Dott.ssa Beatrice Berilli - Psicologa

Dott.ssa Beatrice Berilli - Psicologa Psicologa (iscritta all'Ordine degli Psicologi dell'Umbria, n°1425) e Psicoterapeuta. Durante gli incontri utilizzo tecniche verbali e non.

Psicologa e psicoterapauta in formazione ad indirizzo psicoanalitico (Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica Esistenziale Gaetano Benedetti). Mi occupo delle varie sintomatologie della sfera umana considerandole come opportunità per accedere ad una maggiore conoscenza e consapevolezza del nostro essere umani. Non amo diagnosticare o etichettare disturbi ma anzi, preferisco cogli

erli per scendere nel profondo. Seguo bambini, adolescenti e adulti nelle varie tappe di vita, ogni periodo, infatti, necessita di presenza e ogni cambiamento di costante maturazione ed elaborazione. Disegno (disegno speculare progressivo, disegno dell'albero, della figura umana), musica, tecniche espressive. Ho esperienza nell'ambito delle dipendenze affettive, tossicodipendenze e delle psicosi. Ho cooperato con strutture terapeutico-riabilitative (comunità) e svolto attività in struttura sanitaria pubblica (CSM), attraverso progetti di psicoeducazione e riabilitazione della malattia psichiatrica grave. Sostengo fermamente che per "stare in cura" bisogna prima di tutto essere umani, considerare mente e corpo come un unico insieme vitale necessitante di amore e di presenza. La mia formazione professionale si é svolta all' Universitá degli Studi di Perugia e alla Sapienza di Roma (conseguimento della laurea con votazione di 110 e lode).

05/02/2026

El paciente viene con el inconsciente desbordado: afectos reprimidos, duelos no tramitados, angustia sin palabras. Freud diría que eso que cae no es clima, es retorno de lo reprimido. Y Lacan agregaría: no llueve agua, llueve goce.

El detalle delicioso es que la tormenta no moja al analista. Porque en transferencia, el sufrimiento se deposita ahí, en el espacio analítico, mientras el analista sostiene la función de paraguas simbólico: escucha sin empaparse, contiene sin actuar, no interpreta con impermeable emocional… pero tampoco se ahoga.

En análisis no se evita la tormenta. Se arma el encuadre para que puedas mojarte… sin ahogarte.

Divertida, pero real; en terapia no se controla la lluvia, se aprende a escuchar lo que cae.

10/12/2025

En la experiencia subjetiva, el Otro suele presentarse como un titiritero silencioso que rige la vida del sujeto: organiza lo decible, delimita lo posible y orienta el modo en que se juega el deseo. Se lo vive como una instancia exterior, previamente constituida. Lo paradójico es que, mientras el sujeto cree responder a un Otro ya dado, es él mismo quien aporta los elementos que lo consolidan: significantes que adopta, discursos que repite, identificaciones que asume, sin reconocerse en esa operación.

De este modo, el Otro se vuelve más eficaz cuanto más se lo supone ajeno en vez de reconocerlo como una creación interna; cuanta mayor consistencia, saber o autoridad se le atribuye, más queda velado el trabajo subjetivo que lo sostiene. El titiritero parece mover los hilos desde fuera, cuando en realidad se tensan desde adentro, sostenidos por la repetición y por la adhesión a un relato que ofrece identidad, orientación y cierto resguardo frente a la incertidumbre.

Cuando el estatuto del Otro cae, irrumpe algo que no logra ser plenamente simbolizado ni integrado al relato. Es allí donde se produce un desplazamiento: al ceder la garantía del Otro, el deseo se desliga de la lógica sintomática y se abre a una modalidad más singular, en la que el inconsciente se articula en una forma de goce menos capturada por el sufrimiento.

Psic Daniela Benitez Cruz

18/09/2025

La castrazione rappresenta la realtà della condizione umana.

-L’esperienza dell’analisi, per il fatto di permettere un incontro con la castrazione, ovvero questo stato che indica un punto limite invalicabile e che, come osserva Lacan, rappresenta la realtà della condizione umana, non può concludersi solo su una posizione di comfort, cioè di effetti terapeutici e di un superamento di certe inibizioni.

-Freud indicava nella capacità di amare e lavorare il segno di un ritrovato benessere dopo la cura, ma chi vuole fare l’analista deve aver sperimentato il confronto con la castrazione per evitare le pretese di aiuto e/o di padronanza nel lavoro con un altro analizzante.

-Riprendendo il concetto freudiano dell’Hilflosigkeit, come condizione che il piccolo d’uomo sperimenta alla nascita, di totale pre maturazionee di dipendenza dalle cure altrui, Lacan parla di come questo smarrimento assoluto possa generare angoscia.

-Tale angoscia segnala, appunto, un pericolo, ed è posta lì come baluardo utile a impedire di finire in quello stato di smarrimento e impotenza.

Il saper fare nella cura.
Intervista a Marina Severini, psicoanalista AME dell’EPFCL.

Forum Lacaniano.

13/09/2025

𝗝𝗮𝗰𝗾𝘂𝗲𝘀 𝗟𝗮𝗰𝗮𝗻 – 𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗶𝗼
Il sintomo parla al posto del soggetto, custodendo una verità che egli non riesce a dire. In analisi il paziente incontra il proprio desiderio, che non è mai pienamente soddisfatto ma sempre segnato dalla mancanza. L’analista non offre adattamento né consolazione: si fa specchio del desiderio, fino a che il soggetto possa riconoscere la propria parola.

𝙅𝙖𝙘𝙦𝙪𝙚𝙨 𝙇𝙖𝙘𝙖𝙣

Indirizzo

Piaggia Colombata 2C
Perugia
06123

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 13:00

Telefono

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