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Borsite, tendinite e capsuliteadesiva: scopri le differenzeIl dolore alla spalla può avere diverse cause e tre problemi ...
01/09/2026

Borsite, tendinite e capsulite
adesiva: scopri le differenze
Il dolore alla spalla può avere diverse cause e tre problemi piuttosto conosciuti sono la borsite, la tendinite e la capsulite adesiva. Sebbene possano provocare sintomi simili, ciascuna condizione interessa una struttura diversa della spalla.
La borsite si verifica quando la borsa, una piccola sacca piena di liquido che aiuta a ridurre l'attrito tra ossa, muscoli e tendini, si infiamma. In genere provoca dolore quando si solleva il braccio, ci si sdraia sulla spalla interessata o si eseguono
movimenti ripetitivi.
La tendinite è l'infiammazione o l'irritazione di un tendine, soprattutto dei tendini della cuffia dei rotatori o del bicipite. Il dolore può comparire muovendo il braccio, sollevando pesi o svolgendo attività sopra la testa. In alcuni casi possono comparire anche debolezza e sensibilità nella zona.
La capsulite adesiva, comunemente conosciuta come "spalla congelata", si verifica quando la capsula che avvolge l'articolazione diventa infiammata, ispessita e rigida. Oltre al dolore, una delle caratteristiche principali è la progressiva perdita di movimento, che può rendere difficili anche attività semplici come pettinarsi, vestirsi o raggiungere degli oggetti.
Anche se i sintomi possono essere simili, il trattamento può essere diverso a seconda della situazione. Per questo, un dolore persistente, una perdita di forza o una limitazione importante dei movimenti dovrebbero essere valutati da un professionista sanitario. Una diagnosi corretta aiuta a individuare il trattamento più adatto e a evitare che il problema peggiori.
Non tutti i dolori alla spalla hanno la stessa causa. Conoscere le differenze è il primo passo per cercare il trattamento più appropriato

⚠️TI FA MALE IL GINOCCHIO QUANDO TI ACCOVACCI O USI LE SCALE...Ti accovacci, sali le scale, corri in collina o ti siedi ...
01/09/2026

⚠️TI FA MALE IL GINOCCHIO QUANDO TI ACCOVACCI O USI LE SCALE...

Ti accovacci, sali le scale, corri in collina o ti siedi a lungo, e un dolore sordo e doloroso si accumula dietro o intorno alla rotula, a volte alleviando quando raddrizzi la gamba o ti alzi.

L’articolazione femoro-rotulea è formata dalla rotula che scivola sulla troclea femorale (scanalatura). È stabilizzato dal tendine del quadricipite, dal legamento rotuleo e dalla retinacola mediale e laterale, con controllo dinamico dai muscoli quadricipiti e dell’anca. Quando questa articolazione è sovraccaricata o traccia in modo diverso, i tessuti dietro e intorno alla rotula possono diventare dolorosi.

⚠️ Improvviso aumento della corsa, dello squat, del salto o delle colline

⚠️ Seduta prolungata con le ginocchia piegate o uso frequente delle scale

⚠️ Capacità ridotta dell’abduttore dell’anca e del controllo del ginocchio

⚠️ Variazioni anatomiche nella forma trocleare o nella posizione rotulea

🔥 Dolore diffuso dietro o attorno alla rotula (retropatellare o peripatellare)
🔥 Peggiora con gli squat, le scale, la corsa (soprattutto in discesa), i salti o la posizione seduta prolungata
🔥 A volte sensazioni di scricchiolio o sfregamento; di solito nessun gonfiore importante
🔥 Il dolore viene spesso riprodotto facendo squat o scendendo i gradini

Questo schema non conferma automaticamente il dolore patellofemorale. L'irritazione meniscale, la tendinopatia patellare, la sindrome della plica e l'artrosi iniziale possono sovrapporsi: consulta un professionista qualificato per una diagnosi accurata.

Braccia ipotoniche nelle donne dopo i 45: perché è un segnale da non sottovalutare (attenzione SARCOPENIA)🦾 PERCHÉ LE BR...
20/07/2026

Braccia ipotoniche nelle donne dopo i 45: perché è un segnale da non sottovalutare (attenzione SARCOPENIA)

🦾 PERCHÉ LE BRACCIA "TRADISCONO" PER PRIME: IL POSTO DOVE IL MUSCOLO NON HA DOVE NASCONDERSI

La parola tecnica più corretta non è nemmeno ipotono ma ipotrofia: il muscolo non è soltanto meno attivo, è proprio calato di volume. E le braccia sono il primo posto in cui questo calo si vede.

Sulle braccia c'è pochissimo grasso sottocutaneo, molto meno che su pancia, fianchi o cosce, dove invece uno strato morbido fa da coperta e nasconde a lungo quello che succede sotto. Sulle braccia quella coperta è sottile, quindi appena il muscolo perde volume non c'è più niente a mascherarlo e la cosa salta subito all'occhio. se il calo lo vedi sulle braccia, non vuol dire affatto che il problema stia nelle braccia. Le braccia sono la finestra, non la stanza.

La perdita di massa è quasi sempre generale e riguarda tutto il corpo, ma su gambe e tronco resta nascosta più a lungo perché lì c'è più grasso a coprirla. Sulle braccia esce allo scoperto per prima, e quando la noti stai già vedendo la punta di un fenomeno che è diffuso ovunque.

🏦 IL MUSCOLO CHE CALA HA UN NOME: SARCOPENIA, E NON È UN PROBLEMA DA PALESTRATI

Quel processo silenzioso di muscolo che se ne va ha un nome, si chiama sarcopenia, e detta in modo semplice significa questo: a un certo punto, di solito dopo i 40, il corpo smette di costruire muscolo alla stessa velocità con cui lo smonta, e ogni anno se ne porta via una piccola quota senza chiederti il permesso.

Una quota piccola fa poca paura, ed è proprio questo il tranello. Un anno alla volta non si vede quasi nulla, ci si sente uguali a prima, si fanno le stesse cose, e l'idea di "perdere muscolo" sembra roba da chi vive in sala pesi, non da persona normale.

Il guaio è che il fenomeno lavora esattamente così, piano e in silenzio, finché un giorno arrivi allo specchio e ti accorgi che la coperta non bastava più a nascondere niente.

⏳ PERCHÉ DOPO I 45 IL PROCESSO CAMBIA MARCIA (E RIGUARDA DA VICINO LE DONNE)

C'è un pezzo che riguarda in modo particolare le donne intorno ai 45 anni, perché in quella fascia di vita la perdita di muscolo tende a cambiare marcia e ad andare più in fretta del previsto.

Il motivo ha a che fare con gli estrogeni. Per anni questi ormoni fanno al muscolo un lavoro di protezione silenzioso, dietro le quinte: sostengono le cellule che riparano le fibre, aiutano la struttura del muscolo a restare stabile e tengono in ordine i suoi processi di recupero.

Una revisione degli studi pubblicata nel 2022 sulla rivista scientifica Sports Medicine descrive proprio questo: gli estrogeni proteggono il muscolo, e quando calano, come accade intorno alla menopausa, la perdita di massa e di forza tende ad accelerare, al punto che le donne in questa fase ne perdono più degli uomini della stessa età.

E’ come se venisse tolta al muscolo una piccola rete di sicurezza che prima lavorava gratis. Ecco perché quelle braccia che si svuotano si notano spesso proprio in questi anni, e non è una tua impressione né un caso.

La buona notizia, che vedremo meglio più avanti, è che quella rete si può ricostruire con l'allenamento, e il muscolo risponde anche senza passare dagli ormoni. Ma prima conviene capire perché perdere muscolo pesa molto più di una semplice questione di specchio.

🔬 IL MUSCOLO NON È SOLO FORZA: È IL PIÙ GRANDE ORGANO METABOLICO CHE HAI

Per tanto tempo il muscolo è stato studiato come una struttura puramente meccanica: serve a muovere le ossa, punto e basta. Poi la ricerca ha scoperto che è molto di più, ed è proprio questo il motivo per cui la sua perdita pesa così tanto sulla salute e non solo sull'aspetto.

Il muscolo è il più grande organo metabolico che hai, ed è tra i più attivi del corpo anche a riposo. Dopo un pasto è lui ad assorbire buona parte degli zuccheri che entrano nel sangue, comportandosi come una spugna che li cattura e li toglie dalla circolazione.

E quando ti muovi si trasforma in una piccola fabbrica: sforna molecole protettive, chiamate miochine, che entrano nel sangue e mandano in giro un vero e proprio segnale di salute, parlando al cervello, al cuore, al fegato e al sistema immunitario.

Tieni a mente queste due immagini, la spugna che assorbe gli zuccheri e la fabbrica che produce molecole protettive, perché è esattamente lì che si apre il collegamento con l'infiammazione.

🌊 DAL MUSCOLO CHE CALA ALL'INFIAMMAZIONE DI FONDO: FACCIAMO IL VIAGGIO

Quando il muscolo è poco, quella spugna che dovrebbe ripulire il sangue dagli zuccheri dopo i pasti diventa piccola e poco capace, lo zucchero resta in giro più del dovuto e il corpo deve faticare il doppio per gestirlo.

Nello stesso momento la fabbrica delle molecole protettive rallenta e ne produce di meno. Quel segnale di salute che il muscolo dovrebbe mandare in circolo si abbassa, e viene a mancare una parte dell'antinfiammatorio naturale che il corpo si fabbrica da solo ogni giorno, semplicemente muovendosi.

E c'è un terzo pezzo che chiude il cerchio. Il muscolo che se ne va molto spesso lascia il posto a un accumulo di grasso, soprattutto quel grasso profondo intorno agli organi, che non è un deposito tranquillo ma un tessuto attivo che produce sostanze infiammatorie e le riversa nel sangue.

Così, mentre da un lato cala l'antinfiammatorio del muscolo, dall'altro sale l'infiammatorio del grasso che ne prende il posto.

Il risultato di questi tre fronti che si sommano è uno stato di infiammazione cronica di basso grado. Non è l'infiammazione acuta di quando sbatti un ginocchio e si gonfia, ma qualcosa di più sottile e diffuso, che non manda la febbre e spesso non si vede nemmeno chiaramente negli esami.

Ed è proprio quel "poco", giorno dopo giorno, ad alimentare la stanchezza che non passa, i gonfiori che vanno e vengono, il sonno che non riposa davvero e quella tensione di fondo che sembra non spegnersi mai.

🔁 IL CIRCOLO VIZIOSO: PERCHÉ DA SOLO IL FENOMENO TENDE AD ACCELERARE

Il problema è che questi due mondi, il muscolo che cala e l'infiammazione che sale, non se ne stanno educatamente separati: si prendono per mano e si spingono a vicenda nella direzione sbagliata.

L'infiammazione di fondo, infatti, rende più difficile per il corpo costruire e mantenere muscolo, perché disturba proprio i processi di riparazione e crescita del tessuto. Quindi più sale l'infiammazione, più diventa faticoso tenere su la massa, e più massa se ne va, più cala l'antinfiammatorio naturale e più l'infiammazione ha strada libera.

Una revisione del 2024 pubblicata sulla rivista Mechanisms of Ageing and Development descrive proprio questo "fuoco lento" dell'invecchiamento, un'infiammazione persistente di basso grado che gli studiosi chiamano inflammaging, tra le cui condizioni coinvolte c'è proprio la sarcopenia.

È un circolo che si autoalimenta e che, lasciato a se stesso, tende ad accelerare anno dopo anno. Ed è il motivo per cui tante persone si sentono "andare giù" in modo lento ma costante, senza riuscire a dare un nome a quella sensazione.

Lo stesso meccanismo, preso dal verso giusto, gira anche al contrario. Appena rimetti muscolo, la spugna torna a ripulire meglio il sangue, la fabbrica riprende a produrre le sue molecole protettive, l'infiammazione di fondo si abbassa, e con l'infiammazione più bassa il corpo torna a costruire muscolo con più facilità.

Lo stesso circolo che ti portava giù può portarti su. E il pezzo che lo fa girare nella direzione giusta è uno solo: ridare al muscolo un buon motivo per esistere.

🏋️ COME SI INVERTE LA ROTTA: RIDARE AL MUSCOLO UNO STIMOLO VERO

La camminata e le attività dolci fanno benissimo e vanno fatte, su questo nessun dubbio. Ma da sole non bastano a dare al muscolo lo stimolo di rinforzo di cui ha bisogno, perché il corpo costruisce massa nuova solo quando lo metti davanti a un carico che va oltre la sua routine di tutti i giorni.

Lo stimolo che inverte la rotta è il lavoro di forza, ed è più semplice di quanto la parola faccia pensare, perché non servono né attrezzi né ore di palestra. Serve un lavoro fatto con criterio, che metta i muscoli importanti davanti a una sfida vera.

19/07/2026
Ti senti instabile, con la testa"leggera" o la sensazione che il pavimento si muova, soprattutto quando giri il collo, g...
16/07/2026

Ti senti instabile, con la testa
"leggera" o la sensazione che il pavimento si muova, soprattutto quando giri il collo, guidi o resti molte ore al computer?
In alcuni casi anche la cervicale può contribuire: i recettori del collo collaborano con occhi e sistema vestibolare per controllare equilibrio e orientamento. Quando queste informazioni non sono ben coordinate, possono comparire sbandamenti e insicurezza nei movimenti.
Ma non basta avere il collo rigido per dire che il problema sia cervicale. Stretching, manipolazioni o esercizi generici possono dare sollievo, ma non correggono necessariamente il meccanismo che mantiene i sintomi.
Serve valutare mobilità cervicale e toracica, controllo cervico-oculare, respirazione e risposta ai diversi movimenti, costruendo poi una progressione personalizzata.
La soluzione può esserci, ma non esiste un esercizio uguale per tutti.
Scrivimi per avere maggiori informazioni

Con il caldo estivo in molti rinunciano al movimento....Ecco alcuni consigli che potranno aiutarti per proseguire con l'...
14/07/2026

Con il caldo estivo in molti rinunciano al movimento....
Ecco alcuni consigli che potranno aiutarti per proseguire con l'esercizio fisico anche in estate :
Allenati al mattino o nelle ore più calde
Prediligi esercizi a corpo libero e senza carichi oppure 30' dí camminata al giorno
Bevi durante gli allenamenti e aiutati con bevande ricche di sali minerali
Se non te la senti di ve**re in studio chiedi la FISIOTERAPIA A DOMICILIO
Chiedi al tuo fisioterapista di fiducia una scheda di esercizi brevi da poter fare anche in vacanza per mantenere in salute
muscoli e articolazioni!

C'è un muscolo piccolo e profondo, nascosto in fondo al gluteo, che è capace di creare un dolore che tantissime persone ...
09/07/2026

C'è un muscolo piccolo e profondo, nascosto in fondo al gluteo, che è capace di creare un dolore che tantissime persone si portano dietro per mesi dando la colpa alla cosa sbagliata.

Si chiama piriforme, ed è un muscoletto che va dalla parte bassa della colonna, l'osso sacro, fino alla sommità del femore, passando in profondità sotto il grande gluteo.

È così nascosto che non lo senti mai come muscolo a sé: quando dà problemi lo vivi come un dolore profondo nel mezzo del gluteo, a volte come una gamba che formicola o si intorpidisce.

Proprio accanto al piriforme, e in molte persone addirittura sotto o attraverso di lui, passa il nervo più grosso del corpo: il nervo sciatico.

Come fa un muscoletto così piccolo a mandarti un dolore giù per tutta la gamba? Te lo spiego, e quando capisci dove passa e cosa ha accanto, ti viene da dire "ma certo, è ovvio".

🧬 DOVE PASSA E COSA HA ACCANTO

Il piriforme parte dall'osso sacro, la base della colonna, e attraversa in diagonale la profondità del gluteo per andare ad agganciarsi in cima al femore.

Il suo lavoro è ruotare la coscia verso l'esterno e stabilizzare l'anca a ogni passo, un compito piccolo ma continuo, che svolge in silenzio tutto il giorno.

Quando il piriforme si contrae e si ispessisce, va a premere proprio sul nervo, come un piede che schiaccia una canna dell'acqua: il segnale che scorre dentro il nervo si disturba, e tu lo percepisci come dolore, formicolio o intorpidimento che scende nel gluteo e lungo la gamba.

Ecco perché tante persone sono convinte di avere la sciatica da ernia del disco, quando in realtà il nervo è perfettamente sano e viene solo compresso più in basso, da un muscolo contratto.

⚙️ IL DOPPIO COLPO CHE LO IRRIGIDISCE

Il piriforme riceve due colpi che si sommano, ed è per questo che in tanti se lo ritrovano cronicamente contratto.

Il primo è la posizione seduta, ma in un modo particolare: stare tante ore seduti lo tiene compresso sotto il peso del corpo, e in più, quando il grande gluteo si "addormenta" per la sedentarietà, il piriforme viene promosso sul campo a stabilizzatore principale dell'anca.

È un ruolo troppo grande per un muscolo così piccolo, e lui, costretto a fare gli straordinari al posto del gluteo pigro, si sovraccarica e si contrae.

Il secondo colpo è lo squilibrio del bacino: quando lo psoas davanti tira ed è accorciato e il gluteo dietro è debole, il bacino si sbilancia, e il piriforme si ritrova a compensare tensioni che arrivano da lontano, irrigidendosi ancora di più.

Quando il piriforme si contrae, i sintomi arrivano insieme e si tengono per mano.

C'è quel dolore profondo nel centro del gluteo che sembra una contrattura e che con lo stretching classico non se ne va, perché il punto vero è più in profondità di dove arrivi.

E c'è il dolore o il formicolio che scende dietro la coscia, quello che viene scambiato per sciatica, ma che nasce dalla compressione locale del nervo, non da un problema della colonna.

Ecco il punto che quasi nessuno coglie: non è la schiena che ti manda il dolore nella gamba, è un piccolo muscolo del gluteo che sta stringendo il nervo mentre nessuno lo guarda.

🧘 L'ESERCIZIO PER ALLUNGARLO (E COME FARLO BENE)

La buona notizia è che il piriforme risponde bene all'allungamento, e l'esercizio migliore è uno dei più semplici, quello che molti conoscono come "figura 4".

Sdraiati sulla schiena, piega entrambe le ginocchia con i piedi a terra, poi appoggia la caviglia di una gamba sopra il ginocchio dell'altra, formando una specie di numero 4.

Da qui porta le mani dietro la coscia della gamba d'appoggio e tirala dolcemente verso il petto, finché senti l'allungamento in profondità nel gluteo della gamba incrociata: quello è il piriforme che si distende.

Resta morbido, niente forzature e niente molleggi, cerchi un allungamento gentile e non uno strappo, e tieni le spalle rilassate a terra senza irrigidire il collo.
mantieni la posizione per 3-4 respiri profondi e lenti per ogni lato, ripetendo 2 cicli.

Respirare profondo non è un riempitivo, perché un muscolo profondo come questo molla la presa molto più facilmente quando il corpo entra in calma, e a ogni espirazione lunga senti che puoi guadagnare un piccolo pezzo di allungamento in più, come strizzare e rilasciare una spugna.

Fatto con regolarità, questo è uno degli esercizi più utili per allentare il dolore profondo del gluteo e quel fastidio che scende nella gamba, ma ti dico subito una cosa onesta: allungare il piriforme dà sollievo, ma se il motivo per cui si è irrigidito resta lì, torna a contrarsi.

🔑 PERCHÉ ALLUNGARE NON BASTA (E COSA SERVE DAVVERO)

Il piriforme raramente è il vero colpevole: nella maggior parte dei casi è la vittima, il muscoletto che si sovraccarica perché il grande gluteo è spento e il bacino è sbilanciato.

Allungarlo e basta è come dare tregua a un lavoratore sfinito senza però assumere nessuno che gli dia una mano: il giorno dopo è di nuovo lì a coprire il turno di tutti.

Quello che cambia le cose per davvero è rimettere in equilibrio tutta la zona: riattivare il grande gluteo perché torni a fare il suo lavoro di stabilizzatore, ridare lunghezza allo psoas che sbilancia il bacino, e rinforzare il centro perché tenga tutto in ordine.

Quando il gluteo torna in campo e il bacino ritrova il suo assetto, il piriforme smette di dover fare gli straordinari, si rilassa da solo e smette di stringere il nervo, e quel dolore profondo che ti scendeva nella gamba si spegne alla radice invece di tornare ogni volta. 💪

“Perché ho dolore di notte?”Il dolore notturno nelle lesioni della cuffia dei rotatori non dipende soltanto dalla dimens...
07/07/2026

“Perché ho dolore di notte?”

Il dolore notturno nelle lesioni della cuffia dei rotatori non dipende soltanto dalla dimensione della lesione, ma da una combinazione di fattori biomeccanici, infiammatori e pressori.

Nel caso di una lesione del sovraspinato,
il primo punto è la discontinuità tendinea con perdita parziale della funzione di compressione e centraggio della testa omerale.
Questo altera la cinematica gleno-omerale e può aumentare il carico sui tessuti subacromiali residui.

Il secondo elemento è la borsa subacromiale-subdeltoidea.
Il bianco che si vede in alto attorno al tendine fa pensare a liquido/infiammazione nella zona subacromiale-subdeltoidea.
In molte lesioni della cuffia il dolore notturno correla più con la borsite reattiva e con il fenomeno infiammatorio locale che non con la sola ampiezza della lesione stessa.
La borsa è un tessuto riccamente innervato e, quando infiammata, diventa una fonte importante di nocicezione.

Terzo punto: la posizione supina o laterale modifica il carico sulla spalla.
Durante la notte si riduce l’attivazione muscolare di compenso e aumenta la sensibilità alle variazioni pressorie locali; se il paziente dorme sul lato coinvolto o in adduzione, aumenta ulteriormente la compressione del compartimento subacromiale.

Ecco cosa succede alla tua CERVICALE se la tua POSTURA è sempre "in avanti"La testa in avanti è la postura più diffusa c...
11/06/2026

Ecco cosa succede alla tua CERVICALE se la tua POSTURA è sempre "in avanti"

La testa in avanti è la postura più diffusa che ci sia, e probabilmente la stai tenendo proprio adesso mentre leggi queste righe sullo schermo.

Il mento che si protende un po', le spalle che si chiudono... succede al computer, succede alla guida, succede sul divano la sera, e nella maggior parte dei casi succede senza che tu te ne accorga minimamente. Non è pigrizia, non è "stare svaccati": è semplicemente la forma che il corpo prende quando passa del tempo davanti a qualcosa da guardare da vicino.

Il problema è che il collo paga questa abitudine in un modo molto più pesante di quanto immagini, e oggi ti faccio vedere esattamente cosa succede ai muscoli della tua CERVICALE quando la testa vive sbilanciata in avanti, e perché da lì nascono la rigidità, il mal di testa dalla nuca e quel fastidio di fondo che torna sempre.

⚖️ LA LEVA DELLA TESTA: PERCHÉ POCHI CENTIMETRI PESANO COME CHILI

La testa è una palla che pesa intorno ai 4-5 kg, e quando sta ben centrata sopra la colonna quel peso scende dritto lungo l'asse delle vertebre, esattamente come una pila di mattoni messa in equilibrio uno sull'altro. In quella posizione i muscoli del collo lavorano pochissimo, perché non devono trattenere niente: la struttura ossea regge il carico da sola, e loro si limitano a fare piccoli aggiustamenti.

Ogni centimetro in cui la testa scivola in avanti la fa uscire dal punto di equilibrio e la trasforma in un pendolo che tende a cadere giù, e a quel punto i muscoli dietro devono entrare in gioco per trattenerla di continuo. Sopra una certa inclinazione il carico percepito dai muscoli cervicali arriva a raddoppiare, e nella classica posizione da smartphone si può arrivare facilmente a far pesare quel cranio come se fosse il doppio o il triplo del suo peso reale. Non è uno sforzo che dura un attimo, è uno sforzo costante che fai per ore, tutti i giorni, mentre credi di stare semplicemente fermo a leggere.

🔧 DIETRO: I MUSCOLI CHE REGGONO IL CARICO PER ORE (E NON SI SPENGONO PIÙ)

Vediamo cosa accade alla parte posteriore del collo, perché è lì che senti la maggior parte dei sintomi.

I muscoli dietro la nuca, dal trapezio superiore allo splenio fino ai paravertebrali profondi, sono quelli che si fanno carico di tutto questo lavoro extra, e siccome la testa sta in avanti per ore loro restano in contrazione per ore. Un muscolo è progettato per contrarsi e poi rilasciarsi, alternando lavoro e riposo, ma quando la richiesta non finisce mai non ha il tempo di staccare, accumula tensione strato dopo strato e con il tempo si trasforma in quel blocco unico e duro che riconosci subito quando ci passi sopra le dita.

Da questo sovraccarico costante nasce tutto il pacchetto di sensazioni che conosci: la rigidità che ti impedisce di girare bene la testa, il dolore sordo alla base del cranio, il mal di testa che parte dalla nuca e si allarga verso le tempie, e quelle contratture che il massaggio scioglie per qualche ora e che poi tornano puntuali il giorno dopo. Tornano perché il massaggio rilassa la fibra sul momento, ma non cambia il carico che quel muscolo deve reggere appena ti rimetti davanti allo schermo.

C'è poi un secondo livello, più sottile, che riguarda i piccoli muscoli sotto-occipitali, quelli proprio alla base del cranio. Sono minuscoli, ma si trovano a un passo dal tronco dell'encefalo e contengono una densità altissima di recettori che dicono al cervello dove si trova la testa nello spazio. Quando la postura in avanti li tiene cronicamente contratti, questi muscoletti mandano segnali confusi e irritano una zona molto delicata, ed ecco perché una semplice questione di postura può accompagnarsi a quella testa pesante e a quella sensazione di fondo poco lucida che il riposo della notte non scioglie del tutto.

🎭 DAVANTI: I MUSCOLI CHE SI ACCORCIANO E TIRANO LA TESTA NELLA POSIZIONE SBAGLIATA

Adesso giriamo davanti, perché qui c'è la parte che chiude il cerchio e spiega perché il problema non si risolve da solo.

Mentre dietro i muscoli reggono il peso, davanti lo sterno-cleido-mastoideo e gli scaleni si accorciano, perché la posizione a testa in avanti e spalle chiuse li tiene per ore in una lunghezza ridotta. Un muscolo che resta accorciato mese dopo mese si "abitua" a quella misura e diventa il tirante che continua a richiamare la testa nella posizione sbagliata, anche quando vorresti raddrizzarti. È per questo che il primo riflesso di tutti, cioè provare a stare più dritti pensandoci, non funziona quasi mai.

Ci provi, riesci a tenere la posizione per qualche minuto, poi scivoli di nuovo esattamente dove eri senza nemmeno accorgertene. Non è mancanza di volontà: è che la postura non è una scelta cosciente che fai minuto per minuto, è il risultato di come stanno i muscoli e le fasce in quel momento, e se davanti sono accorciati e dietro sono affaticati ti riportano lì in automatico nel giro di pochi secondi.

Gli scaleni in particolare meritano un'attenzione in più, perché restando accorciati per la postura in avanti restringono lentamente il corridoio dove passano i nervi diretti al braccio, ed è uno dei motivi per cui a una cervicale rigida da posizione si accompagnano a volte formicolii e intorpidimenti alla mano, soprattutto la notte. Non è la causa principale del post di oggi, ma è il segnale che quella postura non riguarda solo la zona del collo, e che il sistema lavora tutto insieme.

🌊 PERCHÉ "STARE DRITTO" E "STARE MENO AL TELEFONO" NON BASTANO

Arrivati qui, le due soluzioni che vengono in mente per prime sono sempre le stesse, e vale la pena spiegare perché da sole non risolvono.

La prima è stare più dritti con la forza di volontà, e abbiamo appena visto che dura cinque minuti, perché nessuna concentrazione può tenere a bada uno squilibrio muscolare che agisce ventiquattro ore su ventiquattro. La seconda è stare meno al telefono e davanti agli schermi, che è giusto in teoria ma poco realistico nella pratica, un po' come dire a una persona di "muoversi di più" senza darle un piano: la vita moderna ci mette davanti a uno schermo per la maggior parte della giornata, e su quello c'è un margine limitato di manovra.

La buona notizia è che il vero punto su cui si può agire non è la forza di volontà e non è il telefono, ma sono le rigidità che si sono accumulate nel tempo, perché sono loro che ti tengono in quella forma senza che tu te ne accorga. Per cambiare davvero servono tre cose che lavorano insieme:

➡ allungare in modo sistematico i muscoli che si sono accorciati davanti, lo sterno-cleido-mastoideo e gli scaleni, per togliere il tirante che richiama la testa in avanti
➡ rinforzare i muscoli profondi dietro che si sono indeboliti, quelli che dovrebbero tenere le vertebre in asse senza fatica
➡ restituire mobilità alle fasce e rieducare il diaframma, che nella postura chiusa si blocca e fa lavorare ancora di più il collo a ogni respiro

Quando i muscoli ritrovano la loro lunghezza naturale e la loro elasticità, la testa torna a "sedersi" sulle vertebre dove dovrebbe stare da sola, le spalle si aprono, il torace si solleva, e nel giro di qualche settimana ti accorgi di una cosa quasi sorprendente: ti viene spontaneo stare dritto, perché il corpo non ti tira più verso quella forma sbagliata 💪

Articolazione SACRO-ILIACA: dove la senti quando si infiamma, quali sono i muscoli da allenare per sbloccarla.L'articola...
05/06/2026

Articolazione SACRO-ILIACA: dove la senti quando si infiamma, quali sono i muscoli da allenare per sbloccarla.

L'articolazione sacro-iliaca è responsabile di una percentuale di mal di schiena che sorprende quasi tutti quando la sentono: circa il 30% di tutte le lombalgie ha origine da questa articolazione, il che la rende una delle cause più frequenti in assoluto di dolore alla bassa schiena.

Eppure, nonostante sia così comune, la sacro-iliaca è anche una delle strutture più subdole del corpo, perché il suo dolore non si presenta quasi mai in modo chiaro e univoco.

DOVE LA SENTI (E PERCHÉ CONFONDE LE IDEE)

A volte fa male esattamente dove si trova: nella zona delle "fossette" della bassa schiena, più in basso rispetto a dove ti aspetteresti un dolore lombare classico, spesso più da un lato che dall'altro. Quella punta profonda, quel fastidio che ti viene voglia di premere con il pollice per farlo sparire.

Ma la sacro-iliaca ha la particolarità di proiettare dolore in zone che non ti aspetti, e questo è il motivo per cui viene scambiata costantemente per altri problemi.

Può proiettare nel centro del gluteo: e a quel punto pensi che sia il piriforme, o una contrattura muscolare profonda.

Può proiettare nella parte posteriore della coscia: e a quel punto pensi che sia una sciatalgia, un disco che preme su un nervo.

Può proiettare addirittura all'inguine: e a quel punto pensi che sia un problema dell'anca, o qualcosa di viscerale.

In pratica, la sacro-iliaca può "mimare" almeno tre o quattro problemi diversi, e non è raro che le persone vadano avanti per mesi pensando di avere un problema all'anca o una sciatica, quando in realtà la sorgente è questa articolazione che sta lì in basso, tra la colonna e il bacino, a fare il suo lavoro silenzioso.

PERCHÉ SI INFIAMMA COSÌ FACILMENTE

La sacro-iliaca è il punto dove la colonna si connette al bacino, il che significa che è la prima struttura a gestire il passaggio di carico tra la parte superiore del corpo e le gambe. Tutto il peso del corpo passa da lì, ad ogni passo, e se c'è qualsiasi squilibrio (nella postura di sopra, nell'arto inferiore di sotto, nei muscoli intorno) la sacro-iliaca è la prima a risentirne.

Ma il motivo principale per cui si infiamma così facilmente è che i muscoli che la circondano sono tra i più "problematici" del corpo, ognuno per le sue ragioni.

I QUATTRO MUSCOLI CHE DETERMINANO IL SUO EQUILIBRIO

Lo psoas passa sopra la sacro-iliaca come un ponte e si attacca alle vertebre lombari appena sopra di lei. Quando è rigido (e la sedentarietà, lo stress emotivo e l'intestino irritato lo rendono rigido con una facilità che non ha pari), tira sulle vertebre e cambia il modo in cui il carico arriva alla sacro-iliaca, sovraccaricandola in modo asimmetrico.

Il piriforme si inserisce direttamente sull'osso sacro, cioè su uno dei due "pezzi" che compongono l'articolazione. Quando si contrae (e ci sediamo sopra di lui tutto il giorno, schiacciandolo tra bacino e sedia), tira direttamente sulla sacro-iliaca dal basso, irritandola. E siccome è in continuità fasciale con il pavimento pelvico, raccoglie anche tensioni emotive di cui spesso non siamo consapevoli.

Il quadrato dei lombi è il grande stabilizzatore laterale della zona, quello che gestisce il passaggio di carico a destra e sinistra ad ogni passo. Quando è sovraccaricato (e lo è quasi sempre, perché è il muscolo che compensa per tutti gli altri), crea una tensione laterale costante che la sacro-iliaca deve assorbire.

Il gluteo è il muscolo più grande del corpo e il principale stabilizzatore del bacino. Quando è forte e attivo, "abbraccia" la sacro-iliaca dall'esterno e la protegge da qualsiasi squilibrio. Quando è spento (e il cervello lo spegne per primo quando non serve), la sacro-iliaca perde la sua protezione principale e si ritrova esposta a tutte le forze che arrivano dagli altri tre muscoli.

In pratica: la sacro-iliaca è stretta tra uno psoas che tira dall'alto, un piriforme che tira dal basso, un quadrato dei lombi che tira di lato, e un gluteo che dovrebbe proteggere tutto ma spesso non lo fa. Quando anche uno solo di questi equilibri si sbilancia, l'articolazione si sovraccarica e il dolore parte.

COME SI "SBLOCCA" (E PERCHÉ NON BASTA UNA MANIPOLAZIONE)

"Sbloccare" la sacro-iliaca con una manipolazione può dare un sollievo immediato e anche piuttosto spettacolare, ma il problema è che le forze che l'hanno sovraccaricata sono ancora tutte lì: lo psoas è ancora rigido, il piriforme è ancora contratto, il gluteo è ancora spento. Nel giro di qualche giorno o settimana, l'articolazione si ritrova nella stessa situazione e il dolore torna.

La vera soluzione è rimettere in equilibrio i quattro muscoli che la circondano. Rilassi lo psoas, allunghi il piriforme, scarichi il quadrato dei lombi, e soprattutto riattivi il gluteo che deve tornare a fare da protezione.

Quando questi muscoli funzionano, la sacro-iliaca non ha bisogno di essere "sbloccata" perché non si blocca più: le forze intorno a lei sono in equilibrio, e l'articolazione fa il suo lavoro senza sovraccaricarsi 💪

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