29/07/2026
È una forma di gelosia di cui si parla poco. Forse perché fa vergognare. O forse perché sembra assurda.
Eppure, in terapia, può emergere più spesso di quanto immaginiamo.
Il punto, però, raramente è il migliore amico.
Quando osserviamo il nostro partner con una persona importante per lui, possiamo accorgerci di una complicità, di una spontaneità o di una leggerezza che ci fanno sentire esclusi.
Ed è qui che nasce il paradosso.
Più l’attenzione si concentra sul migliore amico, più il migliore amico diventa il problema.
E meno spazio resta per guardare la relazione.
La mente cerca un responsabile.
La relazione, invece, sta facendo una domanda.
È importante ricordare che ogni legame ha una funzione diversa.
L’amicizia e la relazione di coppia non sono in competizione.
Un migliore amico offre uno spazio.
Il partner ne offre un altro.
Pretendere che siano uguali significa chiedere a una relazione di fare il lavoro di un’altra.
La domanda, allora, non è:
“Perché con lui è così?”
La domanda può diventare:
“Che cosa mi sta raccontando questa sensazione sul posto che sento di avere nella nostra relazione?”
Perché, a volte, la gelosia non nasce dal desiderio di allontanare un terzo.
Nasce dal bisogno di sentirsi nuovamente inclusi nel proprio legame. 🤍