18/11/2024
Silente e decisa.
Come un senso di pesantezza, un carico invisibile che ci tira verso il basso.
Le spalle possono incurvarsi, il respiro diventare più lento, e possiamo sentirci stanchi, come se il mondo fosse troppo grande da sostenere.
Ogni gesto sembra richiedere più energia del solito.
Intorno a noi, qualcosa sembra cambiare. I colori sono meno vividi, i suoni più lontani, e le persone intorno sembrano distanti.
Può presentarsi come una sensazione di mancanza,
come se ci mancasse qualcosa di importante.
Non sempre riusciamo a definire esattamente cosa, ma è una sensazione profonda.
A volte è legata a una perdita concreta, altre volte a un’aspettativa non realizzata o a un desiderio rimasto insoddisfatto.
{Questa è una piccola descrizione della tristezza che ho accolto, sperimentato, ascoltato.
Ma non è ovviamente la descrizione della (tua) tristezza.
Per cui, ti invito a leggere queste parole, con una giusta - per te distanza}.
Quando la tristezza arriva, come un'ospite indesiderata spesso non siamo buoni padroni di casa.
Non le diamo accoglienza, non le diamo spazio, blindiamo tutte le porte e talvolta lasciamo soldatini sull'uscio pronti ad attaccare, vispi ed energici.
"Se entri, facciamo i conti".
Aumentano le armature, i combattenti, le lotte.
Ma tu, hai mai provato a darle forma e voce?
Se ti fermi, e ascolti la tua tristezza, cosa ha da dirti?