25/05/2026
✋Questo non è un post sul “vero yoga”…qualunque cosa si intenda per vero yoga!
E non è nemmeno una critica a chiunque sfrutti la popolarità dello yoga, per promuovere attività di tutt’altro genere. Anche se, da ex donna di marketing posso dire che definire yoga tali attività è fare una promessa che non può essere mantenuta. Ma va bene anche questo.
Questo è piuttosto un invito a chiamare le cose con il loro nome, per non creare cattiva informazione, quanto meno.
Perché unire la disciplina dello yoga a qualunque altra cosa (yoga con le capre, yoga e ceramica, yoga e alcol, yoga e la qualunque) è proprio un ossimoro. Quando pratichi yoga, che sia pratica fisica, pranayama, meditazione, canto dei mantra, ecc., dovresti fare 1 e 1 cosa soltanto: praticare yoga.
Se inizi a metterci cose di contorno, stai cadendo nella solita fallacia dell’efficienza occidentale (terminologia che mi sono appena inventata, anche se suona come la conclusione di uno studio dell’Università del Massachusetts!): ho la passione per le caprette e per lo yoga, perché non metterle insieme, così risparmio tempo ed energie?!
🙋🏼♀️ E no, cari miei co-occidentali, no! Così lo stiamo facendo malissimo. E ve lo dice una che per un attimo non è caduta nella trappola del cat yoga, salvo poi rinsavire e ammettere: “ma con quale presenza e consapevolezza potrei mai tenere una classe di yoga tra i gatti, se appena ne vedo uno da lontano, mi si annullano le sinapsi e vado in modalità gattara?!”
Dunque io non giudico né chi promuove queste attività, né chi vi aderisce. Dico solo: “proviamo a fare una riflessione?”.
Namaste e tante care cose a tutti🙏