Studio Cronos

Studio Cronos Studio di Psicologia, Neuropsicologia & Salute.

Nel lavoro dello psicologo prendersi cura di sé non è uno sfizio, un lusso o un semplice desiderio di staccare: è una ne...
17/08/2026

Nel lavoro dello psicologo prendersi cura di sé non è uno sfizio, un lusso o un semplice desiderio di staccare: è una necessità professionale.
Lo psicologo, infatti, lavora anche attraverso se stesso: la propria presenza, la lucidità, l’equilibrio emotivo, l’empatia e la capacità di ascoltare profondamente l’altro sono veri e propri strumenti di lavoro.

Ogni giorno entra in contatto con sofferenze, paure, traumi, conflitti e fragilità, sostenendo un carico emotivo che richiede attenzione e presenza costanti. Per continuare ad accogliere tutto questo con competenza, senza perdere sensibilità, concentrazione e qualità dell’ascolto, è indispensabile avere il tempo di recuperare le proprie energie.

Per questo le ferie dello psicologo non sono tempo sottratto ai pazienti, ma tempo necessario per poter tornare a essere pienamente presente per loro. Riposare, rallentare, dedicarsi alla propria vita e prendere temporaneamente distanza dal carico delle sedute permette di preservare la qualità della relazione terapeutica.

Riposarsi non significa prendersi meno cura degli altri: significa creare le condizioni per continuare a farlo bene.
Perché quando la persona è parte dello strumento professionale, avere cura di quello strumento non è facoltativo: è parte della responsabilità verso chi si affida a noi.

La psicoterapia è un luogo in cui, lentamente, si impara ad abitare se stessi.Non promette cieli sempre sereni.Insegna a...
15/08/2026

La psicoterapia è un luogo in cui, lentamente, si impara ad abitare se stessi.

Non promette cieli sempre sereni.
Insegna a riconoscere il temporale senza credere che il cielo sia finito.

Perché la mente, quando ha paura, sa inventare tempeste: trasforma un errore in una condanna, un silenzio in un abbandono, uno sguardo distratto in un giudizio. Dipinge il mondo di bianco o di nero perché le sfumature, a volte, fanno più paura delle certezze.

E così, seduta dopo seduta, impari che non tutto ciò che pensi è vero e non tutto ciò che senti deve diventare il tuo destino.

Impari a lasciare che dentro di te convivano cose che credevi incompatibili: l’amore e la rabbia, la nostalgia e il desiderio di andare via, la paura e il coraggio, la gratitudine e il dolore.

Scopri che maturare non significa scegliere quale parte di te abbia ragione, ma diventare abbastanza grande da poterle contenere entrambe.

Poi, un giorno, comprendi anche che non tutto nella vita può essere riparato.

Ci sono ferite che diventano cicatrici, domande che continuano a camminarci accanto, assenze per le quali nessuno potrà restituirci ciò che abbiamo perduto.

E forse guarire non significa liberarsi di tutto questo.

Forse significa fare spazio.

Fare spazio al dolore senza consegnargli tutta la casa.
Alla paura senza permetterle di scegliere la strada.
Al passato senza lasciargli scrivere anche il futuro.

La psicoterapia non insegna a diventare invulnerabili.

Insegna qualcosa di più umano:
a restare interi anche quando dentro di noi qualcosa trema.

E forse, alla fine, guarire è proprio questo:
non aspettare che il mare smetta di muoversi,
ma imparare, poco alla volta,
a non avere più paura delle proprie onde.

Ci sono luoghi che sembrano ricordarci che la bellezza non nasce dalla perfezione, ma dall’incontro delle differenze.Por...
13/08/2026

Ci sono luoghi che sembrano ricordarci che la bellezza non nasce dalla perfezione, ma dall’incontro delle differenze.

Porte, specchi, colori, crepe, passaggi.
Ogni cosa porta con sé una storia e trova il proprio posto senza dover somigliare a ciò che le sta accanto.

Forse la psicoterapia è anche questo: uno spazio in cui smettere, poco alla volta, di cercare la forma giusta per essere accolti.

Arriviamo portando ciò che mostriamo e ciò che abbiamo imparato a nascondere. Le parti ordinate e quelle confuse. Le nostre certezze e le contraddizioni. I desideri che abbiamo ascoltato e quelli che, per adattarci alle aspettative degli altri, abbiamo lasciato indietro.

Il percorso terapeutico non serve a renderci perfetti, né a trasformarci in qualcun altro.

Ci aiuta piuttosto a guardarci nella nostra interezza, a riconoscere ciò che ci appartiene e a fare spazio anche a quelle parti di noi che per molto tempo abbiamo considerato sbagliate, scomode o inaccettabili.

Perché diventare se stessi, a volte, non significa aggiungere qualcosa.

Significa smettere di togliere parti di sé per sentirsi degni di essere accolti.

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Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
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