PH.D Domenico Parlavecchio

PH.D Domenico Parlavecchio Screening generale durata 15 minuti 20 Euro. Visita approfondita di un' ora / un'ora e mezza 50 Euro per le Intolleranze alimentari !
(1)

Mi chiamo Domenico Parlavecchio e opero da circa 30 anni nel settore dell'Integrazione alimentare e ora come Philosophy Doctor in Naturopathy, Laurea Scienze Fitoterapiche, Erborista e Fitoterapeuta faccio Consulenze Naturopatiche. Promozione per il mese di Gennaio 2022 , 50 Euro la prima visita approfondita con i nuovi sistemi NLS e Magneto Quantica!

16/06/2026

Bevi tanta acqua ma fai p**ì subito dopo?

Forse il problema non è quanta acqua bevi, ma quanta riesce davvero a entrare nelle tue cellule.

Le acquaporine sono minuscoli canali presenti nelle membrane cellulari che regolano il passaggio dell’acqua. Se l’equilibrio di minerali come sodio, potassio e magnesio non è ottimale, oppure se infiammazione, zuccheri e stress metabolico alterano il terreno biologico, l’acqua può essere eliminata rapidamente senza essere utilizzata in modo efficiente.

Il risultato?

• Bevi tanto
• Urini tanto
• Ti senti comunque stanco, assetato o poco energico

L’idratazione non dipende solo da quanto bevi, ma da come il tuo organismo gestisce e utilizza quell’acqua.

Se fai p**ì continuamente, hai bocca secca, poca energia o sospetti un problema di idratazione cellulare, scrivimi su WhatsApp al 334 7443762 per una consulenza personalizzata.

14/06/2026

Dottore, com’è possibile che per 40 anni ho mangiato pane, pizza, latte o pasta e adesso mi fanno stare male?

La risposta è nella biochimica del tuo intestino.

Un’intolleranza alimentare raramente nasce da un alimento che improvvisamente diventa cattivo.

Molto spesso nasce perché cambia il terreno biologico.

Ti spiego.

L’intestino è rivestito da una barriera composta da cellule unite tra loro da strutture chiamate “tight junctions”.

Quando questa barriera è integra, solo le sostanze correttamente digerite passano nel sangue.

Ma stress cronico, farmaci, antibiotici, alcol, infezioni, zuccheri e disbiosi possono alterare questa barriera.

A questo punto frammenti di alimenti non completamente digeriti riescono ad attraversare la parete intestinale.

Il sistema immunitario li vede come qualcosa di estraneo e inizia ad attivarsi.

All’inizio hai gonfiore.

Poi digestione difficile.

Poi stanchezza.

Poi mal di testa.

Poi magari inizi a dire:

“Non tollero più il glutine.”
“Non tollero più il latte.”
“Non tollero più alcuni alimenti.”

In realtà spesso il problema non è l’alimento.

È l’intestino che non sta più funzionando come dovrebbe.

E l’allergia?

L’allergia è diversa.

Nell’allergia il sistema immunitario produce anticorpi chiamati IgE.

Quando incontri nuovamente quella sostanza, per esempio un polline, gli anticorpi attivano mastociti e basofili che liberano istamina.

Ed ecco comparire:

* prurito;
* starnuti;
* lacrimazione;
* orticaria;
* broncospasmo.

Questa è una risposta immunitaria immediata.

L’intolleranza invece è spesso una risposta più lenta, legata a digestione, barriera intestinale, microbiota e infiammazione cronica.

Per questo motivo, in molti casi, lavorando sull’intestino, alcune intolleranze possono migliorare o addirittura scomparire.

La domanda non è sempre:

“Quale alimento devo togliere?”

La vera domanda è:

“Perché il mio corpo ha iniziato a reagire a quell’alimento?”

Dr. Domenico Parlavecchio
334/7443762

caseina infiammazione biochimica salute prevenzione

12/06/2026

PERCHÉ A UN CERTO PUNTO DIVENTI INTOLLERANTE A UN ALIMENTO?

Facciamo un po’ di biochimica.

Quando mangi una proteina, ad esempio glutine, caseina del latte o albume dell’uovo, il tuo organismo dovrebbe scomporla completamente in piccoli aminoacidi.

Per fare questo servono:

* acido cloridrico;
* enzimi digestivi;
* bile;
* microbiota intestinale efficiente.

Se uno o più di questi sistemi iniziano a funzionare male, la digestione non è più completa.

A questo punto possono rimanere frammenti proteici più grandi del normale.

Se contemporaneamente l’intestino è infiammato e la barriera intestinale perde integrità, questi frammenti possono attraversare la mucosa.

Ed è qui che inizia il problema.

Il sistema immunitario incontra sostanze che normalmente non dovrebbe vedere.

Macrofagi, cellule dendritiche e linfociti iniziano a riconoscerle come potenziali minacce.

Si attivano citochine infiammatorie come:

* TNF-alfa;
* IL-1;
* IL-6.

L’infiammazione aumenta.

La permeabilità intestinale aumenta ulteriormente.

Si crea un circolo vizioso.

A questo punto iniziano i sintomi:

* gonfiore;
* digestione lenta;
* stanchezza;
* nebbia mentale;
* cefalea;
* disturbi intestinali;
* reazioni sempre più frequenti ad alcuni alimenti.

L’allergia invece segue una strada diversa.

Qui entrano in gioco gli anticorpi IgE.

Quando l’organismo incontra un allergene, come un polline o un alimento specifico, produce IgE che si legano ai mastociti.

Al successivo contatto con quella sostanza, i mastociti liberano:

* istamina;
* leucotrieni;
* prostaglandine.

E compaiono rapidamente:

* prurito;
* starnuti;
* orticaria;
* lacrimazione;
* broncospasmo.

Questa è un’allergia.

L’intolleranza, invece, molto spesso è il risultato di un problema digestivo, immunitario e intestinale che si sviluppa nel tempo.

Per questo la domanda più importante non è:

“Quale alimento devo eliminare?”

Ma:

“Perché il mio organismo ha iniziato a reagire a quell’alimento dopo anni che lo mangiava senza problemi?”

Dr. Domenico Parlavecchio
334/7443762.

11/06/2026

La cosa più importante non è sapere solo quanto è grande la placca.

Bisogna capire se è stabile o instabile.

Per valutare meglio il rischio cardiovascolare possono essere utili esami come:

• PCR ultrasensibile (infiammazione)
• Omocisteina
• Lipoproteina(a)
• Rapporto ApoB/ApoA1
• Fibrinogeno
• Insulina e glicemia
• Ecocolordoppler dei tronchi sovraortici
• Calcio coronarico (quando indicato)

Molte persone hanno placche importanti e restano stabili per anni.
Altre hanno placche più piccole ma molto infiammate e quindi più pericolose.

Se vuoi approfondire il tuo caso specifico scrivimi in privato.

Dr. Domenico Parlavecchio

334/7443762

10/06/2026

Mangiano la stessa cosa.

Uno ha energia, lucidità mentale e analisi perfette.

L’altro ha stanchezza, infiammazione, nebbia mentale e continua ad accumulare problemi.

Perché?

Perché la salute non dipende solo da ciò che mangi.

Dipende da ciò che riesci a digerire, assorbire e utilizzare.

Acido cloridrico, enzimi digestivi, bile, microbiota e mitocondri devono lavorare insieme affinché vitamine, minerali e aminoacidi diventino energia cellulare.

Ecco la verità che quasi nessuno ti spiega:

Mangiare non significa nutrire.
Assorbire non significa utilizzare.

La differenza tra salute e malattia spesso si gioca nelle reazioni biochimiche che avvengono dentro le tue cellule ogni secondo.

Dr. Domenico Parlavecchio

334/7443762.

09/06/2026

SE SEI UN ATLETA E HAI L’ACNE… NON È LA PELLE. È COME STAI MANGIANDO.”

Ti dico una verità che nessuno ti dice.

Se fai palestra… se fai powerlifting…
se ti alleni forte…
e hai acne, pelle grassa, energia a montagne russe…

👉 NON è la pelle il problema.

È il tuo modo di mangiare.

Io ho seguito un atleta, 90 kg, powerlifting, turni pesanti.

Allenamento perfetto.
Integrazione buona.

Eppure:

• acne infiammatoria
• pelle oleosa
• fame improvvisa
• intestino instabile

Sai perché?

Perché stava facendo gli errori classici:

• pizza dopo turno
• pasta alle 01:00
• zuccheri nei momenti sbagliati
• proteine distribuite male
• intestino sotto stress continuo

👉 Risultato?

Insulina che sale e scende
IGF-1 sempre alto
Cortisolo sballato
Infiammazione costante

E la pelle… parla.

💥 LA SVOLTA

Non ho toccato la pelle.

Ho cambiato la struttura metabolica.

✔️ proteine distribuite bene (colazione e pranzo)
✔️ carboidrati nel momento giusto
✔️ ZERO caos notturno
✔️ intestino stabilizzato
✔️ niente picchi glicemici

⚠️ E QUI ARRIVA LA VERITÀ

Tu pensi di avere energia…

👉 ma spesso è adrenalina.

E l’adrenalina:

• ti fa allenare
• ma ti infiamma
• ti rovina la pelle
• ti distrugge l’intestino

🎯 RISULTATO REALE

Dopo 4 settimane:

• meno acne
• pelle meno lucida
• energia stabile
• recupero migliore

Dopo 8–12 settimane:

👉 terreno completamente diverso

🔑 CONCETTO CHIAVE

Non devi mangiare di più.
Non devi mangiare meno.

👉 Devi mangiare nel momento GIUSTO e nel modo GIUSTO.
Se ti rivedi in questa situazione…

contattami al 334/7443762

e vediamo il tuo caso reale.

Perché ogni corpo è diverso.
E senza una strategia… torni sempre da capo.

intestino metabolismo ormoni glicemia benessere domenicoparlavecchio

08/06/2026

PERCHÉ LE DONNE SI AMMALANO DIVERSAMENTE DAGLI UOMINI? LA RISPOSTA È NEL MICROBIOTA

Sai che una delle più grandi differenze biologiche tra uomo e donna non è solo negli ormoni?

È nel microbiota.

La donna possiede un ecosistema microbico unico: il microbiota vaginale.

E qui entra in gioco una biochimica straordinaria.

Gli estrogeni stimolano l’accumulo di glicogeno nelle cellule dell’epitelio vaginale.

Il glicogeno viene trasformato in zuccheri semplici che nutrono i lattobacilli.

I lattobacilli producono acido lattico.

L’acido lattico mantiene il pH vaginale tra 3,5 e 4,5, creando un ambiente ostile a batteri patogeni, funghi e microrganismi opportunisti.

In pratica:

più lattobacilli = più acido lattico = maggiore protezione.

Ma non finisce qui.

L’intestino comunica continuamente con il microbiota vaginale attraverso il sistema immunitario.

Quando l’intestino è in disbiosi aumenta la produzione di lipopolisaccaridi batterici, chiamati LPS.

Gli LPS attivano citochine infiammatorie come:

• TNF-α
• IL-1β
• IL-6

Queste molecole aumentano l’infiammazione sistemica e possono alterare anche l’equilibrio del microbiota vaginale.

Ecco perché molte donne con:

• candida ricorrente;
• vaginosi;
• cistiti frequenti;
• secchezza vaginale;

presentano contemporaneamente problemi intestinali.

Poi arriva la menopausa.

Gli estrogeni diminuiscono.

Diminuisce il glicogeno.

Diminuiscono i lattobacilli.

Aumenta il pH.

E il sistema di difesa naturale diventa meno efficiente.

Capisci ora perché intestino, ormoni e microbiota vaginale non possono essere considerati separatamente?

Sono un unico sistema biologico.

Per informazioni: 334/7443762






SaluteDonna
DomenicoParlavecchio

05/06/2026

Se dimentichi nomi, appuntamenti, dove hai messo le chiavi o entri in una stanza senza ricordare cosa dovevi fare…

attenzione.

Potrebbe non essere un problema di età.

Dal punto di vista biochimico, ogni ricordo nasce da una comunicazione elettrica e chimica tra miliardi di neuroni.

Per funzionare correttamente il cervello ha bisogno di:

• glucosio stabile;
• ossigeno;
• acidi grassi Omega 3;
• vitamine del gruppo B;
• magnesio;
• acetilcolina, il neurotrasmettitore della memoria.

Quando mangi troppi zuccheri e carboidrati raffinati, la glicemia sale rapidamente e poi precipita.

Questo provoca meno energia disponibile per i neuroni.

Quando dormi poco, aumenta il cortisolo.

Il cortisolo elevato riduce l’efficienza dell’ippocampo, l’area del cervello che trasforma le informazioni in ricordi.

Quando l’intestino è infiammato, vengono prodotte sostanze infiammatorie che possono attraversare la barriera emato-encefalica e alterare la comunicazione tra i neuroni.

E c’è un’altra cosa che pochi sanno.

Il cervello rappresenta circa il 2% del peso corporeo ma consuma circa il 20% dell’energia totale dell’organismo.

Per questo basta una lieve riduzione di ossigenazione, nutrienti o efficienza metabolica per iniziare ad avere:

• vuoti di memoria;
• difficoltà di concentrazione;
• nebbia mentale;
• stanchezza cerebrale.

La domanda quindi non è:

“Hai problemi di memoria?”

La vera domanda è:

“Cosa sta impedendo ai tuoi neuroni di lavorare al massimo delle loro capacità?”

Scrivi MEMORIA nei commenti se vuoi che faccia un video su quali analisi controllare quando iniziano i vuoti di memoria.

334/7443762





03/06/2026

Hai presente quella pancetta?
Quella che non va via.
Fai attenzione al cibo.
Cammini.
Magari vai anche in palestra.
Eppure quei 1,5-2 kg sull’addome restano lì.
E se ti dicessi che molto spesso non è grasso?
Una mia assistita, Katya, in appena un mese e mezzo ha perso 1,5 kg prevalentemente a livello addominale, con riduzione quasi completa del gonfiore e miglioramento di energia, sonno e benessere generale.
Ma attenzione.
Non ha fatto una dieta estrema.
Non ha contato calorie.
Non ha corso 10 km al giorno.
Ha semplicemente corretto alcuni errori biologici.
Perché la pancia non è sempre grasso.
Molto spesso è:
• intestino gonfio;
• fermentazione;
• ritenzione di liquidi;
• infiammazione silente;
• eccesso di zuccheri e fruttosio;
• disidratazione cellulare.
Ti faccio una domanda.
Quante persone bevono poco durante il giorno e poi mangiano continuamente frutta pensando di idratarsi?
Il problema è che il fruttosio in eccesso non idrata le cellule.
Anzi.
Può aumentare fermentazione, gonfiore e accumulo addominale. Nel caso di Katya erano presenti eccesso di frutta, scarsa idratazione e gonfiore mattutino, elementi che sono stati corretti nel percorso.
Dal punto di vista biochimico succede una cosa interessante.
Quando il corpo è disidratato aumenta la produzione di ormoni che trattengono liquidi.
Le cellule lavorano peggio.
L’intestino rallenta.
La digestione peggiora.
E l’addome si gonfia.
Così tu credi di avere grasso.
In realtà hai un organismo che sta trattenendo acqua e producendo gas.
Ecco perché molte persone perdono centimetri in vita prima ancora di perdere veri chili di grasso.
La vera domanda non è:
“Come faccio a dimagrire?”
La vera domanda è:
“Perché il mio corpo sta trattenendo quella pancia?”
Perché quando trovi la causa...
la pancia spesso inizia a sparire da sola.

334/7443762

02/06/2026

L’ESAME CHE PUÒ VALERE PIÙ DELL’LDL

Hai l’LDL a 80?

Potresti essere più a rischio di chi ce l’ha a 130.

Sembra assurdo, ma il rischio cardiovascolare non dipende solo da quanto colesterolo hai nel sangue.

Dipende anche da quante particelle aterogene stanno circolando.

Ed è qui che entra in gioco l’ApoB.

L’LDL misura il colesterolo trasportato.

L’ApoB misura il numero delle particelle che possono contribuire alla formazione della placca.

Più particelle circolano, maggiore è la probabilità che alcune entrino nella parete arteriosa, si ossidino e alimentino il processo aterosclerotico.

Per questo due persone con lo stesso LDL possono avere rischi molto diversi.

Oggi, oltre a LDL, HDL e trigliceridi, può essere utile valutare anche:

• ApoB
• Lipoproteina(a)
• PCR ultrasensibile
• Glicemia
• Insulina

Il rischio cardiovascolare non si legge da un solo numero.

Si comprende osservando l’intero terreno biologico.

Se vuoi conoscere gli esami che considero più utili per valutare il rischio cardiovascolare, scrivi “CARDIO” oppure contattami al 334/7443762.

Indirizzo

Via Andrea Doria, 4
Patrica
03010

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando PH.D Domenico Parlavecchio pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a PH.D Domenico Parlavecchio:

Condividi