06/04/2020
Negli ultimi giorni mi sono imbattuto in un'intervista molto interessante a Massimo Cacciari.
https://www.huffingtonpost.it/entry/massimo-cacciari-la-casa-e-un-inferno_it_5e899f26c5b6cc1e4776f120?fbclid=IwAR3HkCWU0AFm86GcxgiKAvCT60h8vV4ynh3QY9TUUlbMHN45Xnjlfo_7suA
L'ex sindaco e filosofo, nell'iniziare a descrivere con molta amarezza e preoccupazione la complessità della crisi attuale, parla della sua condizione di persona confinata in quarantena casalinga.
"Leggo malissimo, scrivo con difficoltà, non mi concentro. È una situazione angosciante. Lasci stare le puttanate che raccontano i nani e i ballerini della televisione. Chi può stare bene a casa? Che fantasie idiote sono mai queste?"
E continua: "Solo un irresponsabile può avere l’animo sereno in un momento così. In queste condizioni, la casa è un inferno”.
Questo commento mi sembra molto interessante.
Ci sono, a parer mio, varie forme di retorica nella descrizione di questo ultimo mese e mezzo: una è quella della guerra (contro il virus, nemico invisibile). Un'altra è quella del "andrà tutto bene" che, soprattutto nei primi giorni, abbiamo usato per farci forza e unirci gli uni agli altri.
Cacciari, col suo consueto modo impetuoso e tagliente, demolisce soprattutto la seconda: “Senta, non ho nessuna voglia di far filosofia. Intesi? Questo è proprio un vizio da intellettuali alla moda: prendere qualsiasi cosa accada nel mondo e interpretarlo come una svolta della storia; immaginare cumuli di macerie ovunque e salirci sopra per annunciare che ‘è finito questo’, ‘è finito quello’, compiacendosi di essere i primi esegeti di una svolta epocale. Per carità”.
Vale la pena rifletterci.
Porto qui un altro articolo di un quotidiano che chiede a dei ragazzi che hanno già vissuto l'esperienza (ben più prolungata) di quarantena, a causa di una esperienza oncoematologica, e che danno alcuni consigli per passarla meglio possibile.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/04/coronavirus-i-ragazzi-guariti-dalla-leucemia-noi-esperti-di-isolamento-vi-diciamo-come-viverlo-imparerete-il-valore-delle-piccole-cose/5757922/?fbclid=IwAR1ZUBXYYYNoZ0kPfHPTZvYuIhHnyGOFKkc_-I3dGIWtcky6D7IdZeDUPNs
Nel video si vedono ragazzi di varie età che hanno dovuto passare anche 4 anni (noi siamo ad un mese) senza entrare in contatto con amici, compagni di scuola, etc.
4 anni di paura, di attenzioni, di dolore, di noia e di tanto altro.
Danno alcuni consigli: seguire le regole (senza se e senza ma) e pazienza sono i primi due.
Ce n'è poi uno che mi è piaciuto particolarmente: la creatività!
"Dobbiamo riuscire a trovare modi alternativi per riempire le nostre giornate della bellezza."
Non voglio scivolare (anch'io) nella retorica (quella del ragazzo malato guerriero, anche se spesso è proprio così), so benissimo che ci sono molte differenze fra loro e chi ha la preoccupazione (per esempio) del lavoro e dello sfamare i propri figli.
Ma mi sembra, proprio in analogica opposizione alle frasi di Cacciari, molto importante sottolineare come il rendersi conto di della gravità di ciò che sta succedendo (fuori e dentro di noi) ed il tentativo di trovare modi di viverla meglio possibile (di imparare, di mettere bellezza, di irrobustirci, di ripensarci) siano due lati della stessa medaglia per nulla incompatibili.
Il tutto in una dialettica, secondo me, fertile: ascoltare il dramma, nutrire l'intento di stare bene, ascoltare il dramma, nutrire l'intento e così via.
Questa dialettica ci può permettere (almeno un po') di non vivere senza consapevolezza (e crescere, nel senso più ampio possibile), ma nemmeno scivolare silenziosamente (se va bene) nell'impotenza, nell'angoscia, nella tristezza.
Un abbraccio, da qui.
Il filosofo Cacciari all'HuffPost: "Solo un irresponsabile può avere l’animo sereno in un momento così. In queste condizioni. Il governo non è stato ancora capace di articolare un discorso oltre lo state-tutti-a-casa. Io capisco i medici: è il loro mestiere. Il lavoro dei politici è diverso. ...