Psicoterapia e Mediazione Familiare, Psi.Med

Psicoterapia e Mediazione Familiare, Psi.Med Psicoterapia, Psichiatria, Psicologia, Mediazione Familiare e Ipnosi Medica Dott. Ugo Mancini, medico psichiatra, psicoterapeuta, ipnologo, dott.

Associazione professionale di Psichiatria, Psicoterapia, Psicologia, Mediazione Familiare e Ipnosi Clinica per la diagnosi e il trattamento del disagio psicologico, nonché per l'assistenza alle coppie e alle famiglie. in filosofia, già docente C.O.I.R.A.G. di psicoterapia a Roma. Tiziana Felicioni, psicologo clinico, psicoterapeuta, mediatore familiate, dott. in economia, già psiconcologa presso il centro Chianelli di Perugia.

IDIOCRAZIA "Don't Look Up" - regia di Adam McKay, 2021.In un presente distopico, un meteorite sta per schiantarsi contro...
31/12/2021

IDIOCRAZIA
"Don't Look Up" - regia di Adam McKay, 2021.

In un presente distopico, un meteorite sta per schiantarsi contro il pianeta Terra.
Gli scienziati hanno un bel dire che ogni specie vivente è condannata all'estinzione nell'arco di soli sei mesi, se non si agisce in tempo.
Infatti, purtroppo:
1. la gente comune è troppo presa dai gossip sui social per curarsene,
2. i media sono più attenti a fare audience che informazione,
3. la politica è troppo impegnata a manipolare l'elettorato e, quindi,
4. sarà come al solito l'estabilishment capitalista (il quale tiene in pugno sia i politici che le masse), a prendere la risoluzione definitiva...
..e catastrofica!

Un film Netflix imperdibile (!!!), con un cast di eccezione (Leonardo di Caprio, Meryl Streep, Jennifer Lawrence etc.) e che sa navigare con efficacia nel triangolo delle Bermuda di tre cult movie:
1."Quarto Potere" di Orson Welles (1949), del quale riprende il tema della manipolazione mediatica del non-pensiero collettivo,
2. "Armageddon" di Michael Bay (1998), del quale ironizza l'impavida cavalcata spaziale incontro al pericolo e, sicuramente,
3. "Mars Attaks!" di Tim Burton (1996), per la denuncia ironica ma spietata di una tecnocrazia sostanzialmente imbecille.

A mio avviso, un capolavoro nel genere fantapolitico (sempre che ad esso sia riducibile) che, scritto in epoca pre-covid, denuncia la posizione
1. superficiale dell'uomo comune,
2. disorientante dei media,
3. menefreghista degli apparati politici,
4. cinica dei sistemi economici e
5. alfine ondivaga della scienza,
nei riguardi della emergenza climatica (per dichiarazione stessa del regista) ma, estesamente, di tutti i gravi problemi che affliggono il genere umano.
Il chiacchiericcio mediatico sollevato dal film, identico a quello descritto "nel" film, non fa che confermarne la visione disincantata e apocalittica della società moderna.

Vivremmo noi tutti sotto la dominazione di una plutocrazia sostanzialmente id**ta, perché id**ta lo è il genere umano nel suo complesso.
Alla fine, se il meteorite ci schiaccerà, a quanto pare non farà estinguere alcuna specie veramente senziente e, se ci saranno sopravvissuti, la scamperanno solo quei pochi sfatti, abietti, corrotti ricconi, francamente troppo male in arnese per riprodurre il genere umano.

Don't Look Up!, come a dire: non alzare il capo, tira diritto, di queste cose ce ne curiamo ai vertici!
"Andrà tutto bene"

DINAMICA DI GENERETwist memorabile nel "Pulp Fiction" di Quentin Tarantino (1994).Un recalcitante Vincent Vega (John Tra...
29/12/2021

DINAMICA DI GENERE

Twist memorabile nel "Pulp Fiction" di Quentin Tarantino (1994).
Un recalcitante Vincent Vega (John Travolta) cede all'invito alle danze di Mia Wallace (Uma Thurman), moglie del suo boss, la quale vuole vincere una gara di ballo.

Benché non vi sia nulla di esplicitamente sessuale, travolge la carica erotica della sequenza, a partire da lei che si presenta al pubblico con voce suadente, femminile, per poi introdurre lui, mimando il tono maschile.
Quindi, particolare importante, si tolgono entrambi le scarpe, per poi ballare l'uno sempre di fronte all'altra, scalzi!

Le movenze da mantide della Thurman in questo amplesso virtuale, raffrontate alla postura pugilistica di Travolta, sguardo lei intenso, lui addirittura truce, riconfermano le posizioni maschile/femminile della coppia, ma senza dominanza di genere, in perfetto ritmo con il R&R di Chuk Berry ("You Never Can Tell", 1964).
Anche se a condurre è indubbiamente lei.

L'esito tragicomico, tipicamente tarantiniano, di questa scappatella, vedrà lei collassata per overdose e lui che le trafigge il cuore, ma non con il dardo di Cupido, bensì con una siringa di adrenalina, per salvarla dall'arresto cardiaco.
Indimenticabili

I do believe Marsellus Wallace, my husband, your boss, told you to take ME out and do WHATEVER I WANTED. Now I wanna dance, I wanna win. I want that trophy, ...

Tanti auguri a Stan Lee (Stanley Martin Lieber, New York, 28 dicembre 1922 - Los Angeles,12 novembre 2018) che oggi avre...
29/12/2021

Tanti auguri a Stan Lee (Stanley Martin Lieber, New York, 28 dicembre 1922 - Los Angeles,12 novembre 2018) che oggi avrebbe compiuto 99 anni.

Paradossalmente, sia l'ideatore dell'Uomo Ragno, sia Jerry Siegel & Joe Shuster, inventori di Superman, che meglio di chiunque hanno saputo rappresentare il mito dell'übermensch con i loro supereroi, erano ebrei.

Supereroi, ma con superproblemi ❣

MAUS - graphic novel di Art Spiegelman, 1980."È questa la faccia di un ratto? Sono questi gli occhi di un ratto? Non ha ...
26/12/2021

MAUS - graphic novel di Art Spiegelman, 1980.

"È questa la faccia di un ratto? Sono questi gli occhi di un ratto? Non ha occhi un Ebreo..." [Schindler's List - Stephen Spielberg - 1993]

CHE LE STORIE NON FINISCANO MAI[Spoiler Alert]"La Storia Infinita", film del 1984 del regista tedesco Wolfgang Petersen,...
19/12/2021

CHE LE STORIE NON FINISCANO MAI
[Spoiler Alert]

"La Storia Infinita", film del 1984 del regista tedesco Wolfgang Petersen, tratto dall'omonimo romanzo di Michael Ende (1979), racconta una storia fantasy la cui narrativa percorre sostanzialmente due binari: da un lato la realtà, dall'altro la fantasia.

La realtà è quella dove vive il piccolo Bastian: essa è fatta, come quella di molti, puramente di doveri e di lotta; nel suo specifico, di studio e di bullismo.
Tuttavia Bastian trova rifugio nella lettura ed è appunto un libro che per lui funziona da portale verso un altro mondo: il libro si intitola "La Storia Infinita" e racconta di un regno: Fantàsia.

Fantàsia è un paese di fantasia dove ogni cosa immaginata dagli esseri umani è reale, e qui vive l'alter-ego di Bastian: Atreiu.
Fantàsia si contrappone alla realtà perché essa è caratterizzata da libertà e concordia. Fantàsia è infatti una dimensione ideale creata da tutti quegli esseri umani che, pur vivendo nella realtà, ancora sono in grado di sognare e sperare.
La storia è infinita appunto perché la fantasia umana, e dunque Fantàsia che la rappresenta, non ha confini.
Ma...
..ma un lupo, Gmork, sta scatenando il Nulla che ora distrugge Fantàsia.
Laddove Fantàsia è il regno dei sogni e della speranza degli uomini, nel contrappasso del libro, che infatti è scritto in rosso e in verde nella edizione originale, (rispettivamente e significativamente per gli accadimenti nel mondo reale e in Fantàsia), il Nulla rappresenta il materialismo e la disperazione che dilagano ovunque.

Il disegno di Gmork è quello di annientare letteralmente Fantàsia per ottenere il potere sugli uomimi. Infatti, se l'umanità rinuncerà a sperare e dimenticherà i suoi sogni, sarà più facile dominarla, "perché è più facile dominare chi non crede in niente", spiega Gmork ad Atreiu nel loro confronto finale.

Singolare è il fatto che Gmork, che pure è un personaggio di Fantàsia ed è dunque un prodotto esso stesso della fantasia degli uomini, "sa"; sa cioè del mondo reale ed è proprio questo che intende conquistare.
Se quindi Gmork è disposto a distruggere Fantàsia alla quale pure appartiene, vuol dire che egli è certo di esistere anche nella realtà perché, lo si capisce, come Atreiu in Bastian (ma anche il Fantasidrago nello scorbutico Libraio, secondo me, e la Principessa nella mamma di Bastian, da costui invocata all'atto di gridare il fatidico nome nella tempesta), anche Gmork deve avere un corrispettivo nel mondo reale.

Credo che gli alter-ego reali di Gmork siano più di uno: sono tutti quelli che, come i piccoli bulli che tiranneggiano Bastian costringendolo a trovare scampo nei bidoni della spazzatura, fanno, dei sogni di chi ha ancora fantasia, pura immondizia.

Al centro di Fantàsia resiste la roccaforte della Principessa.
Costei non ha un suo nome. Solo se lo otterrà da un umano, allora Fantàsia sarà salva. Per far ciò, quell'essere umano, meglio se un bambino perché non ancora disincantato come gli adulti, dovrà arrivare a credere che il mondo ideale di Fantàsia, con tutte le sue buffe creature, esiste davvero, al paro del mondo reale.

Si chiede quindi a Bastian sostanzialmente un atto di fede e, per questo, la Principessa invia Atreiu in missione verso i neo-confini del regno, sostanzialmente verso il Nulla, non tanto per trovare alcunché, ma per dar vita a una storia che, venendo letta da Bastian in una soffitta, lo avvinca a tal punto da farlo identificare in Atreiu onde convincerlo che Fantàsia esiste davvero.
Mentre infatti l'identificazione di Atreiu in Bastian è già avvenuta quando egli si specchia al termine della prova iniziatica dell'Oracolo, Bastian si riconoscerà in Atreiu solo all'ultimo quando, nel libro, vi legge la principessa invocare dispetata il suo nome, il nome di Bastian!

L'opera di Ende è geniale perché, al doppio binario di fantasia-realtà, l'Autore vi aggiunge il meta-livello di noi che leggiamo il suo romanzo.
Si intenda: noi qui, nel nostro mondo reale, leggiamo un romanzo intitolato "La Storia Infinita", nel quale seguiamo la vicenda di Bastian che, nel (suo) mondo reale, legge una fiaba, sempre intitolata "La Storia Infinita", nel quale segue l'avventura di Atreiu che noi pure leggiamo.
Bastian legge dunque di Atreiu così come noi leggiamo di entrambi, di Bastian e di Atreiu ma, ci viene da chiederci: c'è qualcuno che al contempo sta leggendo di noi? Siamo noi pure personaggi di fantasia, protagonisti di una Storia Infinita, da altri letta e così via? Chi è lo scrittore finale?

Una vertigine epistemologica non troppo da approfondire se si vuol mantenere salde le proprie certezze.
Tuttavia quanti di voi, vinti da uno slancio di pura fantasia e abdicando all'esercizio della ragione, hanno provato se non altro l'impulso di gridare ai quattro venti: "il nome della Principessa è..."?
E quanti proprio lo hanno fatto? Perché, come cantava Edoardo Bennato a proposito di un'altra Fantàsia, l'Isola Che Non C'è, "se ti prendono in giro se continui a cercarla, tu non darti per vinto perché, chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle, forse è ancora più pazzo di te".

Buona visione e buona lettura

STRAPPARE LUNGO I BORDI."Siamo come i fili d'erba", tutti uguali da lontano, ma visti da vicino ciascuno diverso. [Zeroc...
01/12/2021

STRAPPARE LUNGO I BORDI.
"Siamo come i fili d'erba", tutti uguali da lontano, ma visti da vicino ciascuno diverso. [Zerocalorie, Netflix, 2021].

"Zero", un adolescente che vediamo crescere (ma non maturarsi) chiuso nella corazza dell'armadillo che interpreta la sua coscienza, è il ritratto nichilista di una generazione che stenta a ritagliarsi un profilo nella società.

Finché un evento funesto non gli insegna che è necessario aprirsi anche se si viene feriti. Infatti poi il male passa, si forma la cicatrice che, anche se resta, "in fondo è anche bella, perché è una medaglia che non ti può essere tolta, è la vita".

P.S: il linguaggio scurrile di tendenza si fa perdonare dalla potenza del messaggio da questa serie animata trasmesso

NOTIZIE DAL MONDO. (2020) "Per andare avanti, prima devi ricordare".Texas, 1870. Uniti dal caso, un reduce della Guerra ...
21/11/2021

NOTIZIE DAL MONDO. (2020)
"Per andare avanti, prima devi ricordare".

Texas, 1870.
Uniti dal caso, un reduce della Guerra Civile e un'orfana tirata su dagli Indiani devono seppellire i propri ricordi per andare avanti, assieme.
Un dolcissimo Western di Paul Greengrass, tratto da un romanzo del 2016 di Pauletta Jiles, con un sorprendente Tom Hanks.

Un veterano della guerra civile che legge le notizie di città in città affronta un pericoloso viaggio attraverso il Texas per portare un'orfana in una nuova casa.

LA BALLATA DI BUSTER SCRUGGS (2018). "Le persone sono come i castori, sono tutte uguali". La vita affidata al caso nel s...
20/11/2021

LA BALLATA DI BUSTER SCRUGGS (2018).
"Le persone sono come i castori, sono tutte uguali".
La vita affidata al caso nel singolare Far West dei fratelli Joel ed Ethan Coen

LA NOTTE CHE MORÌ GWEN STACYÈ questa una delle storie Marvel piú tristi, coinvolgenti e importanti di tutti i tempi, la ...
30/09/2021

LA NOTTE CHE MORÌ GWEN STACY

È questa una delle storie Marvel piú tristi, coinvolgenti e importanti di tutti i tempi, la storia che ha fatto perdere l'innocenza ai Supereroi per sempre.
Peter Parker, come i suoi giovani lettori, ha bisogno di percorrere la strada che lo porterà alla definitiva maturazione psicologica, e ciò che Stan Lee, Genry Conway, John Romita e l’editor Roy Thomas sanno bene, è che questa strada è cosparsa di prove dolorose.
"Quante strade deve percorrere un uomo prima di essere chiamato uomo?" si interrogava Bob Dylan nel '62. Qui, dieci anni più tardi, la strada del giovane Peter diviene faticosissima, perché uno dei dolori più lancinanti è la morte della persona alla quale ci si è legati per amore.

Nel mondo fatto di carta dei comics, le decisioni dei suoi creatori si fanno realtà e, malgrado ai personaggi dei fumetti difficilmente accada (anche se per la terza volta tocca allo sventurato Peter, dopo la morte violenta sia dello zio Ben,
sia del padre di Gwen), proprio Gwen Stacy, l'amore eterno di Peter Parker, muore.

È così che accade: Norman Osborn, alias Goblin, rapisce Gwen e la porta sul Brooklyn Bridge dove avverrà lo scontro con Peter Parker, alias Spideman. Il Goblin lancia la ragazza priva di coscienza nel fiume e Spiderman, in un disperato tentativo di salvarla, l’afferra per una caviglia con la sua ragnatela per evitare che lei si schianti contro la superficie dell’acqua.
Egli pensa sia salva, noi tutti crediamo che ancora una volta l'eroe abbia vinto ma, come la ragnatela arresta bruscamente la caduta di Gwen, leggiamo sulla pagina l’onomatopea più tragica: è il suo collo che si spezza per il contraccolpo, con un lapidario SNAP!

La potenza della nona arte, il fumetto, è racchiusa tutta in questo piccolo effetto sonoro. Quattro semplici lettere rivelano al lettore la più cruda delle realtà, l'implacabile volontà dell’Autore, quella verità maledetta che Peter Parker non può accettare. Spiderman, per la terza volta, lo ha tradito, e cioè proprio lui, Peter, che ne indossa la maschera, è venuto meno a se stesso e, non certo per propria intenzione, ma comunque a causa sua, un altro innocente ha pagato con la vita. Gwen è morta.

La morte di Gwen rappresenta uno spartiacque epocale, è il capovolgimento di un topos narrativo, è la damigella in pericolo che non viene salvata dal suo cavaliere. E’ il Male che trionfa sul Bene, l’eroe che perde ma, soprattutto, che perde la testa perché, contaminato dall'odio del suo nemico, giacché pure lui "umano, troppo umano", avrebbe detto Nietzsche, gli grida disperato che lo ucciderà per vendetta!

"Il sorridente" Stan Lee, così lui amava siglarsi, qui destabilizza un'etica inviolabile, demolisce ogni certezza, mettere in dubbio la speranza e insinua, nella mente dei teenager, la possibilità che la donna, ancora per mentalità dell'epoca affidata al suo uomo, possa morire proprio a causa di lui e che questi, una sorta di boyscout con superpoteri, impazzito di dolore, diventi una erinne vendicatrice!

Gwen, da figura di contorno, con la sola utilità di dare spessore al supereroe sul piano affettivo, come una Giulietta o una Ofelia, viene elevata a simbolo dell’amore perduto tragicamente. Queste emozioni, questi avvenimenti, questi colpi di scena difficilmente vedrebbero la luce nelle opere a fumetti di oggi. Queste vicissitudini, generate da Autori di altri tempi, rimangono, anche a distanza di decenni, come colonna portante del genere supereroistico. Mai, prima di allora, un eroe aveva dovuto affrontare un lutto simile, sentirsi pervaso dall'odio, dominare lo spirito della vendetta per restare incorotto e vincere il Male, quello che ognuno si porta dentro, non già incarnato dal supervillain di turno.

In poche pagine, la Marvel Comics scrive un capitolo enorme della storia del fumetto, destinato a porre fine alla Silver Age, l’epoca dei comics spensierati, per darne vita a una nuova: la più cupa e realistica Bronze Age.
"Da grandi poteri derivano grandi responsabilità", come insegnatogli dallo zio Ben, unica figura paterna che Peter abbia mai conosciuto, e da grandi dolori derivano grandi uomini (e donne).
O almeno così dovrebbe essere.
Lungo la strada tracciata dalla penna di Stan Lee, un personaggio di carta e di china diviene un modello di grande ispirazione, e un ragazzo che ogni lettore ha imparato ad amare, diventa un uomo!

(Da Amazing Spider-Man vol 1 # 121, Giugno 1973, un capolavoro!)
Un grazie a Mattia Bizzarri per il soggetto originale prestatomi per questo post

MY OCTOPUS TEACHER (Il Mio Amico In Fondo Al Mare) - Documentario Netflix, 2020Può un biologo marino innamorarsi di una ...
21/09/2021

MY OCTOPUS TEACHER (Il Mio Amico In Fondo Al Mare) - Documentario Netflix, 2020

Può un biologo marino innamorarsi di una piovra?
Sì, se costei mostra di saperlo ricambiare.

L'amore come linguaggio universale

WOMAN IS THE NI**ER OF THE WORLD (John Lennon)***Spoiler Alert***Una giovane donna, in fuga dal padre perché con lui in ...
12/09/2021

WOMAN IS THE NI**ER OF THE WORLD (John Lennon)
***Spoiler Alert***

Una giovane donna, in fuga dal padre perché con lui in disaccordo, si rifugia in un paesino, ospite della gente che all'inizio appare accogliente, benevola.

Ma poi la scena progressivamente cambia: tutti, ciascuno a suo modo, la maltrattano, la schiavizzano e la abusano nel modo più crudele.

Una allegoria al femminile (attualissima) della figura di Gesù e del modo in cui l'idiozia umana Lo ha accolto e alfine massacrato...
Fino all'arrivo del Padre che la salva e scatena sul paesello il doveroso Giudizio.

La scenografia piatta, che mette in scena il luogo del dramma come una semplice mappa disegnata al suolo, senza alcuna verticalità, rappresenta l'assoluta mancanza di elevazione, quindi di prospettiva spirituale del genere umano e delle sue opere.

Ancora un tema sacro sviluppato dal grande regista Lars Von Trier: "Dogville", 2003.

JIMMY (JAMES VICTOR) SCOTT (1925-2014)Voce (femminile) da contralto: dovuta alla sindrome di Kallmann, forma genetica di...
08/09/2021

JIMMY (JAMES VICTOR) SCOTT (1925-2014)

Voce (femminile) da contralto: dovuta alla sindrome di Kallmann, forma genetica di ipogonadismo.

Talento nella diversità

Provided to YouTube by Universal Music GroupDay By Day · Jimmy ScottMood Indigo℗ 2000 Milestone RecordsReleased on: 2000-01-01Producer: Todd BarkanAssociated...

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