rappresenti, simbolicamente, il bagaglio con cui ciascuno di noi si avvicina all'ultima parte della propria esistenza. Passiamo la vita ad accumulare, progettare, possedere, e poi, forse, ciò che conta davvero è sorprendentemente essenziale.
Forse è questo il nostro vero bagaglio? Alla fine della vita, ciò che conta non è quanto abbiamo accumulato, ma come abbiamo vissuto e chi siamo diventati.
E voi, cosa portereste nel vostro piccolo sacchetto di carta?

21/07/2026
11/07/2026

Indirizzo

Via Trento N°57
Parma
43122

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Ilaria Rosati psicologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Ilaria Rosati psicologa:

Condividi

Digitare