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Dott.ssa Stefania Rocchi Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Stefania Rocchi, Psicologo, Via II AGOSTO 4 Collecchio , Via Ganaceto 114 Modena, Parma.

🧩 E se per comprendere la sessualità di una persona dovessimo partire dalla sua storia familiare?La sessualità non rigua...
22/10/2026

🧩 E se per comprendere la sessualità di una persona dovessimo partire dalla sua storia familiare?

La sessualità non riguarda soltanto il presente. È intrecciata con le relazioni, i modelli appresi, i silenzi, i significati attribuiti al corpo, all’intimità e al desiderio.

Ci sono storie che attraversano le generazioni, credenze che si tramandano e dinamiche relazionali che possono influenzare il modo in cui viviamo la nostra sessualità.

🔎 Il genogramma sessuale è uno strumento di esplorazione che permette di rendere visibili queste connessioni, aprendo nuove possibilità di comprensione nel lavoro clinico e forense.

Per questo ho deciso di proporre un percorso formativo online, teorico ma soprattutto pratico, dedicato alla sua costruzione e applicazione.

📚 IMPARA IL GENOGRAMMA SESSUALE

Tre incontri di due ore ciascuno, durante i quali approfondiremo:

✦ Come costruire e condurre un genogramma sessuale.

✦ Come esplorare i significati familiari e transgenerazionali della sessualità.

✦ Come utilizzare lo strumento in ambito clinico.

✦ Possibilità e limiti del suo utilizzo in ambito forense.

💻 Online su Zoom.

💶 60 € per l’intero percorso, comprensivi di slide, registrazioni e una supervisione personale.

Il corso è rivolto a psicologi, psicoterapeuti, sessuologi e criminologi, nel rispetto delle rispettive competenze professionali.

📩 Per conoscere le date e iscriverti:
[email protected]

✨ Posti limitati, per lasciare spazio al confronto, alle domande e all’approfondimento.

Sei ore di formazione. Diciotto professionisti. Un genogramma sessuale. E tante domande che hanno aperto nuove riflessio...
17/10/2026

Sei ore di formazione. Diciotto professionisti. Un genogramma sessuale. E tante domande che hanno aperto nuove riflessioni.
Oggi, al Master in Criminologia del CIS, abbiamo lavorato sul genogramma sessuale, esplorandone le potenzialità come strumento di lettura delle storie individuali, delle dinamiche familiari e relazionali e dei significati che attraversano la sessualità.
Non soltanto teoria, ma soprattutto esperienza.
Attraverso il role playing, il confronto e la discussione di casi, abbiamo provato a trasformare le conoscenze in competenze, mettendoci alla prova nella conduzione, nell’ascolto e nella formulazione delle domande.
Perché nel lavoro clinico e forense non conta soltanto ciò che sappiamo osservare, ma anche come scegliamo di osservare, cosa chiediamo e quali significati attribuiamo alle risposte.
Sei ore intense, con un gruppo di 18 professionisti capaci di interrogarsi, confrontarsi e mettersi in gioco.
È questa la formazione che amo: quella in cui il sapere non viene semplicemente trasmesso, ma costruito insieme.
Grazie per le domande, per la partecipazione e per la qualità delle riflessioni condivise.
Oggi sono tornata a casa con una convinzione ancora più forte: insegnare è anche continuare a imparare.

RolePlaying

Ci son Bolle che non esplodono ma crescono lentamente.. con dei chiodi in un muro, con concerti e infermerie, Con pranzi...
15/10/2026

Ci son Bolle che non esplodono ma crescono lentamente..
con dei chiodi in un muro,
con concerti e infermerie,
Con pranzi sul lettino da tattoo
con progetti che partono,
con scale,
Con te al piano terra e io al primo
Con tatuaggi e parole..
finalmente la Bolla è cresciuta al punto giusto e inizierà a muoversi da sola.
Orgogliosa di Te e di Noi e di cosa sarà.
Elli Poison
MEIMISINSEMA 🫧🫧

ADHD IN ETÀ ADULTAValutazione diagnostica e percorsi psicologiciNon sempre l’ADHD viene riconosciuto durante l’infanzia....
12/10/2026

ADHD IN ETÀ ADULTA
Valutazione diagnostica e percorsi psicologici
Non sempre l’ADHD viene riconosciuto durante l’infanzia.
A volte si arriva all’età adulta con una lunga storia di difficoltà attentive, disorganizzazione, impulsività, disregolazione emotiva e fatica nella gestione della quotidianità.
Altre volte si è imparato a compensare, a costruire strategie, a funzionare apparentemente bene, pagando però un costo significativo in termini di energie e benessere psicologico.
Nel mio studio mi occupo di:

• Valutazione clinica e diagnostica dell’ADHD nell’adulto, attraverso colloqui, ricostruzione della storia evolutiva e strumenti standardizzati.

• Approfondimento del funzionamento cognitivo, emotivo e relazionale.

• Percorsi di sostegno psicologico individualizzati per la gestione delle difficoltà quotidiane, della regolazione emotiva, dell’autostima e delle relazioni.

• Psicoeducazione e comprensione del proprio funzionamento neurodivergente.

Ricevere una diagnosi non significa essere definiti da un’etichetta.
Significa poter dare un significato alla propria storia, riconoscere le proprie risorse e costruire strategie più adatte al proprio funzionamento.
La valutazione non presuppone una diagnosi: è un percorso di approfondimento clinico, nel quale vengono considerate anche possibili spiegazioni alternative delle difficoltà riportate.

📩 Per informazioni sui percorsi e sulle modalità di accesso
[email protected]

PsicologaParma SaluteMentale

L’amore ci rende più belli? 🙄🙄🙄Ieri vi ho fatto la domanda e sono arrivate diverse risposte interessanti .. In un certo ...
10/10/2026

L’amore ci rende più belli? 🙄🙄🙄

Ieri vi ho fatto la domanda e sono arrivate diverse risposte interessanti ..
In un certo senso, sì! La ricerca neuroscientifica mostra che l’innamoramento attiva circuiti cerebrali legati alla ricompensa e alla motivazione. La psicologia aggiunge un elemento interessante: sentirci amati e valorizzati può modificare la percezione che abbiamo di noi stessi.
Forse l’amore non cambia i nostri lineamenti, ma può cambiare il modo in cui ci vediamo. E questo può riflettersi anche nel modo in cui ci mostriamo agli altri. ❤️

Importanti gli studi di Aron et al. (2005) sui circuiti cerebrali dell’amore romantico e di Murray et al. (2003) sul sentirsi valorizzati dal partner.

03/10/2026

IL COSTO INVISIBILE DELL’AMORE
Una riflessione sulle neurodivergenze e sui modi di amare.

Forse questa riflessione nasce dal tentativo di comprendere un amore che non sempre riesco a leggere attraverso le coordinate che mi sono familiari.

Oggi, mentre percorrevo l’autostrada, mi sono chiesta:

Quanto costa amare, per una persona neurodivergente?

Non quanto costa starle accanto. Ma quanto può costare, per lei, amare qualcuno.

Per alcune persone neurodivergenti, soprattutto autistiche, accogliere bisogni differenti, gestire l’imprevedibilità e sostenere la vicinanza può richiedere molte risorse emotive, cognitive e sensoriali.

Si può desiderare qualcuno e avere bisogno di allontanarsi.

Si può sentire la sua mancanza e non riuscire a cercarlo.

Si può amare immensamente un figlio e avere bisogno di silenzio.

Si può amare profondamente e non avere sempre le risorse per trasformare quel sentimento in presenza.

E allora mi domando quanto spesso misuriamo l’amore attraverso ciò che riusciamo a vedere.

Una telefonata. Un messaggio. Un gesto spontaneo.

A volte non vediamo lo sforzo. Vediamo soltanto ciò che manca.

Ma esiste anche l’altra parte.

Quella di chi riceve quell’amore.

Possiamo comprendere il funzionamento dell’altro e continuare a soffrire per una telefonata che non arriva.

Possiamo rispettare il suo bisogno di solitudine e desiderare comunque la sua presenza.

Possiamo riconoscere l’amore dietro un silenzio e sentirci terribilmente soli.

Perché la consapevolezza non cancella automaticamente il bisogno.

Naturalmente, non ogni assenza può essere spiegata attraverso la neurodivergenza. E comprendere non significa rinunciare a se stessi.

Forse dovremmo chiederci:

«Quanto ti costa amarmi nel modo in cui riconosco l’amore?»

E anche:

«Quanto costa a me imparare a riconoscere il tuo?»

Perché possiamo amarci profondamente e faticare comunque a incontrarci.

Forse amare significa provare a guardare il mondo attraverso gli occhi dell’altro, senza smettere di abitarlo attraverso i propri.

Dott.ssa Stefania Rocchi

La genetica carica la pi***la, ma è l’ambiente a premere il grilletto.”È una metafora forte, ma racconta bene un concett...
30/09/2026

La genetica carica la pi***la, ma è l’ambiente a premere il grilletto.”
È una metafora forte, ma racconta bene un concetto fondamentale della psicologia: una predisposizione non è una condanna.
Possiamo nascere con una maggiore vulnerabilità verso alcuni tratti, difficoltà o modalità di funzionamento. Ma ciò che accade dopo — le relazioni che incontriamo, il contesto in cui cresciamo, le esperienze, lo stress, i traumi, ma anche la cura, la protezione e le opportunità — contribuisce a determinare come quella predisposizione prenderà forma.
Genetica e ambiente non lavorano separatamente.
Dialogano continuamente.
E questo è importante anche quando proviamo a comprendere noi stessi: non siamo soltanto ciò che abbiamo ereditato, così come non siamo soltanto ciò che ci è successo.
Siamo il risultato di un intreccio complesso tra biologia, storia personale, relazioni e possibilità di cambiamento.
Ed è proprio qui che la psicologia apre uno spazio prezioso:
comprendere ciò che ci ha costruiti, senza pensare che debba necessariamente definirci per sempre.

relazioni trauma consapevolezza cambiamento neuroscienze

Ritrovarsi, a volte, significa cambiare rotta. 🌙☀️Ci sono momenti in cui una coppia non è necessariamente “finita”, ma h...
29/09/2026

Ritrovarsi, a volte, significa cambiare rotta. 🌙☀️

Ci sono momenti in cui una coppia non è necessariamente “finita”, ma ha perso il modo di incontrarsi.
Le conversazioni diventano discussioni.
La distanza aumenta.
Ci si vuole bene, ma sembra sempre più difficile capirsi, ascoltarsi, sentirsi ancora dalla stessa parte.
Rotte di coppia nasce come un percorso breve di 4 incontri, pensato per fermarsi, comprendere cosa sta accadendo nella relazione e provare a costruire modalità nuove di comunicazione, vicinanza e intimità.
Durante gli incontri lavoreremo su ciò che oggi crea distanza, sui bisogni di entrambi e sulle dinamiche che tendono a ripetersi nella coppia.
Per il mese di ottobre il percorso viene proposto a:
🍃4 incontri di coppia – 280 € anziché 320 €

📩 Per informazioni o per fissare il primo incontro
[email protected]

intimità relazioni percorsodicoppia

Ci sono relazioni che si misurano anche in partenze.Una stazione, un saluto, qualcuno che resta e qualcuno che parte.Nel...
25/09/2026

Ci sono relazioni che si misurano anche in partenze.

Una stazione, un saluto, qualcuno che resta e qualcuno che parte.
Nelle relazioni a distanza il momento del saluto non è mai soltanto un dettaglio.
È quasi un rito. Ci si separa sapendo che, per un po’, la relazione dovrà continuare senza la presenza fisica dell’altro: affidandosi alle parole, ai messaggi, alle telefonate. E qualche volta anche ai silenzi.
Oggi, almeno in teoria, amarsi a distanza dovrebbe essere più semplice di un tempo.
I nostri nonni aspettavano lettere, telefonate rare, tempi lunghi.
Noi possiamo scriverci in qualunque momento, mandarci una fotografia, fare una videochiamata, condividere quasi in tempo reale ciò che stiamo vivendo. Eppure essere più connessi non significa necessariamente sentirsi più vicini.
Anzi, la possibilità di raggiungersi sempre può creare nuove attese.
Perché non ha risposto?
Ha visualizzato.
È online, ma non mi scrive.
Perché oggi lo sento distante?
La tecnologia ha accorciato i chilometri.
Non sempre ha accorciato la distanza emotiva. Per alcune coppie, la distanza può diventare persino uno spazio fertile: protegge l’autonomia, rende più intenzionale il tempo condiviso, costringe a raccontarsi invece di dare per scontato che l’altro sappia. Per altre, invece, amplifica ciò che già esiste: la paura di perdere l’altro, il bisogno di rassicurazione, le differenze nel modo di comunicare, di cercare vicinanza, di vivere l’assenza.

Forse, allora, la domanda non è semplicemente:

si può amare a distanza?

Probabilmente sì.

La domanda più interessante è un’altra: come si continua a costruire vicinanza quando non ci si può toccare, vedere, incontrare ogni giorno? Forse anche il saluto fa parte della risposta. Perché salutarsi non significa soltanto separarsi.
Può diventare un rituale che dice:
“Adesso andiamo in due direzioni diverse.
Ma la relazione continua anche nello spazio che c’è in mezzo.”

Indirizzo

Via II AGOSTO 4 Collecchio , Via Ganaceto 114 Modena
Parma

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 09:00 - 13:00

Telefono

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