Dott.ssa Alessandra Rozzi-Psicologa

Dott.ssa Alessandra Rozzi-Psicologa Psicologa clinica, Psicoterapeuta sistemico relazionale e familiare

Questa domenica ho preso un libro, sono andata nel bosco e mi sono concessa qualche ora tutta per me.Ero da sola.Per mol...
03/08/2026

Questa domenica ho preso un libro, sono andata nel bosco e mi sono concessa qualche ora tutta per me.

Ero da sola.

Per molto tempo siamo portati a pensare che alcune esperienze abbiano valore solo se condivise. Così aspettiamo: l’amico disponibile, il partner, il momento perfetto.

Ma nel frattempo rischiamo di rimandare anche ciò che ci farebbe stare bene.

Saper trascorrere del tempo con se stessi non significa preferire la solitudine o non avere bisogno degli altri. Significa non mettere la propria vita in pausa nell’attesa che qualcuno possa viverla insieme a noi.

Le relazioni sono preziose. Ma anche la relazione che costruisci con te stesso merita spazio, tempo e presenza.

💚 Ti lascio una domanda:

Qual è quella piccola cosa che continui a rimandare perché aspetti qualcuno con cui farla?
Ti leggo sotto 👇🏼

A volte il primo cambiamento non è nello specchio, ma nello sguardo con cui scegli di incontrarti 🫂 💬 Ti è mai capitato ...
30/07/2026

A volte il primo cambiamento non è nello specchio, ma nello sguardo con cui scegli di incontrarti 🫂

💬 Ti è mai capitato di accorgerti che, nei giorni più difficili, anche l’immagine che avevi di te sembrava cambiare?

Qual è la frase che ti ha fatto sentire davvero compresə?E quale, invece, ti ha feritə anche se detta con buone intenzio...
08/07/2026

Qual è la frase che ti ha fatto sentire davvero compresə?
E quale, invece, ti ha feritə anche se detta con buone intenzioni?
Condividi la tua esperienza nei commenti, ti leggo ❤️

Molti adulti compiacenti erano bambini che hanno imparato che per essere amati era meglio adattarsi. Da piccoli imparano...
18/06/2026

Molti adulti compiacenti erano bambini che hanno imparato che per essere amati era meglio adattarsi. Da piccoli imparano a non dare fastidio, a rimpicciolirsi, e da grandi, spesso, non sanno più scegliere.
“Ma perché fai sempre così?”

Molti adulti si sentono rivolgere questa domanda senza rendersi conto che il loro modo di stare nelle relazioni non nasce dal nulla.

Se da bambini abbiamo imparato che i nostri bisogni erano “troppo”, che le nostre emozioni andavano corrette, che era più sicuro adattarsi che esprimersi, potremmo crescere diventando persone che fanno fatica a dire di no, a scegliere, a riconoscere ciò che desiderano davvero.

Non perché non abbiano carattere.
Non perché siano deboli.
Ma perché hanno imparato a guardare prima gli altri e poi se stessi.
La buona notizia è che questo schema può essere compreso e trasformato.

Il lavoro terapeutico aiuta a distinguere ciò che abbiamo imparato a essere da ciò che siamo realmente.
Aiuta a riconoscere i propri bisogni, dare valore alle proprie emozioni e costruire scelte più autentiche.
Perché ritrovare se stessi non significa diventare qualcuno di diverso, ma tornare ad ascoltare quella parte di noi che, per tanto tempo, è rimasta in silenzio.

✨ Tu quanto spazio dai ai tuoi bisogni nelle tue relazioni?

A volte crediamo che aver sbagliato strada significhi aver sbagliato tutto.Ma la vita non funziona così. Perché cisi per...
26/05/2026

A volte crediamo che aver sbagliato strada significhi aver sbagliato tutto.
Ma la vita non funziona così. Perché ci
si perde, si devia, si ricomincia.
E intanto il percorso continua. 🤍

Ci sono frasi che non restano fuori.Entrano dentro, piano piano.“Sei troppo…”Troppo grossə, troppo magrə, troppo muscolo...
21/05/2026

Ci sono frasi che non restano fuori.
Entrano dentro, piano piano.
“Sei troppo…”
Troppo grossə, troppo magrə, troppo muscolosə, troppo visibile.
E anche quando provi ad andare avanti, una parte di te continua a guardarsi con gli occhi degli altri.
Molte persone non iniziano a sentirsi sbagliate da sole. Ci arrivano dopo anni di commenti, battute, paragoni, consigli mascherati da premura.
Dopo essersi sentitə dire che, così come sono, non vanno bene abbastanza.
E allora nasce quella sensazione costante di inadeguatezza.
La convinzione di dover cambiare corpo, nascondersi, occupare meno spazio per meritare amore, approvazione o valore.
Ma il problema non è mai stato il tuo corpo.
Il problema sono tutte le volte in cui ti hanno fatto credere che dovessi essere diversə per essere accettatə.
A volte guarire significa anche questo:
restituire a se stessi uno sguardo più gentile.
Imparare a non combattere più contro la propria immagine.
Sentirsi finalmente liberə di esistere così come si è. 🦋

19/05/2026

Parliamo a noi stessi in modi che non useremmo mai con qualcuno che amiamo.
In terapia, con pazienti molto critici e autosvalutanti, uso spesso una domanda semplice:
‘Se fosse il tuo migliore amicə a vivere questa situazione… cosa gli diresti?’
La risposta cambia tutto.
Perché spesso siamo pieni di comprensione verso gli altri e spietati con noi stessi.
Allenare un dialogo interno più compassionevole non significa giustificarsi o ‘piangersi addosso’.
Significa smettere di ferirsi continuamente.”

12/05/2026

A volte non è una pressione esterna, ma qualcosa che porti dentro.
Un’attenzione costante agli altri,alle loro reazioni, ai loro stati d’animo, come se fosse tua responsabilità non farli stare male.
E allora scegli… ma fino a un certo punto.
Perché prima di decidere davvero,
valuti, pesi, anticipi.
“E se ci rimane male?”
“E se deludo qualcuno?”
“E se cambia qualcosa tra noi?”
Questo modo di funzionare non nasce per caso, ma spesso si impara quando essere attenti agli altri era il modo più sicuro per mantenere equilibrio, affetto, relazione. Ma oggi, quella stessa capacità può trasformarsi in fatica.
Perché mentre proteggi gli altri,
rischi di allontanarti da te.

Oggi forse non serve celebrare madri perfette.Forse serve lasciare spazio a tutte le donne e a tutte le storie.Anche que...
10/05/2026

Oggi forse non serve celebrare madri perfette.
Forse serve lasciare spazio a tutte le donne e a tutte le storie.
Anche quelle che non vengono dette ad alta voce 🤍

Cara vecchia solitudine, anche oggi mi ritrovo a fare i conti con te, ma perché non mi lasci in pace?Ti presenti sempre ...
05/05/2026

Cara vecchia solitudine, anche oggi mi ritrovo a fare i conti con te, ma perché non mi lasci in pace?
Ti presenti sempre allo stesso modo:
quando qualcosa non va come speravo,
quando qualcuno non resta come immaginavo,
quando una parte di me si sente di nuovo “non abbastanza”.
E ogni volta mi fai credere che sia il presente.
Che io sia davvero solə.
Che nulla sia cambiato.

Ma la verità è più sottile:
non sei nuova, sei familiare.

Sei quella sensazione antica
che ha imparato a farsi sentire forte
per non essere ignorata.

E allora forse la domanda non è:
“perché non mi lasci perdere?”

ma:
“cosa stai cercando di farmi ricordare?”
“di cosa ho bisogno, proprio qui, proprio ora?”
Non per rimanere intrappolata in te,
ma per smettere di scappare.
Perché oggi posso restare.
E posso non lasciarmi sola. ✨

relazioni benessereemotivo

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