13/08/2026
A 40 gradi o giù di lì ,la pelle, deve essere protetta dall’attacco massiccio del sole che, tramite i raggi ultravioletti,oltre a causare eritemi e scottature, accelera l’invecchiamento cutaneo (photoaging) con conseguente riduzione dell’ elasticità dei tessuti. A prescindere dal tipo di pelle (chiara, olivastra o scura) l’imperativo è usare sempre un’alta protezione alle prime esposizioni,per poi poter ridurre l’SPF man mano che la melanina viene prodotta dai melanociti.
SOLE OK-SOLE KO
Il sole fa bene perché serve alla sintesi della vitamina D è un antidepressivo naturale e può essere utile in diverse patologie cutanee, ma è anche un acerrimo nemico per colpa dei famigerati radicali liberi che danneggiano le cellule cutanee. Le conseguenze di lunghe e incaute esposizioni al sole vanno dal semplice invecchiamento della pelle, alle macchie scure permanenti sino ai più pericolosi melanomi . Ecco perche è importante proteggersi adeguatamente contro le radiazioni solari.
Le ultime ricerce in campo dermatologico evidenziano anche l’effetto che UVB,UVA e IR posso avere a livello mitocondriale sui telomeri del DNA e,alla luce di queste evidenze, molti laboratori hanno ridisegnato le formulazioni in senso ulteriormente protettivo attraverso due precise strategie formulative:
-l’inserimento di sistemi enzimatici e antiossidanti tesi a proteggere e riparare i telomeri di DNA,e di sfruttare anche l’azione di peptidi specifici ad azione lentiva.
-la rielaborazione delle emulsioni con parametri piu’ sebo- simili,in virtu’ dell’importanza della composizione del sebo umano come co-fattore protettivo.(vedi squalene).
Quest’ultimo aspetto ,sempre legato ad aspetti genetici ,nasce dall’aver constatato che ,a livello evolutivo,i primati,perdendo la folta peluria che fungeva da protezione nei confronti dei raggi solari,si sono riorganizzati producendo piu’ melanina e attivando maggiormente le ghiandole sebacee che contengono sostanze foto protettive come appunto lo squalene. Insomma soprattutto dopo il sole ...mai senza il(fito)squalene o più stabile squalano. Da olive e non da squali.