04/07/2026
" Buongiorno Maria Assunta, BELLISSIMA SERATA, SPETTACOLI STUPENDO E, PER ME, MOLTO EMOZIONANTE.
Ci terrei, se qualcuno avesse fatto una registrazione, avere la chiavetta, ASSOLUTAMENTE, perché mi ha rotto il cuore in mille pezzi e mi ha fatto commuovere fino alle lacrime, ho rivisto mia figlia in ognuna di quelle coraggiose giovani donne che hanno voluto rischiare di affrontare un pubblico più vasto di quello a cui fossero già abituate. DEVI DIRE LORO CHE SONO STATE QUASI DELLE PROFESSIONISTE, e io frequento il Teatro da parecchi anni oramai.
Vi ringrazio sempre per il vostro affetto nei miei, nei nostri confronti, state contribuendo al fatto che mia figlia stia iniziando, come Antigone, a smontare la gabbia della sua malattia, che tante volte ho visto rappresentata nei suoi disegni dei vari diari di questi suoi,e nostri, orribili ultimi sei anni. So che la strada non è ancora finita, e che, forse, questo tempo avrà lasciato, lo ha fatto già sul suo corpo di fanciulla, dei segni profondi e chissà, non del tutto cancellabili anche dalla sua personalità, dalla sua anima: alla fine di ogni, anche brevissimo, viaggio non si è mai uguali a chi eravamo alla nostra partenza, ma mi auguro con tutto il mio, i nostri cuori, che da quei segni spunti l'oro dell'Kintsugi, che in Giappone è una filosofia di vita : ogni cosa ROTTA va riparata coi bordi tra i cocci ricoperti d'oro, così da diventare unica e più preziosa, non inutile o da gettare, ma da conservare, con memoria e rispetto.
Grazie ancora per tutto, con sincero affetto e amicizia.
Ti ringrazio anche della proposta di partecipare, in qualche modo, al prossimo laboratorio teatrale, dove mi piacerebbe fare qualsiasi cosa per offrire un mio, piccolissimo, contributo a ciò che date ogni giorno, senza alcun compenso, per l'aiuto, per la salvezza di queste fanciulle e fanciulli, troppo spesso, altrove, lasciati solo ad affrontare questi loro enormi silenzi, dolori, vuoti, di un cuore troppo pieno di desiderio di vita che non riesce a vincere sulla rassegnazione che ma più nulla potrà cambiare, queste loro paure, solitudini"