09/08/2026
ESSERE A MODO MIO
A proposito di Louise Bourgeois.
Louise precisa che la sua “non è paura ma trauma dell’abbandono. Me lo sono portato dietro nelle amicizie, me lo sono portato dietro fin nel modo di servire il tè. Ha corrotto la mia vita sociale sin negli aspetti più minuti, ha corrotto ogni cosa» (ibid., 268-269).
«Se temi l’abbandono entri in uno stato di dipendenza che ti fa sentire incapace di affrontare le cose.
Quindi, ecco la rabbia di non saper essere all’altezza del proprio destino. È il dolore di non sapere come farsi amare. E un dolore che non passa mai, e non sai che farci» (ibid., 226).
L’abbandono temuto, l’esclusione, dolorosa esperienza di una catastrofe vissuta davvero, è alla radice della sua rivolta al destino di testimone del torto, in cui si era preteso di farla crescere. Rivolta che avviene attraverso un ribaltamento: dal subire l’abbandono passivamente, impotente, al rappresentarlo attivamente, facendo esistere cosi una
possibilità di replica.
Proprio di questa traumaticità che corrompe la vita si occupa la cura psi-coanalitica, e Louise sembra davvero averne colto la necessità, la possibilità di riscatto: “ La mia scultura mi permette di ri-esperire la paura, di darle fisicità, così da farla a pezzi”