14/06/2026
Dottore, com’è possibile che per 40 anni ho mangiato pane, pizza, latte o pasta e adesso mi fanno stare male?
La risposta è nella biochimica del tuo intestino.
Un’intolleranza alimentare raramente nasce da un alimento che improvvisamente diventa cattivo.
Molto spesso nasce perché cambia il terreno biologico.
Ti spiego.
L’intestino è rivestito da una barriera composta da cellule unite tra loro da strutture chiamate “tight junctions”.
Quando questa barriera è integra, solo le sostanze correttamente digerite passano nel sangue.
Ma stress cronico, farmaci, antibiotici, alcol, infezioni, zuccheri e disbiosi possono alterare questa barriera.
A questo punto frammenti di alimenti non completamente digeriti riescono ad attraversare la parete intestinale.
Il sistema immunitario li vede come qualcosa di estraneo e inizia ad attivarsi.
All’inizio hai gonfiore.
Poi digestione difficile.
Poi stanchezza.
Poi mal di testa.
Poi magari inizi a dire:
“Non tollero più il glutine.”
“Non tollero più il latte.”
“Non tollero più alcuni alimenti.”
In realtà spesso il problema non è l’alimento.
È l’intestino che non sta più funzionando come dovrebbe.
E l’allergia?
L’allergia è diversa.
Nell’allergia il sistema immunitario produce anticorpi chiamati IgE.
Quando incontri nuovamente quella sostanza, per esempio un polline, gli anticorpi attivano mastociti e basofili che liberano istamina.
Ed ecco comparire:
* prurito;
* starnuti;
* lacrimazione;
* orticaria;
* broncospasmo.
Questa è una risposta immunitaria immediata.
L’intolleranza invece è spesso una risposta più lenta, legata a digestione, barriera intestinale, microbiota e infiammazione cronica.
Per questo motivo, in molti casi, lavorando sull’intestino, alcune intolleranze possono migliorare o addirittura scomparire.
La domanda non è sempre:
“Quale alimento devo togliere?”
La vera domanda è:
“Perché il mio corpo ha iniziato a reagire a quell’alimento?”
Dr. Domenico Parlavecchio
334/7443762
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