Psicologa, Psicoterapeuta Maria Pina Famiglietti Pavia

Psicologa, Psicoterapeuta Maria Pina Famiglietti Pavia Sostegno psicologico e trattamento psicoterapeutico ad orientamento psicoanalitico. Consulenza psicologica e psicoterapia per bambini, adolescenti e adulti.

💭Qualche giorno fa è stato il battesimo di mio figlio.Come spesso mi accade, a un certo punto, mentre vivevo la giornata...
03/09/2026

💭Qualche giorno fa è stato il battesimo di mio figlio.
Come spesso mi accade, a un certo punto, mentre vivevo la giornata, mi sono ritrovata anche a osservare. Me stessa e gli altri. Le reazioni, i gesti, i modi diversi di attraversare una giornata emotivamente intensa.

C'è chi si commuove, chi si mantiene impegnato nell'organizzazione, chi scherza, chi si mostra più silenzioso o distante. E ogni volta mi colpisce quanto, di fronte agli stessi eventi, le persone possano reagire in modi così diversi.

Spesso, in queste occasioni, diciamo semplicemente: "Siamo emozionati".
Ma che cosa significa davvero?
In psicologia sappiamo che la regolazione delle emozioni non nasce nel vuoto: si costruisce nel tempo, all'interno delle relazioni significative e delle esperienze che hanno caratterizzato la nostra storia.

Per questo, quando viviamo un rito di passaggio o un evento familiare importante, non stiamo reagendo soltanto a ciò che accade nel presente.
Si attivano significati, ricordi, modelli relazionali e modalità emotive che ciascuno ha interiorizzato nel corso della vita.
Forse è anche per questo che i riti familiari hanno una funzione così importante: non sono semplici tradizioni, ma contesti in cui si rendono visibili le storie affettive che ciascuno porta con sé.

Dietro quel semplice "sono emozionato", che apparentemente significa soltanto provare delle emozioni, spesso c'è molto di più. C'è una storia.

E così, osservando le reazioni delle persone a cui voglio bene, mi sono ritrovata a pensare che spesso non stiamo vedendo soltanto l'emozione del momento.
Stiamo vedendo il modo in cui ognuno, nel corso della propria storia, ha imparato ad abitare le emozioni.

29/08/2026
11/08/2026

Hai scoperto un tradimento. Ma sei sicuro che il tradimento sia il vero problema?
Quando emerge, occupa tutta la scena. Fa rumore. Ferisce. Chiede spiegazioni. Sembra diventare l'unica cosa di cui parlare.

Eppure, nel lavoro clinico, spesso il tradimento non è la questione centrale. È il sintomo.
Come ogni sintomo, porta un messaggio. Dice qualcosa che nella coppia era già presente, ma che non aveva ancora trovato parole.

Questo non significa chi tradisce o il dolore di chi viene tradito.
Significa provare a interrogarsi su ciò che quell'evento viene a rivelare.

Talvolta parla di desideri rimasti senza spazio. Altre volte di distanze cresciute nel tempo, di conflitti mai affrontati, di bisogni taciuti, di patti impliciti che si sono modificati senza che nessuno se ne accorgesse.

Il tradimento, in questo senso, non crea sempre una frattura. A volte rende visibile una frattura che esisteva già.
Per questo, fermarsi alla ricerca del colpevole rischia di lasciare in ombra la domanda più importante:

che cosa stava accadendo nella relazione prima che il tradimento arrivasse a raccontarlo?

02/08/2026

🎀🎀Oggi, nella Stanza dei Fiocchi a San Gerardo (AV), ho incontrato i segni di tante nascite avvenute.
Fiocchi che raccontano desideri che hanno trovato una forma, attese che hanno incontrato un compimento, storie che hanno potuto continuare attraverso una nuova generazione.

💭E proprio davanti a tanta presenza ho pensato anche alle assenze.
A chi continua ad .
Perché il di un figlio non coincide semplicemente con il desiderio di una gravidanza. Un figlio è anche ciò che una coppia immagina di trasmettere oltre sé stessa: una storia, un nome, un'eredità simbolica.

Quando il concepimento non arriva, la non riguarda soltanto il corpo. Si apre una ferita nel rapporto con il desiderio e con il futuro immaginato.

La coppia si trova ad abitare una forma particolare di lutto: non la perdita di qualcuno che c'era, ma di qualcuno che aveva già trovato posto nelle fantasie, nei progetti, nei racconti sul domani.

Si soffre per un'assenza.

Forse è proprio questo l'aspetto più difficile da riconoscere: il dolore per qualcosa che non è mai esistito agli occhi degli altri e che, proprio per questo, spesso non trova parole né riconoscimento.

Eppure una non coincide con ciò che riesce o non riesce a generare.

La sfida, forse, è poter attraversare questa senza lasciare che definisca interamente la propria storia, custodendo il desiderio senza ridurlo soltanto alla sua realizzazione.

Questa estate siamo in una casa diversa dalla nostra. Una casa delle vacanze, con molti meno giochi di quelli che mia fi...
28/07/2026

Questa estate siamo in una casa diversa dalla nostra. Una casa delle vacanze, con molti meno giochi di quelli che mia figlia ha abitualmente a disposizione.
All'inizio questa cosa mi interrogava. Mi chiedevo se si sarebbe annoiata, se le sarebbero mancati tutti i suoi giochi, tutte le sue cose.

Un po' come accade a noi adulti quando ci allontaniamo dalle nostre abitudini e dalle nostre comodità. Pensiamo che senza tutto ciò che abbiamo a disposizione sarà più difficile stare bene, organizzarci, persino divertirci.

E invece oggi mi sono imbattuta in una tavola apparecchiata improvvisata: un cuscino trasformato in tavolo, alcuni Lego diventati cibo e Minnie seduta a pranzo come ospite speciale.
Con pochi giochi. Sempre gli stessi.
Eppure ogni giorno nasce una storia diversa.

Osservando questa scena ho pensato a quanto, come genitori, spesso ci portiamo dentro il di offrire ai nostri figli tutto ciò che magari a noi è mancato. Mi ci metto anch'io, naturalmente.

È una spinta che nasce dall' , ma che a volte rischia di incontrare perfettamente un modello culturale che ci invita continuamente a : di oggetti, di attività, di esperienze, di stimoli. Come se il nostro compito fosse aggiungere sempre qualcosa. Come se il benessere coincidesse con l'avere sempre di più.
I bambini, invece, sembrano ricordarci qualcosa che spesso dimentichiamo: la creatività ha bisogno di spazio. L' ha bisogno di vuoti. Il desiderio ha bisogno di non trovare tutto già pronto.
In una cultura che fatica a tollerare la frustrazione e che promette la soddisfazione immediata di ogni desiderio, il limite e l'attesa rischiano di apparire quasi come mancanze da evitare. Eppure è proprio lì che spesso prendono forma la fantasia, l'iniziativa, la capacità di inventare e trasformare.

Forse una delle cose più preziose che possiamo offrire ai nostri figli non è aggiungere continuamente qualcosa.
Forse è lasciare abbastanza spazio perché possano inventare il resto.
Perché a volte i nostri figli ci insegnano proprio questo: che non sempre abbiamo bisogno di riempire. Che non tutto il vuoto va colmato. E che, spesso, le cose davvero indispensabili sono molte meno

"Come vorrei essere più leggero.""Come vorrei non pensare così tanto.""Come vorrei non sentire tutto questo."‼️Sono fras...
24/07/2026

"Come vorrei essere più leggero."

"Come vorrei non pensare così tanto."

"Come vorrei non sentire tutto questo."

‼️Sono frasi che in si sentono spesso.
E sono comprensibili. Perché stanca. Sentire stanca. Essere consapevoli stanca.

Viviamo però in una cultura che sembra soffrire di una certa algofobia: una difficoltà crescente a tollerare il dolore, la frustrazione, la tristezza, l'inquietudine. Tutto ciò che pesa viene facilmente trattato come un difetto di fabbrica, qualcosa da eliminare il più rapidamente possibile.

Come se il problema fosse il sentire in sé.

Come se la sofferenza fosse sempre il segnale che qualcosa non sta funzionando.

💭Eppure mi capita spesso di pensare che il contrario sarebbe molto più inquietante.

Immaginiamo per un momento di non avere dubbi, ripensamenti, conflitti interiori. Di non essere toccati da ciò che accade. Di non interrogarci mai sul senso delle cose, sulle nostre scelte, sui nostri desideri.

Leggerissimo, certo.

Ma anche terribilmente noioso.

La nostra di riflettere su noi stessi,
di attribuire significati, di emozionarci, di perderci e ritrovarci nei nostri pensieri non è uno scafandro che ci impedisce di . È una delle forme attraverso cui viviamo.

A volte pesa.

A volte pesa parecchio.

Ma forse il punto non è liberarci del fatto di essere esseri pensanti e senzienti.

Anche perché, a quel punto, non saremmo più così sicuri di voler essere più leggeri.

18/07/2026

🌄Una delle cose che il mio lavoro mi ha insegnato è a non dare per scontata la capacità di godersi le cose semplici.

🔑Un caffè bevuto con calma, una chiacchierata all'aperto, un momento di riposo in una giornata calda. Sembrano esperienze banali, ma per molte persone che attraversano un periodo di sofferenza psicologica non lo sono affatto.

💭Quando l'ansia occupa spazio, quando i pensieri corrono sempre avanti, quando una preoccupazione resta sullo sfondo di ogni giornata, anche ciò che è piacevole diventa difficile da abitare davvero. Si è lì, ma con la mente già a domani, a ciò che manca, a ciò che preoccupa.

🌱Spesso pensiamo di saperci godere i momenti belli. In realtà, riuscire a stare pienamente nelle cose quotidiane è una capacità che non sempre abbiamo e che, a volte, si ritrova proprio attraverso un percorso psicoterapeutico.

👣Perché uno degli esiti più preziosi della terapia non è vivere una vita perfetta, ma tornare ad accorgersi che, in certi momenti, si sta bene. E riuscire a restarci.

Nella stanza dei giochi di mia figlia c'è una piscina.Una piscina ancora da riempire, ancora da portare sul terrazzo. Un...
15/07/2026

Nella stanza dei giochi di mia figlia c'è una piscina.
Una piscina ancora da riempire, ancora da portare sul terrazzo. Una piscina che, secondo noi adulti, serve a una cosa sola: contenere acqua.

Lei invece ci si è seduta dentro con un libro tra le mani e ha iniziato a leggere.
E mentre la guardavo, ho pensato a quanto questa sia una capacità che spesso perdiamo crescendo.
Da bambini, gli oggetti non sono ancora imprigionati nella loro funzione.

🔑Una scatola può diventare una casa, una nave, una macchina del tempo. Una piscina può trasformarsi in un angolo lettura.
Poi impariamo come stanno le cose. Impariamo che ogni oggetto ha il suo uso, il suo significato, il suo posto. Ed è importante che sia così. Ma insieme a questa conoscenza, a volte, arriva anche una certa rigidità.

Per questo i bambini ci sorprendono quando li lasciamo esplorare senza riempire ogni momento di indicazioni e attività. Nel vuoto emerge qualcosa di prezioso: la .

Winnicott chiamava questo spazio spazio potenziale: quel luogo tra il mondo interno e quello esterno in cui nascono il gioco, l'immaginazione e la possibilità di creare significati nuovi.
Forse è per questo che osservare un bambino che gioca ci emoziona così tanto.

Perché ci ricorda che il mondo può essere più grande delle sue funzioni. E che molte delle rigidità che incontriamo nella vita nascono proprio quando smettiamo di immaginare che possano esistere altre possibilità.

Una piscina può diventare una biblioteca.
E forse anche noi possiamo essere qualcosa di più delle definizioni che ci siamo dati. 🌈📚

gioco

Quando parliamo di bambini coinvolti in separazioni altamente conflittuali, è importante ricordare che ciò che osserviam...
11/07/2026

Quando parliamo di bambini coinvolti in separazioni altamente conflittuali, è importante ricordare che ciò che osserviamo in superficie non sempre racconta l'intera storia.

Il rifiuto di un genitore non nasce necessariamente dalla mancanza d'amore. A volte è il modo con cui un bambino cerca di proteggersi da emozioni troppo grandi, da tensioni che non comprende e da conflitti che non dovrebbe essere chiamato a sostenere.

In questi contesti, il rischio più grande è che il bambino perda uno spazio dove sentirsi visto, accolto e compreso. Che il suo dolore, la sua paura e il suo bisogno di continuità restino sullo sfondo, mentre il conflitto degli adulti occupa tutta la scena.

I bambini hanno bisogno di adulti capaci di contenere. Non di essere contenuti da loro.

Ogni volta che un bambino si trova a portare il peso emotivo della separazione dei genitori, qualcosa della sua serenità rischia di essere sacrificato.

Proteggere i figli non significa evitare loro ogni sofferenza. Significa fare in modo che non debbano affrontarla da soli.

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Indirizzo

Via Mascherpa 17, Pavia/Centro Psicologico Lo Scrigno, Via Ricotti 17 Voghera
Pavia
27100

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